<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~files/feed.xsl"?>
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:feedpress="https://feed.press/xmlns" version="2.0">
  <channel>
    <feedpress:locale>en</feedpress:locale>
    <title>Qelsi Quotidiano</title>
    <atom:link href="http://feedpress.me/qelsiquotidiano" rel="self" type="application/rss+xml"/>
    <link>https://www.qelsi.it</link>
    <description>Quotidiano Sovranista</description>
    <lastBuildDate>Mon, 01 Jun 2020 12:33:06 +0000</lastBuildDate>
    <language>it-IT</language>
    <sy:updatePeriod>
hourly</sy:updatePeriod>
    <sy:updateFrequency>
1</sy:updateFrequency>
    <image>
      <url>https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2017/01/cropped-NUOVO-LOGO-QELSI_SOCIAL.png?fit=32%2C32&amp;ssl=1</url>
      <title>Qelsi Quotidiano</title>
      <link>https://www.qelsi.it</link>
      <width>32</width>
      <height>32</height>
    </image>
    <site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">57174673</site>
    <item>
      <title>ARCADIA2020: 18.000 visualizzazioni al giorno per sfidare il “Grande Fratello” sanitario</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/arcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Antonio Tisci]]></dc:creator>
      <pubDate>Mon, 01 Jun 2020 12:31:53 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Eventi]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[arcadia]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53441</guid>
      <description><![CDATA[<p>Arcadia 2020: libertà, indipendenza e sovranità: tre giorni di confronti, interviste, tavole rotonde sulle tre emergenze del post-Covid: quella sanitaria, quella economica e quella democratica. Un’iniziativa promossa da un’insieme inedito di riviste on-line della nostra area: Secolo d’Italia, Qelsi, Il Primato Nazionale, Meridiana, Il Sovranista, Cultura Identità, Eclettica, il Talebano. Tre giorni nei quali si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/arcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario/">ARCADIA2020: 18.000 visualizzazioni al giorno per sfidare il “Grande Fratello” sanitario</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Arcadia 2020: libertà, indipendenza e sovranità: tre giorni di confronti, interviste, tavole rotonde sulle tre emergenze del post-Covid: quella sanitaria, quella economica e quella democratica.</p>
<p>Un’iniziativa promossa da un’insieme inedito di riviste on-line della nostra area: Secolo d’Italia, Qelsi, Il Primato Nazionale, Meridiana, Il Sovranista, Cultura Identità, Eclettica, il Talebano. Tre giorni nei quali si sono confrontati intellettuali e politici su come il Covid-19 abbia cambiato la nostra percezione della realtà e su come l’emergenza apra nuove sfide di fronte alle quali bisogna farsi trovare attrezzati.</p>
<p>Con una media di più di 18.000 visualizzazioni al giorno, il primo appuntamento di approfondimento politico organizzata interamente on-line può ritenersi riuscito anche dal punto di vista della partecipazione, dimostrando così come esista una gran voglia di discutere, di analizzare e di mobilitarsi che non può essere fermata dalle imposizioni del Governo Conte. Un Governo che ha tentato di costruire intorno a sé un clima di unanimismo permanente per costruire una leadership imposta sulla paura e sull’emergenza.</p>
<p>Il Covid-19 – come spesso accaduto per le grandi epidemie (che insieme alle guerre sono le costanti cause di accelerazione della storia) – può determinare il definitivo mutamento dello scenario internazionale e la definitiva conclusione del ‘900. Infatti, proprio mentre andava in onda Arcadia, il Presidente degli USA Trump da un lato usciva ufficialmente dall’OMS accusandola di essere una longa manus dei Cinesi, dall’altro denunciava le organizzazioni “Antifa” (antifasciste militanti) come organizzazioni terroristiche e, infine, dichiarava guerra a Twitter, intenzionata a censurare anche le dichiarazioni del Presidente della più grande democrazia del mondo. Di contro Cina e Germania completavano il proprio percorso di avvicinamento, con il consenso del Governo Conte che proprio alla Cina e all’Europa germanocentrica strizza l’occhio.</p>
<p>Proprio in questa contrapposizione globale tra il “parastato” delle multinazionali supportate da Cina e Germania e le sovranità nazionali e democratiche difese da USA, Gran Bretagna e Russia si completerà la nascita di nuovi scenari, in cui i sovranisti italiani devono collocare il proprio posizionamento senza nessuna nostalgia verso schemi anche geopolitici ormai sorpassati dalla storia.</p>
<p>Sarà proprio l’Italia, infatti, uno dei luoghi strategici di questa contrapposizione anche in considerazione della sua collocazione nel cuore del Mediterraneo, al centro della penetrazione commerciale cinese avvallata dalla volontà tedesca di trattare la sponda sud dell’Europa come una colonia da poter concedere tranquillamente come merce di scambio per le proprie alleanze.</p>
<p>Anche di questo scontro tra imperialismi economici e democrazie nazionali si è parlato nella tre giorni di Arcadia ma, ovviamente, non è mancata la discussione su quanto sta accadendo in Italia dal punto di vista economico e politico.</p>
<p>Il Covid-19, infatti, da un lato ha mostrato la fragilità del sistema economico italiano e l’incapacità del Potere di offrire misure economiche adeguate e di indicare cambiamenti del modello di sviluppo, dall’altro ha consentito al Governo di sospendere molte libertà costituzionali e diritti individuali, fino ad immaginare un “grande fratello” in grado di monitorare via web gli spostamenti degli italiani.</p>
<p>Nel frattempo, malgrado i divieti governativi, gli italiani esasperati dalla crisi economica sono tornati nelle piazze. Dopo la prima mobilitazione istituzionale promossa dai deputati di Fratelli d’Italia avanti a Montecitorio, che ha dato il segnale di come fosse possibile protestare anche in una fase emergenziale, abbiamo assistito alla mobilitazione in tutta Italia delle Mascherine Tricolori, fino alla più folcloristica chiamata alle armi del Generale Pappalardo con i suoi gilet arancioni.</p>
<p>Ed è proprio alla piazza che si deve guardare per l’ultimo affondo contro il Governo Conte. Infatti è in questa direzione che si stanno muovendo i partiti di opposizione: il 2 giugno ci saranno manifestazioni simboliche promosse in tutte le piazze italiane da Fratelli d’Italia con tutti i partiti di centrodestra, poi a Luglio arriveremo finalmente ad un’unica grande manifestazione nazionale contro il Governo.</p>
<p>Di tutto questo, e non solo, si è discusso ad Arcadia 2020, dimostrando così che la tradizionale capacità della destra italiana di riunire in un confronto creativo intellettuali, politici e base militante non può essere fermata neanche dalla paura del virus e dai divieti del Governo.</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario%2F&amp;t=ARCADIA2020%3A+18.000+visualizzazioni+al+giorno+per+sfidare+il+%E2%80%9CGrande+Fratello%E2%80%9D+sanitario" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=ARCADIA2020%3A+18.000+visualizzazioni+al+giorno+per+sfidare+il+%E2%80%9CGrande+Fratello%E2%80%9D+sanitario&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario%2F&amp;title=ARCADIA2020%3A+18.000+visualizzazioni+al+giorno+per+sfidare+il+%E2%80%9CGrande+Fratello%E2%80%9D+sanitario&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-23-at-19.36.14.jpeg?fit=1024%2C665&#038;ssl=1&amp;description=ARCADIA2020%3A+18.000+visualizzazioni+al+giorno+per+sfidare+il+%E2%80%9CGrande+Fratello%E2%80%9D+sanitario" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/arcadia2020-18-000-visualizzazioni-al-giorno-per-sfidare-il-grande-fratello-sanitario/">ARCADIA2020: 18.000 visualizzazioni al giorno per sfidare il “Grande Fratello” sanitario</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53441</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Trump condanna come terrorismo l’antifascismo militante in USA</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/trump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Sun, 31 May 2020 18:44:20 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Mondo]]></category>
      <category><![CDATA[donald trump]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53432</guid>
      <description><![CDATA[<p>&#8220;Gli Stati Uniti designeranno Antifa come organizzazione terroristica&#8221;, lo scrive su Twitter il presidente Usa Donald Trump, che si è già espresso contro il movimento dell&#8217;estrema sinistra per le violenze nelle proteste per la morte di George Floyd.​ Antifa negli Stati Uniti è un movimento attivista politico militante, di sinistra, antifascista, comprende gruppi di attivisti autonomi che mirano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/trump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa/">Trump condanna come terrorismo l’antifascismo militante in USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Gli Stati Uniti designeranno Antifa come organizzazione terroristica&#8221;, lo scrive su Twitter il presidente Usa Donald Trump, che si è già espresso contro il movimento dell&#8217;estrema sinistra per le violenze nelle proteste per la morte di George Floyd.​</p>
<p>Antifa negli Stati Uniti è un movimento attivista politico militante, di sinistra, antifascista, comprende gruppi di attivisti autonomi che mirano a raggiungere i loro obiettivi politici con l&#8217;azione diretta piuttosto che le riforme politiche.</p>
<p>&#8220;Altre città e Stati democratici dovrebbero guardare alla chiusura totale nei confronti degli anarchici della sinistra radicale a Minneapolis ieri sera&#8221;, scrive ancora Trump su Twitter, &#8220;la Guardia Nazionale ha fatto un ottimo lavoro, e dovrebbe essere usata in altri Stati prima che sia troppo tardi&#8221;.</p>
<p>Chi ricorda tutti i ragazzi vittime dell&#8217;antifascismo militante nell&#8217;Italia degli anni &#8217;70, non può non comprendere questa scelta.</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa%2F&amp;t=Trump+condanna+come+terrorismo+l%E2%80%99antifascismo+militante+in+USA" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Trump+condanna+come+terrorismo+l%E2%80%99antifascismo+militante+in+USA&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa%2F&amp;title=Trump+condanna+come+terrorismo+l%E2%80%99antifascismo+militante+in+USA&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-31-at-22.54.19.jpeg?fit=1024%2C799&#038;ssl=1&amp;description=Trump+condanna+come+terrorismo+l%E2%80%99antifascismo+militante+in+USA" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/trump-condanna-come-terrorismo-lantifascismo-militante-in-usa/">Trump condanna come terrorismo l’antifascismo militante in USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53432</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Homo Ludens Contagiosus: come il Potere trasforma l’emergenza in un macabro gioco</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/homo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Pecchioli]]></dc:creator>
      <pubDate>Sun, 31 May 2020 12:45:57 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[homo ludens]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53428</guid>
      <description><![CDATA[<p>Sono entrato in chiesa e ho trovato, al posto dell’acquasantiera –a secco – un dispensatore di igienizzante. L’aspersorio di una nuova religione, a metà tra scienza e biologia. Il suo tabù è la distanza. Un amico mi ha recapitato il disegno di un battesimo secondo la nuova liturgia: il bimbo è tenuto ben distante dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/homo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco/">Homo Ludens Contagiosus: come il Potere trasforma l’emergenza in un macabro gioco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono entrato in chiesa e ho trovato, al posto dell’acquasantiera –a secco – un dispensatore di igienizzante. L’aspersorio di una nuova religione, a metà tra scienza e biologia. Il suo tabù è la distanza. Un amico mi ha recapitato il disegno di un battesimo secondo la nuova liturgia: il bimbo è tenuto ben distante dal corpo materno. Le braccia tese in avanti del genitore 1, munito di mascherina e guanti, sorreggono il piccolo mentre il sacerdote officia il rito, aspergendo il nuovo nato con il getto di una pistola ad acqua.</p>
<p>Uscito dalla chiesa, mi imbatto in una pattuglia di volonterosi &#8211; l’associazione dei Carabinieri in congedo &#8211; che ingiunge ai passanti di indossare correttamente i DPI, dispositivi di protezione individuale. Invitano altresì, invero con gentilezza, a rispettare la canonica distanza interpersonale di un metro. C’è tra i concittadini chi si è adattato alla moda mascherina, per cui abbondano modelli personalizzati, multicolori, vezzosi, <em>pendant</em> con l’abbigliamento. C’è chi esibisce maschere patriottiche a tre colori, e, in assenza di tifo diretto allo stadio, con i colori della squadra del cuore. Vedo DPI di sinistra (arcobaleno) e identitari (la croce di San Giorgio dei liguri). La fantasia italica non conosce confini, distanze e neppure coronavirus.</p>
<p>Conviene prenderla in ridere e assumere una nuova identità. Favorito dalla maschera, mi trasformo in <em>homo ludens</em>, <em>contagiosus</em>, dati i tempi. Inutile lamentarsi, deprecare, rimpiangere il passato. Alimentando, sfruttando (creando, forse) il terrore del contagio, in pochi mesi il Potere ha realizzato un’impressionante operazione di ingegneria sociale, la stessa che abbiamo intravisto nell’igienizzante al posto dell’acqua benedetta. Il gioco, il divertimento, la dimensione ludica è comune all’uomo e all’animale. Lo dimostrò Johan Huizinga nel magistrale <em>Homo ludens</em>, studiando il gioco come fondamento di ogni cultura dell’organizzazione sociale.</p>
<p>Non serve a nulla lamentarsi o deprecare ciò che accade. Troppo tardi, si diventa ridicoli, inutili, inascoltati profeti di sventura. Non resta che giocare con gli avvenimenti, decostruirli, demitizzarli, scherzarci sopra. Ci vuole, bisogna ammetterlo, una buona dose di follia. In più <em>l’Homo ludens contagiosus</em> della specie <em>italicus</em> deve preventivamente firmare un patto con Mefistofele, lo spirito che sempre nega. In assenza di Dio, ridotto al silenzio dai preti, rappresentanti monomandatari con tessera dell’Enasarco, solo Satanasso può garantire la salute: <em>l’Homo ludens</em> non si deve ammalare né di Covid 19 né tantomeno dei mille altri malanni, per i quali le possibilità odierne di essere curati sono pari alle probabilità di vincere al Superenalotto. Chi attende operazioni e persino terapie anticancro può attendere, gli aborti &#8211; nel mondo <em>ludens</em> si chiamano bonariamente IVG, interruzione volontaria di gravidanza &#8211; no, in quanto urgenti e inderogabili.</p>
<p>Si deve possedere un reddito adeguato per infischiarsene delle sanzioni e potersi pagare qualche innocente trasgressione, come quella del professor Paolo Becchi che ha pubblicamente bruciato una mascherina, tra gli scuotimenti di testa dei nuovi benpensanti. Con Mefistofele è bene patteggiare anche la possibilità di fuga dall’Italia. Un saluto, un inchino a concittadini e connazionali e via, con una silenziosa pernacchia coperta dalla maschera. Risolte le questioni preliminari, con il contratto in tasca come il dottor Faust, <em>l’Homo ludens contagiosus</em> è pronto a divertirsi! Il poeta si diverte, pazzamente, smisuratamente! Ne ha ben donde. La cronaca che si fa storia, infatti, è immensamente comica, se osservata con le lenti di chi gioca.</p>
<p>In realtà da tempo siamo entrati nel territorio del grottesco, a partire da quel fantasmagorico “#andràtuttobene”, diventato parola d’ordine capovolta nel Paese delle meraviglie. Ricordate il dialogo tra Alice e Humpty Dumpty, il goffo personaggio a forma di uovo? La bambina non capisce i discorsi di Humpty Dumpty, che si spiega così: “Quando io mi servo di una parola, quella parola significa quello che piace a me, né più né meno. “Andrà tutto bene, dunque: pazienza per le decine di migliaia di morti, per le sofferenze, i malati lasciati a se stessi, allontanati dai parenti, privati del funerale e, prima, del conforto spirituale di una Chiesa in fuga precipitosa. Va benissimo e andrà ancora meglio per i quindici milioni disoccupati in Europa creati dal coronavirus. Andrà benone anche per gli aiuti europoidi: il denaro arriverà dall’alto, per via aerea, <em>helicoptermoney</em>, tanti, tanti soldi. Peccato non se ne siano ancora accorti i cassintegrati, i commercianti, gli artigiani e gli imprenditori destinatari della cascata di denaro disposta dal governo. Piccoli contrattempi, in attesa della comica finale.</p>
<p>Giocherelloni quelli del governo, il lieto fine è garantito. L’<em>homo ludens</em> ride più forte di tutti. Ascolta le sagge intemerate a dito alzato di politici, amministratori, giornalisti e virologi <em>superstar</em>&#8211; l’ultimo travestimento dei cortigiani, vil razza dannata- a condanna, udite udite, della “<em>movida</em>”. Torme di italiani hanno preso d’assalto locali, spiagge, vie commerciali nel primo fine settimana di parziale riapertura. Orrore: le immagini – virali anch’esse- percorrono lo Stivale accompagnate dalla riprovazione dei Saggi. Quanti Grilli Parlanti nell’Italia in cui #andràtuttobene. Che cosa si aspettavano lorsignori, dopo aver diffuso per decenni la sottocultura dello sballo, del casino (l’<em>homo ludens</em> si concede una licenza linguistica), della corsa insensata di locale in locale, tra eccessi alcolici, musica, pasticche e droghe in cocktail, con contorno di sesso e baccano? Hanno sparso per decenni nichilismo gaio a fiumi, a oceani; adesso frignano perché, alla prima occasione, la genteha ripreso le vecchie abitudini.</p>
<p>Movida, lo dice la parola stessa, significa muoversi, andare senza meta, divincolarsi nelle spire del nulla. Gli stessi che si lamentano promuovevano, pubblicizzavano nei <em>depliant</em> turistici le rispettive “movide”. Sarebbe bastato mobilitare i vigili, sottraendoli alle facili multe stradali e al caporalato da sgherri nelle vie, nei supermercati e nei giardinetti. Niente paura, però. Il governo – anch’esso <em>ludens </em>– ha la soluzione. Assumerà 60 mila “assistenti civici”, incaricati di far rispettare le distanze, ossia, in italiano corrente, degli spioni, delatori autorizzati della neo-dittatura corona-virale.  Si aggiungeranno agli oltre trecentomila carabinieri, poliziotti, guardie di finanza, nonché all’esercito di vigili urbani, membri della polizia provinciale eccetera. Un ulteriore fiume di uomini e donne dedicato non a proteggere i cittadini, ma a complicare loro la vita, con il centimetro da sarti alla mano, sguardo truce e un ridicolo potere di cartapesta conferito dai pilastri della società.</p>
<p>Ma no, è tutto un gioco, vedrete quante risate ci faremo. In uno sprazzo di lucidità, il signor Ministro degli Interni, la dottoressa Lamorgese – un prefetto, esponente di una potente casta di Stato &#8211; ha invitato il governo a scucire finalmente i quattrini promessi – pochi, maledetti e invisibili – alle categorie più colpite, per scongiurare il rischio di tumulti. Non si preoccupi troppo la poliziotta al governo: gli italiani giocano anch’essi; il loro trastullo preferito è il lamento privato, unito alle urla da capitan Fracassa sulle reti sociali. Abbaiano, ma non mordono, gli italiani, popolo <em>ludens</em> dal governo <em>ludens</em>. Come interpretare se non in chiave farsesca decisioni del tipo del reclamizzato bonus vacanze, accompagnato dal simpatico siparietto del presidente Conte in veste di animatore turistico, che invita a passare le ferie in patria? I nuovi disoccupati ringraziano, con loro i milioni che dovranno tirare faticosamente la carretta tra mascherine, divieti, assistenti civici.</p>
<p>Pittoresco il paese in cui i ministri piangono per gli immigrati e ridono degli italiani. Uno dei meccanismi classici della comicità è rappresentare con serietà l’assurdo, l’iperbolico, il contrario del senso comune riproducendolo come un gioco che suscita ilarità. In questo sono maestri: solo un governo <em>ludens</em> poteva, al tempo di un dramma che travolge vita e benessere dei suoi cittadini, avere come priorità regolarizzare gli immigrati clandestini. Nessuna vera reazione. Travolti dalle risate, affascinati dal <em>nonsense</em>, o semplicemente non più popolo? Intanto, mentre i trafficanti di esseri umani depositano centinaia di clandestini sulle coste nel silenzio di chi è investito di potere, l’<em>homo ludens contagiosus</em> ride a crepapelle, gioca con le notizie.</p>
<p>Gli esponenti dell’Associazione nazionale magistrati giocano a loro volta: con le carriere che decidono secondo appartenenza alle “cordate” giuste, con la libertà personale dei cittadini; poi formano gruppi di amici giocherelloni su <em>whattsapp</em>e fanno a gara a chi la spara più grossa. Salviniè una “merda”, ha ragione, affermano loro stessi, ma comunque va attaccato. Giocano al gatto con il topo, posta in palio la legge. Magistratura <em>ludens,</em> indipendenza <em>ludens</em>. Il processo per rapimento (!!!) a suo carico verrà celebrato con ogni garanzia: tanto è un gioco. Divertiamoci sino in fondo. Colpevolezza o innocenza siano decise per sorteggio, abbinato a giochi a premi, al gratta e vinci.</p>
<p>Non va meglio nella gestione quotidiana del Coronavirus. Gioca con i fatti l’osservatore ludico, ma giocano con la vita altrui i potenti. Tra chiacchiere di esperti, infettivologi, scienziati e varia umanità – tutti sottratti a ciò che dovrebbero fare, cercare rimedi – quel che conta davvero è la polemica a distanza, le liti da ballatoio. Si sono distinti in questo gioco disgustoso alcuni giornalisti e non pochi politici. Velocissimi a cambiare passatempo e ritornello – c’è chi è transitato senza battere ciglio dal giuoco “abbraccia un cinese” a “state chiusi in casa”. Il campano De Luca ha strologato di lanciafiamme da utilizzare contro gli indisciplinati e di grottesche frontiere regionali. Pazienza se la sua regione-modello (è tutto un gioco…) spende 400 milioni l’anno per cittadini curati altrove e se il numero di posti in terapia intensiva è imbarazzante.</p>
<p>Facciamo un gioco: immaginiamo che il Rodomonte di Salerno, imperatore del Sacro Campano Impero, sia di centro destra. Fatto? Adesso proviamo a descrivere gli attacchi dei giornali di regime, l’indignazione televisiva, il moralismo d’accatto sparso a piene mani. Lanciafiamme, frontiere, chiusure, i cittadini che corrono nei parchi definiti cinghiali. Qualche zelante procuratore avrebbe ipotizzato delitti d’odio, discriminazione, incitamento alla violenza. Ma no, è tutto un gioco: sorridi, sei su Scherzi a parte, versione sinistra, un innocuo cabaret. Quel che conta è attaccare, deridere il lutto del Nord e in particolare la Lombardia, epicentro del contagio. La provincia più toccata, rispetto alla popolazione, è Piacenza, ma vige una speciale franchigia: l’Emilia cui appartiene è rossa.</p>
<p>Se migliaia di italiani piangono, i ricchi non piangono affatto: la Fiat, anzi Fca, con sede a Detroit e radici fiscali nell’accogliente Olanda, patria dei nordici “frugali”, ottiene un favorevolissimo prestito di parecchi miliardi dal governo <em>ludens</em>. Entusiasmo della grande stampa, che, altro gioco di prestigio, è in buona parte di proprietà delle società della famiglia Agnelli. E’ un gioco italiano anche il cognome della Real Casa torinese: il nome d’arte di una dinastia di lupi dai denti affilati. Che bello essere solo dei passanti, dei residenti provvisori con garanzia di Mefistofele.</p>
<p>Ci si diverte da matti, in Italia, vedendo Silvia, pardon Aisha Romano, la cooperante neoislamica per la quale sono stati spesi parecchi milioni dei denaro pubblico. Alle famiglie bergamasche arriva il conto del trasporto funebre dei loro cari morti di Covid 19, portati via come rifiuti, una specie di ingombrante refurtiva da seppellire di nascosto. Pagheranno, i concittadini di Vittorio Feltri e papa Giovanni. Non hanno l’abitudine di lamentarsi e, quanto a pagare per tutti, quel pezzo d’Italia c’è abituato. Peggio per loro: nel primo gioco-imbroglio dell’Italia nascente, quando venne attaccato a tradimento da Garibaldi il Regno di Napoli per conto di inglesi e savoini, i bergamaschi erano numerosissimi. Chi la fa, l’aspetti.</p>
<p>Giocano anche le scuole. Chiuse, ma soprattutto destinate a rimanerlo: via all’istruzione a distanza, tele scuola come tele lavoro. Il maestro di domani è uno schermo, il gioco supera la realtà. L’ignoranza diventerà “virale”, ma <em>on line</em>, in onore al distanziamento sociale. Ritorna il gioco della nostra infanzia, guardie e ladri. In ossequio all’<em>hasthtag</em> #iorestoacasa, sono stati liberati migliaia di detenuti, tra i quali pericolosi malavitosi. Il divertente gioco successivo è riscrivere il decreto, per riprenderli e ricondurli in carcere. Il carattere ludico degli ultimi mesi è dimostrato altresì dal fatto che i provvedimenti che ci hanno imprigionato sono stati assunti nella forma di atti amministrativi. Gioco pienamente riuscito: qualche mugugno a mezza bocca, ma nessuna reazione, tranne l’impuntatura di pochi giuristi permalosi.</p>
<p>Qualche problema in più c’è stato in Germania, dove misure ben più blande di quelle italiane hanno causato pubbliche manifestazioni di protesta e nella litigiosa Spagna, in cui il gioco ha assunto caratteri esilaranti. Esasperati per l’inazione e gli errori del governo socialcomunista, molti spagnoli sono scesi in strada con cortei di automobili in tutte le città. La novità del gioco è che la protesta è stata patrocinata dalla destra politica di Vox Espana. Risultato: come tra bambini capricciosi, qualcuno ha detto: non gioco più. I progressisti, sempre deliziati da cortei e manifestazioni di piazza, si sono mascherati da vecchie signore scandalizzate e giudiziose: i clacson hanno fatto rumore, la tranquillità è stata violata, qualche ambulanza ha dovuto cambiare strada. I piromani sono diventati pompieri. <em>L’homo ludens</em> iberico, come quello italico, può giocare solo se impugna la bandiera giusta.</p>
<p>Ricordate la storiella di quel bambino, proprietario della palla, che la portò via perché stava perdendo la partita? Ho deciso di comportarmi allo stesso modo, <em>homo ludens contagiosus</em> e, ahimé, <em>italicus</em>.  Non ne posso più, non gioco più: mi chiudo in casa volontariamente, mi distanzio di mia iniziativa, non credo più a nulla di quanto dice, propone e impone a credere il Potere. Non mi resta che il gioco, lo sberleffo, la resistenza passiva, l’indifferenza. Strana cosa diventare anarchici a quest’età, ma, credete: il virus nemico da cui guardarsi è il potere. Non resta, un po’ per celia e un po’ per non morire, che dirgli di no. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare (John Belushi, Animal House).</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fhomo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco%2F&amp;t=Homo+Ludens+Contagiosus%3A+come+il+Potere+trasforma+l%E2%80%99emergenza+in+un+macabro+gioco" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Homo+Ludens+Contagiosus%3A+come+il+Potere+trasforma+l%E2%80%99emergenza+in+un+macabro+gioco&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fhomo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fhomo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fhomo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco%2F&amp;title=Homo+Ludens+Contagiosus%3A+come+il+Potere+trasforma+l%E2%80%99emergenza+in+un+macabro+gioco&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fhomo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/homo-ludens.jpg?fit=1280%2C720&#038;ssl=1&amp;description=Homo+Ludens+Contagiosus%3A+come+il+Potere+trasforma+l%E2%80%99emergenza+in+un+macabro+gioco" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/homo-ludens-contagiosus-come-il-potere-trasforma-lemergenza-in-un-macabro-gioco/">Homo Ludens Contagiosus: come il Potere trasforma l’emergenza in un macabro gioco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53428</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Strage di Bologna: perché il Governo non toglie il segreto di Stato?</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/strage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Marco Eboli]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 30 May 2020 21:07:36 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[Storia]]></category>
      <category><![CDATA[strage di bologna]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53425</guid>
      <description><![CDATA[<p>Il rinvio a giudizio di Paolo Bellini, per concorso nella strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, mi porta a fare le riflessioni che seguono, quasi fossero un messaggio nella bottiglia e gettato in mare, nella speranza che qualcuno possa rispondere. Non entrerò nel merito della decisione del rinvio a giudizio, né delle indagini. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/strage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato/">Strage di Bologna: perché il Governo non toglie il segreto di Stato?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il rinvio a giudizio di Paolo Bellini, per concorso nella strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, mi porta a fare le riflessioni che seguono, quasi fossero un messaggio nella bottiglia e gettato in mare, nella speranza che qualcuno possa rispondere.</p>
<p>Non entrerò nel merito della decisione del rinvio a giudizio, né delle indagini.</p>
<p>Quando avvenne la strage avevo 19 anni ed insieme ad un amico ascoltavo la radio. All&#8217;improvviso la trasmissione fu interrotta e Gustavo Selva, giornalista democristiano (successivamente senatore di Alleanza Nazionale), ad appena un&#8217;ora dalla strage, diffondeva la notizia che &#8220;la strage era di matrice fascista&#8221;. Come avesse potuto affermarlo, non l&#8217;ho mai compreso, nessuna indagine era stata avviata e la priorità era coprire con il telo bianco le vittime e soccorrere i feriti.</p>
<p>Da allora quella strage è per antonomasia “fascista”. Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, pur riconoscendo altri omicidi, si dichiararono sempre estranei alla strage ma furono condannati e scontarono la pena su indizi, non prove certe.</p>
<p>L&#8217;ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, all&#8217;epoca Ministro degli Interni, conclusi i suoi mandati presidenziali, dichiarò che esisteva un patto segreto tra Stato e Olp, l&#8217;organizzazione terroristica palestinese di Arafat, per consentire il transito di armi dall&#8217;Italia, in cambio di essere risparmiarti da attentati. Secondo Cossiga l&#8217;esplosivo, in transito, esplose per il caldo. Nessun magistrato ha mai indagato su queste dichiarazioni.</p>
<p>Paolo Bellini è, in base alle cronache giudiziarie, implicato in molti omicidi, poté circolare in Italia sotto falsa identità, di un certo Da Silva, cittadino brasiliano e qualche anno fa si accusò dell&#8217;omicidio di Alceste Campanile, il giovane militante di Lotta Continua reggiano(con trascorsi nel MSI). Nel 1999, quando fu arrestato, nel ristorante della ex moglie e dell&#8217;ex suocero, io, allora candidato Sindaco per AN e Fi, mi trovavo a cena lì con amici. Una televisione locale insinuò che non mi trovassi in quel luogo casualmente, ma ciò non intaccò la mia onorabilità ed il risultato elettorale. Alleanza nazionale elesse 6 consiglieri comunali, Fi 5 ed insieme raggiungeremo quasi il 28 percento. Per la mia periodica frequentazione di quel ristorante mi capitava di trovarvi Bellini, il quale, essendo io un volto noto della politica locale, mi salutava. Io ricambiavo, sapendo chi fosse, dalle cronache giudiziarie.</p>
<p>Vengo ora ad alcuni dubbi. Bellini non mi pare sia in carcere, dove sia e sotto quale identità non è noto, ha goduto di coperture da parte di pezzi dello Stato e mi chiedo, considerato il suo excursus, cosa possa cambiare per lui una condanna in più.</p>
<p>Comprendo la volontà delle vittime della strage del 2 agosto di fare luce, ma mi chiedo se sia la verità che può uscire dal futuro processo, o solo la conferma di ciò che Gustavo Selva dichiarò alla radio un&#8217;ora dopo la strage. La storia della nostra Repubblica è purtroppo costellata da troppi misteri, sul terrorismo nero e rosso. Penso che l&#8217;unica cosa di cui vi sarebbe bisogno, e nessun Governo ha mai fatto, è di togliere il segreto di Stato sui molteplici punti oscuri della nostra storia.</p>
<p>Nel mio messaggio nella bottiglia c&#8217;è un solo quesito: perché  l&#8217;attuale Governo non colma questo vuoto?</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fstrage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato%2F&amp;t=Strage+di+Bologna%3A+perch%C3%A9+il+Governo+non+toglie+il+segreto+di+Stato%3F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Strage+di+Bologna%3A+perch%C3%A9+il+Governo+non+toglie+il+segreto+di+Stato%3F&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fstrage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fstrage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fstrage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato%2F&amp;title=Strage+di+Bologna%3A+perch%C3%A9+il+Governo+non+toglie+il+segreto+di+Stato%3F&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fstrage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/strage-di-bologna.jpg?fit=512%2C256&#038;ssl=1&amp;description=Strage+di+Bologna%3A+perch%C3%A9+il+Governo+non+toglie+il+segreto+di+Stato%3F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/strage-di-bologna-perche-il-governo-non-toglie-il-segreto-di-stato/">Strage di Bologna: perché il Governo non toglie il segreto di Stato?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53425</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>E dopo “Tangentopoli” è arrivato il tempo di “Magistratopoli”</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/e-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Ferro]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 30 May 2020 09:29:19 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[palamara]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53422</guid>
      <description><![CDATA[<p>Dalla fine del dopoguerra ad oggi, ci è stato costantemente ripetuto una sorta di mantra, e cioè: “bisogna tutelare l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura dalla politica”. Questo mantra è diretta conseguenza dell’assetto costituzionale, basato sulla divisione e sull’autonomia dei poteri dello Stato legislativo, esecutivo, giudiziario, pilastro fondante della nuova Costituzione Repubblicana del 1947. Da allora, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/e-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli/">E dopo “Tangentopoli” è arrivato il tempo di “Magistratopoli”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dalla fine del dopoguerra ad oggi, ci è stato costantemente ripetuto una sorta di mantra, e cioè: “bisogna tutelare l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura dalla politica”.</p>
<p>Questo mantra è diretta conseguenza dell’assetto costituzionale, basato sulla divisione e sull’autonomia dei poteri dello Stato legislativo, esecutivo, giudiziario, pilastro fondante della nuova Costituzione Repubblicana del 1947.</p>
<p>Da allora, la storia della Repubblica è passata attraverso molte fasi che, per garantire questa tutela alla Magistratura, hanno visto, tra l’altro, la Riforma dell’immunità penale per i Parlamentari.</p>
<p>Un episodio più degli altri ha dimostrato, almeno ad una analisi di superficie, quanto il potere della Magistratura potesse essere autonomo rispetto alla politica.</p>
<p>Così autonomo da segnare, durante l’inchiesta “mani pulite”, ad opera di un pool di Magistrati di Milano, la cosiddetta fine della Prima Repubblica.</p>
<p>Segretari di Partito processati, Partiti con una grande storia alle spalle distrutti.</p>
<p>Un leader come Bettino Craxi addirittura morto in esilio.</p>
<p>Ma oggi forse dovremmo porci un&#8217;altra domanda.</p>
<p>L’autonomia della politica è sufficientemente tutelata da possibili interferenze della Magistratura?</p>
<p>In questi giorni stiamo assistendo ad un fenomeno, anche processuale, che a quanto sembra è destinato, nel tempo, ad ingigantirsi sempre più.</p>
<p>Ma questa volta, esso non riguarda più i Politici ma i Magistrati, al punto tale che qualcuno ha già coniato il termine “Magistratopoli”.</p>
<p>Una indagine attualmente pendente presso la Procura della Repubblica di Perugia, sta investigando su decine di migliaia di sms e chat, frutto di intercettazioni operate con il supporto dei cosiddetti “troyan”, su cellulari in uso ad alcuni Magistrati, primo fra tutti, Luca Palamara, membro del CSM, già Presidente della Associazione Nazionale Magistrati.</p>
<p>Queste intercettazioni stanno rivelando che, come emerso nell’attuale vicenda relativa a Matteo Salvini, alcuni Magistrati si attivassero per “attaccare” sotto il profilo giudiziario questo o quel politico, sulla base di un pregiudizio non fondato su reali presupposti investigativi, bensì sulla nuda e cruda volontà di penalizzare il percorso di alcuni esponenti politici, per qualche ragione invisi a questi Magistrati stessi.</p>
<p>L’indagine ha evidenziato il coinvolgimento anche di famosi giornalisti di importanti quotidiani come Repubblica ed il Corriere della Sera, a cui questi Magistrati, sembra dietro la regia di Palamara, dettavano la linea per la cronaca giudiziaria, che poi veniva smistata ad altri cronisti per orientare la cronaca politica.</p>
<p>Proprio in questi giorni, la Procura della Repubblica di Perugia, a questo riguardo, ha inviato nuove carte in Cassazione.</p>
<p>Palamara è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e si sta vagliando la sua posizione, per valutare se egli si sia reso passibile soltanto di sanzioni disciplinari o se debba essere sottoposto a dibattimento.</p>
<p>Cinque consiglieri del CSM, coinvolti nell’indagine, si sono dimessi: Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepre, Gianluigi Morlini, Luigi Spina.</p>
<p>Cosimo Ferri, deputato di Italia Viva, ed ex-Magistrato, parimenti sotto inchiesta, ha presentato ricorso alla Consulta, ma il ricorso è stato respinto.</p>
<p>A questo punto, possiamo ancora ritenere che la Politica non sia condizionabile dalla Magistratura?</p>
<p>Ed ancora, possiamo continuare a parlare di libera informazione?</p>
<p>La situazione è tale per cui il Ministro della Giustizia Bonafede sta iniziando ad occuparsi di un progetto di riforma del CSM.</p>
<p>Si tratta sempre di quel Ministro Bonafede che, a seguito della scarcerazione di circa 400 mafiosi, non ha ritenuto di volersi dimettere, nonostante una mozione di sfiducia presentata contro di lui in Parlamento.</p>
<p>Tutti ricorderanno che la vicenda delle scarcerazioni dei mafiosi, per motivi di sicurezza sanitaria legati al Covid-19, portarono alle dimissioni dell’ex capo del DAP Basentini, che pure da Bonafede era stato nominato.</p>
<p>A seguito delle di missioni di Basentini, Bonafede ha nominato nuovo capo del DAP Dino Petralia, già procuratore generale di Reggio Calabria.</p>
<p>Peccato che proprio dalle intercettazioni, effettuate sul cellulare di Palamara, è emerso che Petralia aveva chiesto l’aiuto di Palamara, per ottenere la sua nomina alla Procura di Torino, al posto di Armando Spataro nel Dicembre 2018.</p>
<p>Per quel posto, furono presentate 14 domande, fra cui quella di Palamara stesso.</p>
<p>Inizialmente, come risulta dalle intercettazioni, Petralia chiese al Giudice reggino Tommasina Cotroneo di intercedere presso Palamara, il quale la rassicurò, dicendo “cercheremo di fare tutto il possibile”.</p>
<p>Successivamente Petralia decide di chattare direttamente con Palamara, allo scopo di perorare la sua richiesta di appoggio per la nomina alla Procura di Torino, ma nove giorni dopo il caso Palamara esplode, e Petralia, il 17 Giugno, revoca la domanda che aveva presentato per Torino.</p>
<p>Sul momento, questa revoca fu letta come l’intento di dissociarsi dagli oscuri intrecci che stavano emergendo dalle intercettazioni.</p>
<p>Ma oggi noi sappiamo che Petralia sapeva  che il suo nome e le sue conversazioni sarebbero venute alla luce, e sarebbero divenute oggetto di investigazione da parte del pool dei P.M. di Perugia.</p>
<p>In queste intercettazioni emerge anche un altro fatto.</p>
<p>Petralia aveva fatto pressioni con Palamara per far nominare il suo amico, Vito Saladino, come Presidente di Sezione del Tribunale di Marsala.</p>
<p>Petralia fece questa richiesta a Palamara, mentre ancora ricopriva il suo incarico al CSM.</p>
<p>Saladino, il 4 luglio 2018, venne nominato dal CSM come alla Procura di Marsala.</p>
<p>Naturalmente, tutto questo non evidenzia necessariamente una responsabilità penale a carico di Petralia.</p>
<p>E’ giusto lasciare al pool dei Magistrati di Perugia il compito di investigare compiutamente su questo come su altri aspetti della vicenda giudiziaria, connessa alle intercettazioni.</p>
<p>Certamente, non possiamo non chiederci quanto la scelta operata dal Ministro Bonafede sia stata oculata, anche in considerazione del fatto che lo stesso Ministro aveva nominato Petralia, indicandolo come il Magistrato giusto per sanare il clima di dubbi e di sospetti, che si era determinato nell’ambito del DAP, dopo le dichiarazioni di Di Matteo e le dimissioni di Basentini.</p>
<p>Probabilmente, il Ministro Bonafede si sarà sentito soddisfatto di questa nomina, anche perché sappiamo che, anche nelle situazioni più scabrose, sentirsi soddisfatto sembra non risultargli così difficile.</p>
<p>Questa vicenda, che forse è giusto chiamare “Magistratopoli”, è soltanto agli inizi e potrebbe disvelare in futuro scenari imprevedibili.</p>
<p>Tanto che il giudice Alberto Cisterna ha dichiarato in una intervista al Riformista che, se si dovesse arrivare al dibattimento nei confronti di Palamara, ci sarà un vero e proprio “bagno di sangue”.</p>
<p>A proposito di connessioni fra Politica e Magistratura, è emerso anche che il Ministro Francesco Boccia chiese sostegno a Palamara per la sua candidatura nelle elezioni del 2018, come emerge da un sms, pubblicato da La Verità, che cita testualmente: “Ciao ti mando un po’ di informazioni utili per sostenere la mia candidatura al Congresso”.</p>
<p>E che dire della ex ministra della salute Beatrice Lorenzin, che era in contatto con Palamara, stando a quanto riporta La Verità, tanto che lo invita anche alla presentazione di un libro. &#8220;Mi farebbe molto piacere averti con noi. Serata informale, divulgativa e spero stimolante&#8221;. Palamara non conferma, ma rilancia: &#8220;Organizziamo presto e stiamo a cena insieme?&#8221;. Lorenzin risponde entusiasta: &#8220;Siii&#8221;.</p>
<p>E in tutto questo, come si fa a non notare la mancanza di azioni incisive da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che come è noto è anche Presidente del CSM.</p>
<p>Recentemente ha dichiarato che il compito di riformare il CSM spetta comunque al Parlamento, limitandosi ad un breve comunicato di condanna di quanto sta emergendo dalle inchieste.</p>
<p>Certamente sì, ma qualche parola in più, e forse anche qualche azione in più, da parte della guida morale dello Stato, forse non dispiacerebbe.</p>
<p>Anche perché in una intercettazione fra il giudice Palamara ed Antonello Venditti, a quanto pare grandi amici e tifosi della Roma (andavano allo Stadio insieme), emerge una frase, come riportato da Il Corriere, detta da Venditti a Palamara: “Mattarella è uno di noi”.</p>
<p>In chiusura si affaccia, in attesa dei futuri sviluppi di “Magistratopoli”, una domanda, inquietante, prepotente e necessaria, la stessa domanda che si pone il giudice Alberto Cisterna: quanto ha influito la ricerca della carriera, da parte di alcuni Magistrati, sulle indagini, sulle inchieste, ed aggiungiamo noi, sull’esito di alcuni processi, che hanno riguardato Politici invisi?</p>
<p>Restiamo in attesa di risposta, che siamo certi, arriverà.</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fe-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli%2F&amp;t=E+dopo+%E2%80%9CTangentopoli%E2%80%9D+%C3%A8+arrivato+il+tempo+di+%E2%80%9CMagistratopoli%E2%80%9D" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=E+dopo+%E2%80%9CTangentopoli%E2%80%9D+%C3%A8+arrivato+il+tempo+di+%E2%80%9CMagistratopoli%E2%80%9D&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fe-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fe-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fe-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli%2F&amp;title=E+dopo+%E2%80%9CTangentopoli%E2%80%9D+%C3%A8+arrivato+il+tempo+di+%E2%80%9CMagistratopoli%E2%80%9D&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fe-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/palamara.jpg?fit=990%2C557&#038;ssl=1&amp;description=E+dopo+%E2%80%9CTangentopoli%E2%80%9D+%C3%A8+arrivato+il+tempo+di+%E2%80%9CMagistratopoli%E2%80%9D" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/e-dopo-tangentopoli-e-arrivato-il-tempo-di-magistratopoli/">E dopo “Tangentopoli” è arrivato il tempo di “Magistratopoli”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53422</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Trump esce dall’OMS. Finalmente finisce la dittatura sanitaria globale</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/trump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Fri, 29 May 2020 21:19:22 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Mondo]]></category>
      <category><![CDATA[donald trump]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53418</guid>
      <description><![CDATA[<p>La notizia è giunta questa sera in Italia: gli Usa metteranno fine alla loro relazione con l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): lo ha annunciato Donald Trump alla Casa Bianca in relazione alla gestione della pandemia di coronavirus. Trump ha aggiunto che i fondi Usa saranno diretti ad altre organizzazioni nel mondo. In questo modo il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/trump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale/">Trump esce dall’OMS. Finalmente finisce la dittatura sanitaria globale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La notizia è giunta questa sera in Italia: gli Usa metteranno fine alla loro relazione con l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): lo ha annunciato Donald Trump alla Casa Bianca in relazione alla gestione della pandemia di coronavirus.</p>
<p>Trump ha aggiunto che i fondi Usa saranno diretti ad altre organizzazioni nel mondo.</p>
<p>In questo modo il Presidente americano mette fine alla dittatura sanitaria globale che trovava il suo garante proprio nell’OMS, una organizzazione in larga parte finanziata da Bill Gates e fortemente legata alla dittatura comunista cinese.</p>
<p>Le responsabilità dell’OMS nella diffusione della pandemia sono sempre più evidenti e quello di Trump è un gesto di coraggio che avrà ricadute positive a tutte le latitudini, oltre ad essere un altro segnale della crisi irreversibile della Globalizzazione.</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale%2F&amp;t=Trump+esce+dall%E2%80%99OMS.+Finalmente+finisce+la+dittatura+sanitaria+globale" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Trump+esce+dall%E2%80%99OMS.+Finalmente+finisce+la+dittatura+sanitaria+globale&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale%2F&amp;title=Trump+esce+dall%E2%80%99OMS.+Finalmente+finisce+la+dittatura+sanitaria+globale&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ftrump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/donald-trump-also-asked-people-to-avoid-gathering-in-groups-of-more-than-10-people-1-1.jpg?fit=1200%2C900&#038;ssl=1&amp;description=Trump+esce+dall%E2%80%99OMS.+Finalmente+finisce+la+dittatura+sanitaria+globale" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/trump-esce-dalloms-finalmente-finisce-la-dittatura-sanitaria-globale/">Trump esce dall’OMS. Finalmente finisce la dittatura sanitaria globale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53418</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Si scrive “Recovery”, si legge “truffa”: il FONDO TRUFFA di Ursula von der Leyen</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/si-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Fri, 29 May 2020 14:28:32 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Europa]]></category>
      <category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53415</guid>
      <description><![CDATA[<p>Tutti (o quasi) i media italiani, ormai di regime europeo, hanno titolato a tutta pagina il grande evento dell’arrivo dei 750 mld del Recovery Fund, deridendo i “gufi sovranisti” che sarebbero così stati smentiti dalla generosità della Commissione europea. Matteo Renzi, persona notoriamente molto attendibile, ha scritto su Twitter: &#8220;Molto bene la proposta della Commissione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/si-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen/">Si scrive “Recovery”, si legge “truffa”: il FONDO TRUFFA di Ursula von der Leyen</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tutti (o quasi) i media italiani, ormai di regime europeo, hanno titolato a tutta pagina il grande evento dell’arrivo dei 750 mld del Recovery Fund, deridendo i “gufi sovranisti” che sarebbero così stati smentiti dalla generosità della Commissione europea.</p>
<p>Matteo Renzi, persona notoriamente molto attendibile, ha scritto su Twitter: &#8220;Molto bene la proposta della Commissione europea sul Recovery Fund. Unione europea batte populisti 750 (miliardi) a zero&#8221;. Anche nel mondo della destra qualche pasdaran europeista si è compiaciuto parlando di svolta e di smentita delle tesi sovraniste.</p>
<p>Ma, purtroppo per loro e per noi, le cose non stanno affatto in questi termini e anzi, guardando le cose con realismo, tutto lascia intendere che siamo di fronte a una vera e propria “truffa”. Ursula von der Leyen ha <em>proposto</em><em> un vero e proprio “Fondo Truffa”.</em></p>
<p>Innanzitutto sottolineiamo che si tratta di un<em> </em><strong>“Commission Staff Working Document” </strong>quindi solo di una <strong>proposta</strong> che dovrà passare al vaglio dei vari governi tramite trattative infinite che richiederanno mesi di tempo per arrivare ad una soluzione definitiva, la quale, poi, molto probabilmente sarà completamente diversa da quella attuale. Ricordiamoci che per far passare questa proposta è necessaria l’unanimità del Consiglio europeo e quindi anche un solo paese membro – ad esempio l’Olanda – ha diritto di veto… e immaginate quante trattative e concessioni si dovranno fare per far venire meno questi veti.</p>
<p>Ma anche prendendo per buona questa proposta, le cose non stanno come le hanno raccontate: <strong><em>172 miliardi di “aiuti” per l’Italia, 80 dei quali addirittura a fondo perduto.</em></strong></p>
<p>Messa cosi la cifra potrebbe anche apparire adeguata, quasi il 10% del nostro PIL. Ma se guardiamo le tabelle all’interno del documento della Commissione scopriamo innanzitutto che il totale dei soldi che l’Italia dovrebbe ricevere non è 172 mld ma bensì 153 mld. Poi ci rendiamo conto che di quella cifra di 153 mld, ben 96,3 dovranno essere versati dal nostro paese come contributo al Bilancio europeo. Quindi con una semplice sottrazione arriviamo facilmente a definire quale sarebbe la cifra netta che spetta al nostro paese:<em> <strong>56,7 miliardi di euro pari appena al 3,2% del nostro PIL  spalmati in 4 anni, quindi 0,8% del PIL all’anno.</strong></em></p>
<p><strong>Solo una parte di questi </strong><strong>56,7 mld</strong><strong> sono a fondo perduto</strong>, gli altri saranno prestiti che naturalmente dovranno essere restituiti. Oltre a questo tutti i flussi che arriveranno, sia quelli a fondo perduto che quelli a prestito, saranno soggetti a condizionalità ed a vincoli di destinazione. Cioè saranno le autorità di Bruxelles a dirci come e dove dovranno essere spesi…</p>
<p>Infatti tra chi non esulta per il “Recovery Fund” c’è Maria Giovanna Maglie. Per prendere posizione e criticare lo strumento varato a Bruxelles e accolto in pompa magna dalla sinistra e da Giuseppe Conte in Italia, basta lo spazio di uno stringatissimo cinguettio su Twitter. La giornalista punta il dito contro le condizioni richieste dall&#8217;Unione Europea per accedere a quei denari, punta il dito contro le quattro priorità elencate dall&#8217;Europa per l&#8217;utilizzo dei fondi. <strong>&#8220;Green, digitalizzazione, sostenibilità, inclusione sociale: le priorità dell&#8217;Ue per i soldi del Recovery Fund. E ho detto tutto&#8221;</strong>, conclude Maria Giovanna Maglie.</p>
<p>Infine si parla del 2021 come anno di entrata in vigore del “Recovery Fund” ma perfino Mario Monti ha confermato, in diretta all’Aria che Tira, che già per il 2021 sarebbe un miracolo: “di solito ci vogliono due anni per l’approvazione, speriamo che facciano in fretta”. In attesa dell’approvazione di questo fondo dovrmo addattarci, secondo le logiche “europeiste”, ad utilizzare il MES, il fondo salva-stati con tutte le sue trappole.</p>
<p>In conclusione, tirando le somme della proposta, questa risulta, come da evidenza numerica, completamente insufficiente se comparata con il PIL del nostro paese e con il suo più che certo crollo, già stimato con un meno 15% per il primo semestre del 2020.</p>
<p>Se poi la confrontiamo con quanto stanno facendo i governi degli altri paesi nel mondo per risollevare le loro economie, i valori sono distanti anni luce. Ma loro hanno i dollari, le sterline, gli yen, cioè una moneta che controllano direttamente,  una Banca Centrale che risponde al governo e che a comando con un <strong>“click”</strong> riempie le casse del Tesoro per poter spendere immediatamente.</p>
<p>Noi invece siamo alle proposte della Commissione ed a chi la spara più grossa sui giornali e tra i politici nostrani.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen%2F&amp;t=Si+scrive+%E2%80%9CRecovery%E2%80%9D%2C+si+legge+%E2%80%9Ctruffa%E2%80%9D%3A+il+FONDO+TRUFFA+di+Ursula+von+der+Leyen" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Si+scrive+%E2%80%9CRecovery%E2%80%9D%2C+si+legge+%E2%80%9Ctruffa%E2%80%9D%3A+il+FONDO+TRUFFA+di+Ursula+von+der+Leyen&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen%2F&amp;title=Si+scrive+%E2%80%9CRecovery%E2%80%9D%2C+si+legge+%E2%80%9Ctruffa%E2%80%9D%3A+il+FONDO+TRUFFA+di+Ursula+von+der+Leyen&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/ursula.jpg?fit=620%2C340&#038;ssl=1&amp;description=Si+scrive+%E2%80%9CRecovery%E2%80%9D%2C+si+legge+%E2%80%9Ctruffa%E2%80%9D%3A+il+FONDO+TRUFFA+di+Ursula+von+der+Leyen" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/si-scrive-recovery-si-legge-truffa-il-fondo-truffa-di-ursula-von-der-leyen/">Si scrive “Recovery”, si legge “truffa”: il FONDO TRUFFA di Ursula von der Leyen</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53415</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Per governare bisogna conoscere l’Italiano</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/per-governare-bisogna-conoscere-litaliano/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Leonardo Giordano]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 28 May 2020 22:18:50 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[ezra pound]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53404</guid>
      <description><![CDATA[<p>Ezra Pound, che Thomas Stearn Eliot definiva “il miglior fabbro”, per il suo talento nel cesellare termini, parole ed espressioni poetiche, sosteneva che un legislatore o un governante deve conoscere bene la lingua nella quale scrive le sue leggi e i propri decreti. Basterebbe un errore o uno scambio di termini per ingenerare un atto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/per-governare-bisogna-conoscere-litaliano/">Per governare bisogna conoscere l’Italiano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ezra Pound, che Thomas Stearn Eliot definiva “il miglior fabbro”, per il suo talento nel cesellare termini, parole ed espressioni poetiche, sosteneva che un legislatore o un governante deve conoscere bene la lingua nella quale scrive le sue leggi e i propri decreti. Basterebbe un errore o uno scambio di termini per ingenerare un atto di malgoverno. Al riguardo egli forniva l’esempio dell’ossessione linguistica dei mandarini confuciani al servizio degli imperatori cinesi.</p>
<p>Esempi se ne troverebbero anche nella nostra storia, basterebbe pensare al ruolo di Pier delle Vigne nella corte di Federico II, poeta-estensore delle “Costitutiones Melphitanae”, oppure del “segretario fiorentino”, autore de “Il Principe”,  al servizio della Repubblica gigliata. Certo quel che stanno facendo i legislatori ed i governanti di questa maggioranza giallorossa non è minimamente paragonabile agli “allori” che hanno cinto gli esempi testé citati oppure al modello poundiano.</p>
<p>Già il fatto di annunciare decreti che escono in Gazzetta Ufficiale ad una settimana di distanza da quando ne è stata dichiarata la firma la dice lunga su questo tema e su come si giochi tanto all’improvvisazione e all’approssimazione. Almeno che si fossero forniti, tra i componenti delle numerose <em>task force</em> , di qualche consulente linguistico e di qualche esperto e sollecito “scrittore” di fonti legislative!</p>
<p>Un esempio di come l’imprecisione e l’approssimazione linguistica genera un atto di malgoverno? I 600 euro che l’INPS avrebbero dovuto dare ai lavoratori del comparto turistico-alberghiero sono stati negati a migliaia di lavoratori di quel settore perché nel decreto si cita testualmente il termine “lavoratori stagionali” e molti operatori che erano semplicemente stati assunti a termine, anche se i termini coincidevano con la stagione turistica, non sono rientrati in quella definizione e si sono visti comunicare dalla Previdenza Sociale l’esito negativo della loro istanza. Già era un’elemosina, poi viene lesinata con questa pedanteria burocratico-linguistica… Il risultato finale di “malgoverno” è stato quello di far aggiungere all’ampia platea dei lavoratori autonomi che non hanno ancora ricevuto l’elemosina governativa anche questa ulteriore platea.</p>
<p>Il Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020 che, all’articolo 28, sospendeva i viaggi d’istruzione e le gite scolastiche, prevedeva l’obbligo del rimborso delle somme anticipate “ovvero” dell’emissione di un <em>voucher</em> di pari importo. Inizialmente le agenzie hanno inteso quell’ “ovvero” come sinonimo di “cioè” rifacendosi alla sua accezione originaria e non a quella largamente in uso oggigiorno col senso di “oppure”. Per questo fatto le Agenzie si sarebbero sentite automaticamente autorizzate all’emissione di un <em>voucher</em> escludendo il rimborso in danaro liquido e mettendo in difficoltà sia le scuole che le famiglie. Ci sono volute altre due modifiche decretali e legislative per stabilire che si trattava di due distinte opzioni.</p>
<p>Poi c’è stata discussione alquanto surreale sull’interpretazione del termine “congiunto” ai fini della possibilità di poterci uscire insieme e andarlo a trovare a domicilio dopo le prime misure di allentamento del <em>lockdown</em>.</p>
<p>Ma possiamo pretendere tanta precisione ed accuratezza da gente che si diletta con “gli imbuti da riempire” o che, pur essendo meridionale, situa Matera in Puglia “scippandola” alla Basilicata? Difficile esigerlo, purtroppo, da tanta crassa e beata ignoranza.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fper-governare-bisogna-conoscere-litaliano%2F&amp;t=Per+governare+bisogna+conoscere+l%E2%80%99Italiano" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Per+governare+bisogna+conoscere+l%E2%80%99Italiano&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fper-governare-bisogna-conoscere-litaliano%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fper-governare-bisogna-conoscere-litaliano%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fper-governare-bisogna-conoscere-litaliano%2F&amp;title=Per+governare+bisogna+conoscere+l%E2%80%99Italiano&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fper-governare-bisogna-conoscere-litaliano%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/ezra-pound.jpg?fit=1200%2C679&#038;ssl=1&amp;description=Per+governare+bisogna+conoscere+l%E2%80%99Italiano" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/per-governare-bisogna-conoscere-litaliano/">Per governare bisogna conoscere l’Italiano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53404</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Azzolina contro i precari: “Rossetto rosso” colpisce ancora</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/azzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Michele Giordano]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 28 May 2020 22:04:34 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Politica]]></category>
      <category><![CDATA[lucia Azzolina]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53401</guid>
      <description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;accordo trovato nella notte sul nuovo concorso straordinario docenti, che ha visto capitolare la ministra Azzolina, ecco qualche osservazione sul merito e sul metodo del provvedimento. Innanzitutto sarebbe giusta la sostituzione del test a crocette con una prova scritta. Certamente è una modalità più adeguata e meno casuale per testare e verificare conoscenze e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/azzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora/">Azzolina contro i precari: “Rossetto rosso” colpisce ancora</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;accordo trovato nella notte sul nuovo concorso straordinario docenti, che ha visto capitolare la ministra Azzolina, ecco qualche osservazione sul merito e sul metodo del provvedimento.</p>
<p>Innanzitutto sarebbe giusta la sostituzione del test a crocette con una prova scritta. Certamente è una modalità più adeguata e meno casuale per testare e verificare conoscenze e competenze professionali di un insegnante.</p>
<p>Altrettanto condivisibili sono la riapertura e l&#8217;aggiornamento delle graduatorie, poiché viene tutelato un diritto sacrosanto di decine di migliaia di precari.</p>
<p>Ma al di là di questi due punti, il ministro e il governo sono – loro sì – “bocciati” su tutto il resto. Proviamo a spiegarne il perché.</p>
<p>In primis è venuto fuori che l&#8217;Azzolina fino ad ora si era inutilmente impuntata su qualcosa di inaccettabile, che bastava ascoltare qualcuno per migliorare un bando, che le graduatorie non solo si potevano riaprire ma addirittura dovevano essere necessariamente riaperte.</p>
<p>La sua testardaggine nel difendere scelte indifendibili, la mancanza di dialogo con le forze politiche e le parti sociali, l&#8217;intervento avvenuto solo in extremis da parte di Conte, dimostrano che il Governo in questi mesi sta perdendo tempo, creando problemi ed esasperando il clima sociale.</p>
<p>Non sarebbero stati forse questi mesi, sprecati così testardamente, utili per dialogare con forze politiche e sindacali? Non sarebbero stati forse contenuti anche i toni della discussione, evitando che si arrivasse ad uno scontro? I docenti non avrebbero goduto di maggiore chiarezza sulle modalità di un concorso che ora andrà ridefinito del tutto? Le scuole non avrebbero forse avuto più tempo per lavorare alla riapertura e all&#8217;aggiornamento delle graduatorie, se “Rossetto Rosso” non avesse detto (con largo anticipo e senza nemmeno provarci) che queste cose erano impossibili?</p>
<p>Tutte queste domande dovrebbero ancor di più farci comprendere che il Ministro ha grandi colpe e ha dimostrato ormai palesemente la sua incapacità (a proposito: ha preso in esame l’eventualità di dimettersi?).</p>
<p>Dovrebbero rendere ormai palese, ancora una volta, che questo governo in fondo non governa, ma insegue affannosamente le emergenze solo quando è sottoposto al ricatto della crisi e quindi quando teme che gli sia tolto il potere, cioè gli vengano sottratte le poltrone.</p>
<p>Un governo che non governa è dannoso già in tempi normali, figuriamoci in tempi di crisi e di emergenza</p>
<p>In tutto ciò se qualcuno ha notizie di Mattarella, per favore ci faccia sapere.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fazzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora%2F&amp;t=Azzolina+contro+i+precari%3A+%E2%80%9CRossetto+rosso%E2%80%9D+colpisce+ancora" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Azzolina+contro+i+precari%3A+%E2%80%9CRossetto+rosso%E2%80%9D+colpisce+ancora&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fazzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fazzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fazzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora%2F&amp;title=Azzolina+contro+i+precari%3A+%E2%80%9CRossetto+rosso%E2%80%9D+colpisce+ancora&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fazzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/lucia-azzolina-1.jpg?fit=1280%2C720&#038;ssl=1&amp;description=Azzolina+contro+i+precari%3A+%E2%80%9CRossetto+rosso%E2%80%9D+colpisce+ancora" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/azzolina-contro-i-precari-rossetto-rosso-colpisce-ancora/">Azzolina contro i precari: “Rossetto rosso” colpisce ancora</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53401</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>La degenerazione finale del Movimento 5 Stelle</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/53397/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Federico Epifani]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 28 May 2020 21:48:09 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Politica]]></category>
      <category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53397</guid>
      <description><![CDATA[<p>Chi avrebbe mai pensato che il partito dell’”onestà”, quello nato da nessun’altra istanza se non quella di un malcontento rabbioso verso la dubbia integrità e adeguatezza della classe politica italiana, avrebbe prodotto il più imbarazzante e ambiguo Ministro della Giustizia della storia repubblicana. Uno che, limitandoci alle ultime settimane, interviene maldestramente sulla prescrizione dei reati, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/53397/">La degenerazione finale del Movimento 5 Stelle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chi avrebbe mai pensato che il partito dell’”onestà”, quello nato da nessun’altra istanza se non quella di un malcontento rabbioso verso la dubbia integrità e adeguatezza della classe politica italiana, avrebbe prodotto il più imbarazzante e ambiguo Ministro della Giustizia della storia repubblicana. Uno che, limitandoci alle ultime settimane, interviene maldestramente sulla prescrizione dei reati, confonde il dolo con la colpa, si inventa l’inverosimile nuova attenuante dell&#8217;affievolimento della condotta criminale, fa scoppiare rivolte nelle carceri e, poi, per porre rimedio, fa scarcerare mafiosi di spessore. Il suo Capo di Gabinetto risulta essere stato, insieme al buon Palamara, impegnato per pilotare importanti nomine ai vertici degli uffici giudiziari, in particolare procure, ma lui non fa una piega.</p>
<p>Se in principio il neonato movimento poteva vantare una poco ma sicura alterità rispetto alle nefandezze politico affaristiche tipiche del potere, oggi, nemmeno più quello. Del resto, si tratta di un partito in grado di formare due governi consecutivi del tutto incompatibili fra loro e programmaticamente antitetici nell&#8217;ambito della stessa legislatura, di passare dall’essere il soggetto politico principale di una maggioranza di centro destra a una di centro sinistra con la stessa assoluta disinvoltura di un recipiente vuoto.</p>
<p>Se si pensa alla storia della politica italiana, alle sue radici nelle tradizioni liberale, repubblicana e socialista del XIX Secolo, viene da ridere per non piangere a cospetto di questi nani ammaestrati, a queste evanescenti bolle di arroganza senza né arte né parte.</p>
<p>Qualcuno ancora si illude che si possa arrivare ad elezioni anticipate. Temo che a costoro non sia chiara una cosa: i Cinque Stelle sono bullonati alla poltrona e non si schioderanno da lì finché non scenderà il Padre Eterno del fine legislatura a mandarli via a pedate. Sosterrebbero e sosterranno qualsiasi esecutivo pur di non andare a casa anzitempo, e con chiunque: Renzi, Berlusconi, Mao Tse Tung o Bestie di Satana non fa alcuna differenza per loro. Le ragioni, oltre la totale assenza di dignità, sono evidenti: nel prossimo parlamento eleggeranno meno della metà degli attuali deputati e senatori, nella quale non rientreranno &#8211; per ridicole questioni di regolamento interno &#8211; quelli attuali. Questi ultimi sono dei miracolati unti da Beppe Grillo che fino a tre anni fa facevano gli impiegati, gli studenti, i commercianti, i disoccupati, dediti alle insolenze verso la “kasta” sui social network, ed oggi si ritrovano con 18 mila euro al mese più i benefit.</p>
<p>Sono nient’altro che i pupazzi della magistratura e di Marco Travaglio infiltrati nei palazzi della politica per distruggere la politica. Sono la dimostrazione lampante che la loro decennale propaganda era mera demagogia di infimo livello, atta a soggiogare il consenso della fetta più ingenua o bacchettona della popolazione. Le loro battaglie erano specchietti per le allodole. Tutto ciò che credevano e sostenevano di combattere loro lo incarnano nella forma peggiore. Quando avranno esaurito la loro credibilità &#8211; e sono sulla buona strada &#8211; verranno buttati al macero e usati come capro espiatorio dai burattinai che li hanno piazzati là dove si trovano adesso, ricevendone comunque in buona uscita un bel gruzzolo di privilegi che al cittadino comune sono preclusi.</p>
<p>Un’entità della stessa sostanza di una scorreggia. Una macchietta nella storia di questo paese che avrà, qualora la politica dovesse sopravvivergli, l’unico beneficio di rendere non più percorribile la via del giustizialismo populista da stadio. Sono il punto di arrivo della parabola discendente che parte dalla questione morale, passa per mani pulite, e arriva al travaglismo prima di farsi partito. Una delle più grandi truffe della politica italiana. Una scorreggia che parte rumorosa e si fa loffa, silenziosa e puzzolente.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53397%2F&amp;t=La+degenerazione+finale+del+Movimento+5+Stelle" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=La+degenerazione+finale+del+Movimento+5+Stelle&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53397%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53397%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53397%2F&amp;title=La+degenerazione+finale+del+Movimento+5+Stelle&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53397%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/Movimento-5-Stelle.jpg?fit=800%2C400&#038;ssl=1&amp;description=La+degenerazione+finale+del+Movimento+5+Stelle" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/53397/">La degenerazione finale del Movimento 5 Stelle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53397</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>“Apocalittici” e “Integrati”: la via verso il controllo di massa</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/apocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Pecchioli]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 28 May 2020 21:31:43 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[umberto eco]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53394</guid>
      <description><![CDATA[<p>“Apocalittici e integrati” è un fortunato saggio giovanile di Umberto Eco in cui il semiologo alessandrino analizza il rapporto tra cultura di massa e mezzi di comunicazione. Apocalittici sono per Eco gli intellettuali critici con la cultura di massa, integrati coloro che la esaltano con ingenuo ottimismo. A oltre mezzo secolo di distanza (l’opera è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/apocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa/">“Apocalittici” e “Integrati”: la via verso il controllo di massa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>“Apocalittici e integrati” è un fortunato saggio giovanile di Umberto Eco in cui il semiologo alessandrino analizza il rapporto tra cultura di massa e mezzi di comunicazione. Apocalittici sono per Eco gli intellettuali critici con la cultura di massa, integrati coloro che la esaltano con ingenuo ottimismo. A oltre mezzo secolo di distanza (l’opera è del 1964) la vittoria degli integrati è schiacciante e i pochi apocalittici superstiti negano la qualifica con orrore. Chi scrive è costretto dalle circostanze a iscriversi all’esiguo partito apocalittico, tanto più in tempo di coronavirus, di reclusione e verità obbligatorie. Un amico giornalista veneto si è affiliato &#8211; forse suo malgrado &#8211; al fronte apocalittico diffondendo una riflessione che è il motivo di queste righe: <strong>se diranno – gli esperti, ovvio – che il virus viaggia a un metro di altezza, tutti cammineremo a quattro zampe</strong>.</p>
<p>Temiamo che abbia ragione: la cronaca di questi mesi è un’incredibile sequela di divieti, timori, paure, su cui si è innestato senza alcuna resistenza un nuovo modo di vivere i cui simboli sono le mascherine e il cosiddetto distanziamento sociale. Scrisse qualcuno che la vita della specie umana è scandita da innumerevoli paure, figlie tutte del terrore più grande, quello nei confronti della morte. Il contagio ne ha fornito la prova. Tutto &#8211; principi, valori, idee, modalità di vita, ideologie e addirittura quel che resta della religione &#8211; si è inchinato al tabù massimo, quello verso “sora nostra morte corporale”. Su di essa il potere – diventato dominio- ha lavorato senza fatica. Vogliamo tralasciare l’indagine sulle cause del fenomeno, il lungo cammino del materialismo d’Occidente, per avanzare una teoria bislacca, ma forse non del tutto folle. Apocalittica, questo sì, almeno dal punto di vista di un sentire comune ogni giorno più limitato, eterodiretto, superficiale.</p>
<p>Se è vero che esiste un livello di potere superiore a quello – declinante – della politica, più pervasivo di quello economico e finanziario, reticolare, capace di sorvegliare e conoscere – finanche prevedere e anticipare i nostri pensieri – ovvero un <strong>biopotere</strong>, esso si deve basare sulla conoscenza profonda dei meccanismi fisiologici, psicologici, neurologici dell’essere umano, nonché sulla possibilità di orientarli, organizzarli, canalizzarli. In particolare, il livello più elevato del potere deve conoscere e padroneggiare le modalità di funzionamento del cervello umano. Abolita l’anima, destituito lo spirito – di questo si sono incaricate le grandi narrazioni ideologiche e culturali degli ultimi due, tre secoli – l’ultima tappa è prendere il controllo dell’uomo-materia, attraverso il suo organo più complesso, affascinante ed ancora largamente sconosciuto, il cervello, sede del pensiero, luogo dell’elaborazione logica e linguistica.</p>
<p>Noam Chomsky è filosofo, linguista, scienziato cognitivista e teorico della comunicazione. Le sue dieci regole sul controllo sociale attraverso la manipolazione ci paiono di stringente attualità. L’elemento primordiale è la strategia della distrazione, consistente nel deviare l’attenzione dalle decisioni delle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del <em>diluvio</em> o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali della scienza, dell’economia, della psicologia, neurobiologia e cibernetica. Poi occorre c<em>reare problemi e offrire le soluzioni.</em> <em>Si suscita o si utilizza un problema, ad esempio il virus, </em>per causare una certa reazione da parte del pubblico.</p>
<p>Fondamentale è rivolgersi all’opinione pubblica come a dei bambini; un esempio è il linguaggio della pubblicità, ma in queste settimane è particolarmente significativo il tema della perdita della libertà di movimento, presentata come necessaria, anzi virtuosa. La tecnica è quella classica del bastone e della carota. Tutti a casa, ma si può derogare se saremo “responsabili”, a insindacabile giudizio di lor signori. Il potere ci conosce assai bene: manda in giro sui cieli d’Italia  le Frecce tricolori come segnale di vitalità nazionale – il grottesco patriottismo delle scie con i colori della bandiera – ben sapendo che moltissimi si affolleranno per vedere il passaggio della pattuglia acrobatica. Subito dopo, il sistema di comunicazione depreca gli assembramenti – provocati dal potere – invoca nuove chiusure e lancia all’attacco gli intellettuali di servizio. E’ il caso di Michela Marzano, filosofa <em>à la page</em>, che ha stigmatizzato l’irresponsabilità e l’infantilismo degli spettatori. Diventate adulti una buona volta, ha sbottato, dimenticando che il problema è stato causato dalla demagogia del potere. Inoltre, si è adulti solo se la si pensa come lei: grazie, professoressa, ne facciamo a meno.</p>
<p>Chomsky rileva che il potere, nel rapporto con la popolazione, usa l’aspetto emotivo, non la riflessione, perché l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta di accesso all’inconscio, di impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori. Il corollario è il mantenimento del pubblico <em>nell’ignoranza e nella mediocrità</em><em>,</em> affinché, incapace di comprendere (o almeno sospettare) le tecnologie e i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù, sia più efficacemente manipolato. La conseguenza è la scarsa qualità programmata dell’istruzione impartita alla maggioranza. La mediocrità diventa condizione di massa sino ad essere considerata normale, persino piacevole. La gente è spinta a ritenere che sia positivo, di moda, essere conformisti, ignoranti, volgari.</p>
<p>Naturalmente, occorre anche diffondere il senso della colpevolezza, di una certa disistima di sé, che rende più facile far accettare le disposizioni che giungono dall’alto. E’ bene che ci sia una certa depressione indotta: il depresso è incapace di azione, tanto più di ribellione; si limita a chiedere, invocare aiuto. L’ultima regola è quella che riassume tutte le altre: il potere ci conosce assai meglio di quanto noi stessi ci conosciamo. Ciò è tanto più vero oggi, con gli strumenti potentissimi delle reti sociali, della sorveglianza da remoto, del controllo delle tecnologie informatiche. Strumenti scientifici come quelli forniti dalla neurobiologia, dalla psicologia applicata, dalla programmazione neurolinguistca, dalla medicina hanno prodotto un divario incolmabile tra le conoscenze dell’uomo medio e quelle delle <em>élite</em>.</p>
<p>Di conseguenza, il controllo che crediamo di possedere su noi stessi è infinitamente inferiore a quello esercitato dall’oligarchia. E’ talmente capillare e raffinato il meccanismo che siamo sinceramente persuasi di decidere in autonomia la nostra adesione a mode, linguaggi, modi di essere, vivere e pensare decisi dall’alto.</p>
<p>Siamo generazioni di <strong>assopiti dinamici</strong>, per utilizzare la felice espressione della bioeticista Giulia Bovassi. Assopiti in quanto ci muoviamo in uno stato di disattenzione critica indotta, ma dinamici, interessati ad assumere rapidamente mode, idee, novità calate dal sistema. E’ nostra convinzione, al di là di ogni questione ideale o spirituale, che la causa più importante dei nostri comportamenti, nonché dello stupefacente rapidità dei mutamenti di prospettiva alivello di massa, stia nella capacità del potere – che controlla tutti i mezzi – di usare massicciamente le conoscenze scientifiche di neurofisiologia del cervello. Non utilizziamo più che una piccola parte delle nostre facoltà, anche perché l’oligarchia ha i mezzi e le capacità per impedircelo attraverso una capillare opera di stimolazione, indirizzo e controllo dei meccanismi di funzionamento materiale del cervello umano.</p>
<p>Eccoci iscritti non solo al partito apocalittico, ma anche alla corrente complottista. Al contrario, si tratta, con Nicolò Machiavelli, di guardare con occhi asciutti la realtà effettuale, “dai fatti trarre significazione”, prendere atto che il potere ha obiettivi assai distinti dai nostri e sa comportarsi da volpe o da leone, secondo l’immagine del segretario fiorentino. Nella fattispecie, gli studi sulla struttura cerebrale, dagli anni 60 del XX secolo hanno cominciato a chiarire alcuni aspetti del funzionamento del cervello. Il materialismo radicale si serve delle scoperte scientifiche per fare avanzare una teoria generale dell’essere umano come semplice fascio di meccanismi biochimici, ma sa utilizzare con intelligenza le ipotesi che formula. In particolare, è diffusa la teoria di Paul D. Mac Lean sul cosiddetto cervello “trino”, <em>triune brain</em>. Il dibattito è aperto; il cervello è l’organo più complesso del corpo dei vertebrati; “contiene tra i 15 e i 33 trilioni di neuroni interconnessi e, oltre a essere la centrale operativa della coscienza individuale e delle decisioni inconsapevoli, esercita un controllo centralizzato sull’intero organismo.” (&lt;lamenteemeravigliosa&gt;)</p>
<p>Il fisico e scienziato americano basò le sue teorie sull’idea che nel cervello umano si possano individuare tre aree, altrettanti “cervelli” apparsi in diversi stadi evolutivi: il Cervello rettiliano (o R-Complex) è la parte più istintiva. Grazie a essa prendiamo molte decisioni inconsapevoli con l’intento di soddisfare i bisogni elementari (riproduzione, controllo, autodifesa, paura, fame, fuga) e gestiamo i processi automatici, come la respirazione e il ritmo cardiaco. Quest’area si trova nel tronco encefalico, nel diencefalo e nei gangli basali. Il secondo è il Cervello paleomammaliano (o sistema limbico), responsabile di sentimenti ed emozioni con un sistema binario organizzato secondo i concetti di “gradevole” o “sgradevole”. Infine, gli esseri umani hanno sviluppato il cervello neomammaliano, o neocorteccia, la partee logica e razionale, ma anche creativa del cervello.</p>
<p>Se la teoria di Mac Leod è vera, chi gestisce il biopotere può riuscire, attraverso il controllo del sistema educativo e di comunicazione di massa, nonché il potere predittivo e di sorveglianza della tecnologia digitale, a fare sì che gran parte degli esseri umani siano raggiunti e bombardati da messaggi, consci, inconsci e subliminali processati solo dal cervello rettiliano e, per la “creazione” delle emozioni volute, da quello limbico. In questa logica, gran parte dell’umanità sarebbe espropriata, derubata dall’uso delle funzioni più propriamente umane, quelle della neocorteccia. Ammettendo come verosimile tale ipotesi, possiamo immaginare che esista oramai una doppia umanità. Una parte minoritaria, destinataria delle conoscenze e delle funzioni più elevate, è in grado di prevalere, dominare sull’altra attraverso il controllo sulle funzioni cognitive, attivando o spegnendo specifiche aree del cervello. Fantascienza, follia, ragionevole possibilità o concreta prassi operativa?</p>
<p>Certo, stupisce rilevare come una parte di umanità – quella sotto il controllo del modello occidentale – in pochissimi anni sia stata portata a credere, per esempio, che non si nasce uomini o donne, ma il sesso è una scelta o un costrutto culturale, o che sia possa chiamare matrimonio l’unione fisica tra persone dello stesso sesso. Avere rovesciato verità auto-evidenti a tutte le civiltà e ad ogni generazione non è solo un’operazione di sofisticata ingegneria culturale. Presuppone la rimozione di pensieri innati, convincimenti ancestrali, invarianze: si può ipotizzare che la conoscenza di alcuni meccanismi della formazione del pensiero, a cavallo tra neurologia, psicologia del profondo e biologia, permetta, a chi controlla la trasmissione della conoscenza e della cultura, di manipolare grandi masse umane. La molla della paura è certamente la più efficace, più dell’istinto sessuale e del “principio di piacere”.</p>
<p>La disputa, allora, si sposta dal crinale apocalittici/integrati a quello tra informati e disinformati, consapevoli e inconsapevoli. In questi mesi, l’accelerazione nel processo di regressione zoologica dell’uomo è formidabile. Poteva funzionare solo in presenza di una paura forte, ma sostanzialmente controllabile dal potere (virus: problema-reazione-soluzione), unita al movimento coordinato e unanime di tutte le reti del potere, globalmente inteso: politica, tecnologia, finanza, scienza, ma anche comunicazione, cultura e religione. Nessuno, tranne la scienza – posseduta e manovrata dai padroni universali – è autorizzato a fornire speranza. La Chiesa ha rinunciato a seppellire i morti, la “dignità” dell’essere umano, bastione dell’uomo d’Occidente, è stata barattata con la speranza di essere curati e domani immunizzati dal virus.</p>
<p>La chimera di un vaccino è stata diffusa con tale potenza da aver fatto crollare ogni protesta di privatezza rispetto all’impianto di apparati elettronici o sensori nel corpo umano, la cui proprietà – o almeno l’uso – sta passando dall’individuo all’oligarchia dominante, in grado di controllare, con la tecnologia, lo stato del nostro corpo, decidere se possiamo vivere o morire, muoverci o essere reclusi. Per entrare in certi locali, si ha l’obbligo di farsi controllare la temperatura. Il cervello “logico” dovrebbe reagire, porsi domande. Non lo fa: che sia stato, come dire, disattivato? Intanto, chi pensa diversamente non è più un dissidente, ma un malato da allontanare dal corpo sociale. Chissà come valuta Michela Marzano il TSO a carico del giovane siciliano che ha manifestato rumorosamente la sua incredulità verso la narrazione ufficiale sul virus, o la semi-reclusione del parroco bresciano, anch’egli colpevole di non credere al potere, ossia, per parlare in termini neurologici, di aver attivato, magari sbagliando, affermando idee sbagliate, la corteccia, quella che ci differenzia dagli altri vertebrati.</p>
<p>La psichiatrizzazione del dissenso non è solo una prova evidente della natura totalitaria del sistema, ma denuncia altresì quali armi dispone, quali strumenti di conoscenza negati a noi sudditi. Con la maschera oltre il bavero, il gregge non si ribella: spera, invoca la sopravvivenza ed è disposto a tutto. Persino Thomas Hobbes, nell’esporre la sua teoria del potere-Leviatano, ebbe parole di fuoco per l’umanità che non crede in altro che alla sopravvivenza soggettiva.</p>
<p>Apocalisse, poi, significa rivelazione, verità che prorompe, esplode e lascia a bocca aperta. Se fosse vero che i padroni universali – il cui livello di conoscenza è indubbiamente superiore al nostro – ci stanno ingannando manipolando il nostro stesso modo di ragionare, chiudendo inesorabilmente le fenditure del pensiero, facendoci regredire ad animali governati esclusivamente dagli istinti, in particolare quello di conservazione? Il corpo umano è un fardello soggetto a malattie: lo si integri, lo si completi impiantandovi apparati, fino a creare il cyberuomo. Per l’apocalisse di Giovanni, quella è la prova dell’azione diabolica, il marchio della Bestia. Il culto fanatico del corpo, unito al suo superamento nell’apparato tecnico, è un elemento in più dell’odio di sé, malattia terminale dell’occidente.</p>
<p>In qualche modo, è già operativa la direzione del <strong>transumanesimo</strong>, H+, l’uomo “aumentato”, il membro dell’oligarchia, che “sa” e “può”, diverso e distante dal resto dei conspecifici, la cui sconfitta fu annunciata da uno scienziato come Konrad Lorenz nel “Declino dell’Uomo”.</p>
<p>Apocalittici o integrati, cerchiamo di usare l’intelligenza, l’anima, lo spirito, a costo di chiamarli cervello neomammaliano o neocorteccia. In caso contrario, l’<em>homo + </em>avrà la meglio definitivamente sulla specie umana-rettiliana, neppure consapevole del tramonto.</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fapocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa%2F&amp;t=%E2%80%9CApocalittici%E2%80%9D+e+%E2%80%9CIntegrati%E2%80%9D%3A+la+via+verso+il+controllo+di+massa" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=%E2%80%9CApocalittici%E2%80%9D+e+%E2%80%9CIntegrati%E2%80%9D%3A+la+via+verso+il+controllo+di+massa&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fapocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fapocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fapocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa%2F&amp;title=%E2%80%9CApocalittici%E2%80%9D+e+%E2%80%9CIntegrati%E2%80%9D%3A+la+via+verso+il+controllo+di+massa&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fapocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/eco-apocalittici-e-integrati.jpg?fit=767%2C384&#038;ssl=1&amp;description=%E2%80%9CApocalittici%E2%80%9D+e+%E2%80%9CIntegrati%E2%80%9D%3A+la+via+verso+il+controllo+di+massa" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/apocalittici-e-integrati-la-via-verso-il-controllo-di-massa/">“Apocalittici” e “Integrati”: la via verso il controllo di massa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53394</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Arcadia2020: il programma della diretta online sulla pagina Facebook di Qelsi</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/arcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 28 May 2020 11:37:20 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[qelsi]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53385</guid>
      <description><![CDATA[<p>Il Paese sta vivendo la più grande crisi dal dopoguerra ad oggi. Una catastrofe sanitaria ed economica senza precedenti. E proprio in questo momento di difficoltà quello che manca all’Italia è un Governo all’altezza della situazione e soprattutto un confronto serio su come uscire da questa situazione. È iniziata la Fase2 ma ancora non ci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/arcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi/">Arcadia2020: il programma della diretta online sulla pagina Facebook di Qelsi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Paese sta vivendo la più grande crisi dal dopoguerra ad oggi. Una catastrofe sanitaria ed economica senza precedenti. E proprio in questo momento di difficoltà quello che manca all’Italia è un Governo all’altezza della situazione e soprattutto un confronto serio su come uscire da questa situazione.</p>
<p>È iniziata la Fase2 ma ancora non ci è permesso incontrarci tutti insieme per analizzare i problemi dell’Italia e per proporre soluzioni nuove e rivoluzionarie. Ma noi abbiamo deciso di farlo ugualmente: se non possiamo riunirci fisicamente lo faremo online con un’iniziativa di tre giorni lanciata da giornali che da sempre rappresentano una voce libera nel panorama editoriale italiano.</p>
<p>Emergenza sanitaria, emergenza economica ed emergenza democratica sono i tre grandi effetti della pandemia di Covid-19 e sono quindi i temi che affronteremo con <strong>Arcadia 2020</strong>  nel fine settimana dal 29 al 31 maggio.</p>
<p><strong>Perché Arcadia?</strong> Perché siamo una comunità di ribelli che vuole costruire un mondo diverso da quello che oggi sta andando in rovina. Perché Arcadia è lo strumento con il quale Capitan Harlock difende i suoi ideali.</p>
<p>Ci sono stati sicuramente errori e omissioni nell’approccio sanitario alla pandemia, c’è un modello identitario ed economico da ripensare per l’Italia, il Covid-19 potrebbe essere la fine della globalizzazione come annunciato da Trump oppure lo strumento per un super governo mondiale sanitario come sembra prefigurare Bill Gates. L’Europa ha mostrato in questa crisi tutte le sue contraddizioni e tutte le sue debolezze, se ancora di Unione Europea si può parlare.</p>
<p>Su queste ed altre questioni si interrogheranno intellettuali e militanti politici in tre giorni di dibattiti, musica e immagini organizzati da otto tra giornali e case editrici: <strong>Secolo d’Italia, Qelsi, Il Primato Nazionale, Meridiana, il Sovranista, Eclettica, Cultura Identità </strong>e<strong> il Talebano</strong>.</p>
<p><strong>L’evento si svolgerà interamente online sulle pagine Facebook delle testate</strong> e tutti potranno partecipare ponendo domande e offrendo contributi.</p>
<p>Un appuntamento per costruire un nuovo modello culturale, politico ed economico che riparta dalla sovranità popolare e nazionale degli Italiani.</p>
<p>Il primo appuntamento esclusivamente online per cominciare a costruire un’<strong>Italia libera, indipendente e sovrana</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>PROGRAMMA</strong></span></p>
<p><strong>Ecco il programma completo di &#8220;Arcadia &#8211; Libertà, Indipendenza e Sovranità&#8221; che da venerdì 29 a domenica 31 sarà diffuso sulle pagine Facebook dei giornali online Secolo d’Italia, Qelsi, Il Primato Nazionale, Meridiana, Il Sovranista, Cultura Identità, Eclettica e Il Talebano</strong></p>
<p><strong><u>Venerdì 29: L’EMERGENZA SANITARIA</u></strong></p>
<p><strong><u>Ore 17 – Introduzione</u> </strong>Alessandro Amorese (Responsabile Laboratorio Editoria Fdi) e Antonio Tisci (CdA  Secolo d’Italia)</p>
<p><strong><u>Ore 17,15  &#8211; Tavola rotonda.</u> IL GRANDE FRATELLO SANITARIO. Espertocrazia, controllo sociale e libertà digitale ai tempi del virus</strong></p>
<p>Modera: Davide Di Stefano (Vicedirettore de Il Primato Nazionale)</p>
<p>Partecipano: Guido Taietti (Saggista), Francesco Boco (Filosofo), Davide Giraudo (Medico del reparto Covid dell’Ospedale di Vizzolo Predabissi MI) e Marco Gervasoni (Docente universitario)</p>
<p><strong><u>Ore 18:00 &#8211; Interviste:</u></strong></p>
<p>Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia) con Guido Bertolaso (Consulente Regione Lombardia e Regione Marche).</p>
<p>Francesca Totolo (Autrice del libro “Coronavirus. Tutto ciò che non torna sull&#8217;epidemia”) e Paolo Tiramani (Sindaco di Borgosesia e Deputato Lega)</p>
<p><strong> </strong><strong><u>Ore 18.30 -Tavola rotonda</u>. LA GLOBALIZZAZIONE È FINITA? La sfida tra sovranità popolari e governo globale</strong></p>
<p>Modera: Alessandro Sansoni (Direttore di Cultura Identità)</p>
<p>Partecipano: Gennaro Sangiuliano (Direttore Tg2), Diego Fusaro (Filosofo), Edoardo Sylos Labini (Fondatore del Movimento Cultura Identità), Francesco Di Giuseppe (Vice Presidente di Gioventù Nazionale), Marcello De Angelis (Giornalista e scrittore) e Adriano Scianca (Direttore de Il Primato Nazionale)</p>
<p><strong><u>Ore 19:20 &#8211; Interviste:</u></strong></p>
<p>Fabio Roscani (Presidente di Gioventù Nazionale), Maria Giovanna Maglie (Giornalista e scrittrice) e Galeazzo Bignami (Deputato Fdi – Responsabile dipartimento Immigrazione)</p>
<p><strong><u>Ore 19:40 &#8211; Presentazione del libro:</u></strong><em>“La Nazione fatidica”</em> di Adriano Scianca</p>
<p><strong><u>Ore 19:50 &#8211; Musica:</u> </strong>Gruppo musicale <em>“La Vecchia Sezione”</em></p>
<p><strong><u>Sabato 30: L’EMERGENZA ECONOMICA</u></strong></p>
<p><strong> </strong><strong><u>Ore 17,00 &#8211; Tavola rotonda</u>. LA RINASCITA DELL’ITALIA. Dentro o fuori dall’Unione Europea?</strong></p>
<p>Modera: Giuseppe Parente (direttore de Il Sovranista)</p>
<p>Partecipano: Carlo Fidanza (Eurodeputato – capo delegazione Fdi), Vincenzo Sofo (Eurodeputato Lega), Stefano Fassina (Deputato LeU, Segretario di Patria e Costituzione) e Gianluigi Paragone (Senatore indipendente)</p>
<p><strong><u>Ore 17:40 &#8211; Interviste:</u></strong></p>
<p>Gianni Alemanno (Giornalista e scrittore), Luciano Barra Caracciolo (Saggista), Warren Mosler (Economista e imprenditore) e Salvatore Santangelo (Giornalista e scrittore)</p>
<p><strong> </strong><strong><u>Ore 18.30 &#8211; Tavola rotonda</u>. IL RITORNO DEL MADE IN ITALY. Un nuovo sistema produttivo nazionale</strong></p>
<p>Modera: Silvia Cirocchi (Direttrice Qelsi)</p>
<p>Partecipano: Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), Giulio Sapelli (Economista e scrittore), Giulio Tremonti (Economista e scrittore), Gian Maria Fara (Presidente Eurispes), Luca Malcotti (Vice Segretario generale Ugl) e Francesco Rizzo (Consigliere comunale Isole Eolie)</p>
<p><strong><u>Ore 19:15 &#8211; Interviste:</u></strong></p>
<p>Valerio Benedetti (Caporedattore de Il Primato Nazionale), Nicola Porro (giornalista e conduttore televisivo), Augusto Sartori (Presidente Ascom Confcommercio Santa Margherita Ligure), Carolina Varchi (Deputato Fdi – Responsabile Dipartimento Mezzogiorno), Giovanni Zinni (Redattore Qelsi), Giorgio Ciardi e Luigi Ciatti (Ambulatorio Antiusura) e Claudio Barbaro (Senatore Lega, Presidente ASI)</p>
<p><strong><u>Ore 20:10 &#8211; Presentazione del libro:</u> </strong><em>“Berlino Est 2.0”</em> di Federico Cenci</p>
<p><strong><u>Ore 20:20 &#8211; Musica:</u> </strong>Gruppo musicale <em>“Ultima frontiera”</em></p>
<p><strong><u>Domenica 31: L’EMERGENZA DEMOCRATICA</u></strong></p>
<p><strong><u>Ore 17 &#8211; Interviste: </u></strong>Marcello Veneziani (Giornalista e scrittore) e Angelo Mellone (Giornalista e scrittore)</p>
<p><strong><u>Ore 17:20 &#8211; Tavola rotonda.</u> COME STACCARE LA SPINA A CONTE. L’opposizione in Parlamento e nella Società</strong></p>
<p>Modera Paolo Di Caro (Direttore de Meridiana)</p>
<p>Partecipano: Francesco Storace (Direttore Secolo d’Italia), Giovanni Donzelli (Deputato Fdi – Esecutivo Nazionale), Marco Cerreto  (Redattore Qelsi), Alessandro Cattaneo (Deputato Forza Italia) e Alberto Bagnai  (Senatore Lega ed economista)</p>
<p><strong><u>Ore 18:10 &#8211; Interviste: </u></strong>Alessandro Sallusti (Direttore de Il Giornale), Antonio Pasquini (Sindaco di Casargo – LC), Basilio Catanoso (Presidente Associazione Meridiana)</p>
<p>Interviste nella manifestazione delle Mascherine Tricolori</p>
<p><strong> </strong><strong><u>Ore 18:30 &#8211; Tavola rotonda.</u> IL DIRITTO ALLA PIAZZA. L’opposizione e la protesta ai tempi del Covid</strong></p>
<p>Modera Francesco Borgonovo (Vice Direttore de “La Verità”)</p>
<p>Partecipano: Simone Di Stefano (CasaPound Italia), Fabrizio Ricca (Assessore Reg. Piemonte – Lega), Viviana Beccalossi (Consigliere reg. Lombardia) E Roberto Cominardi (Dirigente naz. Coordinatore reg. Lombardia SILB-FIPE)</p>
<p><strong><u>Ore 19:00 &#8211; Presentazione del libro</u></strong><u>:</u> <em>“Democrazia in quarantena”</em> di Paolo Becchi</p>
<p><strong><u>Ore 19:10 &#8211; Interviste:</u> </strong>Francesco Lollobrigida (Capogruppo Fdi Camera dei Deputati), Fabio Amendolara (Giornalista “La Verità”), Andrea Delmastro (Deputato Fdi – Responsabile Dipartimento Giustizia), Marco Marsilio (Presidente Regione Abruzzo), Salvo Pogliese (Sindaco di Catania), Roberto Menia (Presidente Comitato Italiani nel Mondo) e Ignazio La Russa (Senatore Fdi – Esecutivo Politico)</p>
<p><strong><u>Ore 19:50 &#8211; Presentazione del libro</u></strong><u>:</u>      <em>“Terra benedetta” </em>di Emanuele Merlino</p>
<p><strong><u>20:00 &#8211; Musica:</u></strong> Gruppo musicale <em>“Hobbit”</em></p>
<p><img class=" wp-image-53356 aligncenter" src="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=418%2C418&#038;ssl=1" alt="" width="418" height="418" srcset="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=200%2C200&amp;ssl=1 200w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?w=1080&amp;ssl=1 1080w" sizes="(max-width: 418px) 100vw, 418px" data-recalc-dims="1" /></p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi%2F&amp;t=Arcadia2020%3A+il+programma+della+diretta+online+sulla+pagina+Facebook+di+Qelsi" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Arcadia2020%3A+il+programma+della+diretta+online+sulla+pagina+Facebook+di+Qelsi&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi%2F&amp;title=Arcadia2020%3A+il+programma+della+diretta+online+sulla+pagina+Facebook+di+Qelsi&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-23-at-19.36.14.jpeg?fit=1024%2C665&#038;ssl=1&amp;description=Arcadia2020%3A+il+programma+della+diretta+online+sulla+pagina+Facebook+di+Qelsi" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/arcadia2020-il-programma-della-diretta-online-sulla-pagina-facebook-di-qelsi/">Arcadia2020: il programma della diretta online sulla pagina Facebook di Qelsi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53385</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Totalitarismo o Italexit (parte seconda): l’avvento del capitalismo della sorveglianza</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/53370/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Maurizio Gustinicchi]]></dc:creator>
      <pubDate>Mon, 25 May 2020 11:56:17 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[Mondo]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[analisi gustinicchi]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53370</guid>
      <description><![CDATA[<p>“Arrendersi è un’opzione che non possiamo contemplare!” Ricordatevelo sempre, altrimenti ciò che leggerete, potrebbe farvi cadere le braccia e abbattere il vostro morale. Il Governo Conte, quello che “opera col favore delle tenebre” ed è commissariato dal Governo Colao, è pronto per farci adottare l’app Immuni. L’App che dovrebbe servire per tracciare i contatti di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/53370/">Totalitarismo o Italexit (parte seconda): l’avvento del capitalismo della sorveglianza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>“<strong><em>Arrendersi è un’opzione che non possiamo contemplare</em></strong>!”</p>
<p>Ricordatevelo sempre, altrimenti ciò che leggerete, potrebbe farvi cadere le braccia e abbattere il vostro morale.</p>
<p>Il Governo Conte, quello che “<em>opera col favore delle tenebre</em>” ed è commissariato dal Governo<strong> Colao,</strong> è pronto per farci adottare l’app Immuni. L’App che dovrebbe servire per tracciare i contatti di chi sarà riscontrato positivo ai controlli per il Covid-19.</p>
<p>Perché questa folle accelerazione verso l’impiego di un’App informatica?</p>
<p>Al di la di quanto vogliono farvi credere essa rientra nel quadro delle infrastrutture tecniche che i globalisti, quelli del Nuovo Ordine Mondiale:</p>
<p><img class=" wp-image-53371 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/c1.png?resize=568%2C546&#038;ssl=1" alt="" width="568" height="546" srcset="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/c1.png?resize=312%2C300&amp;ssl=1 312w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/c1.png?w=454&amp;ssl=1 454w" sizes="(max-width: 568px) 100vw, 568px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Intendono mettere in piedi grazie al 5G.</p>
<p>I costosissimi investimenti per la realizzazione della rete 5G e delle App varie difficilmente possono essere ripagati dal privato cittadino con servizi a pagamento, pertanto il denaro investito va restituito con…..noi! Noi siamo il prezzo da pagare per l’impiego di App gratuite.</p>
<p>Sebbene si sia portati a pensare che 5G e App si rivolgano contro l’uomo a mezzo microchip, destinatari principali di questa tecnologia sono le cose che ci circondano. Il business non sarà realizzato con gli smartphone ma con <strong><em><u>prodotti resi intelligenti</u></em></strong> e capaci sia di agire (a distanza) che di dialogare. Miliardi di dispositivi intelligenti dislocati in ogni parte del mondo parleranno tra loro e potranno trasferire, su richiesta, tutte le informazioni che servono a chi le desidera. Anche se noi non avremo accettato alcuna App e avremo detto di no a qualunque schedatura, saremo perfettamente controllabili poiché vivremo dentro una matrix.</p>
<p>Supponiamo che una delle poche aziende Globaliste, rimaste in piedi a progetto compiuto, abbia un temporaneo calo delle vendite, gli sarà sufficiente ordinare da remoto ai prodotti intelligenti di simulare un guasto che subito si rendono necessari milioni di pezzi di ricambio sul mercato globale; ecco che il budget commerciale di fine mese sarà facilmente raggiunto. Anche questo è marketing!</p>
<p>Non pensiate che ciò non sia già realtà. Molte aziende inseriscono sistemi di comando a distanza per prevenire il mancato pagamento da parte del cliente finale di prodotti tecnologici, in modo da ottenere il pagamento anticipato dell’intervento di assistenza (e il saldo del bene acquistato) prima che esso avvenga e si sblocchi il comando a distanza che rende inutilizzabile il prodotto venduto. E sto parlando di piccole aziende italiane di mia conoscenza!</p>
<p>Chiaro che le micro, le piccole e le medie imprese italiane, piegate da un mese di lockdown, già commercialmente debilitate per le difficoltà legate alla marcatura CE (sempre più in mano ad imprese di rilevanza mondiale), vedendo scomparire il mercato di prossimità e l’intera domanda interna del paese, non potranno mai risollevarsi e vedere la luce in fondo al tunnel.</p>
<p>Il sistema economico italiano, che non ha ancora assorbito il blocco della produzione di Aprile, deve fronteggiare anche a Maggio una domanda molto fiacca, sia per i beni di consumo che per quelli industriali.</p>
<p>Scrive Confindustria sul suo sito:</p>
<p>“Produzione industriale italiana in calo di oltre il 50% in marzo e aprile. Una caduta senza precedenti”.</p>
<p>Ovvio che la combinazione lockdown-ict accelererà enormemente il processo di <strong><em>concentrazione del capitale</em></strong>:</p>
<p><a href="https://scenarieconomici.it/concentrazione-di-capitale-finanziario-ed-industriale-aziende-e-banche-global-parte-prima_dove_siamo_oggi/">https://scenarieconomici.it/concentrazione-di-capitale-finanziario-ed-industriale-aziende-e-banche-global-parte-prima_dove_siamo_oggi/</a></p>
<p><a href="https://scenarieconomici.it/concentrazione-di-capitale-finanziario-ed-industriale-multinazionali-global-e-grandi-banche-seconda-parte/">https://scenarieconomici.it/concentrazione-di-capitale-finanziario-ed-industriale-multinazionali-global-e-grandi-banche-seconda-parte/</a></p>
<p>Attenzione, non dovete credere alle promesse del pinocchio Conte, anche i soldi dell’Ue, quelli del Recovery Fund tanto per intenderci, quelli che non sono un prestito, ma andranno comunque restituitia rate e con gli interessi (forse non finanziari ma sicuramente commerciali), non andranno alle PMI poiché quando concessi, dovranno esser investiti in Intelligenza Artificiale e 5G (di Colao and Friends e cinese), come ben spiega l’Ansa il 13 maggio 2021: “Un nuovo strumento di ripresa che sarà creato per finanziarie negli Stati investimenti pubblici e riforme chiave allineati con le politiche UE”. Questo non è altro che l’arcinoto TRACE ACT, formalmente noto come COVID-19 Testing Reaching And Contracting Everyone Act.</p>
<p>In forza di quest’atto, diventa obbligatorio il test al Covid-19 e i governi hanno “Carte blanche” per irrompere nelle case, rimuovere e porre in quarantena chiunque sia positivo al test.</p>
<p>Alla luce di quanto si scopre col Palamaragate, chissà che fine farebbe quel povero Cristo che, nel suo <strong>piccolo</strong>, fosse ritenuto dal governo autoritario una sorta di Matteo Salvini in provetta!</p>
<p>Il lockdown gestito da Conte rappresenta per questi il suo miglior biglietto d’ingresso verso la grande finanza mondialista, sta letteralmente regalando loro il nostro oro, specialmente le località turistiche in cui le attività stanno lentamente morendo una a una. Vi ricordo che quelle attività erano duramente impegnate nel combattere la Direttiva Bolkenstein. Per questo Conte, probabilmente, ha lasciato che Luigi Di Maio e il PD accontentassero i cinesi senza chiudere porti e aeroporti in piena pandemia Wuhan e fosse lanciato l’hashtag “Abbraccia un Cinese”, per far commissariare l’Italia da Gates, via Colao, e avviare il piano delle élite di realizzazione governi autoritari sudditi dell’Onu in tutto il mondo.</p>
<p>Tali Governi spianeranno la strada alle aziende globaliste che principalmente agiranno nel corso dei decenni per mezzo della triade, Big Tech; Big Science; Big Pharma: 5G, App, Smart Cities, Domotica e Vaccini!</p>
<p>Per inciso, non pensiate che la Cina di Xi-Jinping sia assolutamente estranea al tutto. Xi era e rimane un buon alleato, quale Imperatore, di Putin e Trump, ma il CCP (China Communist Party) opera assieme ai globalisti e vede di buon occhio l’intero progetto quale lasciapassare per la concretizzazione della Via della Seta. A tal proposito:</p>
<ul>
<li>La Cina è entrata in partnership con Bill Gates sul progetto di Identità Digitale basato sul microchip prodotto da Microsoft (vedi “La Cinesizzazione cibernetica seguendo il Bill Gates-pensiero” di Ruggiero Capone). Cina e M5S sono appoggiati in pieno, sia per quanto concerne il concetto di democrazia, sia per la gestione finanziaria, dalle politiche di Microsoft e sono pronti per generare un mondo a dimensione dei ragazzi che sognano il Grande Fratello: una società cinesizzata dove loro rappresentano la Casta d’intoccabili destinati a regnare sulle macerie di quello che una volta era un vero paese sovrano;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Conte sul 5G cinese ha pure mentito a Trump, arrivando a sostenere che nei suoi colloqui con lui non abbiano mai affrontato tale problema (quando invece gli americani avevano annunciato al mondo l’esito positivo dei colloqui con Italia sulla complessità rapporto Italia-Usa per basi Nato in caso di adozione del 5G cinese).</li>
</ul>
<p><strong><em>Arrendersi è un’opzione che non possiamo contemplare</em></strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’<em>élite </em>a capo delle aziende Globaliste ha pianificato di agire tramite l’Onu e tutte le altre Organizzazioni Sovranazionali. Il loro progetto, secondo fonti americane (Anonimous) sarebbe partito proprio dall’Italia verso fine gennaio 2020.</p>
<p><img class=" wp-image-53372 aligncenter" src="https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/c2.png?resize=640%2C387&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="387" srcset="https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/c2.png?resize=370%2C224&amp;ssl=1 370w, https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/c2.png?resize=768%2C465&amp;ssl=1 768w, https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/c2.png?w=770&amp;ssl=1 770w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Tale piano era inserito nel documento “Scenario per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale” della Rockefeller Foundation, dove a pagina diciotto si prevede lo scenario attuale:</p>
<ul>
<li>Lockdown;</li>
<li>A world of tighter top-down government control and more authoritarian leadership.</li>
</ul>
<p>Conte non ha forse agito in modo autoritario?</p>
<p><img class=" wp-image-53373 aligncenter" src="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C3.png?resize=438%2C595&#038;ssl=1" alt="" width="438" height="595" srcset="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C3.png?resize=221%2C300&amp;ssl=1 221w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C3.png?w=354&amp;ssl=1 354w" sizes="(max-width: 438px) 100vw, 438px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Pensate, in Ungheria chi è additato come il tiranno più pericoloso al mondo, il 16 maggio ha dichiarato la fine dell’emergenza in Ungheria e i pieni poteri avocati a sé hanno avuto immediata fine. Invece in Italia il progetto di leadership autoritaria ancora procede spedito fino al 30 luglio 2020 e se non fosse stato per il Quirinale, si sarebbe protratto fino a fine gennaio 2021, con tutte le conseguenze del caso.</p>
<p>Per conto di chi?</p>
<p>I Gates, padre e figlio, non erano forse in affari storicamente con i Rockfeller?</p>
<p>Bill Gates è l’attore numero uno sulla scena mondiale, poiché, come denuncia su Children’s Health Defense Robert F. Kennedy Jr. “How Bill Gates Controls Global Messaging and Censorship”. Egli ha fatto assumere a Facebook e Google dei “Factchecker” che censurino la “disinformazione”, specialmente sul vaccino (e ovviamente il 5G).</p>
<p>Nella nuova <strong><em>Khanbaliq </em></strong>[grande capitale imperiale], non comanda il popolo italiano, bensì quei globalisti di Onu, dell’Oms e le Fondazioni dei Filantropi.</p>
<p>Vi ricordo che il sistema della filantropia è incompatibile con la tradizione e con il Cristianesimo, la carità non crea commissioni, non partecipa a riunioni non distende risoluzioni. Le radici della filantropia risiedono nel rifiuto della carità e di essa si veste oggi il suo avversario principale.</p>
<p>Chiaramente, l’opzione Pandemia è sempre stata la prima opzione dei nostri amati filantropi.</p>
<p>“Una piccola pandemia permetterà di instaurare un Governo mondiale” (J. Attali).</p>
<p>Tutto appare ancor più chiaro se prestiamo attenzione alle parole pronunciate da Aldous Huxley nel 1931 sul suo libro distopico “Brave New World”: <em>“We are seeing in real time the emergence of a global, technocratic superstate of wich pharmaceutical companies play a critical important role”</em> [&#8220;Stiamo vedendo in tempo reale l&#8217;emergere di un superstato globale e tecnocratico di cui le aziende farmaceutiche svolgono un ruolo cruciale importante&#8221;].</p>
<p>Il problema per i globalisti a questo punto sono i movimenti anti-vaccini. Nel pezzo “Anti-vaccine movement might undermine pandemic efforts” su Nature, Philipp Ball afferma che gli sforzi pandemici potrebbero essere compromessi dal suddetto movimento. Il rischio che egli vede è che gli effetti della Pandemia si esauriscano presto compromettendo la vendita del vaccino futuro. Egli intravede come unica soluzione, ancora una volta, l’instaurazione di un governo autoritario che obblighi i cittadini forzosamente a vaccinarsi.</p>
<p>Capite? Tra Pandemie, Governi autoritari, manufatti intelligenti e Direttive Comunitarie (Marcatura CE) o sovranazionali, non abbiamo più scampo.</p>
<p>Infatti, la paura scatenata dalle morti segnate tutte per Pandemia, unitamente a modelli di proiezione difettosi, ha generato il più grande collasso economico mondiale che si ricordi, persino peggiore di quello del 1929.</p>
<p>In Italia l’Inps ha conteggiato in aprile ore di cassa integrazione pari al monte ore di tutto il 2009!</p>
<p>E tutto è nato da modelli assolutamente sbagliati, ovunque, e da probabili manipolazioni finalizzate alla concretizzazione di una rapida pandemia!</p>
<p>D’altronde, l’Institute for Health Metrics and Evaluation (USA) che ha prodotto il modello predittivo errato di Fauci è sponsorizzato dalla Gates Foundation.</p>
<p>Inoltre, come riporta il sito Comedonchisciotte.org, un team di scienziati australiani ha scoperto che COVID-19 è stato creato in laboratorio, presumibilmente gestito a Wuhan, perché hanno prove di un inequivocabile intervento umano finalizzato a specializzarlo nella penetrazione delle cellule umane.</p>
<p>Serviva dunque “Big Science” (in mano a fondazioni di filantropi) per imprimere accelerazione a “Big Pharma” e “Big Tech” e distruggere così l’esistente.</p>
<p>Il Culto del Progresso ha finalità di distruzione e ricostruzione con moto perpetuo (Solve et Coagula). Lo Gnosticismo dei Progressisti è molto concentrato sulla dematerializzazione e la rete internet rappresenta il massimo della dematerializzazione e, al contempo, la massima forma di arricchimento dell’essere: l’unione d’individui non corporei con le informazioni che da sempre sono non corporee. In ogni istante, tutti gli individui conosceranno tutto.</p>
<p><strong><em>Arrendersi è un’opzione che non possiamo contemplare</em></strong>!</p>
<p>Tutto è perduto?</p>
<p>Non è detto!</p>
<p>Pensate forse che le intercettazioni del Palamaragate, di cui da moltissimo tempo conoscevamo i contorni, stiano uscendo per puro caso?</p>
<p><img class=" wp-image-53374 aligncenter" src="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C4.png?resize=640%2C479&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="479" srcset="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C4.png?resize=370%2C277&amp;ssl=1 370w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C4.png?w=447&amp;ssl=1 447w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Ritenete che quell’unico atto col quale il Quirinale ha stoppato il perdurare dello stato di Polizia contiano sia un caso?</p>
<p>Nulla è per caso, la resistenza è in atto ed opera da molti, moltissimi anni.</p>
<p><img class=" wp-image-53375 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C5.png?resize=535%2C625&#038;ssl=1" alt="" width="535" height="625" srcset="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C5.png?resize=257%2C300&amp;ssl=1 257w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C5.png?w=416&amp;ssl=1 416w" sizes="(max-width: 535px) 100vw, 535px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>La guerra di Trump si è spostata da anni sul territorio italiano e la resistenza italiana è partita dalla Certosa di Trisulti, ufficialmente scuola di formazione della nuova classe politica italiana, gestita da Steve Bannon, probabile sede in Italia della NSA.</p>
<p><img class=" wp-image-53376 aligncenter" src="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C6.png?resize=640%2C296&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="296" srcset="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C6.png?resize=370%2C171&amp;ssl=1 370w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C6.png?resize=768%2C355&amp;ssl=1 768w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/C6.png?w=772&amp;ssl=1 772w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Non è un caso se in questi giorni escano importanti informazioni su giudici e giornalisti, due giorni prima del dibattito in Senato del caso Salvini, non è un caso se Mike Pompeo telefona al Ministro Di Maio per bloccare Huawey e 5G cinese sul territorio italiano (pieno di basi Nato). Peccato che il Segretario di Stato riesca ad ottenere solo un pieno appoggio sulla questione Taywan ma nessuna rinuncia, solo e soltanto 5stelle, circa le infrastrutture tecnologiche cinesi, sia poiché la Cina sposa perfettamente l’idea Grillina di intoccabile casta politica, che ambisce a rimanere al suo posto anche a costo di creare un regime totalitario, sia come insieme di occasioni B2B (business-to-business) per quando Di Maio non sarà più Ministro. Luigi Di Maio non intende affatto rinunciare a Huawey e 5G cinese ed ha pertanto chiuso la porta a Trump. Questa svolta segna il suo ufficiale smarcamento dalla politica vincente: la rimonta sovranista.</p>
<p>La guerra, come capite bene, non è più Lira contro Euro, Italia contro Francia e Germania, la guerra è sul piano del controllo globale del pianeta, miliardi di esseri comuni contro un manipolo di “Uomini di Volontà e Potere”, i loro servi sciocchi, e le loro enormi possibilità economiche.</p>
<p>Ad maiora</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53370%2F&amp;t=Totalitarismo+o+Italexit+%28parte+seconda%29%3A+l%E2%80%99avvento+del+capitalismo+della+sorveglianza" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Totalitarismo+o+Italexit+%28parte+seconda%29%3A+l%E2%80%99avvento+del+capitalismo+della+sorveglianza&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53370%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53370%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53370%2F&amp;title=Totalitarismo+o+Italexit+%28parte+seconda%29%3A+l%E2%80%99avvento+del+capitalismo+della+sorveglianza&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F53370%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/capitalismo-sorveglianza-2.jpg?fit=960%2C576&#038;ssl=1&amp;description=Totalitarismo+o+Italexit+%28parte+seconda%29%3A+l%E2%80%99avvento+del+capitalismo+della+sorveglianza" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/53370/">Totalitarismo o Italexit (parte seconda): l’avvento del capitalismo della sorveglianza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53370</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Mascherine Tricolori IV Atto: la repressione è vinta, adesso la protesta può dilagare</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/mascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 23 May 2020 18:29:02 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[mascherine tricolori]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53361</guid>
      <description><![CDATA[<p>Mascherine Tricolori IV atto: in tutta Italia, per il quarto sabato consecutivo, militanti e lavoratori di ogni categoria sono scesi in piazza per protestare contro “l’immobilismo di potere” del Governo Conte. E stavolta il Governo non ha avuto alibi per mandare le forze dell’ordine contro le persone che hanno manifestato a piazza del Popolo nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/mascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare/">Mascherine Tricolori IV Atto: la repressione è vinta, adesso la protesta può dilagare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mascherine Tricolori IV atto: in tutta Italia, per il quarto sabato consecutivo, militanti e lavoratori di ogni categoria sono scesi in piazza per protestare contro “l’immobilismo di potere” del Governo Conte. E stavolta il Governo non ha avuto alibi per mandare le forze dell’ordine contro le persone che hanno manifestato a piazza del Popolo nel pieno rispetto delle misure di distanziamento sociale e delle regole di questa tormentata fase.</p>
<p>“C’è un popolo che reclama libertà. Diritti. Futuro. E scende in piazza contro un governo che nega tutto questo.” Si legge nel proclama letto – come di consueto – in tutte le piazze italiane dai portavoce delle mascherine.</p>
<p>“La fierezza di esserci in maniera assolutamente pacifica. La dignità di combattere una battaglia che è di giustizia per tutti e di solidarietà con chi non ce a fa più a campare civilmente.</p>
<p>Gente ingannata dai seicento euro promessi, un’elemosina di Stato. Popolo preso in giro con la cassa integrazione. E sfottuto dalle banche che col governo avevano illuso sulla possibilità di ottenere prestiti. Ma non è cambiato nulla. Ecco perché è importante manifestare per dire basta ad un vero e proprio regime insensibile al disagio popolare.</p>
<p>E’ una protesta che riguarda tutti i livelli istituzionali. Le mascherine tricolori hanno manifestato in tutta Italia, ma è evidente che il raduno di Roma è stato davvero significato. Qui, alle angherie di governo, si uniscono le gravissime deficienze amministrative del Campidoglio e della regione Lazio, inerti sulla grave crisi sociale, capaci solo di raccontare con slogan il deserto delle loro idee per risolvere un dramma di tutti.</p>
<p>Il solo destinare buoni spesa ai Rom ha fatto indemoniare la città, perché si è approfittato del lockdown per continuare a discriminare chi ha pagato le tasse fino a quando ha potuto. E il tricolore serve a ricordare i sacrifici degli italiani.”</p>
<p>Possiamo dire che se oggi in Italia è possibile protestare in piazza il merito principale è di coloro che hanno utilizzato questa forma libera e aperta per rompere la paura e l’isolamento. Adesso speriamo che – salvo ripensamenti dell’ultima ora – anche i leader dei partiti sovranisti raccolgano questo testimone con una grande manifestazione nazionale.</p>
<p><a href="https://www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/video-mascherine-roma.html">video mascherine roma</a></p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare%2F&amp;t=Mascherine+Tricolori+IV+Atto%3A+la+repressione+%C3%A8+vinta%2C+adesso+la+protesta+pu%C3%B2+dilagare" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Mascherine+Tricolori+IV+Atto%3A+la+repressione+%C3%A8+vinta%2C+adesso+la+protesta+pu%C3%B2+dilagare&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare%2F&amp;title=Mascherine+Tricolori+IV+Atto%3A+la+repressione+%C3%A8+vinta%2C+adesso+la+protesta+pu%C3%B2+dilagare&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/mascherine.jpg?fit=1126%2C753&#038;ssl=1&amp;description=Mascherine+Tricolori+IV+Atto%3A+la+repressione+%C3%A8+vinta%2C+adesso+la+protesta+pu%C3%B2+dilagare" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/mascherine-tricolori-iv-atto-la-repressione-e-vinta-adesso-la-protesta-puo-dilagare/">Mascherine Tricolori IV Atto: la repressione è vinta, adesso la protesta può dilagare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53361</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>ARCADIA 2020: il primo appuntamento esclusivamente online per un’Italia libera, indipendente e sovrana.</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/arcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 23 May 2020 17:37:44 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[arcadia]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53354</guid>
      <description><![CDATA[<p>Il Paese sta vivendo la più grande crisi dal dopoguerra ad oggi. Una catastrofe sanitaria ed economica senza precedenti. E proprio in questo momento di difficoltà quello che manca all’Italia è un Governo all’altezza della situazione e soprattutto un confronto serio su come uscire da questa situazione. È iniziata la Fase2 ma ancora non ci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/arcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana/">ARCADIA 2020: il primo appuntamento esclusivamente online per un’Italia libera, indipendente e sovrana.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il Paese sta vivendo la più grande crisi dal dopoguerra ad oggi. Una catastrofe sanitaria ed economica senza precedenti. E proprio in questo momento di difficoltà quello che manca all’Italia è un Governo all’altezza della situazione e soprattutto un confronto serio su come uscire da questa situazione.</p>
<p>È iniziata la Fase2 ma ancora non ci è permesso incontrarci tutti insieme per analizzare i problemi dell’Italia e per proporre soluzioni nuove e rivoluzionarie. Ma noi abbiamo deciso di farlo ugualmente: se non possiamo riunirci fisicamente lo faremo online con un’iniziativa di tre giorni lanciata da giornali che da sempre rappresentano una voce libera nel panorama editoriale italiano.</p>
<p>Emergenza sanitaria, emergenza economica ed emergenza democratica sono i tre grandi effetti della pandemia di Covid-19 e sono quindi i temi che affronteremo con <strong>Arcadia 2020</strong>  nel fine settimana dal 29 al 31 maggio.</p>
<p><strong>Perché Arcadia?</strong> Perché siamo una comunità di ribelli che vuole costruire un mondo diverso da quello che oggi sta andando in rovina. Perché Arcadia è lo strumento con il quale Capitan Harlock difende i suoi ideali.</p>
<p>Ci sono stati sicuramente errori e omissioni nell’approccio sanitario alla pandemia, c’è un modello identitario ed economico da ripensare per l’Italia, il Covid-19 potrebbe essere la fine della globalizzazione come annunciato da Trump oppure lo strumento per un super governo mondiale sanitario come sembra prefigurare Bill Gates. L’Europa ha mostrato in questa crisi tutte le sue contraddizioni e tutte le sue debolezze, se ancora di Unione Europea si può parlare.</p>
<p>Su queste ed altre questioni si interrogheranno intellettuali e militanti politici in tre giorni di dibattiti, musica e immagini organizzati da otto tra giornali e case editrici: <strong>Secolo d’Italia, Qelsi, Il Primato Nazionale, Meridiana, il Sovranista, Eclettica, Cultura Identità </strong>e<strong> il Talebano</strong>.</p>
<p><strong>L’evento si svolgerà interamente online sulle pagine Facebook delle testate</strong> e tutti potranno partecipare ponendo domande e offrendo contributi.</p>
<p>Un appuntamento per costruire un nuovo modello culturale, politico ed economico che riparta dalla sovranità popolare e nazionale degli Italiani.</p>
<p>Il primo appuntamento esclusivamente online per cominciare a costruire un’<strong>Italia libera, indipendente e sovrana</strong>.</p>
<p><img class=" wp-image-53356 aligncenter" src="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=484%2C484&#038;ssl=1" alt="" width="484" height="484" srcset="https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=200%2C200&amp;ssl=1 200w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-22-at-14.42.10-1-1.jpeg?w=1080&amp;ssl=1 1080w" sizes="(max-width: 484px) 100vw, 484px" data-recalc-dims="1" /></p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana%2F&amp;t=ARCADIA+2020%3A+il+primo+appuntamento+esclusivamente+online+per+un%E2%80%99Italia+libera%2C+indipendente+e+sovrana." onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=ARCADIA+2020%3A+il+primo+appuntamento+esclusivamente+online+per+un%E2%80%99Italia+libera%2C+indipendente+e+sovrana.&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana%2F&amp;title=ARCADIA+2020%3A+il+primo+appuntamento+esclusivamente+online+per+un%E2%80%99Italia+libera%2C+indipendente+e+sovrana.&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Farcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-23-at-19.36.14.jpeg?fit=1024%2C665&#038;ssl=1&amp;description=ARCADIA+2020%3A+il+primo+appuntamento+esclusivamente+online+per+un%E2%80%99Italia+libera%2C+indipendente+e+sovrana." onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/arcadia-2020-il-primo-appuntamento-esclusivamente-online-per-unitalia-libera-indipendente-e-sovrana/">ARCADIA 2020: il primo appuntamento esclusivamente online per un’Italia libera, indipendente e sovrana.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53354</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Si avvicina il tempo dell’ITALEXIT: le prospettiva per l’Italia restando nell’euro sono nere, con o senza MES e/o Recovery Fund</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/si-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Mitt Dolcino]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 23 May 2020 17:07:57 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Europa]]></category>
      <category><![CDATA[italexit]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53351</guid>
      <description><![CDATA[<p>Facciamo il punto della situazione: il MES non è stato firmato, ancora, sebbene più di un mese fa alcune forze politiche avessero anticipato che era già stato sottoscritto dal nostro Paese, aggiungendo danno al danno. Parimenti il Recovery Fund resta un&#8217;illusione, troppo piccolo (500 mld €) e prevalentemente strutturato come debito da restituire e non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/si-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund/">Si avvicina il tempo dell&#8217;ITALEXIT: le prospettiva per l&#8217;Italia restando nell&#8217;euro sono nere, con o senza MES e/o Recovery Fund</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo il punto della situazione: il MES non è stato firmato, ancora, sebbene più di un mese fa alcune forze politiche avessero anticipato che era già stato sottoscritto dal nostro Paese, aggiungendo danno al danno. Parimenti il <em>Recovery Fund</em> resta un&#8217;illusione, troppo piccolo (500 mld €) e prevalentemente strutturato come debito da restituire e non come stimolo monetario all&#8217;economia. Or dunque emerge la vera natura dell&#8217;UE con l&#8217;euro, una costruzione coloniale a vantaggio asimmetrico dei poteri centrali.</p>
<p>In tale contesto l&#8217;Italia non ha scampo: se accetta il MES, entro il 2023 deve restituirlo accettando la troika. Se accetta il <em>Recovery Fund</em>, architettato da Francia e Germania, cade nella loro trappola, ossia il debito di lungo termine: infatti sarà sicuramente imposta la restituzione di tale debito, ad esempio a 30 anni, con buona pace dei dettami solidaristici del Trattato di Roma. Con il risultato che prima o poi ci si spoglierà comunque dei propri beni a favore di Francia e Germania, tornando ad essere colonia economica dei paesi UE ex coloniali, come l&#8217;Italia è stata fino al 1860. Dunque l&#8217;Italia, come la Grecia, schiava <em>ad aeternum </em>del proprio debito detenuto da chi impone l&#8217;austerità.</p>
<p>Nessuna via d&#8217;uscita in vista, economicamente &#8220;da vivi&#8221;, se non uscire dall&#8217;euro.</p>
<p>In tale contesto va notato come una sorta di troika l&#8217;Italia ce l&#8217;abbia già in casa e si chiama Gualtieri, prima di lui Tria. È lui, Gualtieri, che oggi regola &#8211; <em>e limita </em>&#8211;  l&#8217;accesso al credito BCE nel governo italiano; e qui capite il motivo per cui al MEF può andare solo uno affidabile per l&#8217;UE. Così Giuseppe Conte non può fare assolutamente nulla per alleviare le pene degli italiani post COVID, visto che le casse sono vuote ed il rapporto debito/PIL – che arriva attorno al 160% considerando l’economia sommersa, ma anche oltre il 180% senza economica sommersa – è obiettivamente fuori controllo.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia non ha scampo per sfuggire alla fine greca, se non ribaltare il tavolo dell&#8217;euro, ossia facendo segregazione finanziaria e di seguito ITALEXIT. </strong></p>
<p>In realtà per fare questo non serve aspettare l&#8217;aiuto USA o di altri, quello economico intendo. No, l&#8217;Italia – che da quasi 30 anni fa avanzo primario, che è esportatrice netta, che da sempre ha una bilancia commerciale positiva, che ha enormi risparmi familiari – ha solo bisogno di supporto strategico per prendere tale strada, un supporto che può venire unicamente dagli USA, l&#8217;unico soggetto co-interessato a che l&#8217;Italia compia tale passo. E ha bisogno di competenze economiche e industriali, oggi carenti nel nostro Paese. A parte questo la situazione italiana in realtà è ottimale per l&#8217;ITALEXIT, mettendo gli italiani di fronte alla scelta di farsi confiscare la casa tenendo il debito nazionale in euro o di tornare alla lira.</p>
<p>Credetemi, la situazione è tanto facile precisamente quanto ve l&#8217;ho dipinta sopra.</p>
<p>Ora, come anticipato innanzi, il problema sono le competenze. Ed una classe politica cooptata &#8211; <em>ed in larga parte comprata </em>&#8211; da chi vuole tenerci nell&#8217;euro, compresa anche la Cina che nel piano egemonico neo-revanscista di matrice euro-franco-tedesca funge troppo spesso da ufficiale pagatore, ossia riciclatore di Tbonds USA prima che vengano magari bloccati dal Dipartimento di Stato. Tradotto: <strong>l&#8217;architrave del globalismo è proprio l&#8217;UE con l&#8217;euro</strong>, che fa dell&#8217;asimmetria tra élite e resto della popolazione, ovvero sul piano più macro (che è lo stesso), tra Paesi eurodeboli ed euroforti, la sua ragione d&#8217;essere.</p>
<p>In tale contesto va rilevata la pervasività dell&#8217;asse franco-tedesco, con Parigi e Berlino alla fine d&#8217;accordo nel dettare la linea EUropea, a danno dell&#8217;Italia. In fondo è scelta logica, le cancellerie Europee ex coloniali hanno più da guadagnare a schiavizzare uno per uno  &#8211; <em>facendo il dividi et impera </em>&#8211; i paesi eurodeboli rispetto ad uscire dalla compagine EU.</p>
<p>In pratica Macron e Merkel hanno trovato una quadra e la parte dell&#8217;elite di Parigi (quella più prettamente militare) contraria all&#8217;asse con Berlino è andata in minoranza, a fronte delle concessioni ottenute da Merkel &amp; Co. Chiaramente hanno avuto &#8220;garanzie&#8221; che Trump NON verrà rieletto, ma queste sono le stesse garanzie che ebbero anche quando Trump doveva cadere nel Russiagate e in altre numerose battaglie che invece il Presidente USA ha vinto alla distanza.</p>
<p>In realtà l’asse franco-tedesco è una buona notizia per la Penisola, in quanto &#8211; COMUNQUE &#8211; l&#8217;unica strada per pensare di salvarsi passa dall&#8217;ITALEXIT e dunque da Washington; ovvero sarebbe stato molto peggio se Trump avesse fatto qualche accordo con Macron rendendo meno importante la posizione dell’Italia.</p>
<p>Siamo dunque al <em>redde rationem</em> e Roma è il canarino nella miniera: se resta nella gabbia dell&#8217;euro la confisca dei beni delle famiglie italiane è certa; se si esce dalla moneta unica è tutta un’altra storia, si riparte. Washington è oggi predisposta a supportarci, come indicato da Mike Pompeo un mesetto fa, ma solo dopo le elezioni USA, soprattutto per interessi americani (si veda di seguito).</p>
<p>Sta agli Italiani trovare una quadra iniziando a difendersi veramente, cosa che va di pari passo con il rinnovare la politica governativa italiana. Ben sapendo che della Lega ci si può fidare limitatamente, viste le sue mai celate <em>pulsioni pavloviane</em> ad avvicinarsi (come distretto padano) allo spazio economico tedesco, senza purtroppo rendersi conto che alla fine anche il solo Nord verrebbe travolto a termine nella stessa maniera in cui viene travolta oggi l&#8217;Italia tutta. Infatti, mai dimenticarlo, la base della meccanica fine, oggi egemonica in pianura padana e cuore del suo sistema industriale, cozza con il disegno franco-tedesco di cambiare la mobilità rispetto al ciclo termico tradizionale, ossia andando verso l&#8217;elettrico. Che poi non è altro che una scappatoia UE dal dollaro USA, sostenuto dal controllo del petrolio globale, eredità della vittoria americana nella seconda guerra mondiale.</p>
<p>Chiaramente i leghisti non arrivano a capire il grande gioco sottostante, restando pedine in uno <em>risiko</em> ben più grande di loro. Un gioco che, comunque la si guardi, colpirà le industrie settentrionali anche come prime vittime di uno scontro &#8220;caldo&#8221; con gli avversari di sempre di Berlino, ovvero gli USA. Partendo per il blocco economico delle esportazioni verso gli USA che colpirebbe anche e soprattutto il Nord Italia quale &#8211; <em>oggi molto, dopodomani molto meno post sua deindustrializzazione programmata </em>&#8211; principale terzista di Berlino nell&#8217;industria, su cui le manifatture tedesche ribalterebbero in prima battuta i propri costi.</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund%2F&amp;t=Si+avvicina+il+tempo+dell%E2%80%99ITALEXIT%3A+le+prospettiva+per+l%E2%80%99Italia+restando+nell%E2%80%99euro+sono+nere%2C+con+o+senza+MES+e%2Fo+Recovery+Fund" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Si+avvicina+il+tempo+dell%E2%80%99ITALEXIT%3A+le+prospettiva+per+l%E2%80%99Italia+restando+nell%E2%80%99euro+sono+nere%2C+con+o+senza+MES+e%2Fo+Recovery+Fund&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund%2F&amp;title=Si+avvicina+il+tempo+dell%E2%80%99ITALEXIT%3A+le+prospettiva+per+l%E2%80%99Italia+restando+nell%E2%80%99euro+sono+nere%2C+con+o+senza+MES+e%2Fo+Recovery+Fund&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsi-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-23-at-19.05.36.jpeg?fit=911%2C1024&#038;ssl=1&amp;description=Si+avvicina+il+tempo+dell%E2%80%99ITALEXIT%3A+le+prospettiva+per+l%E2%80%99Italia+restando+nell%E2%80%99euro+sono+nere%2C+con+o+senza+MES+e%2Fo+Recovery+Fund" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/si-avvicina-il-tempo-dellitalexit-le-prospettiva-per-litalia-restando-nelleuro-sono-nere-con-o-senza-mes-e-o-recovery-fund/">Si avvicina il tempo dell&#8217;ITALEXIT: le prospettiva per l&#8217;Italia restando nell&#8217;euro sono nere, con o senza MES e/o Recovery Fund</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53351</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>28 anni fa moriva Giovanni Falcone, un eroe che continua ad essere ucciso</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Ferro]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 23 May 2020 13:55:23 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>
      <category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53347</guid>
      <description><![CDATA[<p>Giovanni Falcone era nato il 18 Maggio del 1939, a Palermo, nel quartiere della Kalsa, lo stesso quartiere dove era nato anche Paolo Borsellino, un quartiere, appunto, contraddittorio, ad alta densità mafiosa, dove era nato anche Tommaso Buscetta. Tre uomini il cui destino si incrocerà più tardi negli anni, segnando una svolta decisiva nella vicenda [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso/">28 anni fa moriva Giovanni Falcone, un eroe che continua ad essere ucciso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Falcone era nato il 18 Maggio del 1939, a Palermo, nel quartiere della Kalsa, lo stesso quartiere dove era nato anche Paolo Borsellino, un quartiere, appunto, contraddittorio, ad alta densità mafiosa, dove era nato anche Tommaso Buscetta.</p>
<p>Tre uomini il cui destino si incrocerà più tardi negli anni, segnando una svolta decisiva nella vicenda della lotta alla mafia.</p>
<p>Nello stesso quartiere della Kalsa di Palermo erano nati tre uomini, che pur essendo cittadini dello Stato Italiano, appartenevano in realtà a due Stati diversi.</p>
<p>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino allo Stato Positivo, cioè posto dall’ordinamento legittimo dello Stato Italiano, e l’altro, Tommaso Buscetta, appartenente ad uno Stato Negativo.</p>
<p>Quello Stato Negativo che il Professor Frosini chiamava “micro-ordinamento di Diritto Negativo”.</p>
<p>Una felice definizione, in forza della quale, Frosini specificava che la Mafia possiede in sé gli elementi costitutivi di uno Stato, e cioè il territorio, le leggi e l’esercizio della Sovranità su quel territorio stesso, ma pur sempre un ordinamento negativo, sia perché non posto dallo Stato Legittimo, sia perché in contrapposizione con quello Stato.</p>
<p>Come ebbe a dire Paolo Borsellino: “La mafia è uno Stato, anzi è uno Stato nello Stato, e due Stati, fra di loro, o fanno accordi o si fanno la guerra”.</p>
<p>Una frase non soltanto profetica, come ebbe poi a dimostrare la trattativa Stato-mafia, ma fondata evidentemente su precisi elementi di riscontro investigativo.</p>
<p>La visione che Giovanni Falcone aveva del fenomeno mafioso era una percezione per così dire “dall’interno”, una visione fatta di vita vissuta, di un palermitano onesto che sin da piccolo aveva respirato l’aria insalubre del contesto mafioso, e che, forse per questo, più tardi si era laureato in Giurisprudenza, divenendo poi magistrato, col preciso intento di combatterla.</p>
<p>Questa storia dimostra che non sempre gli elementi ambientali condizionano in modo unilaterale le scelte degli uomini.</p>
<p>Falcone fece una scelta, una scelta diversa ed opposta, rispetto a quella fatta dai mafiosi, ma una scelta che ha il colore della speranza, perché può essere liberamente condivisa da altri cittadini onesti.</p>
<p>Divenuto magistrato, Giovanni Falcone fu assegnato 12 anni alla Procura di Trapani, dove ebbe modo di maturare la sua conoscenza del fenomeno mafioso su un territorio come quello trapanese e del suo hinterland (Alcamo, Castelvetrano, Castellammare del Golfo, Marsala, Mazara del Vallo) dove erano radicate alcune delle più potenti famiglie mafiose.</p>
<p>Un territorio con un altissimo numero di Istituti di Credito privati, sui quali aveva investigato il giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto, e che per questo aveva pagato con la vita.</p>
<p>Un territorio che nel 1985 vide, in località Pizzolungo l’attentato dinamitardo al giudice Carlo Palermo, in cui persero la vita una madre ed i suoi due figli.</p>
<p>Carlo Palermo stava investigando sulla pista del traffico internazionale di eroina e, soprattutto, sul traffico internazionale di armi e su alcuni aspetti collegati al ruolo dei servizi segreti deviati.</p>
<p>Dopo questo lungo periodo presso la Procura di Trapani, Giovanni Falcone viene assegnato alla sezione istruttoria del Tribunale di Palermo, chiamato dal giudice Rocco Chinnici, poi assassinato nel 1983 in Via Pipitone a Palermo, con una carica esplosiva.</p>
<p>Falcone accettò l’incarico subito dopo la morte del giudice Terranova, ucciso a Palermo nel 1979, a colpi di carabina Winchester.</p>
<p>Ormai Falcone aveva fatto la sua scelta decisiva, quella che lo porterà, sotto la guida del giudice Caponnetto, insieme a Paolo Borsellino e ad altri magistrati, a costituire il pool antimafia, iniziando quel percorso investigativo che lo porterà ad istruire il maxi-processo di Palermo, il più grande processo mai istruito nella lotta contro la mafia.</p>
<p>Anzi, in assoluto, il più grande processo mai celebrato al mondo. Gli imputati furono 475, responsabili di più di 1000 omicidi, con 19 ergastoli ed un totale di pene detentive pari a 2665 anni di reclusione.</p>
<p>Questa lunga e complessa indagine avvenne negli anni della cosiddetta “guerra di mafia”, e fu segnata da varie svolte investigative, di cui la più importante fu la collaborazione di Tommaso Buscetta, e, successivamente, di altri pentiti, come Salvatore Contorno e Gaspare Mutolo.</p>
<p>Le rivelazioni di Buscetta consentirono di svelare il funzionamento e l’articolazione sul territorio dell’organizzazione mafiosa, il suo organigramma, le sue gerarchie, i suoi affiliati, la sua responsabilità nei vari episodi delittuosi.</p>
<p>Consentì inoltre di svelare, in collaborazione con l’F.B.I., i collegamenti internazionali fra Cosa Nostra e la mafia italo-americana.</p>
<p>Aprì, inoltre, prospettive investigative che risulteranno poi determinanti per individuare le relazioni tra la mafia, la politica e le Istituzioni deviate.</p>
<p>Durante il lungo periodo in cui Falcone operò presso il Tribunale di Palermo, egli dovette subire una lunga serie di attacchi denigratori e di cocenti delusioni, che passarono dalla sua mancata nomina a Capo del pool antimafia, per la quale il C.S.M. preferì nominare Antonino Meli, al posto del giudice Caponnetto, e che culminarono con lo scioglimento, da parte di Meli, del pool antimafia.</p>
<p>Dovette affrontare la cosiddetta “stagione dei veleni”, la vicenda del “corvo” di Palermo, le accuse di avere gestito male il fenomeno dei pentiti, la vicenda del fallito attentato all’Addaura, che consentì a Falcone stesso di parlare di “menti acute e intelligentissime”, come promotrici dello stesso attentato, alludendo al ruolo di una parte dei servizi segreti italiani.</p>
<p>Alla fine, l’isolamento insieme a Paolo Borsellino, per motivi di sicurezza, nel super-carcere dell’Asinara.</p>
<p>La nomina di Sica, che gli fu preferito al vertice dell’Alto Commissariato per la lotta alla mafia, posto che Falcone stesso aveva richiesto dopo lo scioglimento del pool.</p>
<p>Infine, nel 1990, arriverà la convocazione, da parte del Vice Presidente del Consiglio e Ministro di Grazia e Giustizia ad interim, Claudio Martelli, a dirigere la sezione Affari Penali.</p>
<p>Anche stavolta, Falcone subirà pesanti attacchi, in particolare dal Partito Comunista Italiano, che contribuiranno alla sua delegittimazione ed al suo isolamento.</p>
<p>Addirittura l’Associazione Nazionale Magistrati arriverà a promuovere uno sciopero per impedire la sua nomina a Superprocuratore Nazionale Antimafia.</p>
<p>La Procura Nazionale Antimafia era per l’appunto la struttura di coordinamento info-operativo nella lotta alla mafia, voluta da Falcone proprio allo scopo di contrastare adeguatamente, su un piano organico e non frazionato dalle varie competente territoriali, il fenomeno mafioso.</p>
<p>Il 22 Maggio del 1992, finalmente Falcone era riuscito ad ottenere i voti necessari alla sua nomina.</p>
<p>Il giorno dopo, il 23 Maggio 1992, cioè esattamente ventotto anni fa, alle ore 17:58, nei pressi di Capaci, l’esplosione di 1000 kg di tritolo, poneva fine alla sua vita, a quella di Francesca Morvillo, e a quella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Schifani">Vito Schifani</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rocco_Dicillo">Rocco Dicillo</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Montinaro">Antonio Montinaro</a>, uomini della sua scorta.</p>
<p>Si chiudeva così, tragicamente, la vita di Giovanni Falcone.</p>
<p>Una sua famosa frase diceva: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.</p>
<p>Certamente Giovanni Falcone, almeno rispetto ai principi che ispirarono la sua stessa vita, è morto una volta sola.</p>
<p>Il telecomando da cui partì l’impulso che fece detonare la carica, fu attivato da Giovanni Brusca.</p>
<p>Uno di quei mafiosi che poteva andare ai domiciliari perché il suo nome era contenuto nell’elenco dei 376 criminali scarcerati dai Magistrati di Sorveglianza, nella vicenda che ha portato alle dimissioni dell’ex Capo del D.A.P. Basentini, e che ha chiamato in causa la responsabilità dell’attuale Ministro della Giustizia Bonafede.</p>
<p>Quel Ministro Bonafede, che, evitando di assumersi questa responsabilità, ha scelto di non dimettersi, e alla fine della vicenda, durante la quale si è discussa la mozione di sfiducia contro di lui nell’Aula del Senato, si è dichiarato “soddisfatto”.</p>
<p>Molti aspetti relativi alla strage di Capaci sono ancora oscuri, e alcuni filoni investigativi e processuali sono ancora aperti, ed interessano direttamente il possibile ruolo svolto da apparati cosiddetti “deviati” dello Stato Italiano.</p>
<p>In questo senso possiamo ancora dire che Falcone sia morto una volta sola?</p>
<p>O forse, dobbiamo tristemente constatare che ancora oggi, la sua memoria, anziché essere onorata e rispettata, continui ad essere offesa, tanto da farlo morire ancora più e più volte, proprio ad opera di alcuni esponenti di quello Stato al quale Giovanni Falcone consacrò la sua vita e per il quale, senza ritenersi un eroe, seppe e volle morire, una volta sola.</p>

<p>&nbsp;</p>
<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso%2F&amp;t=28+anni+fa+moriva+Giovanni+Falcone%2C+un+eroe+che+continua+ad+essere+ucciso" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=28+anni+fa+moriva+Giovanni+Falcone%2C+un+eroe+che+continua+ad+essere+ucciso&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso%2F&amp;title=28+anni+fa+moriva+Giovanni+Falcone%2C+un+eroe+che+continua+ad+essere+ucciso&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/falcone.jpg?fit=654%2C368&#038;ssl=1&amp;description=28+anni+fa+moriva+Giovanni+Falcone%2C+un+eroe+che+continua+ad+essere+ucciso" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/28-anni-fa-moriva-giovanni-falcone-un-eroe-che-continua-ad-essere-ucciso/">28 anni fa moriva Giovanni Falcone, un eroe che continua ad essere ucciso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53347</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Roma non paga traditori. Oppure lo fa?</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/roma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Pecchioli]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 21 May 2020 07:00:14 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53342</guid>
      <description><![CDATA[<p>Viriato era un pastore lusitano che si mise a capo delle tribù della penisola iberica al tempo dell’invasione romana, verso la metà del II secolo avanti Cristo. Impegnò per sette anni le potenti legioni nemiche, finché fu ucciso da alcuni traditori. Costoro reclamarono invano il prezzo del tradimento al console Servilio Cepione, la cui lapidaria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/roma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa/">Roma non paga traditori. Oppure lo fa?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Viriato era un pastore lusitano che si mise a capo delle tribù della penisola iberica al tempo dell’invasione romana, verso la metà del II secolo avanti Cristo. Impegnò per sette anni le potenti legioni nemiche, finché fu ucciso da alcuni traditori. Costoro reclamarono invano il prezzo del tradimento al console Servilio Cepione, la cui lapidaria risposta è rimasta leggendaria: Roma non paga traditori! Era il 139 a. C.: altri tempi, altre tempre. Roma non pagava traditori, all’epoca, poi le cose sono assai cambiate e la categoria del tradimento appare come una chiave esplicativa dei nostri brutti tempi ultimi. Peraltro, neppure Roma antica era immune dal virus della fellonia, giacché il Senato aveva proclamato Viriato, il montanaro lusitano che difendeva la sua terra, “<em>amicus populi romani</em>”.</p>
<p>Anche il tradimento, dunque, è relativo e dipende in larga misura dal suo successo. Con umorismo inglese, un poeta britannico del Seicento, John Harington, scriveva: il tradimento non trionfa mai. Il motivo? Perché, se trionfa, nessuno osa più chiamarlo tradimento. Sarà per questo che è tanto difficile accostarsi al tema del tradimento, diventato impopolare, al tempo in cui conta il risultato, cogliere l’obiettivo con ogni mezzo. Guglielmo Oberdan è un martire dell’irredentismo italiano, ma gli austriaci hanno il diritto di ritenerlo un traditore. Una prova sconcertante viene dalla Spagna. Un villaggio della regione di Leòn, Portillo, si chiamava un tempo Portillo del Tradimento, in ricordo di Bellido Dolfos, un figlio del paese che uccise, per di più con un colpo alla schiena, il re Sancho II di Castiglia, in difesa dei diritti dinastici della sorella, donna Urraca. Oggi, il comune si chiama Portillo della Lealtà: Bellido Dolfos è un eroe nel Leòn, un fellone nella vicina Castiglia.</p>
<p>In politica, il tradimento è pane quotidiano, tanto da suggerire a Georges Clemenceau un noto aforisma: il traditore è un tizio che ha lasciato il suo partito per iscriversi in un altro. Il convertito è un traditore che ha abbandonato il suo partito per entrare nel nostro. Insomma, sarebbe tutta una questione di prospettiva. E’ il punto di vista di un poeta e drammaturgo spagnolo, Ramòn de Campoamor: <em>“En este mundo traidor / nada es verdad ni mentira / todo es segúnel color / del cristal con que se mira”</em>. In questo mondo traditore, niente è verità o menzogna. Tutto è secondo il colore dello specchio con cui si guarda. Per Don Ramòn, traditore è il mondo. I traditi, par di intendere, le vittime, siamo noi, gli ingenui, coloro che si ostinano a credere in idee o principi. Il massimo del cinismo fu raggiunto dal famoso agente segreto Kim Philby, l’inglese al servizio dei sovietici, secondo cui “per essere traditori, occorre appartenere a qualcuno. Io non sono mai appartenuto ad alcuno”. Esemplare esercizio di acrobazia immorale, o, giudicando da uno specchio di diverso colore, magnifica lezione di autonomia intellettuale.</p>
<p>Tutto questo per ammettere lealmente che è difficile ragionare di tradimento, che è normale chiedersi se esista ancora il concetto, la categoria interiore della fellonia, ma al tempo stesso riconoscere che chi scrive non sa definire diversamente lo scorcio di tempo che stiamo vivendo. Osserva Giorgio Agamben che al tempo del Covid 19, “solo l’inconsistenza etica dei nostri governanti poteva abolire per decreto il nostro prossimo”. Verissimo, ma proviamo a cambiare lo specchio, come invitava a fare Campoamor. E’ evidente il tradimento della libertà costituzionali, democratiche, ma l’elementare diritto alla mobilità ci è stato sottratto senza colpo ferire. <strong>Il vero traditore sono io, che non mi sono ribellato.</strong> Auto-tradimento: la libertà è diventata d’un tratto impopolare, poiché è risultato evidente che alla mia &#8211; sottolineo “mia” &#8211; incolumità soggettiva sono disposto a sacrificare non solo la libertà, ma anche gli affetti. Questo è, infine, l’esito del “distanziamento sociale”, della reclusione casalinga, del sospetto verso il prossimo, del dito puntato contro chi non indossa la mascherina o starnutisce. <em>Zòe</em>, nuda sopravvivenza, è tradimento di <em>Bìos</em>, l’esistenza fatta di cuore, corpo e anima.</p>
<p>Roma antica non pagava traditori, quella moderna li porta al governo. Un ministro, chiara espressione dei poteri forti finanziari ed europoidi, Roberto Gualtieri, spinge per gettare l’Italia – alla cui costituzione ha giurato fedeltà &#8211; in braccio ai banchieri del MES, meccanismo europeo di stabilità che darà un colpo mortale alle ultime tracce di sovranità nazionale. Un’altra, la signora Bellanova, nel pieno del dramma del Coronavirus e con milioni di italiani impossibilitati a guadagnarsi il pane, impone un sanatoria per gli stranieri e singhiozza per loro. Non è la prima: Elsa Fornero si sciolse in lacrime dopo aver tagliato le attese previdenziale degli italiani, i mitici “diritti acquisiti”. <em>Lacreme ‘e infamità</em>, lacrime di infamità, cantava l’immortale Totò in Malafemmena.</p>
<p>Lungi da noi l’epiteto sessista, ma possiamo essere almeno un tantino seccati? La nostra ferma convinzione è che si tratti di traditori e traditrici (linguaggio inclusivo…) del popolo italiano, ma forse no, ha ragione Philby, per tradire occorre fare parte, appartenere. La loro logica è diversa, spesso opposta a quella di noi sudditi, popolo lontano e puzzolente. Da un altro punto di vista, nessun tradimento: la Fornero salvò i conti pubblici, impresa, invero, riuscita in maniera assai parziale, se “dai fatti occorre trarre significazione” e la Bellanova, pensosa delle sorti dei clandestini, non vuole a sua volta raccattare qualche spicciolo per il sistema previdenziale?</p>
<p>L’Italia istituzione, poi, di tradimenti ha una tradizione consolidata. Fu tradimento l’attacco al Regno delle Due Sicilie, tradito a sua volta dall’interno. Fu tradimento il cambio di alleanze in due guerre mondiali. E’ sempre una questione di specchi, di sguardi, di punti di vista. I medici – o i loro capi – hanno tradito il giuramento di Ippocrate, scegliendo chi curare, nel pieno della crisi. Ippocrate esigeva priorità alla vita: e i “cucchiai d’oro”, praticanti seriali di aborti, e gli “angeli della morte”, ribattezzata eutanasia? Specchi, prospettive, punti di vista. La Chiesa cattolica non ha forse tradito clamorosamente il suo ministero, accettando di chiudere i suoi templi, di non celebrare i suoi riti, neppure il “pietoso ufficio della sepoltura”? Non ci parlano più di Dio e del destino dell’uomo, ma in fondo, era quello che già facevano da tempo. Perché accusarli solo adesso?</p>
<p>Ed è traditore della libertà, intesa come diritto alla libera espressione, chi accelera i tempi per rendere legge il DDL Zan, che allargherà ulteriormente i reati d’opinione previsti dalla legge Mancino. Modificheranno l’art. 604 bis del codice penale, che sanziona le condotte ispirate a “odio etnico, nazionale, territoriale, razziale o religioso.” L’intento è di estendere le motivazioni all’orientamento sessuale, prevedendo il divieto di costituire “gruppi o associazioni con finalità di violenze o discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. Omosessualisti e <em>genderisti </em>per legge. I parametri per stabilire la colpevolezza? Non si sa, manca una definizione precisa del reato. La fattispecie verrà lasciata all’interpretazione dei giudici. Il tradimento è nei confronti del diritto. Roma non pagava traditori e pensava a che non ci potesse essere nessun crimine, nessuna pena, senza una legge “<em>scripta e stricta</em>”, ovvero chiara, stringente.</p>
<p>Tuttavia, abbiamo una commissione parlamentare per indagare i “discorsi di odio”, cioè per colpire un sentimento, presupponendolo nell’avversario e mai in sé stessi. Forse evocare il tradimento è già un’incursione nella prateria dell’odio. Ma forse bandire l’odio è una legittima protezione dei “buoni” nei confronti dei malvagi. Essenziale è avere la proprietà della narrazione: il Buono, il Giusto sono io: perché ho vinto, perché sono in maggioranza, perché la minoranza a cui appartengo è tutelata.</p>
<p>E’, forse, discorso di odio essere indignati contro il “prestito” miliardario concesso dal governo (ma le casse non erano vuote?) a FCA, l’ex Fiat, un’impresa di diritto olandese con sede legale negli Usa. Sostiene Pereira/Conte che Fca ha stabilimenti in Italia, dunque merita attenzione. Forse ne merita altrettanta il nostro amico Gianni, il barista sotto casa, che ha ricevuto da pochi giorni l’elemosina di 600 euro e il dì successivo si è visto recapitare il conto corrente per pagare oltre mille euro di contributi previdenziali, a locale chiuso. Dimenticavamo: la sua dipendente non ha ancora incassato la cassa integrazione speciale. Teresa Bellanova non piange: la ragazza non è straniera e neanche clandestina.</p>
<p>Ma Roma non paga(va) traditori. La sinistra, diventata il massimo sostegno politico delle oligarchie transnazionali, ha tradito da gran tempo i lavoratori, i poveri e i diseredati. Tutt’al più, versa qualche lacrima e passa oltre. La destra non si comporta meglio: quella liberale ha tradito la piccola e media impresa e la stessa proprietà privata, che vale solo per i padroni universali. La destra civica, morale, ha tradito il senso della legge e dell’ordine, Dio, Patria e famiglia. Un giorno disse il Grillo alla formica: mai con il PD, mai con i corrotti, mai sanatorie. Ieri. Oggi ciascuno è andato oltre, ha superato gli steccati del passato, ha cambiato la “sua” verità, ha aggiornato la “narrazione” ed è trionfalmente approdato al migliore dei mondi possibili: traditore, residuo del passato è chi non ci crede.</p>
<p>L’enorme bolla del virus ha scatenato un altro tradimento, quello nei confronti della verità. Un bombardamento impressionante è in atto per convincerci di credere solo al potere. Prestate fede solo a noi, il gatto e la volpe, “di noi ti puoi fidar”, anzi devi, obbligatoriamente. Per Franco Califano “tutto il resto è noia”, per loro, tutto il resto è <em>“fake news</em>”, ovvero bugie. Il governo e i suoi mandanti si sono sostituiti a Dio: sono la Via, la Verità e la Vita. Per menti piccole come la nostra, tutto ciò si chiama totalitarismo, dunque tradimento, poiché millantano libertà, democrazia, libero pensiero, tolleranza.</p>
<p>Perfino questioni apparentemente marginali nascondono nuove fellonie. Ricomincerà, al tempo del distanziamento sociale, della proibizione del contatto, lo sport? Il calcio sì, almeno quello dei grandi, dei diritti televisivi. Stadi vuoti, ma portafogli pieni per i soliti noti. Nessuna demagogia d’accatto: se lo sport professionistico è un’industria, ben venga la riapertura, per carità di patria, di PIL e di tasse. Ma due immense categorie sono, una volta di più, tradite. Una è quella degli sportivi praticanti e del professionismo dei poveri, dalla serie C in giù. Si arrangino, loro possono stare fermi. L’altra è quella dei clienti più affezionati, i tifosi che amano le loro squadre e vanno allo stadio. <em>Vade retro, ultras</em>, anche se sei semplicemente un appassionato frequentatore della “tua” curva. Paga e guarda da casa le partite decise dal potere: distanziato, in poltrona, disciplinato.  Se, anziché di Ronaldo, sei tifoso del Catanzaro, peggio per te. Se amavi la partita di calcetto con gli amici, convertiti alla corsa nel parco, solitario, a debita distanza.</p>
<p>Porta con te il metro, ne avrai bisogno. Le forze dell’ordine, infatti, sorvegliano e puniscono. Te, prima e meglio di ladri, rapinatori e varia, sfaccendata umanità. Chi scrive si sente tradito, ma, lo ripetiamo ancora, tutto dipende dallo specchio. La gentile signorina Romano è tornata a casa, convertita all’Islam, previo pagamento di un riscatto a chissà chi, rapitori, terroristi, servizi segreti stranieri. Bentornata, ma la giovane cooperante non poteva cooperare con i volontari del suo quartiere, della sua città, anziché con tipacci di un altro continente? Se le cifre fornite sono vere, corrispondono all’incirca a settemila “mance” da 600 euro elargite a chi ha chiuso la serranda. Ma non è tradimento, è soltanto un diverso modo di giudicare i fatti.</p>
<p>Del resto, secondo lo scrittore russo Vassili Rozanov, autore di Foglie cadute, dai grandi tradimenti hanno inizio i grandi rinnovamenti. Dunque, se l’arte tradisce la bellezza, è solo per darne una definizione nuova, se Teresa Bellanova piange per gli stranieri e ride alle spalle degli italiani, non fa che annunciare un futuro radioso. Se rinunciamo alla libertà, alla mobilità, alla libera espressione per timore del virus, è per modificare una scala di valori obsoleta. Nessun tradimento: Thomas Kuhn parlerebbe di “cambio di paradigma”. Lo sapeva già Servilio Cepione, che assoldò gli assassini di Viriato, ex amico del popolo romano, e poi non li pagò, a tradimento consumato. Un secolo più tardi, Cesare, a sua volta tradito da Bruto, dichiarò di amare i tradimenti ma di odiare i traditori. La doppia morale del potere funziona sempre: Roma, oggi come ieri, i traditori li paga, eccome. Restano a bocca asciutta i traditi, i soliti: gli ingenui, i credenti, i popoli. Noi, i fessi.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Froma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa%2F&amp;t=Roma+non+paga+traditori.+Oppure+lo+fa%3F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Roma+non+paga+traditori.+Oppure+lo+fa%3F&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Froma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Froma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Froma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa%2F&amp;title=Roma+non+paga+traditori.+Oppure+lo+fa%3F&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Froma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/cesare2.jpg?fit=550%2C330&#038;ssl=1&amp;description=Roma+non+paga+traditori.+Oppure+lo+fa%3F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/roma-non-paga-traditori-oppure-lo-fa/">Roma non paga traditori. Oppure lo fa?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53342</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Bonafede, il Ministro delle scarcerazioni dei boss, è soddisfatto</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/bonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Ferro]]></dc:creator>
      <pubDate>Wed, 20 May 2020 17:35:31 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[alfonso bonafede]]></category>
      <category><![CDATA[mafia]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53338</guid>
      <description><![CDATA[<p>L’Aula del Senato ha bocciato oggi la mozione di sfiducia del centro-destra verso il Ministro della Giustizia Bonafede con 160 voti contro 131 ed un astenuto. Analogamente, ha respinto la mozione presentata da Emma Bonino, di  +Europa, con 158 voti contro 124 e 19 astenuti. Il Ministro Bonafede si è dichiarato soddisfatto. C’è da chiedersi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/bonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto/">Bonafede, il Ministro delle scarcerazioni dei boss, è soddisfatto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L’Aula del Senato ha bocciato oggi la mozione di sfiducia del centro-destra verso il Ministro della Giustizia Bonafede con 160 voti contro 131 ed un astenuto.</p>
<p>Analogamente, ha respinto la mozione presentata da Emma Bonino, di  +Europa, con 158 voti contro 124 e 19 astenuti.</p>
<p>Il Ministro Bonafede si è dichiarato soddisfatto.</p>
<p>C’è da chiedersi se si dichiarino soddisfatti anche i parenti delle vittime di mafia, i cui autori sono stati rimessi in libertà, in regime di arresti domiciliari.</p>
<p>C’è ancora da chiedersi se anche il popolo italiano possa dichiararsi soddisfatto della conclusione di questa ulteriore farsa della politica italiana.</p>
<p>Ma in fondo, ciò che conta sembra essere la soddisfazione del Ministro e quella della consorteria di potere non eletto dal Popolo, da quel Popolo della cui soddisfazione ormai non ci si preoccupa più da tempo, tanto che  lo si priva del più elementare diritto, che costituisce il fondamento di ogni vera democrazia, e cioè del diritto di voto.</p>
<p>Ancora una volta sembra aver trionfato, nel rispetto della più pura tradizione di Machiavelli, la logica della ragion di Stato.</p>
<p>Quella ragion di Stato in nome della quale, dal dopoguerra ad oggi, si sono giustificati misfatti, tragedie, crimini, stragi, su molti episodi dei quali ancora non è stata fatta piena luce.</p>
<p>Forse neanche in questo caso, il tempo consentirà di acquisire una visione più ampia sui retroscena di questa vicenda.</p>
<p>Proviamo a rimettere un po’ d’ordine negli aspetti ormai già noti di questa storia, limitandoci a fornire alcuni dati.</p>
<p>376 criminali scarcerati, fra cui, Antonino Sacco, erede dei fratelli Graviano, parente degli uomini delle stragi del 1992 e 1993, membro del triumvirato del mandamento di Brancaccio; Francesco Ventrici, esponente della ‘ndrangheta e broker del traffico internazionale di cocaina; Fabio Costantino, della famiglia Mancuso di Limbadi; Ciro Quindici, del clan Mazzarella di Napoli; Emilio Pisano, cognato del boss di Arena; Giosuè Fioretto, cassiere dei Casalesi; Rosalia Di Trapani, moglie del boss mafioso della cupola, Salvatore Lo Piccolo; Nicola Capriati, manager della droga della sacra corona unita; Vito D’angelo, socio del boss Matteo Messina Denaro.</p>
<p>All’interno di questo elenco, colpisce particolarmente la connessione tra Antonino Sacco ed i fratelli Graviano, responsabili delle stragi in cui perirono Falcone e Borsellino, dell’omicidio di Salvo Lima, dell’attentato a Maurizio Costanzo, delle stragi di Firenze, Milano e Roma, e del fallito attentato allo Stadio Olimpico.</p>
<p>Colpisce in modo particolare questa scarcerazione, anche se non meno delle altre, perché proprio oggi Matteo Renzi, per giustificare il suo voto contro la sfiducia a Bonafede, ha citato, devo dire con una certa sfrontatezza, proprio Giovanni Falcone, quando egli si dichiarò contro la cosiddetta “cultura del sospetto”.</p>
<p>Peccato che Falcone sia stato il primo ad essere vittima di quella cultura del sospetto, fino al punto di aver pagato con la vita.</p>
<p>Peccato che colui che si è reso responsabile del suo omicidio sia stato rimesso in libertà, anche grazie alla responsabilità di quel Ministro che, per questo, non si è voluto dimettere e che Renzi oggi ha difeso.</p>
<p>Peccato, ancora di più, che su quella cultura del sospetto, che costò la vita a Giovanni Falcone, ancora oggi non si sia fatta piena luce.</p>
<p>Per di più, non contento, Renzi ha definito la gestione della Giustizia, da parte di Bonafede, “pessima”, ma ha continuato dichiarando che avrebbe votato contro la sfiducia a Bonafede perché così “si comporta un patriota”.</p>
<p>Una strana visione del concetto di amor di Patria, forse figlia di una visione troppo acuta per essere compresa dai più.</p>
<p>Se non fosse tragico, sarebbe davvero comico.</p>
<p>Sulla stessa linea, Matteo Orfini, del PD, che nel suo intervento ha definito “pessima la politica della Giustizia” ed ha aggiunto che “essa deve cambiare radicalmente”.</p>
<p>Ma anche lui ha votato contro la sfiducia a Bonafede.</p>
<p>Può essere interessante notare che, nei giorni scorsi, Teresa Bellanova aveva condannato la politica giustizialista dei Cinquestelle e di Bonafede in particolare, auspicando segnali importanti prima del voto della mozione.</p>
<p>Anche la Boschi, si era recata due volte a Palazzo Chigi, dichiarando che, per orientare il proprio voto sulla sfiducia, attendeva un segnale importante sul “Family Act” e sulle Infrastrutture.</p>
<p>Come non pensare, a giudicare dagli esiti del voto, che questi “segnali” ci siano stati, anche considerando il mutato atteggiamento del M5S sulla sanatoria dei clandestini?</p>
<p>Ma l’Italia, ormai da anni è abituata alla politica dei “segnali”.</p>
<p>E proprio di “segnale” aveva parlato il pentito Pasquale Di Filippo, a proposito della scarcerazione dei 376 criminali, “segnale” alla mafia, quella mafia che con buona probabilità, aveva organizzato la rivolta delle carceri, costata, in 27 istituti di pena, 35 milioni di Euro di danni,  12 detenuti morti, 19 evasi, 41 agenti feriti.</p>
<p>Quella mafia che, come emerso da intercettazioni ambientali, non avrebbe “gradito” la nomina di Di Matteo ai vertici del DAP, quella nomina, prima promessa dal Ministro Bonafede, e poi negata al giudice Di Matteo, al quale aveva preferito l’ormai “dimissionato” Basentini.</p>
<p>“Segnali” tanto chiari, ed univoci da aver evocato nei più attenti analisti lo spettro ancora vagante della trattativa Stato-mafia.</p>
<p>Ma, nonostante tutto questo, il Governo, in nome dell’amor Patrio e della ragion di Stato, “tiene”, l’asse PD-M5S non cede ed il Ministro Bonafede è soddisfatto.</p>
<p>D&#8217;altronde, poteva mai accadere che, in un momento come questo, in cui il Governo può continuare a servirsi strumentalmente, ed in assoluta malafede, del potere che gli deriva dalla possibilità di imporre ogni tipo di restrizione e di limitazione e soppressione dei diritti individuali, costituzionalmente garantiti, potesse cedere il proprio potere?</p>
<p>Il “sistema” imposto grazie alla dittatura sanitaria nazionale, riflesso della più ampia dittatura globalista, sta garantendo prospettive di controllo della libera espressione del Popolo, a cui essa non intende certo rinunciare.</p>
<p>Ma, a proposito di segnali, oltre a quelli oscuri e criptici, che emergono sullo sfondo delle trame di potere, per fortuna, ve ne sono anche altri.</p>
<p>Segnali autentici, puri, chiari, immediati, trasparenti.</p>
<p>Segnali di rivolta, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa, da parte di quei Popoli che ormai, stanchi di subire una oppressione, economica e culturale, si ribellano e fanno sentire, con la forza delle piazze, la forza del proprio anelito alla libertà ed all’auto-determinazione identitaria.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fbonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto%2F&amp;t=Bonafede%2C+il+Ministro+delle+scarcerazioni+dei+boss%2C+%C3%A8+soddisfatto" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Bonafede%2C+il+Ministro+delle+scarcerazioni+dei+boss%2C+%C3%A8+soddisfatto&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fbonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fbonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fbonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto%2F&amp;title=Bonafede%2C+il+Ministro+delle+scarcerazioni+dei+boss%2C+%C3%A8+soddisfatto&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fbonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/alfonso-bonafede-1079468.jpg?fit=800%2C533&#038;ssl=1&amp;description=Bonafede%2C+il+Ministro+delle+scarcerazioni+dei+boss%2C+%C3%A8+soddisfatto" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/bonafede-il-ministro-delle-scarcerazioni-dei-boss-e-soddisfatto/">Bonafede, il Ministro delle scarcerazioni dei boss, è soddisfatto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53338</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Finisce il bluff di Renzi: Bonafede è salvo, l’Italia è ancora più in pericolo</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/finisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Wed, 20 May 2020 15:51:59 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[alfonso bonafede]]></category>
      <category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53334</guid>
      <description><![CDATA[<p>A Palazzo Madama in 160 bocciano la mozione contro il guardasigilli del centrodestra, 158 quella della Bonino. A favore votano rispettivamente 130 e 124 parlamentari. Dopo giorni di agitazione, il leader d&#8217;Italia Viva, Matteo Renzi, annuncia l&#8217;intenzione di votare contro i due documenti con chiare allusioni agli accordi sottobanco con Conte:  &#8220;Lo dico per un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/finisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo/">Finisce il bluff di Renzi: Bonafede è salvo, l’Italia è ancora più in pericolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>A Palazzo Madama in 160 bocciano la mozione contro il guardasigilli del centrodestra, 158 quella della Bonino. A favore votano rispettivamente 130 e 124 parlamentari. Dopo giorni di agitazione, il leader d&#8217;Italia Viva, Matteo Renzi, annuncia l&#8217;intenzione di votare contro i due documenti con chiare allusioni agli accordi sottobanco con Conte:  &#8220;Lo dico per un fatto politico, confermo che il premier ha dato negli ultimi tempi segnali importanti&#8221;. Non a caso proprio ieri c’e stato l&#8217;incontro Boschi-Conte a Palazzo Chigi.</p>
<p>Tre giorni di minacce ma alla fine i renziani non hanno votato le due mozione di sfiducia ad Alfonso Bonafede. La prima era stata presentata dal centrodestra, firmata dai capigruppo della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e in sintesi accusava il guardasigilli di essere stato troppo morbido nella gestione delle carceri durante l’emergenza coronavirus. La seconda era di Emma Bonino che invece accusava il Ministro di essere troppo giustizialista nella gestione del dicastero. Due facce della stessa medaglia, anzi della stessa incompetenza.</p>
<p>Il dato politico è uno solo: Renzi ha dimostrato definitivamente di non essere più un leader politico ma solo un lobbista alla ricerca di spazi di potere per sé e per la sua pattuglia di parlamentari. Purtroppo oggi l’Italia è ancora più in pericolo: è stato confermato il Ministro delle scarcerazioni facili per i boss mafiosi e del giustizialismo più greve per i semplici cittadini italiani.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffinisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo%2F&amp;t=Finisce+il+bluff+di+Renzi%3A+Bonafede+%C3%A8+salvo%2C+l%E2%80%99Italia+%C3%A8+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Finisce+il+bluff+di+Renzi%3A+Bonafede+%C3%A8+salvo%2C+l%E2%80%99Italia+%C3%A8+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffinisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffinisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffinisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo%2F&amp;title=Finisce+il+bluff+di+Renzi%3A+Bonafede+%C3%A8+salvo%2C+l%E2%80%99Italia+%C3%A8+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffinisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/renzi-bonafede-scaled.jpg?fit=2560%2C1280&#038;ssl=1&amp;description=Finisce+il+bluff+di+Renzi%3A+Bonafede+%C3%A8+salvo%2C+l%E2%80%99Italia+%C3%A8+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/finisce-il-bluff-di-renzi-bonafede-e-salvo-litalia-e-ancora-piu-in-pericolo/">Finisce il bluff di Renzi: Bonafede è salvo, l’Italia è ancora più in pericolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53334</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Francia e Germania promettono 500 miliardi per il Recovery Fund, la Commissione addirittura 1000. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli.</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/francia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Wed, 20 May 2020 09:36:32 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Europa]]></category>
      <category><![CDATA[angela merkel]]></category>
      <category><![CDATA[macron]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53330</guid>
      <description><![CDATA[<p>Nell’Unione Europea ormai è rissa aperta. Dopo l’accordo franco-tedesco su un “Recovery Fund” di 500 miliardi, arriva un’ipotesi di rilancio della Commissione a 1000 miliardi ed esplode la “rivolta” dei paesi del Nord. Bisognerà aspettare il 27 maggio per capire quale sarà effettivamente il volume finanziario del Fondo per la ripresa dell&#8217;economia, che si fonderà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/francia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli/">Francia e Germania promettono 500 miliardi per il Recovery Fund, la Commissione addirittura 1000. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nell’Unione Europea ormai è rissa aperta. Dopo l’accordo franco-tedesco su un “Recovery Fund” di 500 miliardi, arriva un’ipotesi di rilancio della Commissione a 1000 miliardi ed esplode la “rivolta” dei paesi del Nord.</p>
<p>Bisognerà aspettare il 27 maggio per capire quale sarà effettivamente il volume finanziario del Fondo per la ripresa dell&#8217;economia, che si fonderà sull&#8217;emissione di titoli comuni da parte della Commissione e farà parte del bilancio Ue 2021-2027. Sarebbe una svolta per la <a href="https://www.ilmessaggero.it/t/ue">Ue</a>: mai la Commissione si è impegnata in una emissione di questa scala. Dal canto suo l&#8217;asse franco-tedesco ha promesso qualcosa di concreto e Merkel non a caso è stata subito attaccata in patria. Tuttavia la strada appare in salita e comunque molto oscura. Quattro governi de Nord si sono dichiarati più o meno contro: Olanda, Svezia, Danimarca e Austria.</p>
<p>«Ci rifiutiamo di finanziare prestiti non rimborsabili, sono necessari investimenti per il futuro non per coprire i costi dei debiti passati», ha dichiarato il ministro delle finanze austriaco Gernot Bluemel secondo il quale la proposta franco-tedesca di trasferire fondi ai paesi più colpiti dalla crisi equivarrebbe alla «mutualizzazione del debito». In realtà, i fondi raccolti sul mercato dalla Commissione con la garanzia del bilancio Ue (e sicuramente anche degli stati) saranno poi rimborsati o dallo stesso bilancio Ue o da tutti i 27 stati e non sulla base della quota di aiuti ricevuta. I governi di Spagna, Portogallo, Grecia e Italia si sono subito entusiasmati sulla mossa franco-tedesca.</p>
<p>L&#8217;accordo franco-tedesco implica che il fronte del Nord «non può opporsi al principio degli strumenti di debito europeo, ma può sempre lavorare ai fianchi rendendo più stringente l&#8217;eleggibilità» per l&#8217;accesso al meccanismo finanziario», commenta Daniel Gros, direttore del Ceps di Bruxelles. Perché ci saranno dei paletti da rispettare. «Non si tratta solo di investimenti aggiuntivi per la crescita, ma anche di riforme per assicurare che le risorse siano usate con il massimo di efficacia, anche questo è parte dello strumento per la ripresa», ha spiegato il vicepresidente della Commissione Dombrovskis, aggiungendo: «C&#8217;è un forte legame tra investimenti e riforme per tenere stretto il nesso tra le misure a breve termine e quelle di medio termine nel contesto delle scelte strategiche sulla trasformazione verde e digitale, degli obiettivi climatici e di miglioramento della competitività delle economie». Ovvero le famose condizionalità sulle scelte governative dei paesi che accedono al Fondo, un processo che «rientra nel quadro di supervisione e coordinamento del semestre europeo».</p>
<p>Quanto al volume finanziario, difficile anticipare quale sarà il punto di caduta: la cifra si conoscerà il 27 maggio. La «quota» dell&#8217;Italia, nelle speranze del nostro Governo, potrebbe essere attorno a 80-100 miliardi su un totale di 500 miliardi, ma l’aspettativa sembra francamente eccessiva.</p>
<p>Due commissari però hanno dato successivamente un&#8217;altra indicazione. Prima il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha riferito che si tratta di «aumentare il finanziamento non in termini di centinaia miliardi, ma di oltre un migliaio di miliardi». Poi il commissario all&#8217;economia Paolo Gentiloni: il fatto che la Germania «accetti l&#8217;idea di 500 miliardi di sovvenzioni attraverso un prestito della Commissione sui mercati è una svolta senza precedenti: la trattativa si farà sulla proposta della Commissione, il fondo per la ripresa sarà un mix di sovvenzioni, crediti agevolati e prestiti di lunga durata. E alla fine non saremo molto lontani dalle cifre di cui abbiamo parlato attorno al migliaio di miliardi».</p>
<p>Inutile dire che il diavolo si nasconde sempre nei dettagli: quanto sarà veramente a fondo perduto e non pericolosi prestiti, quali saranno le condizionalità imposte per accedere a queste risorse (Troika sempre in agguato), che differenza ci sarà tra quello che si versa nel Fondo e quello che poi si potrà ottenere (fino ad ora è sempre valso il principio di proporzionalità previsto nei Trattati europei: tanto versi, tanto prendi).</p>
<p>Vedremo il 27 maggio: per ora registriamo che il “pericolo americano” (l’attacco di Trump alle politiche economiche recessive dell’Unione Europea) ha smosso la Germania e la Francia. Almeno tutti hanno smesso di dire sciocchezze sul MES: come avevamo sempre detto era e rimane una truffa ai danni dei paesi più economicamente esposti. E quindi mettiamo subito le mani avanti: bastano pochi dettagli per trasformare il Recovery Fund in un’altra trappola per l’Italia.</p>
<p>Intanto l’ultima emissione di titoli di Stato italiani sta andando a ruba, anche senza nessuna particolare forma di incentivo da parte del Governo. Possiamo sempre fare da soli…</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffrancia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli%2F&amp;t=Francia+e+Germania+promettono+500+miliardi+per+il+Recovery+Fund%2C+la+Commissione+addirittura+1000.+Ma+il+diavolo+si+nasconde+nei+dettagli." onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Francia+e+Germania+promettono+500+miliardi+per+il+Recovery+Fund%2C+la+Commissione+addirittura+1000.+Ma+il+diavolo+si+nasconde+nei+dettagli.&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffrancia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffrancia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffrancia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli%2F&amp;title=Francia+e+Germania+promettono+500+miliardi+per+il+Recovery+Fund%2C+la+Commissione+addirittura+1000.+Ma+il+diavolo+si+nasconde+nei+dettagli.&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Ffrancia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/mm.jpg?fit=1200%2C720&#038;ssl=1&amp;description=Francia+e+Germania+promettono+500+miliardi+per+il+Recovery+Fund%2C+la+Commissione+addirittura+1000.+Ma+il+diavolo+si+nasconde+nei+dettagli." onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/francia-e-germania-promettono-500-miliardi-per-il-recovery-fund-la-commissione-addirittura-1000-ma-il-diavolo-si-nasconde-nei-dettagli/">Francia e Germania promettono 500 miliardi per il Recovery Fund, la Commissione addirittura 1000. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53330</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>18 maggio 1920-2020: San Giovanni Paolo II, profeta della Solidarietà e della Sovranità</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Leonardo Giordano]]></dc:creator>
      <pubDate>Mon, 18 May 2020 07:00:13 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura sovranista]]></category>
      <category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53292</guid>
      <description><![CDATA[<p>Il 18 maggio ricorre il centenario della nascita di Karol Wojtyla. Questa ricorrenza può essere utilmente spesa per riflettere e meditare su di un pensiero che non è esagerato definire da un lato “profetico” e segnato da tersa e lucida analisi del tempo presente dall’altro. Fu infatti proprio una lettura appropriata e scevra da pregiudizi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita/">18 maggio 1920-2020: San Giovanni Paolo II, profeta della Solidarietà e della Sovranità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 maggio ricorre il centenario della nascita di Karol Wojtyla. Questa ricorrenza può essere utilmente spesa per riflettere e meditare su di un pensiero che non è esagerato definire da un lato “profetico” e segnato da tersa e lucida analisi del tempo presente dall’altro.</p>
<p>Fu infatti proprio una lettura appropriata e scevra da pregiudizi sulla fase storica della fine del comunismo che gli fece presentire e prevedere i rischi di un’ Europa e di un mondo del tutto votati al profitto e alla ricerca sfrenata ed egoistica dei soli beni materiali; aspetti largamente presenti anche nel capitalismo rampante di quegli anni.</p>
<p>Fu proprio grazie all’ovvio (come poteva essere altrimenti per il Capo della Cristianità?) riferimento al Trascendente ed a Cristo che egli poté meglio comprendere e spiegarci nelle sue encicliche sociali come nella sua celebre intervista “Memoria e Identità” i profondi ed intimi sommovimenti che agitavano e turbavano il grande mare della storia delle nazioni e del mondo.</p>
<p>Il “pensiero  forte” di questi suoi scritti può ritenersi addensato, oltre che intorno alla centralità di Cristo nella Storia e nella vita, anche intorno ai temi della sovranità e della solidarietà. E la cosa stupefacente è che se è vero, come disse Joseph De Maistre, che “la Storia è politica sperimentale”, Karol Wojtyla si trovò oggettivamente a  sperimentare la validità del suo pensiero nelle vicende drammatiche, ma anche esaltanti, della liberazione della sua patria, la Polonia, dal Comunismo.</p>
<p>In “Memoria e Identità” si trovano ben 5 capitoli dedicati ai concetti di Patria, Nazione e Identità. Quasi heideggerianamente egli parte dall’etimologia dei termini di “patria” e “nazione” per definirne poi i contorni e le irrinunciabili ed ineliminabili caratteristiche: <em>“Il patrimonio e, in seguito, la patria sono dunque strettamente uniti dal punto di vista concettuale con il generare; ma anche il termine “nazione” ha un suo rapporto, dal punto di vista etimologico, con il nascere.”</em></p>
<p>Intimo è il legame tra la nazione ed un territorio, così come altrettanto stretto è il nesso tra nazione e cultura: <em>“Col termine “nazione” si intende designare una comunità che risiede in un certo territorio e che si distingue dalle altre comunità per una propria cultura.”</em> Avendo in mente la storia della sua Polonia non può negare che in alcune epoche le nazioni possano essere anche private del loro territorio e ciononostante, se è forte l’interno vincolo della cultura, esse non periscono, anzi non è improbabile che lo spirito nazionale si rafforzi: <em>“Il territorio strappato con la forza ad una nazione diventa, in un certo senso, un’implorazione ed anzi un grido rivolto allo “spirito” della nazione stessa. Lo spirito della nazione allora si desta, vive di una vita nuova e lotta perché siano restituiti alla terra i suoi diritti.”</em></p>
<p>Ciò è reso possibile per il fatto che, secondo il Papa polacco, famiglia e nazione sono società e comunità “naturali” e perciò irrinunciabili ed insopprimibili: <em>“La dottrina sociale cattolica parla in questo caso di società “naturali”, per indicare un particolare legame, sia della famiglia che della nazione, con la natura dell’uomo, la quale ha una sua dimensione sociale.”</em></p>
<p>E dalla forza intensa e irriducibile di questo legame che sorge il diritto di una nazione ad essere sovrana sul suo popolo, sulla cultura di questo popolo e sul suo territorio: <em>“Quello che io dico qui in ordine al diritto della nazione e al fondamento della cultura per il suo avvenire non è l’eco di alcun “nazionalismo” ma rispecchia un elemento stabile dell’esperienza umana […] Esiste una sovranità fondamentale della società che si manifesta nella cultura di una nazione. Si tratta della sovranità per la quale, nello stesso tempo, l’uomo è supremamente sovrano.”</em></p>
<p>San Giovanni Paolo II ha dedicato ben tre encicliche alla “questione sociale”, pubblicate tutte in occasione di qualche ricorrenza riguardante le encicliche “sociali” di altri pontefici: dalla <em>Rerum Novarum</em> alla <em>Populorum progressium</em>. Nelle encicliche di Wojtyla ricorrono espressioni ed echi molto familiari al nostro retroterra culturale, quali: “umanesimo del lavoro”, “unione tra capitale e lavoro”, “partecipazione”, “ipoteca sociale sulla proprietà privata” ed altre. Del resto anche la <em>Rerum Novarum</em> conteneva molti assunti del corporativismo cattolico di Giuseppe Toniolo che in qualche modo aveva rappresentato uno dei punti di riferimento per alcuni teorici del corporativismo del ventennio.</p>
<p>Il tema del lavoro, della dignità del lavoro e del suo profondo aspetto umano è centrale nella riflessione sociale di San Giovanni Paolo II: <em>“E con la parola “lavoro” viene indicata ogni opera compiuta dall’uomo, indipendentemente dalle sue caratteristiche e dalle circostanze […] Così il lavoro porta su di sé un particolare segno dell’uomo e dell’umanità, il segno di una persona operante in una comunità di persone; e questo segno determina la sua qualifica interiore e costituisce, in un certo senso, la stessa sua natura.”</em> (<em>Laborem Exercens</em>, 1981).</p>
<p>Questa dimensione profondamente umana del lavoro è ulteriormente nobilitata  dal fatto che con la sua opera ed il frutto del suo lavoro l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, partecipa all’opera del Creatore e, in misura delle proprie possibilità, <em>“continua a svilupparla e la completa, avanzando sempre più nella scoperta delle risorse  e dei valori racchiusi in tutto quanto il creato.”</em> Anche per questo privare una persona per lungo tempo del proprio lavoro non è soltanto privarlo di un sostentamento e di un reddito (cosa di per sé già poco dignitosa) ma significa anche privarlo di questa dignità spirituale, propria dell’uomo, che è il poter partecipare al “farsi del creato”; è come privarla della dignità e della nobiltà propri del “subcreatore” direbbe J.R.R. Tolkien.</p>
<p>Nelle encicliche sociali più volte Papa Wojtyla chiarisce di non voler offrire una “ricetta di governo”, né di voler elaborare una sorte di ideologia da “Terza Via” che vada ad affiancarsi a Marxismo e Capitalismo. Questo non spetterebbe alla Chiesa, perché la Chiesa “è esperta in umanità” più che in dottrine ideologiche,  tuttavia c’è in esse uno sforzo continuo di cercare una sorta di punto di equilibrio tra tutela della proprietà privata e sua dimensione “sociale”, tra libera iniziativa economica e ruolo equilibratore e di coordinamento e programmazione dello Stato, tra riconoscimento dell’importanza del profitto per l’azienda e rischio che esso si assolutizzi disumanizzando il lavoro e la vita in quella comunità di lavoro che è appunto l’azienda.</p>
<p>Questi punti sono concepiti in stretto legame con il tema della “sovranità”. In <em>Sollecitudo Rei Socialis</em> (1987), parlando da polacco delle conseguenze del Comunismo sulla menomazione di sovranità alla sua nazione, anche a mezzo di un iniquo sistema sociale basato sulla collettivizzazione e quindi sulla deresponsabilizzazione,  ebbe ad affermare: <em>“Ciò provoca un senso di frustrazione o disperazione e predispone al disimpegno dalla vita nazionale, spingendo molti all’emigrazione e favorendo, altresì, una forma di emigrazione “psicologica”. Una tale situazione ha le sue conseguenze anche dal punto di vista dei “diritti delle singole Nazioni”. Infatti, accade  spesso che una Nazione viene privata della sua soggettività, cioè della  “sovranità” che le compete nel significato economico ed anche politico-sociale e in un certo qual modo culturale, perché in una comunità nazionale tutte queste dimensioni della vita sono collegate tra di loro.”</em></p>
<p>Il 1 maggio del 1991, festa di San Giuseppe Lavoratore,  a cent’anni dalla <em>Rerum Novarum</em>, San Giovanni Paolo II pubblicò la sua terza enciclica sociale <em>Centesimus annus</em>. Il comunismo era stato sconfitto, si affacciavano i primi sintomi di quell’autentica malattia della storia che è il “mondialismo”, favorita da una sorta di “turbo-accelerazione” del capitalismo finanziario internazionale. Molti lessero nell’enciclica papale una sorta di sterzata in senso liberista della dottrina sociale elaborata dal Pontefice polacco negli scritti precedenti.</p>
<p>Rileggendola a quasi 20 anni di distanza, alla luce di quanto accaduto, invece si può cogliere il lato “profetico” del pensiero di Wojtyla. Non c’è una espressione in cui egli, pur rimarcando la necessità delle libertà, d’intrapresa come di disponibilità dei propri beni, di profitto come di indipendenza dalle burocrazie, non paventi il rischio che si possa degenerare nell’idolatria del profitto, nello sfruttamento del lavoratore, nella incontrollabilità dei meccanismi di mercato che possono condurre alla povertà dei molti e alla sovra ricchezza dei pochi: <em>“Sembra che tanto a livello delle singole Nazioni quanto a quello dei rapporti internazionali, </em>il libero mercato<em> sia lo strumento più efficace per collocare le risorse e rispondere efficacemente ai bisogni. Ciò, tuttavia, vale solo per quei bisogni che sono “solvibili”, che dispongono di un potere di acquisto, e per quelle risorse che sono “vendibili”, in grado di ottenere un prezzo adeguato. Ma esistono numerosi bisogni umani che non hanno accesso al mercato. È stretto dovere di giustizia e di verità impedire che i bisogni umani fondamentali rimangano insoddisfatti e che gli uomini che ne sono oppressi periscano.”</em></p>
<p>A conclusione della sua ricca e documentata biografia di San Giovanni Paolo II, Andrea Riccardi afferma che <em>“la visione wojtyliana della storia è una sorta di “teologia delle nazioni””.</em> Un posto centrale in questa “teologia delle nazioni” è quello rappresentato da ciò che il Pontefice polacco definiva “struttura di peccato” e dal ruolo che ogni persona può svolgere nel combattere e sconfiggere queste “strutture di peccato” contribuendo a cambiare il corso degli eventi e ad indirizzare la storia verso direzioni alternative rispetto a quelle che al rinunciatario e al disperato possono apparire deterministicamente immutabili ed irrimediabili. Ciò che accadde in Polonia negli anni ’80, dopo che sul soglio pontificio vi arrivò il Cardinale Karol Wojtyla, ne è una lampante dimostrazione.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita%2F&amp;t=18+maggio+1920-2020%3A+San+Giovanni+Paolo+II%2C+profeta+della+Solidariet%C3%A0+e+della+Sovranit%C3%A0" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=18+maggio+1920-2020%3A+San+Giovanni+Paolo+II%2C+profeta+della+Solidariet%C3%A0+e+della+Sovranit%C3%A0&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita%2F&amp;title=18+maggio+1920-2020%3A+San+Giovanni+Paolo+II%2C+profeta+della+Solidariet%C3%A0+e+della+Sovranit%C3%A0&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/giovanni-paolo-ii.jpg?fit=810%2C486&#038;ssl=1&amp;description=18+maggio+1920-2020%3A+San+Giovanni+Paolo+II%2C+profeta+della+Solidariet%C3%A0+e+della+Sovranit%C3%A0" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/18-maggio-1920-2020-san-giovanni-paolo-ii-profeta-della-solidarieta-e-della-sovranita/">18 maggio 1920-2020: San Giovanni Paolo II, profeta della Solidarietà e della Sovranità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53292</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Oggi il centenario di Norma Cossetto. Seviziata, martoriata e violentata per una notte intera da 17 partigiani</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/oggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Menia]]></dc:creator>
      <pubDate>Sun, 17 May 2020 12:56:18 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[norma cossetto]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53323</guid>
      <description><![CDATA[<p>Dal libro “10 Febbraio. Dalle Foibe all’Esodo” di Roberto Menia C’è un volto, dolce e gentile, di una giovane donna, che è divenuto il simbolo del martirio delle foibe. È quello di Norma Cossetto. Il suo sorriso, a distanza di così tanto tempo, la fa rivivere e trionfare sulla buio della morte che la ghermì [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/oggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani/">Oggi il centenario di Norma Cossetto. Seviziata, martoriata e violentata per una notte intera da 17 partigiani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal libro “10 Febbraio. Dalle Foibe all’Esodo” di Roberto Menia</em></p>
<p>C’è un volto, dolce e gentile, di una giovane donna, che è divenuto il simbolo del martirio delle foibe. È quello di Norma Cossetto. Il suo sorriso, a distanza di così tanto tempo, la fa rivivere e trionfare sulla buio della morte che la ghermì in una notte di cieca e disumana violenza, all’ombra della stella rossa, nell’autunno del 1943.</p>
<p>Norma era una ragazza di 23 anni, viveva a Santa Domenica di Visinada, un paese appena spostato all’interno della penisola istriana rispetto alla costa tra Cittanova e Parenzo: stava per terminare l’università, che frequentava a Padova, ed era immersa in quei giorni nello studio e nelle ricerche. Andava, con la sua bicicletta, di paese in paese, a consultare i registri delle canoniche e i documenti delle biblioteche, per raccogliere notizie, dati e vicende de “L’Istria rossa”, come il colore della sua terra, ferrosa e fertile: era quello il titolo che già aveva scelto per la tesi di laurea che non poté mai completare.</p>
<p>Il 25 settembre i partigiani, che erano dilagati nell’Istria dopo l’8 settembre, entrarono improvvisamente in casa Cossetto: cercavano suo padre, Giuseppe, già podestà e ufficiale della Milizia, il che ne faceva un nemico da eliminare. Non avendolo trovato, pensarono bene di razziare tutto quanto c’era in casa; poi se ne andarono portando via con loro Norma.</p>
<p>La condussero al Comando partigiano, insediato nell’ex caserma dei Carabinieri di Visignano: le chiesero di tradire suo padre e di passare con loro ma ne ebbero sempre un deciso rifiuto, anche di fronte alle minacce. A fine interrogatorio, uno dei partigiani cui era stata affidata e che la conosceva, la lasciò andare.</p>
<p>Il giorno dopo però gli uomini con la stella rossa tornarono e la portarono via nuovamente. Da Visignano, dopo un nuovo interrogatorio, la spostarono a Parenzo: qui fu condotta nell’ex caserma della Guardia di Finanza, occupata dai partigiani, che ne avevano fatto comando e carcere.</p>
<p>Per alcuni giorni la famiglia non seppe nulla di lei, poi in qualche modo apprese dove si trovava. Licia, la sorella minore, vent’anni all’epoca, si armò di coraggio e partì in bicicletta alla volta di Parenzo: con lei portava i dolcetti preparati dalla mamma per la sorella e un po’ di soldi con i quali sperava di convincere i carcerieri a liberarla.</p>
<p>Ci provò in ogni modo, ma a nulla valse. Anzi, quei soldi pagarono alla fine la concessione di una visita, faccia a faccia, di alcuni minuti, che Licia non dimenticò mai.</p>
<p>Così mi raccontò di quell’incontro: “Norma era buttata su una branda; si tirò su e piangeva, non voleva parlare. Pensai subito che le avessero fatto del male, anche le cose più brutte. Ma qualunque cosa le chiedessi non mi rispondeva e continuava a piangere. Con lei c’erano altre persone del nostro stesso paese, anche alcuni miei parenti. Ma tacevano, non potevano dire nulla. Quando salutai Norma, ed era l’ultima volta anche se non lo sapevo, lei mi guardò e mi lasciò andare senza parlare, con la morte negli occhi”.</p>
<p>Licia tornò a casa: la madre, che ormai aveva capito tutto, le disse “salvati almeno tu”e la indusse a partire verso Trieste, attraverso i boschi. Anche Licia aveva già passato un pomeriggio arrestata dai titini ma era stata liberata da un partigiano che aveva motivi di riconoscenza verso la sua famiglia. Partì dunque, a piedi, con quel che aveva addosso, la sera stessa. Fu nei pressi di Buie che incontrò un gruppo di tedeschi i quali le offrirono un passaggio: secondo Licia fu “il destino” a volere che proprio per quel passaggio lei non abbia incontrato suo padre per la strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giuseppe Cossetto, infatti, informato della cattura di Norma, stava tornando da Trieste a Santa Domenica assieme ad un altro parente, Mario Bellini: “Con la falsa prospettiva di poter incontrare Norma, vennero attirati in un’imboscata. Bellini cadde sotto i proiettili, mentre papà, rimasto ferito, venne finito con tre coltellate inflittegli da un tale di Castellier, a cui pochi mesi prima lui aveva salvato la vita, portandolo in ospedale per un intervento urgente”. Poi i corpi vennero buttati nella foiba di Treghelizza a Castellier.</p>
<p>Nel frattempo, la rapida discesa dei tedeschi in Istria indusse i partigiani a spostare i loro prigionieri da Parenzo ad Antignana, dove la scuola fu trasformata in una prigione.</p>
<p>È qui che Norma Cossetto visse un calvario atroce, seviziata, martoriata, legata ad un tavolaccio e violentata per una notte intera da diciassette uomini.</p>
<p>Era la notte tra il 4 e 5 ottobre quando Norma e gli altri prigionieri, legati tra loro con fili di ferro, furono condotti a forza a piedi fino alla foiba di Villa Surani, un orrido di 136 metri di profondità, e qui fatti precipitare, ancora vivi.</p>
<p>I corpi di 26 salme furono riesumati due mesi dopo, il 10 dicembre 1943, dagli uomini del maresciallo Harzarich, il capo dei Vigili del fuoco di Pola, che con tanto coraggio e con i pochi mezzi dell’epoca si calarono nelle foibe per recuperare le vittime.</p>
<p>Il corpo di Norma fu il primo ad essere estratto sopra la catasta di cadaveri.</p>
<p>Aveva, scrisse Harzarich nel suo rapporto, “un pezzo di legno ficcato nei genitali”, ma quello che lo impressionò era l’aspetto angelico di Norma che pareva dormisse e il cui corpo non era decomposto.</p>
<p>Nella sua dichiarazione al cancelliere del Tribunale, Cerni (riportata nel 1949 su “Foibe” di Paolo de Franceschi), il maresciallo Harzarich disse: “Quando io recuperai la salma, essa non era per niente in putrefazione, essa era intatta e sembrava che dormisse, tant’è vero che, come io rimasi impressionato nell’averla vista (…) altrettanto e molto di più rimasero impressionati i due vigili che nel salvataggio mi aiutarono sul fondo della foiba. E sul principio non vollero neanche toccarla perché sembrava che realmente essa dormisse. Posso ancora affermare che per recuperare la salma della Cossetto non vennero neppure adoperate le maschere, perché, come sopra detto, non era per niente in putrefazione”.</p>
<p>Quando il suo corpo venne riportato alla luce c’era Licia, con lo zio ad aspettarla, e così lo descrisse: “mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome (&#8230;) Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io”.</p>
<p>Il corpo di Norma fu composto nella cappella del piccolo cimitero di Santa Domenica: alcuni dei suoi assassini, sei, che intanto erano stati riconosciuti e arrestati, furono costretti a vegliarlo per una notte intera, scalzi sul marmo, in quella notte di dicembre. Tre impazzirono. Il mattino seguente furono fucilati.</p>
<p>A Norma Cossetto, Concetto Marchesi, professore comunista e deputato della Costituente, Rettore dell’Università di Padova, volle assegnare la laurea honoris causa: e a chi gli obiettò che non si trattava di un’antifascista, rispose che ne era degna perché morta per essere italiana.</p>
<p>Più di sessant’anni dopo la sua morte, anche la Repubblica Italiana riconobbe il sacrificio di Norma Cossetto: nel 2005, il Presidente della Repubblica Ciampi le conferì la Medaglia d’oro al merito civile alla memoria ricordandone la “luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”.</p>
<p>Licia, che ricordo come una donna fiera e dolcissima, portò con orgoglio sul petto quella medaglia d’oro che rendeva giustizia a sua sorella e al suo popolo.</p>
<p>Un giorno mi raccontò una storia, che mi pareva strana, la stessa che ripeté in una sua memoria: “La notte che mia sorella è stata uccisa e gettata nella foiba, dormivo nel letto con mia madre. Si svegliò di colpo dicendo di sentire Norma che la chiamava; mi pregò di alzarmi e di andare a vedere, lo feci ma non vidi nessuno; qualche giorno dopo venimmo a sapere che proprio quella notte e a quell’ora era stata infoibata. Non so se si possa credere alla comunicazione con i morti, però si percepiva la sua presenza, il suo disperato tentativo di chiamarci, forse un caso di telepatia”.</p>
<p>Licia lasciò questa terra il 5 ottobre 2013. Stava andando a portare i suoi fiori alla tomba di Norma. La stessa data della morte di sua sorella, esattamente 70 anni dopo. Destino? “Celeste corrispondenza d’amorosi sensi” avrebbe detto il poeta…</p>
<p>Riposa in Pace, dolce Norma!</p>
<p><img class=" wp-image-53325 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-17-at-14.50.37.jpeg?resize=404%2C572&#038;ssl=1" alt="" width="404" height="572" srcset="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-17-at-14.50.37.jpeg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-17-at-14.50.37.jpeg?w=679&amp;ssl=1 679w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" data-recalc-dims="1" /></p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Foggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani%2F&amp;t=Oggi+il+centenario+di+Norma+Cossetto.+Seviziata%2C+martoriata+e+violentata+per+una+notte+intera+da+17+partigiani" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Oggi+il+centenario+di+Norma+Cossetto.+Seviziata%2C+martoriata+e+violentata+per+una+notte+intera+da+17+partigiani&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Foggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Foggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Foggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani%2F&amp;title=Oggi+il+centenario+di+Norma+Cossetto.+Seviziata%2C+martoriata+e+violentata+per+una+notte+intera+da+17+partigiani&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Foggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-17-at-14.50.37.jpeg?fit=679%2C960&#038;ssl=1&amp;description=Oggi+il+centenario+di+Norma+Cossetto.+Seviziata%2C+martoriata+e+violentata+per+una+notte+intera+da+17+partigiani" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/oggi-il-centenario-di-norma-cossetto-seviziata-martoriata-e-violentata-per-una-notte-intera-da-17-partigiani/">Oggi il centenario di Norma Cossetto. Seviziata, martoriata e violentata per una notte intera da 17 partigiani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53323</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Covid tra paura, potere e attitudine totalitaria</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/covid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Menia]]></dc:creator>
      <pubDate>Sun, 17 May 2020 11:50:30 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[covid 19]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53317</guid>
      <description><![CDATA[<p>Troppo poco  si riflette sull’abuso dell’emergenzialità e sugli atti di un premier semiabusivo che, a dispetto del cognome nobiliare, nessuna nobiltà porta ed anzi ci condanna all’isolamento e alla morte civile prima che materiale. I suoi DPCM hanno assunto, in barba alla Costituzione, valore e potenza di leggi eccezionali e comportano limitazioni continue alle libertà fondamentali e insopprimibili, dal quella di movimento, intrapresa, al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/covid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria/">Covid tra paura, potere e attitudine totalitaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Troppo poco  si riflette sull’abuso dell’emergenzialità e sugli atti di un premier semiabusivo che, a dispetto del cognome nobiliare, nessuna nobiltà porta ed anzi ci condanna all’isolamento e alla morte civile prima che materiale.</p>
<p>I suoi DPCM hanno assunto, in barba alla Costituzione, valore e potenza di leggi eccezionali e comportano limitazioni continue alle libertà fondamentali e insopprimibili, dal quella di movimento, intrapresa, al lavoro, all’istruzione, alla manifestazione delle idee, al culto.</p>
<p>Decreti strabordanti di contraddizioni e parole inutili, di centinaia di pagine, pretendono di normare la vita di ognuno di noi: e traboccano di eccessi (dalle decine di moduli di autodichiarazione al distanziamento sociale, ai muri di plexiglass),  di scelte cervellotiche e incomprensibili, per cui era bisogno primario tenere aperte le tabaccherie ma chiudere le chiese…</p>
<p>C’è una battuta, amara, che ormai da settimane circola tra gli italiani, tutti reclusi in questa sorta di arresti domiciliari collettivi originati dall’”emergenza covid”: <strong>“Per non farci morire di virus, ci faranno morire di fame”</strong>…</p>
<p>Ed è vero.</p>
<p>Hanno parlato di “potenza di fuoco” per il sostegno economico agli italiani. Altri paesi hanno immesso direttamente liquidità sui conti correnti dei propri cittadini; qui da noi nessuno o quasi ha visto un euro e lo Stato anzi ti ha suggerito di andare a indebitarti ancora.</p>
<p>E la paura inizia a serpeggiare. Nelle prossime settimane  e nei prossime mesi salteranno migliaia di aziende, milioni saranno gli italiani licenziati e gettati in strada. Non si può far finta di non saperlo. Chi ha riaperto la propria azienda fa firmare dichiarazioni di scarico di responsabilità per non essere domani denunciato dai propri dipendenti per aver diffuso il virus; chi ha chiesto inutilmente aiuto alle banche si è visto chiudere le porte in faccia perché i soldi vengono dati a chi già li poteva avere; vengono esclusi quelli ritenuti “in difficoltà”, col risultato di chiudere o andare dagli strozzini, che di questi tempi prosperano.</p>
<p>Sembra tutto un gigantesco film di fantascienza malata, Orwell peggiorato all’ennesima potenza, con tanto di futura app sul telefonino per sorvegliarti meglio. Altro che tasse sospese, ripartono le cartelle esattoriali, e poi si schiera in strada così tanta polizia che mai l’avevamo vista: cittadini ai domiciliari, mafiosi pure ma fuori dalle carceri; riprende l’invasione migratoria per terra e per mare, mentre esercito, elicotteri e droni vigilano su noi reclusi: avanti a multare la gente per un mascherina storta, per un abbraccio a un “non congiunto”, per un caffè “di sfroso” a margine di un bar semiaperto. Poi domani avremo i muri di Berlino (ma trasparenti) al ristorante o sulle spiagge… follia!</p>
<p>Sull’uso della paura da parte del Governo ha detto alcuni giorni fa parole chiarissime Giuseppe De Rita, presidente del Censis: “La comunicazione del Governo ha determinato un accentramento di poteri”. Chi dimenticherà i bollettini lugubri e monotoni del capo della Protezione Civile? E i monologhi del Conte Vlad a reti unificate?</p>
<p>Alla paura del contagio seguirà la paura della fame e la comunicazione dell’emergenza ha favorito la paura: “È un meccanismo non casuale, ma scelto. Se alimento sempre la paura la gente fa come dico io” chiosa De Rita.</p>
<p>Giordano Bruno Guerri, intellettuale raffinato e certo non estremista dice: “Alimentando sempre di più la paura, il governo ha  esercitato poteri dittatoriali. Quando la paura cesserà, scoppierà la rivolta”.</p>
<p>Se la meriterebbero. Conte e tanti altri.</p>
<p>La paura ed il virus sono globali, e anche la tendenza totalitaria è globale. Un amico all’estero mi segnala che un autorevole giornale spagnolo, scrive proprio di ciò. Accade lì, come in Italia, come in Cina: “E’ preoccupante la rapidità con cui i governi hanno usurpato un potere quasi dittatoriale in un’allarmante involuzione di diritti e libertà – scrive Expansion &#8211; Il confinamento è un esperimento totalitario”.</p>
<p>Dice il professore di biologia a Stanford e premio Nobel, Michael Levitt: “Analizzando tutti i dati, il danno prodotto dal confinamento eccederà enormemente qualunque beneficio”. Nella sua analisi l’economia somiglia più a un sistema biologico che ad una macchina, per cui la privazione brutale delle attività può assimilarsi all’anossia, la mancanza quasi totale di ossigeno, che conduce rapidamente ad un deterioramento organico irreversibile: con uguale celerità lo stop economico produce un danno permanente e irreversibile.</p>
<p>E un filosofo “rosso” ma fuori dagli schemi come Massimo Cacciari preconizza: “Nulla sarà più come prima. Sarà infinitamente peggio! Più disoccupati, più poveri, una Italia oberata da un debito che tutti sanno che non potrà pagare”.</p>
<p>Anche lui si arrende, poco speranzoso sulla solidarietà europea. “O c’è una Europa che riscopre forti principi di solidarietà, sennò sarà infinitamente peggio. E a tirarci fuori dalle pesti non ci sarà l’uomo della provvidenza, neanche il tanto invocato, e capace, Mario Draghi.  Per provare a risalire, dobbiamo partire dalla consapevolezza, drammatica certo ma fondata sulla dura realtà, che siamo arrivati al fondo politico che sta diventando un abisso economico”.</p>
<p>Personalmente la penso così:<strong> usciremo dal Covid come dalla fine di una guerra.</strong> Abbiamo poco da sperare negli aiuti altrui. Dovremo fare da soli. Di solito dalle grandi crisi scaturiscono poi le grandi rivoluzioni: saremo costretti a tirar fuori il meglio di noi, nell’economia, nell’inventiva, nelle capacità, nel lavoro, anche nella politica che tornerà ad avere la dignità che le compete perché finirà quest’ora buia di nani: siamo Italiani, “gente di mille primavere”, coraggio!</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fcovid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria%2F&amp;t=Covid+tra+paura%2C+potere+e+attitudine+totalitaria" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Covid+tra+paura%2C+potere+e+attitudine+totalitaria&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fcovid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fcovid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fcovid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria%2F&amp;title=Covid+tra+paura%2C+potere+e+attitudine+totalitaria&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fcovid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/donna-con-mascherina.jpg?fit=1920%2C1080&#038;ssl=1&amp;description=Covid+tra+paura%2C+potere+e+attitudine+totalitaria" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/covid-tra-paura-potere-e-attitudine-totalitaria/">Covid tra paura, potere e attitudine totalitaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53317</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Conte colpisce ancora: litigio nella notte con le regioni e altra confusione sulla Fase 2</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/conte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 16 May 2020 19:25:46 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[fase 2]]></category>
      <category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53310</guid>
      <description><![CDATA[<p>Un tempo il sabato sera in TV era il momento delle trasmissioni di massimo ascolto, del grande intrattenimento. Ai tempi del Covid-19 è invece il momento degli show di Giuseppe Conte, che ha scelto proprio questo giorno e questa fascia oraria per apparire di nuovo a reti unificate per tentare di illustrare i cambiamenti che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/conte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2/">Conte colpisce ancora: litigio nella notte con le regioni e altra confusione sulla Fase 2</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo il sabato sera in TV era il momento delle trasmissioni di massimo ascolto, del grande intrattenimento. Ai tempi del Covid-19 è invece il momento degli show di Giuseppe Conte, che ha scelto proprio questo giorno e questa fascia oraria per apparire di nuovo a reti unificate per tentare di illustrare i cambiamenti che arriveranno il 18 maggio.</p>
<p>Capite? Ci ha fatto aspettare senza informazioni fino all’antivigilia della scadenza, pur di apparire nel momento più favorevole per audience e visibilità.</p>
<p>Ma fosse solo questo il problema. Ancora una volta abbiamo assistito a una fiera della confusione e dell’approssimazione su tante informazioni che condizioneranno la vita di ognuno di noi. Ancora una volta Conte ha fatto un grande polpettone tra notizie tecniche, appelli strappalacrime e comizio politico. Ancora rimpalli tra Governo e Regioni. Quando invece in questi momenti ci vorrebbero freddezza e chiarezza assolute.</p>
<p>Qui c’è quasi da rimpiangere le vecchie slide con cui un tempo ci assillava Matteo Renzi. È vero che erano piene di sparate propagandistiche, ma almeno erano chiare, ad immediato impatto visivo e subito scaricabili. Ora invece dobbiamo andare a braccio, spulciare i giornali di domani, aspettare il testo dell’ennesimo decreto per capirci forse qualcosa. Mentre le imprese languono, la vita civile sbanda, la depressione galoppa.</p>
<p>Non è solo un problema dei cittadini: nella notte, dopo la conferenza stampa, c&#8217;è stata la protesta delle Regioni che non avevano trovato nel Dpcm il testo dell&#8217;accordo sottoscritto con il Governo. Conte se ne era dimenticato, nella fretta di apparire in TV in prima serata. Quindi c&#8217;è stata una riunione Conte-Regioni dall&#8217;una alle 3:20 di notte, quando alla fine il Presidente del Consiglio ha ammesso che i Governatori avevano ragione.</p>
<p><strong>In piazza, in piazza a protestare, senza se e senza ma.</strong> Ogni sabato con le Mascherine Tricolori, con le categorie in rivolta, il 2 giugno con Meloni e Salvini. E poi appena possibile andiamo a votare: Conte va messo il più presto possibile in condizione di non nuocere.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fconte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2%2F&amp;t=Conte+colpisce+ancora%3A+litigio+nella+notte+con+le+regioni+e+altra+confusione+sulla+Fase+2" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Conte+colpisce+ancora%3A+litigio+nella+notte+con+le+regioni+e+altra+confusione+sulla+Fase+2&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fconte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fconte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fconte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2%2F&amp;title=Conte+colpisce+ancora%3A+litigio+nella+notte+con+le+regioni+e+altra+confusione+sulla+Fase+2&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fconte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-21.23.23.jpeg?fit=1024%2C768&#038;ssl=1&amp;description=Conte+colpisce+ancora%3A+litigio+nella+notte+con+le+regioni+e+altra+confusione+sulla+Fase+2" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/conte-colpisce-ancora-litigio-nella-notte-con-le-regioni-e-altra-confusione-sulla-fase-2/">Conte colpisce ancora: litigio nella notte con le regioni e altra confusione sulla Fase 2</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53310</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Ristoratori ai tempi del Covid-19: la tragica gogna di tavoli e tavolini</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/ristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 16 May 2020 18:29:22 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Economia]]></category>
      <category><![CDATA[bar]]></category>
      <category><![CDATA[ristoratori]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53306</guid>
      <description><![CDATA[<p>Sono giorni che in tutti i telegiornali vediamo ristoratori, osti e baristi spostare tavoli e tavolini e costruire barriere trasparenti con il metro in mano. Una gogna maledetta a cui il Governo, in nome della lotta al Covid-19, sta sottoponendo tutta una categoria che fino a ieri era non solo il fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/ristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini/">Ristoratori ai tempi del Covid-19: la tragica gogna di tavoli e tavolini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono giorni che in tutti i telegiornali vediamo ristoratori, osti e baristi spostare tavoli e tavolini e costruire barriere trasparenti con il metro in mano. Una gogna maledetta a cui il Governo, in nome della lotta al Covid-19, sta sottoponendo tutta una categoria che fino a ieri era non solo il fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano, ma anche l’investimento rifugio del ceto medio in difficoltà. Sono in difficoltà con il mio lavoro, o devo arrotondare le mie entrate, che faccio? Apro un ristorante…</p>
<p>In verità questa gogna è cominciata già da un decennio, quando i sovrintendenti dei centri storici di tutta Italia avevano dichiarato guerra ai “tavolini” in piazza, costringendo sindaci e amministratori a ridurre drasticamente l’occupazione di suolo pubblico riservata alla ristorazione all’aperto.</p>
<p>Il mantra di questi anni – che ha fatto danni gravi soprattutto a Roma, dopo la fine della sindacatura Alemanno – erano gli “angoli visuali” e le prospettive delle piazze storiche che non dovevano essere disturbati dai “dehors” dei pubblici esercizi. Tutto questo dimenticando che le piazze della tradizione italiana sono sempre state affollate e animate da ogni genere di occupazione e intrattenimento. Ovviamente gli stessi illuminati progressisti che combattevano contro i tavolini e le bancarelle a Piazza Navona, poi andavano a Marrakech e si emozionavano di fronte allo spettacolo di  Piazza Jamaa El Fna, dichiarata Patrimonio dell’Unesco solo (visto che non c’è nient’altro) per la sua caotica e totalizzante occupazione di bancarelle e osterie all’aperto.</p>
<p>Su questo versante una piccola rivincita i ristoratori se la sono presa, visto che la sindaca Raggi – grande campionessa nella lotta contro i tavolini in strada – ha dovuto ipotizzare di concedere molta più occupazione di suolo pubblico per permettere a bar e ristoranti di compensare in qualche modo la perdita di posti a sedere imposta dai distanziamenti anti-contagio.</p>
<p>Ma questo contentino, anche se fosse veramente attuato, non basta. È necessario che il Governo e le Regioni rivedano in maniera più intelligente e flessibile le regole del distanziamento e predispongano degli indennizzi esattamente corrispondenti ai posti a tavola che saranno necessariamente soppressi. Altrimenti tutta una categoria di imprenditori e lavoratori, e con essa una diffusa sapienza culinaria, enologica e agroalimentare tipicamente italiana, rischia di scomparire per lasciare solo il posto alle asettiche mense dei fast-food e della grandi catene alimentari.</p>
<p>È un’altra delle tante battaglie della qualità, della cultura popolare e delle piccole imprese contro le grandi multinazionali che vogliono divorare l’economia reale e il lavoro italiano.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini%2F&amp;t=Ristoratori+ai+tempi+del+Covid-19%3A+la+tragica+gogna+di+tavoli+e+tavolini" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Ristoratori+ai+tempi+del+Covid-19%3A+la+tragica+gogna+di+tavoli+e+tavolini&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini%2F&amp;title=Ristoratori+ai+tempi+del+Covid-19%3A+la+tragica+gogna+di+tavoli+e+tavolini&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/RistoranteCoronavirus2.jpg?fit=2080%2C1302&#038;ssl=1&amp;description=Ristoratori+ai+tempi+del+Covid-19%3A+la+tragica+gogna+di+tavoli+e+tavolini" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/ristoratori-ai-tempi-del-covid-19-la-tragica-gogna-di-tavoli-e-tavolini/">Ristoratori ai tempi del Covid-19: la tragica gogna di tavoli e tavolini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53306</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>L’era della globalizzazione è finita. Parola di Donald Trump</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/lera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Gianni Alemanno]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 16 May 2020 17:27:34 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Mondo]]></category>
      <category><![CDATA[Politica]]></category>
      <category><![CDATA[donald trump]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53302</guid>
      <description><![CDATA[<p>“La pandemia di coronavirus dimostra che l&#8217;era della globalizzazione è finita” questo ha detto Donald Trump in un&#8217;intervista a Maria Bartiromo di Fox Business. E per scendere nel concreto il presidente Usa ha anche detto che non rinegozierà l&#8217;accordo commerciale con la Cina: “in questo momento non voglio parlare con il leader cinese Xi Jinping. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/lera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump/">L’era della globalizzazione è finita. Parola di Donald Trump</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>“La pandemia di coronavirus dimostra che l&#8217;era della globalizzazione è finita” questo ha detto Donald Trump in un&#8217;intervista a Maria Bartiromo di Fox Business. E per scendere nel concreto il presidente Usa ha anche detto che non rinegozierà l&#8217;accordo commerciale con la Cina: “in questo momento <em>non voglio parlare</em> con il leader cinese Xi Jinping. Potrebbe essere difficile avere partnership con Cina, ma per me va bene così”.</p>
<p>Queste poche parole hanno gettato nel panico i globalisti di tutto il mondo, mentre in Italia – come al solito – scendeva la coltre del silenzio su questa decisiva esternazione del Capo della Casa Bianca. Donald Trump che si esprime come Giorgia Meloni e Matteo Salvini? Brividi di terrore tra gli imbonitori da tempo impegnati a nascondere una realtà che tutti stanno cominciando a vedere.</p>
<p>Insomma sembra che, dopo la fine della presidenza Obama, a difendere politicamente le utopie globaliste siano rimasti solo la Germania con i suoi Stati satelliti (compresa la UE), la Cina e le organizzazioni del multilateralismo (Onu, Oms, Fmi, ecc.). Ovvero i due grandi Stati esportatori (i primi nel mondo come export) e chi sulla globalizzazione ci guadagna lauti stipendi e ricche consulenze (commissari europei e dirigenti delle organizzazioni multilaterali).</p>
<p>Infatti a pensarla più o meno alla stessa maniera di Trump ci sono Putin (che ha anche detto che il “liberalismo è finito”), Boris Johnson (che ha portato il Regno Unito fuori dalla Ue), Narendra Modi (primo ministro dell’India), Shinzo Abe (premier Giaponese) e Jair Bolsonaro (Presidente del Brasile).</p>
<p>Raccontata così la partita sembrerebbe già vinta, ma in realtà la vera forza del globalismo non è nella politica (che ancora deve rispondere al Popolo), ma nell’economia, nella cultura e nell’informazione.</p>
<p>Dietro i governi e le istituzioni democratiche opera la fitta rete degli interessi finanziari e delle corporation multinazionali che, a suon di finanziamenti mirati e selettivi, condiziona le produzioni culturali e accademiche e padroneggia il sistema dei media. Non è un caso che tutti i leader politici prima elencati, a cominciare da Trump, vengano presentati nel circuito mediatico e culturale come dei personaggi rozzi e pericolosi, sempre in bilico tra il ridicolo e la demonizzazione.</p>
<p>Per cui la partita è tutt’altro che chiusa e l’emergenza Covid-19 la sta maledettamente complicando, perché tutti i governi sovranisti del mondo sono sotto attacco e spesso appaiono (non solo attraverso il filtro della disinformazione mediatica) fragili e confusi, soprattutto di fronte all’incedere della pandemia. L’esempio-simbolo di questa fragilità è stato proprio Boris Johnson, finito sotto contagio e in ospedale dopo aver superficialmente predicato l’“immunità di gregge”.</p>
<p><strong>Il più lucido appare proprio Donald Trump</strong>: ci duole ammetterlo dopo anni di anti-americanismo, ma è proprio così. Il Presidente USA ha capito che le dinamiche della globalizzazione avrebbero finito per emarginare la potenza statunitense, trasferendo il potere mondiale in prima istanza nella mani della finanza cosmopolita e in seconda istanza in quelle del totalitarismo cinese. E infatti lui combatte oggi su due fronti: contro il sistema finanziario-mediatico – un nemico ancora in larga parte interno perché si identifica con l’opposizione democratica e i grandi media americani – e contro la Cina, destinata – se le regole del gioco globale non cambiano – a diventare la prima potenza planetaria. Il prossimo novembre, con le elezioni presidenziali USA, si deciderà la partita e c’è veramente da sperare che Trump la spunti contro i suoi detrattori.</p>
<p>Per noi Italiani, senza andare troppo lontano, rimane da assimilare bene il messaggio che “<strong>c’è vita” fuori dall’Unione europea e contro la globalizzazione</strong>. E quindi – senza farci troppo spaventare dalle minacce che arrivano da Bruxelles e da Berlino – prepararci a fare delle grandi scelte strategiche realmente funzionali solo all’interesse nazionale del nostro popolo.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Flera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump%2F&amp;t=L%E2%80%99era+della+globalizzazione+%C3%A8+finita.+Parola+di+Donald+Trump" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=L%E2%80%99era+della+globalizzazione+%C3%A8+finita.+Parola+di+Donald+Trump&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Flera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Flera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Flera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump%2F&amp;title=L%E2%80%99era+della+globalizzazione+%C3%A8+finita.+Parola+di+Donald+Trump&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Flera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/donald-trump-also-asked-people-to-avoid-gathering-in-groups-of-more-than-10-people-.jpg?fit=1200%2C900&#038;ssl=1&amp;description=L%E2%80%99era+della+globalizzazione+%C3%A8+finita.+Parola+di+Donald+Trump" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/lera-della-globalizzazione-e-finita-parola-di-donald-trump/">L’era della globalizzazione è finita. Parola di Donald Trump</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53302</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Mascherine tricolori a Piazza del Popolo (con intervento della Polizia), la Meloni (seguita dalla Lega) in piazza il 2 giugno</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/mascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 16 May 2020 15:11:00 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
      <category><![CDATA[mascherine tricolori]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53296</guid>
      <description><![CDATA[<p>Le Mascherine tricolori hanno alzato il livello della loro protesta e, oltre a decine di manifestazione in tutta Italia, hanno invaso piazza del Popolo. Nella storica piazza della protesta di destra si sono ritrovate centinaia di persone per quella che fino ad ora è la manifestazione più numerosa mai fatta dopo l’emergenza Covid-19. Naturalmente questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/mascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno/">Mascherine tricolori a Piazza del Popolo (con intervento della Polizia), la Meloni (seguita dalla Lega) in piazza il 2 giugno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Le Mascherine tricolori hanno alzato il livello della loro protesta e, oltre a decine di manifestazione in tutta Italia, hanno invaso piazza del Popolo. Nella storica piazza della protesta di destra si sono ritrovate centinaia di persone per quella che fino ad ora è la manifestazione più numerosa mai fatta dopo l’emergenza Covid-19. Naturalmente questo non poteva non infastidire i palazzi del Potere che hanno costretto le Forse dell’Ordine ad intervenire per fermare la manifestazione.</p>
<p><img class=" wp-image-53300 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.31.29.jpeg?resize=640%2C382&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="382" srcset="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.31.29.jpeg?resize=370%2C220&amp;ssl=1 370w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.31.29.jpeg?resize=768%2C459&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.31.29.jpeg?w=960&amp;ssl=1 960w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Immediata la protesta del comitato organizzatore delle Mascherine Tricolori: &#8220;Stamattina, per il terzo sabato consecutivo, avevamo dato pubblicamente appuntamento a commercianti, ristoratori, partite iva e lavoratori dipendenti in Piazza del Popolo a Roma. La protesta, come già avvenuto nelle settimane scorse era pacifica e i manifestanti, nonostante l&#8217;alta partecipazione, si tenevano a distanza di sicurezza così come previsto dalle norme anti Covid-19. Mentre ci dirigevamo verso le macchine e le fermate metro più vicine, siamo stati chiusi ad imbuto da due ingenti schieramenti di polizia e carabinieri in assetto anti-sommossa che hanno creato di fatto un assembramento&#8221;.</p>
<p><img class=" wp-image-53298 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/2b742d10-7e87-429f-a5af-65386f3c9f8f.jpg?resize=640%2C480&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="480" srcset="https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/2b742d10-7e87-429f-a5af-65386f3c9f8f.jpg?resize=370%2C278&amp;ssl=1 370w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/2b742d10-7e87-429f-a5af-65386f3c9f8f.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/2b742d10-7e87-429f-a5af-65386f3c9f8f.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/2b742d10-7e87-429f-a5af-65386f3c9f8f.jpg?w=1416&amp;ssl=1 1416w, https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/2b742d10-7e87-429f-a5af-65386f3c9f8f.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>“La nostra libertà è messa a repentaglio anche da chi dovrebbe tutelare la legalità.” Continua il comunicato:  “È assurdo che, nel 2020, lo Stato vada avanti a colpi di Dpcm e repressione del dissenso. Indossiamo le mascherine tricolori come simbolo di lotta per la libertà: siamo stufi di un governo che parla solamente, ma non ha ancora erogato la liquidità necessaria per far partire le attività. Le forze dell&#8217;ordine ci hanno chiuso la strada bloccando entrambi i lati con militari in assetto anti-sommossa, chiedendo i documenti ai partecipanti e minacciando sanzioni e pene esemplari. Più che l&#8217;Italia sembra la Cina&#8221;.</p>
<p>Ma non basterà questo a spegnere la protesta. Ormai l’esempio delle Mascherine Tricolori è destinato a contagiare tutta Italia. Ieri Giorgia Meloni ha indetto una grande manifestazione di piazza per il 2 giugno, rispettando le norme di sicurezza ma senza privare gli italiani del diritto di scendere in piazza proprio nel giorno della Festa della Repubblica. Poche ore dopo si è accodato anche Matteo Salvini che ha indetto anche lui una mobilitazione per lo stesso giorno. Nonostante queste due convocazione siano partite in parallelo, siamo sicuri che Fdi e Lega si coordineranno in un unico grande evento aperto a tutta l’opposizione sovranista.</p>
<p>D’altra parte, dopo l’annullamento della consueta sfilate delle Forze Armate in via dei Fori Imperiali, è importante che il mondo di chi crede dei valori della Nazione non rinunci a stare in piazza nel giorno della Festa della Repubblica.</p>
<p>Se la sinistra per festeggiare preferisce il 25 aprile, giorno della divisione e della guerra civile, è giusto che il mondo sovranista scelga il 2 giugno, che deve essere il giorno della ricostruzione repubblicana, della Costituzione fondata sul Lavoro e sulla sovranità del Popolo, della Nazione italiana che non vuole morire.</p>
<p>Ormai la diga è rotta, la protesta può e deve dilagare.</p>
<p><img class=" wp-image-53299 aligncenter" src="https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.29.03.jpeg?resize=490%2C436&#038;ssl=1" alt="" width="490" height="436" srcset="https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.29.03.jpeg?resize=337%2C300&amp;ssl=1 337w, https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.29.03.jpeg?resize=768%2C683&amp;ssl=1 768w, https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.29.03.jpeg?w=1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" data-recalc-dims="1" /></p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno%2F&amp;t=Mascherine+tricolori+a+Piazza+del+Popolo+%28con+intervento+della+Polizia%29%2C+la+Meloni+%28seguita+dalla+Lega%29+in+piazza+il+2+giugno" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Mascherine+tricolori+a+Piazza+del+Popolo+%28con+intervento+della+Polizia%29%2C+la+Meloni+%28seguita+dalla+Lega%29+in+piazza+il+2+giugno&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno%2F&amp;title=Mascherine+tricolori+a+Piazza+del+Popolo+%28con+intervento+della+Polizia%29%2C+la+Meloni+%28seguita+dalla+Lega%29+in+piazza+il+2+giugno&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fmascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/WhatsApp-Image-2020-05-16-at-16.27.36.jpeg?fit=1024%2C683&#038;ssl=1&amp;description=Mascherine+tricolori+a+Piazza+del+Popolo+%28con+intervento+della+Polizia%29%2C+la+Meloni+%28seguita+dalla+Lega%29+in+piazza+il+2+giugno" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/mascherine-tricolori-a-piazza-del-popolo-con-intervento-della-polizia-la-meloni-seguita-dalla-lega-in-piazza-il-2-giugno/">Mascherine tricolori a Piazza del Popolo (con intervento della Polizia), la Meloni (seguita dalla Lega) in piazza il 2 giugno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53296</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Il turismo non ammette barriere: un grido d’allarme dal settore economico più colpito dalla Covid-19</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/il-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Annalisa Maregotto]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 14 May 2020 23:21:34 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Società]]></category>
      <category><![CDATA[turismo]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53289</guid>
      <description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni é stato un rincorrersi di ipotesi di date per la riapertura di tutte quelle aziende di servizi al pubblico che risultano essere le più penalizzate dalla chiusura forzata per la pandemia da Covid-19. Da settimane é un susseguirsi di numeri in crescita che riportano drammaticamente il segno negativo come unica costante e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/il-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19/">Il turismo non ammette barriere: un grido d’allarme dal settore economico più colpito dalla Covid-19</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni é stato un rincorrersi di ipotesi di date per la riapertura di tutte quelle aziende di servizi al pubblico che risultano essere le più penalizzate dalla chiusura forzata per la pandemia da Covid-19. Da settimane é un susseguirsi di numeri in crescita che riportano drammaticamente il segno negativo come unica costante e ci parlano di un&#8217;economia al collasso.</p>
<p>Da imprenditore nel settore turistico posso solo dire che la data di apertura non è certo quel che più mi sta a cuore in questo momento perché non é una data indicata dal Governo ciò che mi può turbare, quanto piuttosto i dati reali, quei dati che mi indicano se potrò aprire o no. I dati sono le prenotazioni che non arrivano, é il telefono che resta muto, sono spese, tasse e pagamenti che bussano alle porte, incuranti ed insensibili al fatto che siano ancora chiuse. I dati sono i risultati di crash test in cui si è dovuto soppesare con estrema lucidità e razionalità costi e ricavi alla luce delle mutate condizioni in cui si è chiamati ad operare.</p>
<p>Le linee guida per la riapertura delle imprese turistiche sono una sfida che siamo disposti ad accettare, nonostante tali linee siano  fredde e impersonali, incapaci di declinare i rapporti umani con le rigide regole della geometria che assegna uno spazio ad ognuno ma non lascia spazio all’istinto di socializzare tipico dell&#8217;essere umano, finendo per imbrigliare l&#8217;ospite in divieti e imposizioni capaci di spersonalizzare anche la consuetudine di un abbraccio di benvenuto e nascondere dietro una mascherina il sorriso di chi ha fatto dell&#8217;arte dell&#8217;accoglienza una professione.</p>
<p>Per chi opera in questo settore, il turismo é, prima di ogni altra cosa, ospitalità, é attenzione nei confronti dell&#8217;ospite che si aspetta di trovare ad accoglierlo un ambiente fatto di sorrisi e professionalità, quell&#8217;atmosfera particolare che ti fa sentire a casa senza i problemi di casa. Oggi si chiede di rinunciare a tutto questo in nome della sicurezza che obbliga a scelte che compromettono non solo l&#8217;economia ma in molti casi la specificità stessa di una struttura e ne stravolgono la sua tipicità. Vietati gli assembramenti, che negli hotel si traducono in intrattenimenti; modificato il concetto stesso di ristorazione che viene declassato a mensa, con divieto di servizio a buffet e indicazioni per pasti serviti in camera; contingentamento degli accessi a palestre, piscine e wellness interni alla struttura, con buona pace di chi voleva trascorrere qualche giorno di relax.</p>
<p>Si scrive distanziamento sociale, si legge morte dei rapporti sociali.</p>
<p><strong>Il turismo non ammette barriere</strong>, il turismo è movimento mosso dalla voglia di vivere nuove esperienze, di spingersi sempre più lontano per scoprire nuove sensazioni. Ci siamo fatti una ragione della sospensione di attività imposta e non risarcita e abbiamo accettato con senso di responsabilità la colpevole mancanza di aiuti concreti nei confronti di un’industria che, da sola, rappresenta un terzo dell&#8217;economia nazionale. Siamo costretti a rivedere parametri e programmazione, dobbiamo accettare di  trasformare le nostre strutture in degenze sanitarie con sorrisi nascosti dietro una mascherina, con gesti di cortesia resi distaccati  da una distanza imposta, con pasti consumati in camera o piatti serviti al tavolo con guanti monouso, ma ogni considérazione si infrange contro una realtà che molti evitano di tirare in ballo per non compromettere definitivamente la credibilità di scelte di Governo ed esperti non condivise con i rappresentanti di categoria.</p>
<p>La realtà è il divieto di libera circolazione che riduce l’offerta turistica ad una pistola puntata alla tempia dei pochi temerari che hanno deciso di riaprire rischiando fino all’ultimo centesimo pur di non arrendersi ad uno Stato sordo e tiranno, preoccupato più di normare tutta una serie di divieti che di offrire indicazioni vere per dare una mano a far ripartire l’economia di chi ancora vive e opera in Italia. Non esiste turismo di prossimità e aprire mantenendo i confini chiusi non é solo una contraddizione in termini, ma una scelta irresponsabile.</p>
<p>Per tornare a sentir risuonare gli ambienti di voci e risate non possiamo porre limiti agli spostamenti, non possiamo continuare a stilare un elenco di divieti perché non possiamo rinchiudere la fantasia dentro le pareti di una stanza vuota che chiude fuori il mondo per evitare di entrare in contatto col contagio. Trasformare le strutture alberghiere in dependance di Covid-Center è una scelta che finirà per penalizzare non solo l’albergatore, obbligato a districarsi in un dedalo di ordinanze che contengono divieti nascosti tra le righe di indicazioni e disposizioni, ma penalizzerà soprattutto l’ospite che faticherà non poco a dare un senso al suo soggiorno ibrido in un ambiente asettico e privo di personalità, privandolo del piacere di una vacanza da ricordare.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fil-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19%2F&amp;t=Il+turismo+non+ammette+barriere%3A+un+grido+d%E2%80%99allarme+dal+settore+economico+pi%C3%B9+colpito+dalla+Covid-19" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Il+turismo+non+ammette+barriere%3A+un+grido+d%E2%80%99allarme+dal+settore+economico+pi%C3%B9+colpito+dalla+Covid-19&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fil-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fil-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fil-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19%2F&amp;title=Il+turismo+non+ammette+barriere%3A+un+grido+d%E2%80%99allarme+dal+settore+economico+pi%C3%B9+colpito+dalla+Covid-19&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fil-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/alberghi.jpg?fit=512%2C341&#038;ssl=1&amp;description=Il+turismo+non+ammette+barriere%3A+un+grido+d%E2%80%99allarme+dal+settore+economico+pi%C3%B9+colpito+dalla+Covid-19" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/il-turismo-non-ammette-barriere-un-grido-dallarme-dal-settore-economico-piu-colpito-dalla-covid-19/">Il turismo non ammette barriere: un grido d’allarme dal settore economico più colpito dalla Covid-19</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53289</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>“Decreto Rilancio” del Governo Conte: non un aiuto ma una mazzata per l’Italia</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/decreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Gianni Alemanno]]></dc:creator>
      <pubDate>Thu, 14 May 2020 13:21:24 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Europa]]></category>
      <category><![CDATA[Politica]]></category>
      <category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
      <category><![CDATA[Gualtieri]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53279</guid>
      <description><![CDATA[<p>Una manovra di 155 miliardi, di cui 55 in deficit, è la base finanziaria del “decreto Rilancio” partorito finalmente dal Governo Conte. Tralasciamo tutti i commenti sul tempo perso, sui continui rinvii generati dalle liti all’interno della maggioranza e dalla incompetenza dei vertici ministeriali. Andiamo al sodo: ci salverà questo decreto? Questo sforzo economico sarà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/decreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia/">“Decreto Rilancio” del Governo Conte: non un aiuto ma una mazzata per l’Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Una manovra di 155 miliardi, di cui 55 in deficit, è la base finanziaria del “decreto Rilancio” partorito finalmente dal Governo Conte. Tralasciamo tutti i commenti sul tempo perso, sui continui rinvii generati dalle liti all’interno della maggioranza e dalla incompetenza dei vertici ministeriali.</p>
<p>Andiamo al sodo: ci salverà questo decreto? Questo sforzo economico sarà sufficiente, o almeno contribuirà significativamente, alla ripresa della nostra economia dopo l&#8217;emergenza del Coronavirus?</p>
<p>La risposta non solo è no, è peggio. Questo decreto rischia di essere la mazzata finale sulla nostra economia e sulla nostra finanza. Non è la posizione precostituita di chi sta ferocemente all’opposizione di questo Governo, magari fosse così.</p>
<p>È la realtà, per almeno tre motivi.</p>
<p>Primo: è un provvedimento limitato. Basta confrontare le risorse messe in campo dal Governo italiano con quelle di altri governi di paesi europei che hanno subito meno di noi la devastazione della pandemia: oltre 820 miliardi dalla Germania, 300 dalla Francia. E i provvedimenti limitati bruciano risorse senza riaccendere il motore della ripresa economica.</p>
<p>Secondo: è confuso e frammentario, e quindi genererà altri ritardi. Le misure contenute nelle 495 pagine (e 256 articoli) del decreto sono troppe e dispersive: cercano – come al solito, peggio del solito – di accontentare tutte le richieste, fino la bonus sui monopattini e la sanatoria degli immigrati che ha fatto piangere la Bellanova. Con il risultato non solo di disperdere le energie , ma di renderle più facilmente preda della burocrazia: più sono le linee di finanziamento e di sussidio, più sono le procedure da costruire, gli apparati pubblici da mobilitare e le informazioni da dare ai cittadini. C’è quindi la certezza che i soldi arriveranno tardi e che le famiglie e le imprese faticheranno ancora di più per ottenerli.</p>
<p>Terzo: non è dato sapere dove si troveranno i 55 miliardi in deficit della manovra. Per i non esperti precisiamo che – da quanto ha comunicato il Governo – dei 155 miliardi complessivi ci sono coperture (cioè risorse disponibili) solo per 100 miliardi, il resto si deve trovare facendo nuovo debito pubblico. Sia chiaro: questo lo sottolineiamo senza nessuna concessione ai rigoristi esaltatori del “pareggio di bilancio”. A nostro avviso si doveva spendere molto di più, facendo ancora più debito pubblico. Il problema non è il quanto, ma il come: dove si trovano questi soldi? Non è dato saperlo, almeno per ora.</p>
<p>E questo fa sorgere una grande paura. Fino ad ora il Ministro Gualtieri, per oscuri motivi (probabilmente per sudditanza culturale e politica nei confronti di Bruxelles) non ha voluto fare nuove emissioni di titoli pubblici, nonostante tutte le condizioni favorevoli del momento: acquisti della BCE (che dureranno solo altri 3 mesi) e valutazione positiva dei mercati nei confronti dei nostri titoli di Stato (che sono andati a ruba nelle ultime aste di vendita). Quindi è possibile che Gualtieri pensi di prendere questi soldi dai prestiti-trappola offerti dall’Unione europea, innanzitutto il MES, poi la SURE e infine l’ancora oscuro Recovery Fund.</p>
<p>L’alibi per questa scelta è noto: questi prestiti europei costerebbero meno dei titoli italiani in termini di interessi e per questo sarebbero più convenienti (mantra più volte ripetuto dal Commissario Gentiloni). In realtà si dimentica un punto decisivo e cioè che, mentre i nostri titoli di Stato (BOT, CCT e BTP) sono facilmente ripagabili con l’emissione di altri titoli, i prestiti della UE devono essere restituiti tutti fino all’ultimo centesimo entro un numero limitato di anni, pena l’arrivo della Troika.</p>
<p>Quindi i nostri titoli di Stato ci costano solo gli interessi, mentre i prestiti europei ci costano gli interessi (meno pesanti) più la restituzione di tutto quanto ci è stato dato. Chiaro? Avete capito perché non bisogna prendere questi soldi dall’Europa, anche se in apparenza costano di meno?</p>
<p>Quando finalmente leggeremo il testo decreto (ancora non diffuso, perché sono in corso altri probabili pasticci tra ministri) potremo essere più precisi, ma purtroppo  tutte le peggiori paure rischiano di trasformarsi in una terribile realtà.</p>
<p>Questo decreto rischia non di “rilanciare” l’Italia, ma di affossarla.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdecreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia%2F&amp;t=%E2%80%9CDecreto+Rilancio%E2%80%9D+del+Governo+Conte%3A+non+un+aiuto+ma+una+mazzata+per+l%E2%80%99Italia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=%E2%80%9CDecreto+Rilancio%E2%80%9D+del+Governo+Conte%3A+non+un+aiuto+ma+una+mazzata+per+l%E2%80%99Italia&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdecreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdecreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdecreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia%2F&amp;title=%E2%80%9CDecreto+Rilancio%E2%80%9D+del+Governo+Conte%3A+non+un+aiuto+ma+una+mazzata+per+l%E2%80%99Italia&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdecreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/04/conte-gualtieri-gentiloni.png?fit=640%2C395&#038;ssl=1&amp;description=%E2%80%9CDecreto+Rilancio%E2%80%9D+del+Governo+Conte%3A+non+un+aiuto+ma+una+mazzata+per+l%E2%80%99Italia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/decreto-rilancio-del-governo-conte-non-un-aiuto-ma-una-mazzata-per-litalia/">“Decreto Rilancio” del Governo Conte: non un aiuto ma una mazzata per l’Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53279</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>I complessi di inferiorità della destra italiana: la maggioranza (troppo) silenziosa</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/i-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Federico Epifani]]></dc:creator>
      <pubDate>Tue, 12 May 2020 19:18:30 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[destra]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53274</guid>
      <description><![CDATA[<p>Vedo l’Italia come un paese all’interno del quale una minoranza organizzata, che possiamo genericamente definire “sinistra”, la fa da padrone, mentre una maggioranza inerme e silenziosa la lascia fare. Questa minoranza, ormai certificata da ogni tornata elettorale, è estremamente rumorosa: essa detiene le redini della narrazione ufficiale, quella che &#8211; per dirla con le parole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/i-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa/">I complessi di inferiorità della destra italiana: la maggioranza (troppo) silenziosa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Vedo l’Italia come un paese all’interno del quale una minoranza organizzata, che possiamo genericamente definire “sinistra”, la fa da padrone, mentre una maggioranza inerme e silenziosa la lascia fare. Questa minoranza, ormai certificata da ogni tornata elettorale, è estremamente rumorosa: essa detiene le redini della narrazione ufficiale, quella che &#8211; per dirla con le parole di Pietrangelo Buttafuoco &#8211; «decreta la reputazione di tale e di talaltro ben oltre il perimetro della discussione pubblica. Il suo dettato interviene direttamente sul sentimento e sulla percezione di uomini e di fatti», al di là del merito politico, e andando in molti casi a prevalere finanche sull’evidenza.</p>
<p>È per questo che, anche quando forze politiche non appartenenti alla sinistra risultano vincenti nelle competizioni elettorali, il potere della sinistra non ne viene intaccato che in parte: esso risiede nella egemonia, intesa come capacità di direzione intellettuale e morale della società. Questa egemonia, nelle dinamiche fattuali, si estrinseca attraverso una costante demonizzazione dell’avversario politico, dipinto non più come antagonista all’interno di un comune dialogo teso alla progettualità politica finalizzata al bene comune, ma come pericoloso nemico da scongiurare e neutralizzare. Da qui le sistematiche accuse fobiche di “fascismo” che ciclicamente ritornano a squalificare chiunque osi sfidare questo ben collaudato sistema di potere, e che non hanno risparmiato nemmeno il Movimento 5 Stelle prima della sua addomesticazione istituzionale, a dimostrazione del fatto che il problema non è la destra di turno, ma qualsiasi entità politica organizzata che arrivi a mettere in discussione il dominio della sinistra.</p>
<p>Di fronte a questo chiassoso, autoreferenziale, retorico fino alla nausea, minoritario ma prepotente e prevaricatore apparato di potere, abbiamo lo sparring partner: quella che possiamo genericamente definire “destra”.</p>
<p>La destra italiana cosi inerme, perennemente intimorita e soggiogata nei suoi complessi di inferiorità e sudditanza, attanagliata da eterni sensi di colpa per non si sa bene che cosa. Destra italiana intesa nel senso istituzionale del termine, quanto con riferimento alla sua base militante, elettorale o semplicemente simpatizzante. Quest’ultima va a riempire le file della celebre maggioranza silenziosa, quella parte maggioritaria della società che non esplicita pubblicamente le proprie opinioni ma che si limita, nemmeno sempre, a votare. All’interno del dibattito si comporta passivamente o, tutto al più, semi-attivamente.</p>
<p>Questa parte della popolazione, pur prevalendo numericamente su quanti dalla parte avversa si fanno sentire con nette prese di posizione, petizioni, articoli di giornale, manifestazioni di piazza e altre forme di partecipazione attiva, non fa sentire la propria voce.</p>
<p>La destra istituzionale poi, in un decennio di esperienza governativa berlusconiana non ha riscritto nemmeno un rigo di un libro di storia. Quella attuale avrebbe le risorse per costruire e alimentare una propria macchina culturale in grado di contrastare quella egemonica della sinistra, ma, in luogo di grandi progetti e capacità di visione, preferisce rincorrere i sondaggi e l’eterna campagna elettorale. Non capisce, o finge di non capire, che, se vuole veramente ambire a tenere le redini del Paese, sul medio e lungo termine occorre un manifesto programmatico serio, sin da subito è imprescindibile attivarsi per contrastare la perenne offensiva mediatica della sinistra.</p>
<p>Ma tutto ciò appare troppo impegnativo per la destra italiana, troppo facilona e pragmatica per guardare oltre lo steccato delle prossime elezioni: meglio restare sulla difensiva, giocare di rimessa adagiandosi sugli allori dei (temporanei) successi elettorali. Eppure basterebbe così poco: fare squadra, assumersi il coraggio delle proprie idee, guardarsi allo specchio e uscire dalla sindrome dell’aquila che si crede un pollo.</p>
<p>Dice bene Hegel: non esiste un padrone senza che qualcuno si faccia schiavo.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa%2F&amp;t=I+complessi+di+inferiorit%C3%A0+della+destra+italiana%3A+la+maggioranza+%28troppo%29+silenziosa" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=I+complessi+di+inferiorit%C3%A0+della+destra+italiana%3A+la+maggioranza+%28troppo%29+silenziosa&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa%2F&amp;title=I+complessi+di+inferiorit%C3%A0+della+destra+italiana%3A+la+maggioranza+%28troppo%29+silenziosa&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/folla-impazzita-4-800x400-1.jpg?fit=800%2C400&#038;ssl=1&amp;description=I+complessi+di+inferiorit%C3%A0+della+destra+italiana%3A+la+maggioranza+%28troppo%29+silenziosa" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/i-complessi-di-inferiorita-della-destra-italiana-la-maggioranza-troppo-silenziosa/">I complessi di inferiorità della destra italiana: la maggioranza (troppo) silenziosa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53274</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Dal politicamente corretto alla terminologia totalitaria</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/dal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Pecchioli]]></dc:creator>
      <pubDate>Tue, 12 May 2020 18:16:54 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[george orwell]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53271</guid>
      <description><![CDATA[<p>La sostituzione linguistica cammina veloce quanto la sostituzione etnica dei popoli di origine europea. Il suo vettore più evidente è il politicamente corretto, elemento essenziale del totalitarismo blando, “soffice” che ci attanaglia e infetta i nostri giorni come e più del contagio da coronavirus. Conosciamo il ruolo essenziale giocato dalle università, una volta luoghi di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/dal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria/">Dal politicamente corretto alla terminologia totalitaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>La sostituzione linguistica cammina veloce quanto la sostituzione etnica dei popoli di origine europea. Il suo vettore più evidente è il politicamente corretto, elemento essenziale del totalitarismo blando, “soffice” che ci attanaglia e infetta i nostri giorni come e più del contagio da coronavirus. Conosciamo il ruolo essenziale giocato dalle università, una volta luoghi di irradiazione etrasmissione del sapere, oggi cittadelle del nuovo evangelo. Parlano notte e dì di “pluralismo” (senza definirne i contorni), ma l’università, tradendo la sua vocazione, è sempre più ostile al pluralismo intellettuale, ovvero all’intelletto stesso. Si incrocia perfettamente con le mille meraviglie della liquefazione cerebrale dell’epoca, pertanto non ha più bisogno, per imporsi, di coazione o di pubbliche manifestazioni. </strong></p>
<p><strong>Il totalitarismo della terminologia passa inavvertito, il che gli conferisce una potenza senza eguali. Privando del loro autentico significato alcune parole – sempre più numerose- torcendo il significato di altre e imponendo l’uso massiccio o esclusivo di quelle scelte accuratamente da una regia assai sapiente, si impongono – senza parere- le scelte di massa e si rimodella il pensiero corrente.Una delle conseguenze è che i temi che possono essere oggetto di dibattito sono sempre meno numerosi – tutti scelti dal Potere – e che, ovviamente, parliamo sempre peggio, cioè ragioniamo in maniera ogni giorno più elementare ed eterodiretta. Il primo a comprenderlo fu George Orwell in 1984. </strong></p>
<p><strong>Profetico, lo scrittore inglese mise in guardia dal pericolo costituito dalla manipolazione delle parole. </strong>Uno dei personaggio del romanzo, responsabile della creazione della “neolingua” del partito al potere, spiegava con entusiasmo che la neolingua era l’unica al mondo che si riducesse ogni giorno, poiché il Grande Fratello intendeva eliminare concetti, idee, sfumature e significati, affinché la lingua finisse per limitarsi alla comunicazione più elementare. Per non pensare più del voluto, la scelta migliore era quella di abolire i concetti sottostanti alle parole, proibendo o eliminando le parole corrispondenti. IN termini strutturalisti, abolire il significante (la parola) finisce per cancellare il significato, ovvero ciò che esprime. Gioiosamente, l’intagliatore della neolingua concludeva: finiremo per rendere impossibile il crimine mentale per mancanza di concetti.</p>
<p>Il delitto massimo, per molte forme di potere, è pensare, giacché l’atto di ragionare implica revocare in dubbio, giudicare, discernere. Il pensiero contiene in sé il germe del dissenso. Orwell non era un filologo, ma un artista. Le sue intuizioni restano centrali per la suggestione creativa prodotta dalla narrazione letteraria. Dal punto di vista dell’indagine più propriamente filologica sul tema del linguaggio e della sua torsione a fini politici e di manipolazione, resta insuperato il saggio dell’ebreo tedesco Viktor Klemperer“La lingua del Terzo Reich”. Klemperer osservava quotidianamente, prendeva appunti, annotava ogni parola del regime che diventava pane quotidiano per milioni di tedeschi.</p>
<p>Peccato che nel dopoguerra si sia avvicinato al comunismo sino a divenire deputato nella Repubblica Democratica Tedesca (DDR), il cui nome, presumiamo, doveva farlo sorridere alla luce dei suoi studi. La tesi centrale è che il regime nazista creava instancabilmente una serie di parole o espressioni “feticcio” su cui costruiva la propaganda e veicolava dogmi politici destinati ad essere assorbiti dall’intera popolazione. Si soffermò in maniera particolare sul termine popolo, <em>volk</em>, elemento quasi imprescindibile delle parole composte di cui è ricca la lingua tedesca.Le altre parole chiave dissezionate dal filologo erano patria, razza, sangue, terra, stirpe, clan, tradizione, lotta, combattimento, capo, gerarchia, organizzazione, eroismo. Tutti termini che la pratica “democratica” ha reso non solo obsoleti, ma incomprensibili, ovvero resi ridicoli retaggi di un passato barbaro.</p>
<p>La conclusione è che il nazismo non è stato certo il primo, né l’unico colpevole della manipolazione delle parole. Lo stesso Klemperer si sarà accorto, vivendo nella DDR, dell’abuso di termini come unità, democrazia e del cambio di senso attribuito alla stessa parola-chiave, <em>volk</em>, del regime sconfitto. Il famigerato apparato di repressione della DDR era chiamato <em>Volkspolizei</em>, polizia popolare e i suoi membri erano i <em>“vopos</em>”, i cecchini che uccidevano i tedeschi in fuga dalla prigione murata berlinese. Tutti i regimi hanno le rispettive parole feticcio e, attraverso la loro manipolazione, perseguono identici fini di indottrinamento universale. Nessun ingenuo, nessuna “anima bella” può cadere nell’inganno di ritenere che le democrazie contemporanee siano vaccinate dal contagio totalitario.</p>
<p>Negli anni Settanta del Novecento vigeva una litania obbligata: bisognava essere “laici, democratici e antifascisti”. Decodificato, significava che il Bene erail Partito Comunista e il suo orizzonte ideale. La politica era un “arco”, detto costituzionale poiché lo scopo era includere il PCI e, al contrario, escludere il MSI, che non aveva partecipato alla stesura della costituzione per l’ottimo motivo che si presentò per la prima volta alle elezioni nel 1948, dopo l’approvazione della Carta. Dopo il Sessantotto, che intronizzò, più che nuove parole, sintagmi (vietato vietare, l’immaginazione al potere) non vi fu campo dello scibile o ambito della società che non dovesse fregiarsi, per mostrare vicinanza allo spirito dominante, dell’aggettivo “democratico”. Avemmo e c’è ancora una perniciosa, influentissima corrente politica della magistratura che si proclama democratica, ma fiorivano comitati di studenti, genitori, medici, psichiatri, altrettanto “democratici”.</p>
<p>Conobbe notevole fortuna il termine “collettivo”. Si formarono collettivi in ogni settore sociale. Anche gruppi di tifosi organizzati di calcio si battezzavano così: “Collettivo Autonomo Viola“.Parole magiche che il senile Occidente ha moltiplicato senza posa:, ripetute dovunque e in ogni momento, intangibili, irrefutabili, non criticabili sotto pena di ostracismo : multiculturale, progresso con l’inevitabile “progressista”, l’autocertificazione dei Buoni e dei Sapienti, egalitario, plurale ( e pluralismo) quota ( rosa, omo, di razza o etnia) diversità, meticciato, sostenibile ( altro aggettivo <em>omnibus</em>, utilizzabile per tutto, prova di riflessività e pensoso senso del futuro, maschilismo-  sempre negativo, come femminismo è per definizione “positivo”;  nessun disarmo bilaterale.</p>
<p>Più di recente hanno fatto la loro comparsa omofobia, eteropatriarcato, violenza di genere, migrante, populismo (brutta cosa, chissà perché), dialogo- inevitabile, chi non dialoga è perduto,anche in assenza di temi o codici condivisi- trasversale (ciò che è diritto desta sospetto), linea rossa eccetera. Prima del Covid 19 era in gran voga la “contaminazione”, guardata oggi con legittimo sospetto, senza dimenticare l’onnipresente “genere”, ex sesso, termine ora riservato all’attività ginnica delle parti intime. Il genere era, una volta, prerogativa delle parole, non delle persone, e ha “generato” una serie infinita di variazioni sul tema: transgender, identità di genere, genere fluido, violenza di genere (sempre unilaterale!) cliché di genere, visione di genere, persino urbanistica di genere. Il lettore ci creda sulla parola: un’ordinanza di una grande città spagnola, Murcia, riguarda la “derattizzazione con prospettiva di genere”. Lo riferiamo non per suscitare facili ironie, ma, al contrario, per destare gli spiriti: che mondo è quello in cui vince una sottocultura di questo tipo? Perché manca la ribellione e finanche lo stupore?</p>
<p>Notevole è anche il contributo neolinguistico di certe avanguardie ecologiche della religione climatica: <em>cambio climatico, crisi climatica, emergenza e catastrofe climatica</em><em>, </em><em>punto di non ritorno, è tutto un crescendo</em>. Il femminile si impone per motivi di uguaglianza “di genere”, anche quando diffonde cacofonie come sindaca e persino architetta, sempreché non se ne faccia un uso sessista. Sessista: ecco un’altra parola magica, un’accusa senza difesa. Come i giacobini, i sacerdoti del politicamente corretto, indignati in servizio permanente effettivo, offesi h. 24, permalosi come scimmie, non sono venuti per giudicare, ma per condannare.</p>
<p>Sul tema del linguaggio, tutto il mondo (occidentale) è paese, giacché è in America che hanno inventato la “discriminazione positiva”, ovvero l’obbligo di attribuire potere, incarichi e posti di rilievo in base a criteri diversi dal merito: sesso, razza, orientamento sessuale, altra perla della neolingua. Barack Obama venne presentato non come il primo presidente non bianco o mulatto, ma direttamente nero. Mezza bugia, poiché figlio di una “euroamericana” e di un “afroamericano”. Durante la sua presidenza, alcune azioni dell’esercito Usa in Iraq e Afghanistan furono definite in comunicati ufficiali, “operazioni di contingenza all’estero”. Pudico eufemismo, non paragonabile al geniale “disastro dovuto a mano umana”, per non dire atto terroristico.</p>
<p>Il coronavirus non fa eccezione: ha già generalizzato il “distanziamento sociale”, determina una “nuova normalità “(tremiamo al pensiero), richiede l’”obbligo vaccinale” e, comunque, “tutto andrà bene”, esercizio acrobatico di bispensiero e di aperta menzogna. Andrà tutto bene, però, se “io resto a casa”, evito come la peste le “<em>fake news</em>”, le informazioni non provenienti dal potere, e mi attengo scupolosamente alle indicazioni governative, la virtuosa condotta di “chi ama l’Italia”.</p>
<p>Klemperer denunciò giustamente la demagogia nazista, diretta alla cattura della volontà non attraverso il pensiero cosciente, critico, ma mediante l’introduzione sistematica nella carne e nel sangue delle masse, di parole d’ordine, termini apparentemente neutri, espressioni, forme sintattiche imposte per coazione aripetere, adottate alla fine in forma meccanica e incosciente. Una definizione perfetta, inquietante, che non è difficile estendere alla comunicazione – politica, sociale, di intrattenimento- del nostro (democratico?) tempo. Più le espressioni sono vuote, meglio assolvono allo scopo: chi non è per la democrazia, la libertà, il progresso, la giustizia, la solidarietà?</p>
<p>Più difficile sarebbe l’unanimità se si dessero definizioni precise di concetti – vaghi se non astratti – che diventano luogo e pensiero comune. Ricordiamo uno slogan elettorale di Walter Veltroni, maestro dell’emotività dolciastra: <em>I care</em>. Slogan in lingua straniera, assai indeterminato: me ne occupo, mi interessa, mi prendo cura, impossibile da contrastare per assenza di significato. Ma quel che conta è inventare o stravolgere il significante, cioè la parola.</p>
<p>Assolutamente condivisibile è l’indignazione di Klemperer per l’espressione “materiale umano”. Per lui, “parlare di materiale umano significa attenersi esclusivamente alla materia e disprezzare lo spirito, ciò che è davvero umano dell’essere umano”. Premesso che un’affermazione siffatta avrebbe dovuto rendere chi l’ha pronunciata immune al comunismo- che sul materialismo ha fondato se stesso- tanto quanto al nazismo e al liberalismo, quell’espressione certo è la spia di una concezione orrenda dell’uomo, ma sarebbe ipocrisia, ingenuità o cattiva fede non attribuirla anche alla contemporaneità. Dice niente l’orrenda definizione di “risorse umane” affibbiata a chi lavora, con tanto di uffici, dirigenti ed esperti, appunto, di risorse umane, esseri derubricati a pedine, profili statistici dai quali estrarre non solo il plusvalore, ma oggi soprattutto dati e metadati, altre parole chiave postmoderne.</p>
<p>Il grande progresso degli ultimi anni è il cosiddetto “linguaggio inclusivo”, che attraversa il politichese, la correttezza politica e diventa un vero e proprio “stupidese”: “tutti e tutte”, declinando per generi, raddoppiando le parole, per non escludere, non offendere, non dare adito a fraintendimenti o “sessismo” Esiste una sorto di genere neutro virtuale percepito come maschile in senso sessuale solo da menti pervertite dal totalitarismo linguistico. Forse anche “partito” è parola maschilista. In attesa di un improbabile “partita”, ha rimediato il partito più progressista d’Europa, lo spagnolo Podemos (Possiamo, altro termine criptico, daneolingua) che ha mutato nome in ossequio all’uguaglianza di genere: UnidasPoidemos, unite possiamo. Stranamente, ammettono ancora militanti uomini, anzi maschi, parolaccia da pronunciare con sdegno, a labbra serrate e tono da cospiratori. Meno male che abbiamo il “reddito di cittadinanza”.</p>
<p>Ancora peggiori sono le espressioni che sembrano uscire dalla saggezza popolare: in ogni atto istituzionale esortano “a remare nella stessa direzione” e a “non abbassare la guardia”. Per la prima volta dopo decenni, ritornano le metafore belliche. L’inganno delle parole usate in modo totalmente arbitrario dà vita ad un elenco lunghissimo. Molte espressioni significano l’esatto opposto di ciò che affermano. Decodificarle <em>acontrariis</em> diviene un esercizio di allenamento mentale, elementare ma efficace. Un esempio assai attuale è “azienda ospedaliera”, ossimoro alla base di una parte del dramma che stiamo vivendo. Altri invitano con voce commossa a “restare umani”: arduo programma nell’epoca della tecnocrazia, del nuovo schiavismo, del materiale umano e delle risorse umane.</p>
<p>Un esempio ulteriore è la slogan di successo – prova dell’ebetizzazione di masse e generazioni- del Movimento 5 Stelle, uno vale uno, che è la bandiera degli uomini senza qualità. Più che un sintagma politico, è una chiamata di correo, una <em>excusatio non petita</em>, <em>accusatio manifesta</em>. Il capolavoro del potere, scrive Luca Leonello Rimbotti, è “la capacità di insinuarsi nella coscienza dell’uomo-massa, determinandone convinzioni e comportamenti, ma dandosi l’aria di distribuire sempre maggiori dosi di libertà e autonomia. “.In questo, il ruolo delle parole è decisivo per determinare il trasbordo ideologico inavvertito, in base al quale noi crediamo- o riteniamo di credere &#8211; il contrario di quanto pensavamo vero sino a poco tempo prima.</p>
<p>Poi c’è l’immensa portata di prefissi <em>passepartout</em> come “pluri”, multi, post e l’immancabile “trans” che accompagnano e stravolgono concetti, categorie, significati sino a ieri chiari e netti. Del resto, la nostra è un’era che non si definisce se non come postuma o postera– postmodernità &#8211;  oppure adora come un idolo l’attributo di “moderno”, il cui significato è semplicemente “al modo odierno”. L’adorazione per l’oggi, la contemporaneità obbligatoria, ci trasformano in <em>tabula rasa</em>, figli senza padri, disinteressati tanto a ricevere quanto a trasmettere civiltà. Di più: ci trasforma in figli di noi stessi, creatori/creature. Tutto deve essere moderno, ma altresì “comodo”, “pratico”, facile da “gestire”. La carta di credito è comoda per definizione, persino la tracciatura è comoda e pratica. La libertà perduta, l’etero direzione, la privatezza, l’intimità non sono che residui del passato, o, peggio, segnali di cattiva coscienza.</p>
<p>E’ la trasvalutazione di tutti i valori, evocata da Nietzsche, realizzata non dall’Oltreuomo, ma dalGrande Apparato Tecnico al servizio di un potere che ci considera – come dargli torto &#8211; “ultimi uomini”. La manipolazione della lingua è talmente avanzata da non essere più percepita: provate a riascoltare un discorso, un telegiornale di venti, trent’anni fa, o vedere un film con il taccuino e l’animo di un esploratore del linguaggio, alla Klemperer, e avrete sorprese amarissime. La lingua è stata non solo ristretta – usiamo poche centinaia di parole, tocca scusarsi di chiamarli lemmi &#8211; per di più dal significato impoverito o stravolto: vige una vera e propria neolingua di regime inoculata ai locutori – noi- in dosi velenose ma progressive, per non metterci in guardia. Essa intacca nel profondo il pensiero di intere nazioni. I fieri democratici di oggi dovrebbero riconoscere il debito contratto nei confronti di Rosenberg o Goebbels, i grandi teorici della propaganda nazi, non meno che dei maestri della comunicazione pubblicitaria come Lippmann e Bernays.</p>
<p>Pedanteria? Un filosofo come Franz Rosenzweig, citato in esergo nella “Lingua del Terzo Reich” avverte che la lingua vale più del sangue.  Le sue mutazioni raccontano quanto la storia, la sociologia e l’antropologia, senza distinzione tra lingua “alta “e bassa”, idioma parlato e scritto. Il verdetto è severo: più povertà, più monotonia. Tutto deve essere ridotto, che non è sinonimo di sintetizzato. Tutto è ristretto all’elementare, a pochi concetti chiave destinati a produrre indignazione, esecrazione o consenso supino, il tutto in assenza di giudizio critico. La lingua totalitaria deve lasciare i pensieri inalterati sino alla successiva modifica, imposta e decisa dall’alto. L’intera dimensione umana deve essere ricondotta alla dimensione del consumo, dell’immediato, dell’istinto, della pulsione soddisfatta e immediatamente rilanciata.</p>
<p>Si avanza (o indietreggia) per ripetizioni, ulteriori semplificazioni. Poche parole, nessun concetto, ma tutto in maiuscolo, come nel linguaggio becero e infantile dei “leoni da tastiera” creati dalle reti sociali. Il problema, enorme, è rendersene conto e più ancora suscitare consapevolezza in masse amorfe alle quali è stato imposto il pensiero e il linguaggio binario dell’informatica: una sequenza infinita e apparentemente informe di zero e uno, aperto-chiuso. Il potere, attraverso la padronanza del linguaggio, (oggi si chiama narrazione…) ha in mano il passato – di cui non importa nulla a nessuno- e il futuro- che interessa solo a chi domina. Ha vinto una guerra, è diventato totalitario attraverso il linguaggio, i simboli, gli interdetti e gli obblighi della lingua.</p>
<p>Deve avere agito uno straordinaria intelligenza collettiva, callida ed antiumana, simile a quella distillata da SunTzu nell’Arte della guerra. Hanno vinto la guerra culturale- possiedono le coscienze-  attraverso l’imposizione delle parole. La condotta della guerra si basa sull’inganno, teorizzava il gran saggio orientale. “Quando muoviamo le nostre truppe, dobbiamo sembrare inattivi.” Basta sostituire truppe con parole e il loro sporco gioco è fatto. Non solo non ce ne siamo accorti, ma siamo addirittura convinti di essere liberi, di vivere nel migliore di mondi possibili, nell’unico. Totalitarismo “morbido”. Un comunista che era un artista, Dario Fo, intuì tutto: il padrone sa mille parole, l’operaio trecento: perciò è il padrone. In più, le trecento che ci consente le ha inventate e diffuse egli stesso.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria%2F&amp;t=Dal+politicamente+corretto+alla+terminologia+totalitaria" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Dal+politicamente+corretto+alla+terminologia+totalitaria&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria%2F&amp;title=Dal+politicamente+corretto+alla+terminologia+totalitaria&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fdal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/orwell.jpg?fit=620%2C339&#038;ssl=1&amp;description=Dal+politicamente+corretto+alla+terminologia+totalitaria" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/dal-politicamente-corretto-alla-terminologia-totalitaria/">Dal politicamente corretto alla terminologia totalitaria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53271</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Silvia Romano: sindrome di Stoccolma di un popolo</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/silvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Ferro]]></dc:creator>
      <pubDate>Tue, 12 May 2020 10:22:31 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[silvia romano]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53266</guid>
      <description><![CDATA[<p>Dopo circa 18 mesi, Aisha è tornata libera. In realtà, prima del rapimento si chiamava Silvia Romano. Un rapimento che è costato allo Stato italiano, sembra, quattro milioni di Euro di riscatto, più il lavoro ininterrotto delle nostre strutture di intelligence, che ha non soltanto un costo in termini di denaro, ma anche di focalizzazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/silvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo/">Silvia Romano: sindrome di Stoccolma di un popolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo circa 18 mesi, Aisha è tornata libera.</p>
<p>In realtà, prima del rapimento si chiamava Silvia Romano.</p>
<p>Un rapimento che è costato allo Stato italiano, sembra, quattro milioni di Euro di riscatto, più il lavoro ininterrotto delle nostre strutture di intelligence, che ha non soltanto un costo in termini di denaro, ma anche di focalizzazione di impegno operativo e di rischio da parte delle stesse vite umane di coloro che si sono adoperate per la sua salvezza.</p>
<p>Silvia era andata in Kenya, territorio ad alto rischio terroristico, al seguito di una di quelle Onlus, che, in nome del nuovo globalismo, tendono ad esportare il loro sistema di valori, legati anche ad una certa visione del nuovo pseudo-umanesimo, ma è tornata in Italia musulmana; è partita dall’Italia con gli shorts ed è tornata con l’Hijab, convertita dagli stessi terroristi islamici ai quali intendeva proporre i valori che era andata a rappresentare.</p>
<p>Con buona pace dei terroristi, che potranno spendere i soldi del riscatto per finanziare la loro attività criminale (armi, droga e quant’altro).</p>
<p>Tutto questo ci è stato presentato dal governo Conte come un grande successo.</p>
<p>E per di più, questo grande successo è stato sbandierato come tale, a quei milioni di italiani, che arrancano, privati, essi sì, di ogni forma di libertà, e per i quali, invece, i soldi proprio non si trovano.</p>
<p>Un quadro lievemente sconcertante.</p>
<p>Proviamo a fare qualche riflessione.</p>
<p>Qui non si tratta di non riconoscere a chicchessia, e tantomeno a Silvia Aisha Romano, il diritto di conversione religiosa.</p>
<p>Si tratta però di riconoscere che la vera conversione religiosa è il frutto di una profonda opera di revisione ed introspezione spirituale, che giunge a maturazione nutrendosi di un humus che è il più fertile presupposto di ogni vera evoluzione spirituale, e cioè la Libertà.</p>
<p>Libertà interna e libertà esterna.</p>
<p>Libertà da ogni forma di condizionamento.</p>
<p>È difficile, veramente difficile, ravvisare nella situazione vissuta, durante il suo rapimento, dalla cooperante Silvia Romano, questo tipo di condizione.</p>
<p>Sembrerebbe piuttosto il classico e ben conosciuto quadro della cosiddetta “sindrome di Stoccolma”.</p>
<p>Quella sindrome, tristemente nota, per la quale il prigioniero, l’ostaggio, dopo una lunga prigionia, tende a giustificare le motivazioni di coloro che lo hanno privato della libertà, ed a sviluppare un sentimento quasi affine alla solidarietà umana.</p>
<p>Una sorta di identificazione col carnefice, a volte, persino di un vero e proprio innamoramento.</p>
<p>C’è però un punto da evidenziare.</p>
<p>La privazione della libertà fisica non necessariamente coincide con la privazione della libertà interiore, che resta il presupposto fondante per l’esercizio della nostra capacità di scelta.</p>
<p>Come non ricordare, ad esempio, Fabrizio Quattrocchi, che non solo non si convertì durante la prigionia, ma prima di essere assassinato proclamò, con orgoglio e dignità,: ”Vi faccio vedere come muore un italiano”.</p>
<p>Per  Fabrizio Quattrocchi, però, lo Stato italiano non pagò alcun riscatto.</p>
<p>Forse dunque, non è proprio vero che “una vita vale un&#8217;altra vita”, anche perché Fabrizio non era il rappresentate di alcuna ONG, e forse la sua figura non si prestava molto ad essere sbandierata come quella del figliol prodigo della globalizzazione pseudo-missionaria, recuperato da coloro che ne sono i paladini ad oltranza.</p>
<p>Fabrizio era soltanto un uomo impegnato in una missione di sicurezza, un uomo che aveva molto chiaro il senso dell’onore e dell’identità nazionale, tanto da proclamarlo anche in punto di morte.</p>
<p>Evidentemente, i meccanismi psicologici della sindrome di Stoccolma con lui non hanno funzionato.</p>
<p>Forse si potrebbe notare che questi meccanismi funzionano, quando funzionano, non soltanto per i singoli, ma anche per interi gruppi di individui, quando essi vengano privati della loro libertà.</p>
<p>Mi chiedo se questa considerazione non possa valere anche per i popoli, con le dovute analogie, adeguate e proporzionate ai singoli contesti.</p>
<p>Ad esempio, in Italia, il governo Conte, ha privato, in nome della dittatura sanitaria instaurata con l’alibi della tutela della salute collettiva, l’intero popolo italiano di ogni forma di libertà costituzionalmente garantita.</p>
<p>Il meccanismo repressivo posto in essere per garantire l’efficacia delle restrizioni, è senza precedenti.</p>
<p>Sono state impiegate tutte le Forze di Polizia, locali e nazionali, l’Esercito, la tecnologia, i droni, gli elicotteri, e quant’altro possibile.</p>
<p>Vi sono state persone sottoposte a T.S.O. per avere osato contestare alcune modalità di attuazione della repressione, persone denunciate e multate, con motivazioni tali da apparire grottesche. Come il pensionato multato per avere acquistato tre bottiglie di vino, il barista multato per aver portato un caffè agli Agenti in servizio davanti al Monte di Pietà di Torino. Il sacerdote ed i suo fedeli denunciati e multati all’interno di una Chiesa, durante la celebrazione della Messa. Persone multate perché correvano nei parchi o addirittura sulla battigia del lungomare. Persone multate per avere portato a spasso il cane, e così via.</p>
<p>L’elenco potrebbe essere molto lungo.</p>
<p>Una efficienza repressiva mai dimostrata con siffatta intensità, neppure contro la peggiore criminalità organizzata, i cui esponenti, anzi, vengono rimessi in libertà.</p>
<p>Decine di migliaia di aziende sull’orlo del tracollo, migliaia di attività commerciali già fallite.</p>
<p>Decine di suicidi di imprenditori costretti alla chiusura, e quindi al fallimento.</p>
<p>Una prospettiva di tracollo economico della società italiana, tanto grave, da rendere difficile perfino  prefigurarne la reale entità.</p>
<p>Il peggiore scenario economico dal dopoguerra. E nessuna soluzione concreta, realmente convincente all’orizzonte. Nessuna efficace programmazione e reale prospettiva di ripresa economica.</p>
<p>Ed ecco il paradosso: il governo Conte cresce nei consensi (sic).</p>
<p>Esatto. Cresce nei consensi.</p>
<p>Come si può non pensare all’aberrazione di una sorta di sindrome di Stoccolma collettiva, che riguarda una gran parte degli italiani?</p>
<p>Il torpore intellettuale, generato dall’isolamento sociale, rafforza l’antico conformismo borghese, che continua ad accettare acriticamente ogni diktat dell’oligarchia globalista mai votata dal popolo.</p>
<p>Tutti aspettano con ansia le comunicazioni televisive di sua eccellenza il Premier Conte, in attesa di sapere cosa egli si riserva di concedere, proprio usando quel plurale maiestatis tipico dei sovrani e dei pontefici, che si esplicita nella antica forma vetusta del “Noi concediamo”, oppure dall’analoga locuzione del “Non è concesso”.</p>
<p>Nel frattempo, ci si continua a cullare, nel sonno della coscienza, ripetendo l’illusorio manta dell’ “andrà tutto bene”.</p>
<p>Ma le cose non vanno bene o male, secondo una forza propria. La misura dell’andare bene o male delle cose, è data dal loro interagire con la volontà degli uomini.</p>
<p>Gli uomini, con il loro libero arbitrio, con le tensioni spirituali che li animano, con le loro visioni culturali ed intellettuali, sono la vera misura che consente alle “cose” di andare in un modo o nell’altro.</p>
<p>Nonostante tutto, però, alcuni segni di risveglio sociale iniziano ad intravedersi. La storia insegna che c’è un limite, dopo il quale, i popoli reagiscono, ritrovano il senso di sé, riaffermano il proprio diritto all’auto-determinazione.</p>
<p>Non è contagioso soltanto il sonno, o lo sbadiglio, ma è contagioso, per fortuna, anche il coraggio, anche il buon esempio.</p>
<p>C’è stato un periodo in cui c’era un termine, che veniva usato in  senso dispregiativo per connotare gli avversari politici. Ancora oggi, capita di sentire questo termine, usato in senso negativo.</p>
<p>Il termine in questione è “reazionario”.</p>
<p>Ma, quando si è in presenza di una ingiustizia, del danno causato dalla malafede, non è forse giusto reagire, o si deve continuare a guardare e a subire? Non è forse giusto, addirittura doveroso reagire?</p>
<p>Le leggi, sono sempre giuste?</p>
<p>Gli antichi Romani pensavano di no. Essi dicevano: “Non omnia quod licitum, honestum est”.</p>
<p>Non tutte le leggi sono giuste.</p>
<p>Anche le leggi possono, a volte, divenire strumenti di regimi dittatoriali, siano essi chiaramente manifesti o travestiti da regimi democratici.</p>
<p>Quello che è certo è che nessun regime, per quanto sostenuto da poteri occulti, più o meno asserviti ai disegni delle tecnocrazie globaliste, potrà mai essere capace di soffocare quell’anelito che Hegel chiamava “lo spirito dei Popoli che si realizza nella storia”.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo%2F&amp;t=Silvia+Romano%3A+sindrome+di+Stoccolma+di+un+popolo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Silvia+Romano%3A+sindrome+di+Stoccolma+di+un+popolo&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo%2F&amp;title=Silvia+Romano%3A+sindrome+di+Stoccolma+di+un+popolo&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/1589113752500.jpg-video_il_ritorno_in_italia_di_silvia_romano.jpg?fit=600%2C315&#038;ssl=1&amp;description=Silvia+Romano%3A+sindrome+di+Stoccolma+di+un+popolo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/silvia-romano-sindrome-di-stoccolma-di-un-popolo/">Silvia Romano: sindrome di Stoccolma di un popolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53266</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Senza aspettare il vaccino: la cura al Coronavirus con il plasma iperimmune</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/senza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Maria Grazia Martinelli]]></dc:creator>
      <pubDate>Mon, 11 May 2020 17:31:58 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[giuseppe de donno]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53262</guid>
      <description><![CDATA[<p>Ho seguito in data 10 maggio una trasmissione in diretta Facebook (facilmente reperibile e che invito ad ascoltare) alla quale ha partecipato il Dott. Giuseppe De Donno, pneumologo in prima linea nello studio e l’attuazione di un protocollo di cura anti-covid basata sul plasma iperimmune. Il professore ha potuto parlare a briglia sciolta ed in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/senza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune/">Senza aspettare il vaccino: la cura al Coronavirus con il plasma iperimmune</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito in data 10 maggio una trasmissione in diretta Facebook (facilmente reperibile e che invito ad ascoltare) alla quale ha partecipato il Dott. Giuseppe De Donno, pneumologo in prima linea nello studio e l’attuazione di un protocollo di cura anti-covid basata sul plasma iperimmune. Il professore ha potuto parlare a briglia sciolta ed in maniera più che esaustiva, mettendo in grado qualsiasi spettatore, quindi anche chi come me non è laureato in medicina, di comprendere l’evoluzione della malattia, l’esito delle cure e di apprendere notizie che nessun Tg e nessuna trasmissione in onda sulle reti nazionali ha dato sinora e, probabilmente, mai darà.</p>
<p>Innanzitutto, ciò che ho colto in prima battuta, ricevendone la conferma anche all’esito del suo lungo  intervento, è stata l’umiltà di uno scienziato che sta dedicando con passione i due terzi delle sue giornate (da più di tre mesi a questa parte) allo studio ed alla ricerca volti ad individuare  la cura più efficace per combattere il virus, mirando al fine ultimo, riconducibile al giuramento di Ippocrate (anche nella versione modernizzata) caro ad ogni medico che svolga la professione e sintetizzabile nel‘curare i malati e  tutelare la vita’. Per questo, a tratti, il suo intervento ha avuto toni duri ed animati, giustificati da una messa alla gogna subita ma soprattutto dal suo vissuto: vedere morire le persone e sentirsi impotenti genera una sofferenza enorme che poi cambia la vita, De Donno ha detto <em>“io sono un uomo cambiato non tornerò più quello che ero prima” </em>perché ciò a cui ha assistito durante la pandemia non lo ha visto in 25 anni di carriera, polmoniti così gravi da mandare in terapia intensiva un numero così grande di pazienti.</p>
<p>Il protocollo che lo pneumologo mantovano sta applicando è coperto da copyright dal 26 marzo, ciononostante vi sono centri in Italia che lo stanno applicando spacciandolo per loro, che dire? Se vogliamo mutuare il principio ‘dai a Cesare quel che è di Cesare’ dobbiamo anche constatare le eccezioni.</p>
<p>La sua attività, per chi ha seguito le vicende televisive o ha letto in proposito se ne è reso conto, è stata indubbiamente ostacolata e non solo da alcuni suoi colleghi probabilmente mossi, chissà, da invidia e gelosia tanto da sminuirne l’operato e sollevare dubbi sulla efficacia della cura a base di plasma. Di fatto, come affermato da De Donno, questa cura non sta comportando effetti collaterali o conseguenze avverse ai pazienti ed ha un costo basso (circa 80 euro a malato). Attualmente, ogni giorno vi sono 7-8 ex-pazienti guariti (di cui alcuni provenienti da varie zone d’Italia) che tramite l’AVIS di Mantova donano sacche del proprio plasma che, a seguito di esplicita richiesta, sono anche inviate ad altre strutture ospedaliere sparse in tutta il territorio nazionale.</p>
<p>Oltre al contributo squisitamente scientifico, dicevo, il dott. De Donno, grazie alla trasmissione dal taglio decisamente confidenziale e privo di formalità, ha potuto parlare ‘fuori dai denti’ e non ha esitato a far emergere la sua percezione di ostacoli frapposti. Infatti, ha evidenziato che il lavoro scientifico predisposto unitamente alla sua équipe e che è stato sottoposto al vaglio del mondo scientifico al fine di creare la cd. “letteratura”, deve essere pubblicato quanto prima e non subire ritardi o censure basate sulla contrarietà all’utilizzo del siero iperimmune perché <em>“quando uno rifiuta l’utilizzo oppure impone un giudizio che tende ad impedire l’utilizzo del siero iperimmune poi se ne prenderà la responsabilità”</em> e ha aggiunto <em>“questo è il momento di salvare vite, questo è il momento di avere la progettualità” </em>anche per il futuro.</p>
<p>Teniamo presente che De Donno, come dal medesimo dichiarato, ha ricevuto offerte dagli Stati Uniti e non vorremmo piangere un domani per la sua decisione di trasferirsi perché costretto a farlo a causa di comportamenti ostili o noncuranti. Ma di fughe di cervelli in Italia abbiamo il primato!</p>
<p>Qual è stato il momento in cui è scattata la molla che ha spinto gli scienziati a studiare qualcosa di diverso rispetto alle cure che si stavano applicando ai primi casi (anche se numerosi) di coronavirus? Il professore ha spiegato che sono partiti da un dato di fatto e cioè che i presidi (esperienza, farmaci, etc.) forniti dai medici cinesi arrivati in Italia risultavano insufficienti, trovarsi dinanzi alla morte dei malati e quindi soffrire nel non riuscire a salvare vite come ci si sarebbe auspicati li ha spinti a concentrarsi sulla ricerca di una cura alternativa ed efficace, così hanno iniziato ad usare il siero iperimmune. Sin da subito il lavoro è stato screditato e sminuito da chi sollevando critiche, ha pontificato dicendo che si stava utilizzando una cura già conosciuta (ai tempi della sars, della difterite, ebola, etc. come per dire ‘hai fatto la scoperta dell’acqua calda’). La replica di  De Donno  giustamente si è incentrata su un dato quasi banale ma indubbiamente di buon senso e cioè se la cura già si conosceva ed era efficace perché non applicarla anche ora? In realtà &#8211; prosegue &#8211; alcuni scienziati hanno svilito il lavoro e malconsigliato i politici.</p>
<p>Per cui a noi cittadini, oltre alle accuse che molti solleverebbero tipo ‘dalli al complottista’, non rimane che la sensazione/certezza che di fronte a un’emergenza sanitaria di grave entità come quella in atto, la posizione ideologica  (e forse qualche altro interesse) possa prevalere sull’esigenza sanitaria e sui principi di Ippocrate!</p>
<p>La spinta da più parti che sta inneggiando al vaccino come la panacea di questo male non tiene presente il fatto che comunque il vaccino non risolve la malattia, eventualmente potrà prevenirla. Ma correttamente De Donno, che non è da annoverare tra i cd. ‘no-vax’, si chiede: è meglio preferire nell’immediato una cura a base di siero iperimmune che sta funzionando, tant’è che alcune regioni la stanno condividendo, oppure attendere chissà quanto un vaccino la cui sperimentazione sarà di pochi mesi e quindi non si potranno valutare gli effetti collaterali che lo stesso provoca? La risposta mi sembra facile e scontata.</p>
<p>Lo pneumologo ha, inoltre, dichiarato che ancora non è dimostrabile che un ex malato Covid-19 potrebbe ricadere nella malattia, ma lo studio dell’équipe è finalizzata anche a verificare la capacità neutralizzante degli anticorpi sviluppati e la sua durata. La tesi per ora è quella di non escludere una possibile ricaduta da parte, però, di una piccola percentuale di pazienti. D’altronde anche in una qualsiasi influenza stagionale vi è la probabilità che chi la contrae a novembre poi potrebbe riprenderla a gennaio. Quello che è certo è che il virus può mutare e che non si possono, ad oggi, fare previsioni, in ogni caso è essenziale la cautela e la convinzione che il virus non ammette distrazioni.</p>
<p>Rimaniamo in attesa che lo studio venga finalmente pubblicato e che chi è chiamato a decidere lo faccia per un fine etico rappresentato dal sostegno alla vita e al bene della comunità, senza strumentalizzazioni ideologiche o di comodo, senza fare terrorismo e senza privare ulteriormente gli italiani delle libertà fondamentali. Abbiamo dimostrato di non essere incoscienti seppur dinanzi a regole esageratamente limitative in tutti i campi, è necessario tornare alla normalità affinché al dramma sanitario non si aggiunga quello economico che, dati alla mano, purtroppo sta già procurando danni.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsenza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune%2F&amp;t=Senza+aspettare+il+vaccino%3A+la+cura+al+Coronavirus+con+il+plasma+iperimmune" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Senza+aspettare+il+vaccino%3A+la+cura+al+Coronavirus+con+il+plasma+iperimmune&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsenza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsenza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsenza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune%2F&amp;title=Senza+aspettare+il+vaccino%3A+la+cura+al+Coronavirus+con+il+plasma+iperimmune&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsenza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/Giuseppe-De-Donno-619x368-1.jpeg?fit=619%2C368&#038;ssl=1&amp;description=Senza+aspettare+il+vaccino%3A+la+cura+al+Coronavirus+con+il+plasma+iperimmune" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/senza-aspettare-il-vaccino-la-cura-al-coronavirus-con-il-plasma-iperimmune/">Senza aspettare il vaccino: la cura al Coronavirus con il plasma iperimmune</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53262</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Silvia Romano è libera, ma tanti Italiani all’estero sono ancora più in pericolo</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/silvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Stefano Romano]]></dc:creator>
      <pubDate>Mon, 11 May 2020 13:13:23 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[Mondo]]></category>
      <category><![CDATA[silvia romano]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53258</guid>
      <description><![CDATA[<p>Silvia Romano, è libera. Dopo 18 mesi, la cooperante italiana rapita in Kenya il 20 novembre 2018, grazie all’intenso e prezioso lavoro dell’Intelligence, ha potuto riabbracciare i propri cari. Un senso di sollievo haattraversato il nostro paese per la risoluzione in modo positivo di una vicenda che, seppur nel doveroso silenzio, ha tenuto in ansial’Italia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/silvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo/">Silvia Romano è libera, ma tanti Italiani all’estero sono ancora più in pericolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Silvia Romano, è libera.</p>
<p>Dopo 18 mesi, la cooperante italiana rapita in Kenya il 20 novembre 2018, grazie all’intenso e prezioso lavoro dell’Intelligence, ha potuto riabbracciare i propri cari. Un senso di sollievo haattraversato il nostro paese per la risoluzione in modo positivo di una vicenda che, seppur nel doveroso silenzio, ha tenuto in ansial’Italia intera sulle sorti della nostra connazionale.</p>
<p>Ma questa vicenda apre nuovi fronti e ai quali è doveroso porre la massima attenzione.</p>
<p>Il rapimento di Silvia è l’ultimo di una lunga serie: Padre Paolo Dall’Oglio, la giornalista Giuliana Sgrena in Iraq e le cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo in Siria sono alcuni esempi di una sequenza di rapimenti per mano di gruppi terroristici che operano localmente.</p>
<p>La generosa disponibilità dimostrata dallo Stato nel pagamento di un riscatto per la risoluzione in modo pacifico e senza “danni” di queste vicende è di certo una linea di politica estera adottata in modo trasversale da tutti i governi italiani. Il peso della morte di un ostaggio è un macigno per qualsiasi forza politica, di destra o di sinistra che sia.</p>
<p>Ma proprio la facilità con cui vengono avviate le trattative con gruppi terroristici pone in serio pericolo tutti nostri connazionali impegnati nel mondo in missioni umanitarie.</p>
<p>Ad oggi sono più di 19.000 i cooperanti italiani impiegati in paesi terzi, di cui quasi il 70% in zone a forte rischio terroristico. Molti operano senza un’adeguata protezione o con scorte ridotte e in zone disagiate.</p>
<p>Inoltre vale la pena ricordare che a spingere questi terroristi non è il contrasto alla presenza di stranieri sul suolo nazionale o a rivendicazioni di ordine religioso, bensì ottenere denaro a fronte della vita del sequestrato.</p>
<p>È indubbio che una vita umana ha un valore inestimabile e che tra i doveri di uno Stato vi è quello di porre il massimo impegno nella tutela e salvaguardia dei propri cittadini sia in patria che all’estero.</p>
<p>Nel contempo è da considerare che il riscatto pagato finanzierà l’acquisto di armi per la guerriglia contro le autorità locali o per attentati terroristici perpetrati contro donne, uomini e bambini inermi.</p>
<p>Si apre quindi una questione morale: una vita a fronte di altre vite, di uguale e inestimabile valore.</p>
<p>Bande di guerriglieri protagonisti di violenze e barbarie che forse la stessa Silvia, con la spensieratezza dei suoi venticinque anni e la leggerezza della giovinezza, ignora.</p>
<p>Ma tutto ciò agli occhi di molti ha una rilevanza secondaria. La loro coscienza civile e politica è salva.</p>
<p>Del resto cosa importa, Silvia è libera.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo%2F&amp;t=Silvia+Romano+%C3%A8+libera%2C+ma+tanti+Italiani+all%E2%80%99estero+sono+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Silvia+Romano+%C3%A8+libera%2C+ma+tanti+Italiani+all%E2%80%99estero+sono+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo%2F&amp;title=Silvia+Romano+%C3%A8+libera%2C+ma+tanti+Italiani+all%E2%80%99estero+sono+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fsilvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/silvia-romano-1200-690x362-1.jpg?fit=690%2C362&#038;ssl=1&amp;description=Silvia+Romano+%C3%A8+libera%2C+ma+tanti+Italiani+all%E2%80%99estero+sono+ancora+pi%C3%B9+in+pericolo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/silvia-romano-e-libera-ma-tanti-italiani-allestero-sono-ancora-piu-in-pericolo/">Silvia Romano è libera, ma tanti Italiani all’estero sono ancora più in pericolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53258</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>Non di solo calcio vive lo sport: dall’emergenza Covid alla valorizzazione del dilettantismo</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/non-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Caterina Pierri]]></dc:creator>
      <pubDate>Mon, 11 May 2020 11:19:03 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[Società]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53255</guid>
      <description><![CDATA[<p>L’Italia, si sa, è un paese di santi, poeti navigatori e &#8230;allenatori! Una passione, quella per lo sport, che anima le vite di molti nostri connazionali fin dalla più tenera età. E se di solo calcio non vive lo sport, non di sola serie A vive il calcio. Mentre i riflettori sono puntati sulle pur [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/non-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo/">Non di solo calcio vive lo sport: dall’emergenza Covid alla valorizzazione del dilettantismo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia, si sa, è un paese di santi, poeti navigatori e &#8230;allenatori! Una passione, quella per lo sport, che anima le vite di molti nostri connazionali fin dalla più tenera età.</p>
<p>E se di solo calcio non vive lo sport, non di sola serie A vive il calcio.</p>
<p>Mentre i riflettori sono puntati sulle pur legittime istanze dei grandi club professionistici, c’è una realtà ben più corposa, seppur poco nota, che sta pagando il prezzo più alto alle misure di contenimento anti-Covid. Sono i tantissimi atleti dilettanti, invisibili protagonisti dello sport più genuino e popolare, colpiti economicamente dallo stato di emergenza in cui è piombato il paese. Uomini e donne, padri e madri di famiglia che da marzo non hanno più ricevuto il cosiddetto “rimborso spese”, sostanzialmente un compenso, spesso pari a poche centinaia di euro, stabilito, ad esempio per il calcio, in virtù di un “accordo economico”. Sono figure impegnate a vario titolo nelle compagni dilettantistiche di tutte le discipline sportive, cui ora, più che mai, serve fornire risposte e soluzioni a situazioni ben note agli addetti ai lavori e di cui oggi ne emerge criticamente tutta la debolezza.</p>
<p>Pur riconoscendo l’emergenza del momento e l’esigenza di fornire risposte e risorse immediate di sostegno alla categoria, non si può escludere di pensare ora ad una riforma strutturale del dilettantismo iniziando, finalmente, a parlare – come è stato fatto nel Disegno di Legge presentato dal sen. Claudio Barbaro, presidente dell’ASI –  di semiprofessionismo per alcune fasce di atleti, o di ridefinizione delle normative di settore che regolamentano gli accordi economici, o ancor più radicalmente di tutele previdenziali. Emerge ora, più di prima, l’esigenza di dotare lo sport dilettantistico, ovvero la stragrande maggioranza degli sportivi attualmente attivi in Italia di ammortizzatori sociali; nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo sarebbe opportuno prevedere, ad esempio, fondi di solidarietà strutturali cui attingere per far fronte a situazioni di criticità societaria o nazionale, come quella in corso. Si rende necessario quindi un intervento e duplice efficacia; a breve termine, per far fronte alla mancanza di liquidità e compensare la mancata erogazione dei rimborsi, mediante stanziamento di aiuti statali alle federazioni e quindi agli atleti; interventi a medio-lungo termine che prevedano una riforma sostanziale dello sport dilettantistico. Le azioni messe in campo dovranno essere utile a ripartire nel più breve tempo possibile, ma in sicurezza. E qui emerge un altro tema scottante strettamente connesso al primo: l’impiantistica sportiva.</p>
<p>Ma su questo occorre fare una breve premessa, nella consapevolezza che occorre programmare la ripresa, dopo la Fase 2, distinguendo l’agonismo dalle attività di base. Lo sport è passione per molti, lavoro per altri, come ricordano le ultime stime che parlano di un incidenza del 1,6% sul PIL nazionale, di cui il 70% prodotto dal solo calcio (si stima una capacità di incremento delle le finanze pubbliche di circa1,2 miliardi all’anno). Ma chi ha la fortuna di vivere in molte aree svantaggiate del nostro paese, soprattutto nel nostro meraviglioso meridione, sa bene che in un campetto di periferia si respira umanità e voglia di riscatto, perché lì, in quelle zone così particolari e significative, lo sport risponde a istanze sociali che non riescono a trovare risposte altrove. E allora occorre garantire luoghi sicuri in cui poi poter anche accogliere bambini, ragazzi cui offrire occasione di gioco, socializzazione e sana crescita.</p>
<p>Le associazioni dilettantistiche, che reggono le sorti di queste realtà popolari, si scontrano spesso proprio con la carenza di strutture o la inadeguatezza di quelle disponibili, inadeguatezza che oggi sarà ancor più evidente e diffusa e, quindi, di ostacolo alla ripresa delle attività agonistiche. A tal proposito iniziano ad arrivare i primi protocolli di sicurezza; significativo il Report compilato dal Politecnico di Torino. <strong> Ma chi pagherà i costi dell’adeguamento?</strong></p>
<p>Anche in questo caso bisognerà intervenire subito, con stanziamenti ad hoc; ma in un momento in cui tutti , legittimamente, pretendono aiuti per fronteggiare l’emergenza, bisognerà agire in modo da far sì che le risorse erogate non siano semplicemente “a fondo perduto”,  denaro distribuito a pioggia, ma ricchezza da cui far nascere nuova ricchezza da rimettere in circolo.</p>
<p>Bisognerà quindi pensare ad un piano di sviluppo nazionale, che non si limiti a piccoli sporadici interventi, ma sia finalizzato all’adeguamento del patrimonio impiantistico esistente e al potenziamento delle infrastrutture carenti o inesistenti, facendone anche luogo di ritorno in termini sociali ed economici. In tal senso si potranno promuovere, ad esempio, concorsi di progettazione per giovani ingegneri e architetti. E poiché gli attori di questo scenario futuro saranno sia gli enti pubblici che le singole federazione sportive, con le società affiliate si dovranno predisporre misure di accesso al credito atte a semplificare le procedure vigenti. In tal senso le misure già approvate con il D.L. n. 23 dell’otto aprile 2020 sono necessarie ma non sufficienti, con modalità di accesso spesso macchinose e dall’esito incerto.</p>
<p>Altro campo su cui poter puntare sarà, ad esempio l’impiantistica sportiva scolastica, troppo spesso abbandonata a sé stessa e non in grado di esprimere appieno le sue potenzialità, da rendere destinataria di programmi specifici di recupero e adeguamento normativo in ottemperanza ai protocolli di sicurezza redatti.</p>
<p>E se lo Stato non dovesse riuscire a coprire tutte le richieste? Promuovere l’iniziativa privata mediante sgravi fiscali di favore alle sponsorizzazioni.</p>
<p>Un’ultima riflessione non può che riguardare la governance dello sport, oggi, in Italia, indebolita dalla inconsistenza del Ministero dello sport, senza portafoglio e  privo ancora di capacità di spesa e controllo sul CONI, ancora oggi controllato, in virtù della normativa n. 242 del 1999, dal Ministero per i beni culturali.</p>
<p>Occorrerà completare la riforma avviata e definire le competenze del CONI e della società “Sport e Salute”, attribuendo al primo il naturale ruolo di controllo e garanzia, alla seconda il compito di gestire l’aspetto sociale e formativo della pratica sportiva.</p>
<p>Una strada lunga da percorrere, ma obbligata, se si vorrà far ripartire il sistema sportivo in tempi relativamente rapidi e in condizioni di sicurezza.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fnon-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo%2F&amp;t=Non+di+solo+calcio+vive+lo+sport%3A+dall%E2%80%99emergenza+Covid+alla+valorizzazione+del+dilettantismo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=Non+di+solo+calcio+vive+lo+sport%3A+dall%E2%80%99emergenza+Covid+alla+valorizzazione+del+dilettantismo&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fnon-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fnon-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fnon-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo%2F&amp;title=Non+di+solo+calcio+vive+lo+sport%3A+dall%E2%80%99emergenza+Covid+alla+valorizzazione+del+dilettantismo&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fnon-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/sport-di-base-121343.660x368.jpg?fit=660%2C368&#038;ssl=1&amp;description=Non+di+solo+calcio+vive+lo+sport%3A+dall%E2%80%99emergenza+Covid+alla+valorizzazione+del+dilettantismo" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/non-di-solo-calcio-vive-lo-sport-dallemergenza-covid-alla-valorizzazione-del-dilettantismo/">Non di solo calcio vive lo sport: dall’emergenza Covid alla valorizzazione del dilettantismo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53255</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>I soldi non arrivano: colpa dell’Europa e delle banche, non solo della burocrazia</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/i-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
      <pubDate>Mon, 11 May 2020 08:46:49 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[banche]]></category>
      <category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
      <category><![CDATA[covid 19]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53251</guid>
      <description><![CDATA[<p>Sono passati quasi due mesi dalla partenza del decreto “Curo Italia”, entrato in vigore il 17 marzo, ma gli Italiani i soldi ancora non li vedono, o li ricevono solo in minima parte. Arrivano con il contagocce i prestiti che dovevano piovere copiosi nelle casse delle imprese e delle partite Iva in difficoltà. Anche per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/i-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia/">I soldi non arrivano: colpa dell’Europa e delle banche, non solo della burocrazia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati quasi due mesi dalla partenza del decreto “Curo Italia”, entrato in vigore il 17 marzo, ma gli Italiani i soldi ancora non li vedono, o li ricevono solo in minima parte.</p>
<p>Arrivano con il contagocce i prestiti che dovevano piovere copiosi nelle casse delle imprese e delle partite Iva in difficoltà. Anche per lo scaglione minimo – quello fino a 25.000 euro garantito integralmente dallo Stato – gli interessati fanno domanda alle loro banche e aspettano. A parte un numero limitato di fortunati, la maggior parte si vedono arrivare richieste rifiuti o richieste di chiarimenti dopo settimane dalla presentazione della domanda. Non parliamo dei prestiti più alti: qui le percentuali di chi vince la lotteria è veramente residuale.</p>
<p>Le domande di adesione alle moratorie sui prestiti sono 1,6 milioni per 177 miliardi e le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le Pmi superano quota 90.000. A comunicarlo è il Ministero dello Sviluppo Economico in base alle rilevazioni effettuate dall’ennesima task force “costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19”.</p>
<p>Stesso discorso per la cassa integrazione. Fino alla settimana scorsa solo il 19% dei lavoratori interessati ha ricevuto i soldi della Cassa integrazione in deroga. Lo dicono i dati Inps, contestati dalle Regioni per le quali siamo appena al 9%. Il decreto Cura Italia ha stanziato 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali ma questi soldi, indispensabili per la sopravvivenza di migliaia di famiglie, continuano a non arrivare.</p>
<p>L’unica misura che è stata realizzata in modo apprezzabile (anche se non completamente) è quella sulla “mancia” di 600 euro data alle partite IVA, dove – superata la difficoltà per le casse di previdenza autonome di alcune categorie di professionisti – le procedure si sono sbloccate. Ma è evidentemente troppo poco per fronteggiare una crisi epocale come quella che stiamo vivendo.</p>
<p>Di fronte a questi dati la maggior parte della stampa se l’è presa con la burocrazia pubblica e, ovviamente, con la cattiva politica. Sono i soliti burocrati statali e regionali che non attuano le misure decise dal governo, misure che a loro volta sono farraginose e complesse perché frutto di defatiganti compromessi tra l’incompetenza dei grillini e i complessi mentali dei democratici.</p>
<p>Tutto giusto, ma vero solo in parte.</p>
<p>Per comprendere le difficoltà degli italiani di fronte alle banche e agli istituti di previdenza sociale, bisogna risalire più a monte.</p>
<p>La prima realtà che bisogna tenere presente è che – per le regole di ragioneria imposte dall’Unione europea – il debito pubblico cresce non quando i soldi vengono stanziati nelle leggi, ma quando questi vengono materialmente erogati dalla pubblica amministrazione. Questo è il trucco utilizzato da più di venti anni – cioè dall’entrata in vigore dell’euro – dalla Ragioneria generale dello Stato e dagli organi del MEF: per cercare di rispettare i parametri di Maastricht (e successivamente quelli del Fiscal compact) si ritardano in tutti i modi i pagamenti di soldi che &#8211; secondo le leggi approvate dal Parlamento o i contratti firmati dall’amministrazione – dovrebbero andare nelle tasche dei italiani o nei trasferimenti alle regioni e agli enti locali.</p>
<p>Questo è il motivo per cui lo Stato e le altre amministrazioni pubbliche non pagano i propri fornitori di beni e servizi, accumulando debiti vergognosi per quantità e durata.</p>
<p>Oggi la situazione dovrebbe essere semplificata dal fatto che non si tratta di contributi a fondo perduto, ma solo di prestiti su cui lo Stato offre solo una garanzia. Ma in realtà tutto il mondo della finanza pubblica oggi naviga a vista, perché non si è capito ancora che cosa vorrà fare l’Unione europea per aiutarci e come il Governo italiano si inginocchierà a prendere questi aiuti (se , ad esempio, utilizzerà o meno il MES). Per questo è facile immaginare che le tesorerie pubbliche continueranno a tenere il freno tirato e dare i soldi con il contagocce alle imprese e alle famiglie.</p>
<p>Stesso discorso per le banche. Come tutti sappiamo, la crisi economica, già molto prima dell’emergenza Coronavirus, ha riempito gli istituti di credito italiani di sofferenze e di crediti deteriorati  (come si dice in inglese, non performing loans, NPL) mettendone a rischio la stabilità finanziaria. Quale migliore occasione di crediti garantiti dallo Stato per risanare almeno in parte questa difficile situazione?</p>
<p>Le banche se la prendono comoda per scegliere i crediti da erogare tra quelli che gli risolvono problemi di finanza interna, sostituendo crediti deteriorati con crediti garantiti dallo Stato. Chiedi 25.000 euro, ma hai uno scoperto bancario di 20.000 che stai usando da anni? La tua banca di concede il prestito garantito dallo Stato, azzerando lo scoperto e consegnandoti materialmente solo 5.000 euro. Così le garanzie dello Stato servono alle Banche e non alle imprese colpite dall’emergenza.</p>
<p>In sintesi, la burocrazia e la cattiva politica fanno la loro parte, ma la causa prima dell’incapacità di fronteggiare la crisi del Covid-19 rimane l’Unione europea, con i suoi vincoli e con la depressione economica che ha inflitto al nostro Paese da quando esiste l’euro. Questo non fa comodo ammetterlo alla grande stampa – tutta schierata su posizioni “europeiste” – ma è una realtà con cui al più presto dovremo fare i conti.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia%2F&amp;t=I+soldi+non+arrivano%3A+colpa+dell%E2%80%99Europa+e+delle+banche%2C+non+solo+della+burocrazia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=I+soldi+non+arrivano%3A+colpa+dell%E2%80%99Europa+e+delle+banche%2C+non+solo+della+burocrazia&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia%2F&amp;title=I+soldi+non+arrivano%3A+colpa+dell%E2%80%99Europa+e+delle+banche%2C+non+solo+della+burocrazia&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fi-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/banca.jpg?fit=748%2C498&#038;ssl=1&amp;description=I+soldi+non+arrivano%3A+colpa+dell%E2%80%99Europa+e+delle+banche%2C+non+solo+della+burocrazia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/i-soldi-non-arrivano-colpa-delleuropa-e-delle-banche-non-solo-della-burocrazia/">I soldi non arrivano: colpa dell’Europa e delle banche, non solo della burocrazia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53251</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>A 10 anni dalla morte del Maestro Udovisi: sopravvissuto alle foibe e discriminato a Reggio Emilia</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/a-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Marco Eboli]]></dc:creator>
      <pubDate>Sun, 10 May 2020 11:05:43 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Attualità]]></category>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[foibe]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53247</guid>
      <description><![CDATA[<p>Oggi è il decennale della morte di Maestro Graziano Udovisi, esule istriano sopravvissuto alle Foibe. Ho conosciuto il Maestro nel 1978 presso la sede del MSI di via Roma, in cui era stato invitato dagli allora dirigenti provinciali del partito, Antonio Zampetti e Mariangela Gasparini, a parlare della sua storia di sopravvissuto alle Foibe, delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/a-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia/">A 10 anni dalla morte del Maestro Udovisi: sopravvissuto alle foibe e discriminato a Reggio Emilia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è il decennale della morte di Maestro Graziano Udovisi, esule istriano sopravvissuto alle Foibe.</p>
<p>Ho conosciuto il Maestro nel 1978 presso la sede del MSI di via Roma, in cui era stato invitato dagli allora dirigenti provinciali del partito, Antonio Zampetti e Mariangela Gasparini, a parlare della sua storia di sopravvissuto alle Foibe, delle migliaia di italiani che vi morirono e delle centinaia di migliaia costretti all&#8217;esodo.</p>
<p>Il suo racconto fu chiaro e pacato, ci parlò degli infoibati dalle truppe jugoslave del dittatore comunista Tito ed anche dai partigiani comunisti italiani, di come riuscì a salvarsi, di coloro che successivamente furono costretti ad abbandonare la propria terra. Dalla sua voce traspariva solo sofferenza, nessun sentimento di odio o vendetta. Da quel giorno rimanemmo sempre in contatto e si cementò la nostra amicizia.</p>
<p>Negli anni successivi, seppur intervistato dalla RAI, da giornali e riviste nazionali, per Reggio Emilia, la sua città di adozione (essendo nato a Pola) era come un fantasma. Capitò perfino che gli fu impedito di parlare in un Istituto professionale di Rivalta, per l&#8217;ostracismo dell&#8217;ANPI. Qualche anno dopo, lo poté fare, su iniziativa di una lista studentesca di destra, al liceo classico &#8220;Ariosto&#8221;, in una assemblea pubblica.</p>
<p>Nel 2004, su iniziativa del deputato triestino di Alleanza Nazionale Roberto Menia, il Parlamento, con il secondo Governo Berlusconi, approvò la legge 92 che istituì il Giorno del Ricordo, degli italiani infoibati e dell&#8217;esodo delle popolazioni istriane e giuliano-dalmate. Dal 2005 al 2011 rivolsi all&#8217;allora assessore alla Cultura del Comune di Reggio Avv. Giovanni Catellani l&#8217;invito ad organizzare, il 10 febbraio di ogni anno, in occasione del Giorno del Ricordo, iniziative istituzionali, come prevede la legge. Dopo essersi consultato con il Sindaco Delrio, diede l&#8217;assenso e mi chiese di presentargli proposte. Presi contatto con una associazione di Triste e il Comune acquistò la prima mostra fotografica sulle Foibe e l&#8217;esodo. Le iniziative consistevano nella mostra, ed in un concerto presso l&#8217;Istituto musicale Peri. Tutte le iniziative erano organizzate dal Comune di Reggio Emilia, Istoreco, Area cultura e Lega Nazionale di Trieste. Dalla conoscenza con l&#8217;editore reggiano Francesco Aliberti, nacque la mia proposta, da lui accolta, di stampare un libro dedicato all&#8217;unico sopravvissuto dalle Foibe, appunto il Maestro Udovisi.</p>
<p>Nel 2009, mentre andavo a Roma, telefonai a Udovisi chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere essere ricevuto dal Presidente della Camera Fini e dal Sindaco di Roma Alemanno. Lui rispose affermativamente. Nella mattina del 16 marzo 2009 accompagnai lui, la moglie, la figlia ed il genero dal Presidente Fini. Nel pomeriggio in Campidoglio fummo ricevuti dal Sindaco Alemanno. Intanto l&#8217;editore Aliberti, diede l&#8217;incarico all&#8217;editor Alba Piazza (successivamente corrispondente del Carlino Reggio, che ci ha prematuramente lasciato nel 2017),di intervistare Udovisi. Nel febbraio dello stesso anno, in concomitanza con il Giorno del Ricordo, uscì il libro &#8220;Foibe l&#8217;ultimo testimone&#8221; di Graziano Udovisi, ripubblicato nel febbraio 2015 da un&#8217;altra casa editrice reggiana, Imprimatur.</p>
<p>Nel 2010, con Udovisi già malato, chiesi al Sindaco Delrio se volesse fargli visita, cosa che avvenne, da me accompagnato ed alla presenza dei familiari, nella abitazione del Maestro. Fu il primo, e ad ora, unico tributo di un Sindaco reggiano al sopravvissuto alle Foibe. Pochi giorni prima della sua morte andai a far visita a Udovisi a Villa Verde.</p>
<p>All&#8217;improvviso si svegliò, mi fece cenno di avvicinarmi e mi sussurrò: &#8220;continua la mia battaglia per la memoria degli italiani infoibati e quelli costretti all&#8217;esodo&#8221;. Per me quel suo testamento morale è un impegno che ho preso e porterò avanti fino a quando vivrò. Il 5 febbraio 2011, in Sala del Tricolore commemorammo &#8220;Graziano Udovisi, la tragedia italiana dell&#8217;esodo e delle Foibe per la riconciliazione&#8221;. Parteciparono, davanti ad un pubblico di studenti, oltre ad assessori del Comune di Reggio, il Vice Presidente dell&#8217;Associazione Nazionale Venezia-Giulia-Dalmazia, Stefano Setti, nipote di Udovisi e consigliere comunale a Quattro Castell a ed io.</p>
<p>Da allora, con le Giunte Vecchi, nulla di istituzionale è più stato fatto. Da anni, su iniziativa di un comitato di cittadini, promosso dall&#8217;Avv. Luca Tadolini, in occasione del Giorno del Ricordo, organizziamo, davanti al Municipio, una iniziativa in memoria delle Foibe e dell&#8217;esodo. L&#8217;anno scorso fummo pesantemente offesi da un consigliere di sinistra. Quest&#8217;anno ha presenziato, ascoltando, il Presidente del Consiglio Comunale Matteo Iori. Nel ringraziarlo, gli feci poi visita il lunedì 9 febbraio, Giorno del Ricordo, prima dell&#8217;inizio del Consiglio comunale, donandogli una copia del libro di Udovisi. Il giorno successivo ho letto sul Carlino che aveva commemorato Udovisi e le vittime delle Foibe e tutto il Consiglio comunale aveva osservato un minuto di silenzio.</p>
<p>Concludo rivolgendomi al Sindaco Vecchi. Caro Luca, sei il primo Sindaco ad affrontare una pandemia, potresti anche essere il primo di estrazione di sinistra, non cattolica come il tuo predecessore, a riprendere iniziative istituzionali nel Giorno del Ricordo. Hai un anno per pensarci.</p>
<p>Marco Eboli, ex Consigliere comunale Reggio Emilia.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fa-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia%2F&amp;t=A+10+anni+dalla+morte+del+Maestro+Udovisi%3A+sopravvissuto+alle+foibe+e+discriminato+a+Reggio+Emilia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=A+10+anni+dalla+morte+del+Maestro+Udovisi%3A+sopravvissuto+alle+foibe+e+discriminato+a+Reggio+Emilia&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fa-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fa-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fa-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia%2F&amp;title=A+10+anni+dalla+morte+del+Maestro+Udovisi%3A+sopravvissuto+alle+foibe+e+discriminato+a+Reggio+Emilia&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fa-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia%2F&amp;media=https://i0.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/udovisi.jpg?fit=635%2C445&#038;ssl=1&amp;description=A+10+anni+dalla+morte+del+Maestro+Udovisi%3A+sopravvissuto+alle+foibe+e+discriminato+a+Reggio+Emilia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/a-10-anni-dalla-morte-del-maestro-udovisi-sopravvissuto-alle-foibe-e-discriminato-a-reggio-emilia/">A 10 anni dalla morte del Maestro Udovisi: sopravvissuto alle foibe e discriminato a Reggio Emilia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53247</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>9 maggio 1978: omicidio Moro. 9 maggio 2020: tornano le antiche ombre della trattativa Stato-Mafia</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Ferro]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 09 May 2020 19:38:27 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Italia]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[aldo moro]]></category>
      <category><![CDATA[alfonso bonafede]]></category>
      <category><![CDATA[mafia]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53243</guid>
      <description><![CDATA[<p>Oggi, 9 Maggio 2020, è una data che evoca una ricorrenza importante per la storia della Repubblica Italiana: il 9 Maggio 1978, il giorno in cui fu ucciso Aldo Moro. Nello stesso giorno alle prime ore del mattino, fu ucciso dalla mafia il giornalista Peppino Impastato. Proprio oggi, a complicare, se possibile, la già delicata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia/">9 maggio 1978: omicidio Moro. 9 maggio 2020: tornano le antiche ombre della trattativa Stato-Mafia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 9 Maggio 2020, è una data che evoca una ricorrenza importante per la storia della Repubblica Italiana: il 9 Maggio 1978, il giorno in cui fu ucciso Aldo Moro.</p>
<p>Nello stesso giorno alle prime ore del mattino, fu ucciso dalla mafia il giornalista Peppino Impastato.</p>
<p>Proprio oggi, a complicare, se possibile, la già delicata vicenda relativa alle recenti scarcerazioni dei mafiosi, connesse al Covid-19, vicenda per la quale il Ministro Bonafede è oggetto di una mozione di sfiducia da parte dell’intera opposizione, intervengono le dichiarazioni del pentito Pasquale Di Filippo.</p>
<p>Un pentito di un certo rilievo, genero di Tommaso Buscetta, e killer del gruppo di fuoco del clan Brancaccio.</p>
<p>Uomo che “cosa nostra” la conosce bene, tanto bene da aver fatto arrestare e condannare mafiosi del calibro di Bagarella, Nino Mangano, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro, Fifetto Cannella.</p>
<p>E cosa dice il pentito Di Filippo su questa vicenda?</p>
<p>Di Filippo dice: “ I boss di Palermo hanno di sicuro festeggiato per quelle scarcerazioni, so come ragionano, sono stato anche io un mafioso. Hanno festeggiato per la disorganizzazione dell’Antimafia. Dopo le stragi Falcone e Borsellino, lo Stato si è messo a fare seriamente la lotta alla mafia, i boss lo sanno. E neanche loro si aspettavano tanta disorganizzazione e confusione. Ma quando hanno capito che una grande maglia si era aperta, ne hanno approfittato subito, con decine, centinaia di istanze. Ne è venuto fuori un disastro, che non fa certo onore a chi è morto per mettere in carcere tutti quei mafiosi”.</p>
<p>Dichiarazioni che sembrano supportare quanto già dichiarato dal giudice Di Matteo, ed emerso da intercettazioni ambientali, e cioè che i mafiosi non avrebbero gradito, anzi, avrebbero fortemente avversato, la sua nomina ai vertici del DAP, “perché con lui si sarebbero chiusi i giochi”.</p>
<p>In un’altra occasione, il pentito Di Filippo aveva dichiarato: “Se uno come Bagarella sa che deve uscire in permesso, si organizza prima e prepara non uno ma sei omicidi”.</p>
<p>Ad ora Bagarella è fuori dal carcere, e come lui altri 637 esponenti della criminalità organizzata, anche se il Ministro Bonafede, invece di dimettersi, si affanna nel tentativo disperato di riportarli in carcere, in ossequio al noto proverbio “Chiudere la stalla dopo che i buoi sono già scappati”.</p>
<p>Evidentemente, almeno in questo caso, la stalla (sit iniuria verbis) andava tenuta chiusa.</p>
<p>Questa notizia arriva proprio oggi!</p>
<p>L’omicidio di Aldo Moro, concluse tragicamente un lungo periodo di crisi della storia repubblicana, cambiando per sempre la dinamica delle relazioni politiche all’interno della nostra democrazia parlamentare.</p>
<p>Fu un fatto di tale gravità, sul quale peraltro ancora non si è fatta piena luce, da oscurare quasi completamente l’omicidio del giornalista Peppino Impastato.</p>
<p>Per quest’ultimo omicidio fu condannato come mandante Gaetano Badalamenti, ed anche in questo caso, su alcuni riscontri processuali non fu mai fatta piena luce.</p>
<p>In particolare su alcuni depistaggi connessi alla strage di Alcamo Marina, su cui Impastato aveva indagato (un carteggio relativo a questa indagine giornalistica fu sequestrato dai Carabinieri ed in seguito mai più riemerso).</p>
<p>Di alcuni aspetti di questa indagine si occupò anche il giudice Nino Di Matteo (in particolare dei depistaggi relativi ai veri autori dell’omicidio). Lo stesso Di Matteo, che come sappiamo, ha pubblicamente dichiarato di non essere stato nominato ai vertici del DAP da Bonafede, perché non gradito alla mafia.</p>
<p>Nel citato episodio della strage di Alcamo Marina, in cui furono uccisi due carabinieri, emerse il retroscena di un traffico di armi, dietro il quale si ipotizzò una regia di “Gladio”, la struttura militare segreta (stay behind) operante in accordo con apparati deviati dei servizi segreti italiani, che è comparsa nelle indagini, ancora incompiute, sulle stragi di Falcone e Borsellino e sulla trattativa Stato-mafia. La stessa Gladio che emerse anche in alcuni retroscena investigativi del Caso Moro.</p>
<p>Entrambe indagini di cui si è ampiamente occupato il giudice Di Matteo, sgradito alla mafia ed a cui il Ministro Bonafede aveva preferito l’ormai dimesso Basentini.</p>
<p>Echi lontani di trattativa Stato-mafia?</p>
<p>Sul fenomeno storico, noto come trattativa Stato-mafia, esiste copioso materiale documentale, numerosi atti processuali, importanti risultanze investigative. Il tema è davvero vasto e meriterebbe uno studio a sé.</p>
<p>In questa sede, ci limiteremo a chiederci: quel periodo si può considerare completamente concluso? Che cosa dobbiamo realmente intendere per “trattativa”?</p>
<p>“Normalmente” la mafia, quando esercita il suo potere sul territorio, ad esempio per la richiesta del pizzo, prima colpisce con un attentato e poi fa la richiesta estorsiva.</p>
<p>In questo modo, a danno compiuto, dimostra la sua pericolosità ed inizia una trattativa, volta a non reiterare il comportamento estorsivo in cambio dell’accoglimento della propria richiesta criminale.</p>
<p>E questo, secondo alcune risultanze processuali, è quello che sarebbe avvenuto dopo gli attentati di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma, di Via dei Gergofili a Firenze, e di Via Palestro a Milano, in cambio dell’attenuazione del regime di detenzione stabilito dal 41-bis.</p>
<p>Dunque un quadro di destabilizzazione sociale, analogo a quello posto in essere generalmente dai gruppi terroristici, che lasci intravedere la reiterazione di fenomeni criminali di difficile controllo da parte dello Stato.</p>
<p>Ci vogliamo vivamente augurare che nella vicenda della recente rivolta delle carceri,  avvenuta nel mese di Marzo dopo l’inasprimento delle restrizioni connesse al Covid-19, non sia accaduto niente di analogo.</p>
<p>Certo, il danno c’è stato, una situazione di estrema pericolosità sociale è stata generata. La sommossa ha riguardato contemporaneamente 27 Istituti di pena. Ci sono stati 12 detenuti morti, 19 evasi, 41 agenti feriti, e danni alle strutture per 35.000.000 di Euro.</p>
<p>Successivamente, a partire dal 20 Aprile, con la scarcerazione di Francesco Bonura, e quella conseguente degli altri 637, la “pax mafiosa” è tornata.</p>
<p>Non è dato sapere con certezza se questa “pax mafiosa”, la stessa che non gradiva la nomina del giudice Di Matteo, sia il frutto di una esplicita trattativa con lo Stato, ma  di certo, se si analizzano fatti, tempi, modus operandi tipici della logica mafiosa, precedenti processuali storici, e nessi causali, è difficile, quantomeno, non porsi seriamente la domanda.</p>
<p>Una domanda, che, di per sé, già inficia il senso di sicurezza sociale che uno Stato Sovrano, attraverso le sue Istituzioni, dovrebbe garantire.</p>
<p>In presenza di un dubbio di tale rilevanza e di un danno effettivo così grave, come quello che si è venuto a determinare per la società civile, è accettabile che il Ministro Bonafede non senta il dovere di rassegnare le proprie dimissioni?</p>
<p>Sembra di no. Il Ministro Bonafede continua resistere, nonostante tutto, difeso a spada tratta dal suo Partito, il Movimento 5 Stelle, che aveva fatto del garantismo e del giustizialismo, della lotta alla mafia, la sua bandiera elettorale, e che adesso mette in atto una ipocrita liturgia di difesa dell’indifendibile che non solo ricorda, ma addirittura oscura, quella della peggiore partitocrazia della Prima Repubblica.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia%2F&amp;t=9+maggio+1978%3A+omicidio+Moro.+9+maggio+2020%3A+tornano+le+antiche+ombre+della+trattativa+Stato-Mafia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=9+maggio+1978%3A+omicidio+Moro.+9+maggio+2020%3A+tornano+le+antiche+ombre+della+trattativa+Stato-Mafia&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia%2F&amp;title=9+maggio+1978%3A+omicidio+Moro.+9+maggio+2020%3A+tornano+le+antiche+ombre+della+trattativa+Stato-Mafia&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2F9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia%2F&amp;media=https://i1.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/moro.jpg?fit=1300%2C868&#038;ssl=1&amp;description=9+maggio+1978%3A+omicidio+Moro.+9+maggio+2020%3A+tornano+le+antiche+ombre+della+trattativa+Stato-Mafia" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/9-maggio-1978-omicidio-moro-9-maggio-2020-tornano-le-antiche-ombre-della-trattativa-stato-mafia/">9 maggio 1978: omicidio Moro. 9 maggio 2020: tornano le antiche ombre della trattativa Stato-Mafia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53243</post-id>
    </item>
    <item>
      <title>La primavera silenziosa: l’alba del “capitalismo della sorveglianza”</title>
      <link>https://www.qelsi.it/2020/la-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza/</link>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Pecchioli]]></dc:creator>
      <pubDate>Sat, 09 May 2020 16:05:59 +0000</pubDate>
      <category><![CDATA[Cultura]]></category>
      <category><![CDATA[Opinioni]]></category>
      <category><![CDATA[capitaliamo]]></category>
      <guid isPermaLink="false">https://www.qelsi.it/?p=53238</guid>
      <description><![CDATA[<p>“Primavera silenziosa” è un libro della biologa ed ambientalista americana Rachel Carson. Scritto nel 1962, è considerato il testo-manifesto del nascente movimento ecologista. Il titolo fa riferimento all’uso indiscriminato di DDT (diclorodifeniltricloroetano), il composto chimico all’epoca largamente utilizzato come disinfettante e insetticida, specie in ambito agricolo. Il prodotto aveva un terribile impatto su molte specie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/la-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza/">La primavera silenziosa: l&#8217;alba del “capitalismo della sorveglianza”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>“Primavera silenziosa” è un libro della biologa ed ambientalista americana Rachel Carson. Scritto nel 1962, è considerato il testo-manifesto del nascente movimento ecologista. Il titolo fa riferimento all’uso indiscriminato di DDT (diclorodifeniltricloroetano), il composto chimico all’epoca largamente utilizzato come disinfettante e insetticida, specie in ambito agricolo. Il prodotto aveva un terribile impatto su molte specie animali, che vennero sterminate, rendendo silenziosa la primavera, non più allietata dal volo e dal canto degli uccelli. Di passo, si scoprì che il DDT era altamente dannoso anche per l’uomo, con gravi effetti cancerogeni che portarono, non senza una dura battaglia, al divieto della sua utilizzazione.</p>
<p>La primavera del 2020 è silenziosa per motivi diversi. La paura del Coronavirus ci ha confinati in casa. I giardini delle città non risuonano più delle voci dei bambini, il distanziamento sociale si rende afasici. Anche le lunghe code davanti ai negozi sono tristi, in genere mute, come muti sono i passeggeri dei mezzi pubblici. Non ci possiamo più parlare e neanche guardare in faccia, nascosti dalle mascherine.</p>
<p>La speranza è che si tratti di un intermezzo, una triste pausa nella frenesia postmoderna, ma il rischio è che questa maledetta primavera sia la prima di un’era nuova, caratterizzata dal silenzio, dall’isolamento e soprattutto da una nuova unanimità obbligata. Per paura, abbiamo rinunciato senza fiatare a enormi spazi di libertà, accettando persino che fossero calpestate le modalità formali, tanto importanti, in apparenza, nelle società aperte in cui presumevamo di vivere. Se attorno al virus si è sviluppato un gigantesco esperimento di ingegneria sociale, cosa di cui siamo convinti, questo esperimento è perfettamente riuscito. La primavera silenziosa, simboleggiata dal tetro deserto dei giardini e dall’assenza del vociare vitale dei più piccoli, minaccia di travolgerci.</p>
<p>Il libro più importante degli ultimi anni è sicuramente “Il capitalismo della sorveglianza”, della docente americana Shoshana Zuboff. Temiamo che la sua documentata indagine abbia colto nel segno. Proprio l’emergenza sanitaria globale – qualunque sia la causa e la portata dell’infezione – sembra confermarlo. In Italia, al di là delle specifiche scelte del potere politico, abbiamo sperimentato il silenzio assordante – il nostro – e il coro altrettanto assordante del sistema di comunicazione. All’inizio e alla fine di ogni blocco pubblicitario e di ogni trasmissione radiotelevisiva, abbiamo visto e ascoltato lo stesso annuncio imperioso, diventato “virale” in tempo di virus: restate a casa. In più, ossessivamente, siamo bombardati dall’intimazione di non prestare fede ad altri che al governo e al potere. Solo loro, depositari della verità e della Scienza, con l’ausilio dei cosiddetti esperti, conoscono la Verità, il Bene e il Giusto. Di fatto, siamo fuoriusciti dalla democrazia sostanziale e dal perimetro di libertà in cui credevamo di vivere, recettori passivi e silenziosi di messaggi sempre più numerosi, potenti ed univoci.</p>
<p>Non dubitiamo della buona fede e delle ottime intenzioni di alcuni, ma di fatto è stato vietato il dibattito e il confronto con lo stesso accanimento repressivo con cui sono perseguiti i reprobi, quelli che non si attengono, in tutto o in parte, alle prescrizioni calate dall’alto senza dibattito. Ci hanno scagliato contro un apparato punitivo che non conoscevamo, coadiuvato dalla delazione privata. Abbiamo visto sorvolare le città da droni tesi a scoprire dove ci trovavamo, mentre gli apparati di potere ci hanno fatto sapere che sono in grado di sorvegliare – e punire- attraverso il controllo dei telefoni. Il potere panottico “che osserva tutto”, lo abbiamo visto in azione e la domanda è: agisce per noi o contro di noi? La dimensione della sorveglianza, dunque della manipolazione profonda, attraverso le risorse della psicologia sociale, dell’antropologia e della tecnologia digitale, si è impadronita della nostra vita.</p>
<p>Poiché il salto è enorme ed il cambiamento fa presagire un mutamento di paradigma storico ed esistenziale, occorre meditare sulla primavera silenziosa, affinché non diventi la nuova quotidianità. Riportiamo le definizioni del tempo presente proposte da Shoshana Zuboff, convinti che la ricercatrice, pur coraggiosa, non sia arrivata al fondo delle cose, concentrandosi sugli aspetti della vita economica e trascurando in parte la ferita alla dimensione morale e spirituale dell’umanità. Il capitalismo della sorveglianza è un nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana come materia prima per pratiche commerciali segrete di estrazione, previsione e vendita; una logica economica parassitaria nella quale la produzione di beni e servizi è subordinata a una nuova architettura globale per il cambiamento dei comportamenti; una mutazione pirata del capitalismo caratterizzata da concentrazione di ricchezza, conoscenza e potere senza precedenti nella storia dell’umanità; lo scenario alla base dell’economia della sorveglianza; un’importante minaccia per la natura umana nel Ventunesimo secolo, proprio come il capitalismo industriale lo era per la natura nei secoli Diciannovesimo e Ventesimo; l’origine di un nuovo potere strumentalizzante che impone il proprio dominio sulla società  e sfida la “democrazia dei mercati”; un movimento che cerca di imporre un nuovo ordine collettivo basato sulla sicurezza assoluta; un’espropriazione dei diritti umani fondamentali che proviene dall’alto: la sovversione della sovranità del popolo.</p>
<p>Il mondo anglosassone è essenzialmente pragmatico, per niente metafisico. La Zuboff non sfugge alla regola, ma l’insistenza sul versante economico del tema presenta due vantaggi: rende comprensibile l’attacco sferrato dai padroni universali a un largo pubblico educato solo ai valori materiali, strumentali; in più afferma in termini accessibili che il presente è caratterizzato da ferrei monopoli, che dall’ambito economico tracimano in quello della conoscenza, della comunicazione e del senso della vita. La “democrazia dei mercati” altro non è che il diritto a operare in libertà, mentre il panorama reale è quello di squali finanziari sempre più grandi che mangiano, digeriscono e sputano ogni altro attore economico.</p>
<p>Diciamo di più: se lo scopo di alcuni è certamente la compravendita dei dati e meta-dati ricavati dalla sorveglianza e dalla profilazione, l’obiettivo ultimo è di natura antropologica. Ovvero il dominio su un’umanità ridotta prima a consumatrice, poi a capi di bestiame d’allevamento dalla vita (e dalla morte) programmata prima della nascita. È una lotta per il potere basato sulla conoscenza (e sulla conseguente predittività dei comportamenti) a cui la Zuboff oppone tre domande raggelanti, rispetto ai nostri comportamenti: “chi lo sa? Chi decide chi lo sa? Chi decide chi decide chi lo sa?” I principali imputati sono i giganti di Silicon Valley, Google, Facebook, Amazon, Apple, oltre a Microsoft, la creatura del “filantropo” dei vaccini, BillGates, ma non possiamo dimenticare che i monopoli privati sono alleati e collegati al piano più elevato dell’oligarchia finanziaria, militare e industriale, le cui propaggini operative sono gli apparati riservati di <em>intelligence</em> di alcune potenze occidentali.</p>
<p>La posta in palio, non dimentichiamolo, non è tanto un maggiore o minore benessere materiale, ma addirittura il libero arbitrio, la più importante delle facoltà umane. Scrive Lorenzo Bertocchi sul “Timone”: “il <strong>capitalismo della sorveglianza</strong> è davvero pericoloso, non solo perché è un attacco alla democrazia e alla distribuzione della ricchezza, certo anche per queste cose, ma è tremendo perché si insinua silenzioso nella battaglia tra bene e male. (…) Quanto meno siamo liberi tanto meno scegliamo davvero noi il bene e il male, perciò diventiamo come gli animali, che non conoscono atti davvero malvagi, ma nemmeno buoni. (…) Come tante marionette mettiamo a disposizione non solo il nostro portafogli o il nostro voto, ma direttamente la nostra capacità di scegliere e fare il bene. Come topi nel labirinto ci troviamo a procedere in una direzione obbligata che potrebbe perfino risultarci piacevole. È questo il controllo che si vuole raggiungere, quello di predire e poi orientare i nostri passi verso il falso bene dei sorveglianti”.</p>
<p>I quali, non dimentichiamolo, sono i padroni universali, i beneficiari della privatizzazione di tutto e dell’acquisto di corpi e anime. C’è di peggio, ed è quello che rende davvero <em>horror </em>lo scenario: siamo noi stessi a collaborare, finanche a pagare per diventare schiavi: l’inveramento del mito della caverna di Platone. Tutto ciò con il gigantesco imbroglio della “comodità”, della “facilità”, con la quale, fingendo di conservare le forme della procedura democratica (derogate senza colpo ferire in questi mesi sotto la pressione di un’emergenza grave, ma artatamente gonfiata) e diffondendo senza posa messaggi di falsa libertà (il bispensiero di Orwell), ci hanno ridotti al silenzio. Paura, terrore, e un apparato repressivo sempre più occhiuto in cui un numero crescente di parole, idee, prese di posizione, domande, sono proibite per legge. L’assenza di significative reazioni ha reso più facile procedere nell’operazione di riconfigurazione antropologica per via tecnica e tecnologica: primato della Scienza, mito del Progresso, discredito e pubblico ammutolire di ogni dissidenza.</p>
<p>Ci permettiamo un’autocitazione, dal nostro Tecnopolis (Effepi Edizioni). “Etienne De La Boétie aveva già constatato con meraviglia una costante attitudine umana al servaggio.  La libertà è la sola cosa che [gli uomini] non desiderano affatto, o almeno così sembra, per la semplice ragione che se la desiderassero, l’avrebbero: come se rifiutassero un bel guadagno solo perché troppo facile da ottenere.  I classici del pensiero sono molto studiati dalle élite del mondo. La cultura che negano a noi, destinatari di un sapere frammentato e strumentale, è di casa nelle università di chi è destinato al comando, dove si studia persino l’arte della retorica, ripresa dal pensiero greco. Il collo di bottiglia in cui ci hanno imprigionato, la caverna che abitiamo con il privilegio della connessione, non prevede la conoscenza e tanto meno il pensiero critico. Al gregge non è concesso di vedere il volto del padrone, solo il pastore ed i suoi cani. Loro forniscono il buon pascolo, loro conducono verso il mattatoio.”</p>
<p>“La tecnologia cui è stata data mano libera, attraverso finanziamenti immensi che hanno facilitato continue scoperte ed avanzamenti di conoscenza è ormai incontrollabile, tanto che un fisico ungherese premio Nobel, Dennis Gabor, teorizzò apertamente un principio che da lui prende il nome (legge di Gabor): tutto ciò che è tecnicamente fattibile, deve essere realizzato, sia che tale realizzazione sia giudicata buona o condannabile. Questo è lo stato dell’arte, (…) che guida l’azione dei padroni del mondo.  Il paradigma citato chiude il cerchio, realizzando il villaggio globale immaginato da Marshall Mc Luhan, in cui, teoricamente, tutti controllano tutti, ma dove gli schiavi siamo noi, giacché l’intero apparato – il più esteso nella storia millenaria dell’<em>homo sapiens </em>– è gestito per propri interessi ed utilità da un grumo di entità private e pubbliche ad un livello superiore”.</p>
<p>Diventiamo silenziosi in quanto indifesi in termini di autonomia, solidarietà comunitaria e libertà. Il testo della Zuboff è, involontariamente, un capolavoro del genere <em>horror</em>. “Fatico a ricordare un libro che mi abbia inquietato come quello della Zuboff, con la sua descrizione di gotici algoritmi demoniaci che ci pedinano ogni istante di ogni ora di ogni giorno per prosciugarci di tutti i nostri metadati. “(Sam Biddle, <em>The Intercept</em>). Orrorifico, ovviamente, non è il libro, ma lo scenario che ricompone.</p>
<p>Purtroppo l’immensa maggioranza della popolazione non possiede più i filtri critici e neppure una sommaria informazione di verità su quello che sta accadendo non intorno alla sua vita, ma addirittura dentro il corpo e l’anima di ciascuno. Altrettanto silenziose sono le agenzie di senso, le religioni e le teorie morali. Grande sconfitta è la libertà concreta, quotidiana. La consapevolezza è scarsa e la reazione – lo abbiamo verificato nei mesi di emergenza sanitaria – pressoché nulla. La primavera silenziosa minaccia di diventare un lungo inverno di disumanità e costrizione. Nutriamo poche speranze, ma una resta: sfruttare le fenditure, gli interstizi, gli spazi residui di autonomia e dissenso per alimentare un cambio di paradigma che smascheri chi ci sta rendendo muti, a cominciare dal tradimento plateale della stessa ideologia a cui lor signori affermano di riferirsi, il liberalismo.</p>
<p>Per amore di noi stessi e della libertà, come ha rilevato acutamente un osservatore, forse l’inganno globale del Corinavirus potrà servire per salvare il liberismo da se stesso, a partire da un brano rivelatore del manifesto del Partito Comunista del 1848 di Karl Marx: “[la borghesia, ovvero il capitalismo] al posto delle innumerevoli libertà patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libertà di commercio priva di scrupoli.” Una libertà per pochi che si trasforma in dominio “tecnico” inflessibile, totalitarismo sempre meno mascherato. Ne riparleremo, nella speranza – o nella generosa illusione – che la primavera silenziosa del nostro scontento diventi estate fragorosa di libertà.</p>

<div class="share-on-box"><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-facebook" href="https://www.facebook.com/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fla-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza%2F&amp;t=La+primavera+silenziosa%3A+l%E2%80%99alba+del+%E2%80%9Ccapitalismo+della+sorveglianza%E2%80%9D" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Facebook</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-twitter" href="https://twitter.com/intent/tweet?text=La+primavera+silenziosa%3A+l%E2%80%99alba+del+%E2%80%9Ccapitalismo+della+sorveglianza%E2%80%9D&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fla-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Twitter</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-googleplus" href="https://plus.google.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fla-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza%2F" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Google+</span></a><a target="_blank" class="share-on" id="share-on-linkedin" href="https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fla-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza%2F&amp;title=La+primavera+silenziosa%3A+l%E2%80%99alba+del+%E2%80%9Ccapitalismo+della+sorveglianza%E2%80%9D&amp;source=https://www.qelsi.it/" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">LinkedIn</span></a><a target="_blank" class="share-on last-share-button" id="share-on-pinterest" href="https://pinterest.com/pin/create/bookmarklet/?url=https%3A%2F%2Fwww.qelsi.it%2F2020%2Fla-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza%2F&amp;media=https://i2.wp.com/www.qelsi.it/wp-content/uploads/2020/05/capitalismo-sorveglianza.jpg?fit=512%2C288&#038;ssl=1&amp;description=La+primavera+silenziosa%3A+l%E2%80%99alba+del+%E2%80%9Ccapitalismo+della+sorveglianza%E2%80%9D" onclick="window.open(this.href,&#039;targetWindow&#039;,&#039;toolbar=no,location=no,status=no,menubar=no,scrollbars=yes,resizable=yes,width=700,height=450&#039;);return false;"><span class="share-text">Pinterest</span></a></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it/2020/la-primavera-silenziosa-lalba-del-capitalismo-della-sorveglianza/">La primavera silenziosa: l&#8217;alba del “capitalismo della sorveglianza”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qelsi.it">Qelsi Quotidiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
      <post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53238</post-id>
    </item>
  </channel>
</rss>
