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    <description>Tecnologia, Arte, Stile, Cultura</description>
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      <title>Perché sul “Baby Boom” di Chicco stanno sbagliando tutti</title>
      <link>https://tasc.it/2018/07/12/le-critiche-al-baby-boom-chicco</link>
      <comments>https://tasc.it/2018/07/12/le-critiche-al-baby-boom-chicco#respond</comments>
      <pubDate>Thu, 12 Jul 2018 20:27:02 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Michelangelo Caruso]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Questo è lo spot che Chicco, notissima azienda di prodotti per la prima infanzia di proprietà di Artsana Group, ha pubblicato il 10 luglio. Uno spot forse un po&#8217; enfatico ma di certo innocuo che gioca sull&#8217;esclusione dai mondiali dell&#8217;Italia per spingere i consumatori ad acquistare i prodotti di Chicco (perché badate bene, di questo si tratta: lo spot di un&#8217;azienda rivolto a consumatori per promuovere i propri prodotti). E in paio di giorni ha -naturalmente- scatenato tutto un arco di opinioni che vanno dall&#8217;indignato al concorde, e tutte per i motivi più sbagliati. Non è la prima volta che accade una cosa simile, e va comunque notata come questa tendenza a politicizzare qualunque cosa, anche dei semplici spot pubblicitari, stia diventando sempre più prepotente, violenta, ma soprattutto inutile: ricordate cosa successe con la pubblicità dei Buondì Motta, giusto per citare l&#8217;esempio più recente? Una pubblicità che dopo anni di innocuo vuoto cosmico ha riportato un po&#8217; di brio ed ironia tra gli spot. Ho detto un po&#8217; perchè siamo ben lontani dall&#8217;ironia di alcuni spot dei &#8217;90 e dei 2000, ma se il metro di paragone sono anni di battute panarielle e paradisi crozzici che fanno desiderare ardentemene di essere beccati in pieno dal meteorite di Motta, capite come tutto sommato anche l&#8217;odiosa bambina e la mamma supponente siano una ventata di freschezza. Va sottolineato d&#8217;altro canto come per un&#8217;agenzia sia sempre più difficile proporre uno spot che non offenda nessuno. Per motivare il mio concetto, prendiamo ad esempio il caso del pessimo spot del caffè Moreno, che ha sicuramente mille e mille difetti, tra cui anche molti palesemente...</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<div class="youtubevideo"><iframe width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/upxsL__Wm_U?rel=0&theme=light&color=white&wmode=opaque&modestbranding=0" frameborder="" allowfullscreen=""></iframe></div>
<p>Questo è lo spot che<strong> Chicco</strong>, notissima azienda di prodotti per la prima infanzia di proprietà di <strong>Artsana Group,</strong> ha pubblicato il 10 luglio. Uno spot forse un po&#8217; enfatico ma di certo innocuo che gioca sull&#8217;esclusione dai mondiali dell&#8217;Italia per spingere i consumatori ad acquistare i prodotti di Chicco (perché badate bene, di questo si tratta: lo spot di un&#8217;azienda rivolto a consumatori per promuovere i propri prodotti).<br />
E in paio di giorni ha -naturalmente- <strong>scatenato tutto un arco di opinioni che vanno dall&#8217;indignato al concorde, e tutte per i motivi più sbagliati.</strong></p>
<p>Non è la prima volta che accade una cosa simile, e va comunque notata come questa tendenza a <strong>politicizzare qualunque cosa</strong>, anche dei semplici spot pubblicitari, stia diventando sempre più prepotente, violenta, ma soprattutto inutile: ricordate cosa successe con la <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8lD2OANXqco">pubblicità dei Buondì Motta</a></strong>, giusto per citare l&#8217;esempio più recente?</p>
<p>Una pubblicità che dopo anni di innocuo vuoto cosmico ha riportato un po&#8217; di brio ed ironia tra gli spot. Ho detto un po&#8217; perchè siamo ben lontani dall&#8217;ironia di alcuni spot dei &#8217;90 e dei 2000, ma se il metro di paragone sono anni di battute panarielle e paradisi crozzici che fanno <strong>desiderare ardentemene di essere beccati in pieno dal meteorite di Motta</strong>, capite come tutto sommato anche l&#8217;odiosa bambina e la mamma supponente siano una ventata di freschezza.<br />
Va sottolineato d&#8217;altro canto come per un&#8217;agenzia sia sempre più difficile proporre uno spot che non offenda <strong>nessuno</strong>. Per motivare il mio concetto, prendiamo ad esempio il caso del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=c5_HUmKcMxM">pessimo spot del <strong>caffè Moreno</strong></a>, che ha sicuramente mille e mille difetti, tra cui anche molti palesemente <em>tecnici,</em> per non parlare del fatto che Elisabetta Gregoraci a confronto del giovanotto galante risulti anche un&#8217;attrice degna di un premio Oscar (e sottolineo che siamo parlando della Gregoraci), ma di certo imputargli un <a href="http://occhioallospot.altervista.org/caffe-moreno-sessismo/">&#8220;immaginario da donna-oggetto sessualizzata&#8221;</a> solo perché le offrono un caffé è un volo pindarico forse un po&#8217; estremo. E se anche un meteorite finto in computer grafica risveglia i peggiori istinti inquisitori delle mamme apprensive del MOIGE, è chiaro come un&#8217;agenzia ed un&#8217;azienda preferiscano<strong> giocare in difesa</strong> <strong>con spot insulsi</strong> e dimenticabili piuttosto che osare in umorismo e rischiare l&#8217;ennesimo <em><strong>flame</strong></em> sui social network, o l&#8217;ennesima <strong><em>bufera social</em> </strong>sulle pagine dei giornali online.</p>
<div id="attachment_62264" style="width: 1930px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-62264 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi.jpg" alt="" width="1920" height="960" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi.jpg 1920w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-300x150.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-768x384.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-800x400.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-250x125.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-550x275.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-360x180.jpg 360w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-600x300.jpg 600w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/buondi-1000x500.jpg 1000w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><p class="wp-caption-text">&#8220;MAMMA! MAMMA! Vorrei uno spot che coniughi il mio desiderio di polemica sterile alla mia indignazione da leone da tastiera!&#8221;</p></div>
<p>Ma tornando alla pubblicità di Chicco, c&#8217;è tutta una serie di <strong>significati nascosti</strong> che i diversi commentatori hanno trovato nello spot, e che possono essere divisi in due grandi categorie: gli <em>indignati</em> e e gli <em>entusiasti</em>.</p>
<h3>Gli indigniati!!1!</h3>
<p>Tra gli <em>indignati</em> per lo spot troviamo perle come: mamme preoccupate per il messaggio <strong>diseducativo e spintamente sessuale</strong> che lo spot porterebbe con sè, immemori probabilmente delle pubblicità meno appariscenti, ma decisamente più sessualizzate, che giorno dopo giorno trovano spazio anche durante le cosiddette fasce protette, dove modelle ammiccanti che, nulla sono eccetto che <strong>sensualità amplificata,</strong> promuovono dal profumo all&#8217;assorbente; ma anche persone che non possono avere figli hanno percepito il messaggio di Chicco come un&#8217;<strong>offesa personale;</strong> o anche chi butta in mezzo la <strong>questione economico-sociale del non potersi permettere di fare figli</strong>.<br />
Il tutto come se toccasse alla Chicco proporre politiche per favorire la natalità e non ad un governo eletto <strong>proprio per fare questo</strong>. Onestamente credo che porre un&#8217;opinabile pubblicità di un&#8217;azienda che mira ad un profitto alla stregua di una <a href="https://www.ilpost.it/2016/09/22/il-fertility-day-e-diventato-una-farsa/">pessima campagna informativa</a> sociale varata da un ministero sia scorretto, ingiusto, illogico ed soprattutto stupido.</p>
<h3>Gli arditi entusiasti</h3>
<p>Ma mentre gli indignati sono un gruppo eterogeneo ed affascinante, gli <em>entusiasti</em> invece sembrano provenire tutti da una sponda univoca, un mondo fatto di <strong>attacchi allogeni all&#8217;italica stirpe, nazionalismo ottuso, sovranismo ed antiglobalismo</strong>, e tutti i <em>migliori</em> concetti del peggior Ventennio:</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-62285" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/01.jpg" alt="https://twitter.com/Digicontact/status/1017017718120288256" width="630" height="293" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/01.jpg 630w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/01-300x140.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/01-250x116.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/01-550x256.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/01-387x180.jpg 387w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" />
<p>Posso solo immaginare quanto l&#8217;abbiano presa male Captain Planet, Wolverine e la donna barbuta.<br />
O come fa notare <strong>Francesco di Giuseppe</strong>:</p>
<img class="alignnone wp-image-62286 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/02.jpg" alt="https://twitter.com/FraDiGiuseppe/status/1017055977500237825" width="633" height="880" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/02.jpg 633w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/02-216x300.jpg 216w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/02-250x348.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/02-550x765.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/02-129x180.jpg 129w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/02-360x500.jpg 360w" sizes="(max-width: 633px) 100vw, 633px" />
<p>E poco importa che al primo minuto dello spot appaia una sorridente <strong>bambina mulatta</strong>, e subito dopo una focosa coppia <strong>italo-pakistana</strong> e dopo ancora un&#8217;altra coppia <strong>afro-italiana</strong>, probabilmente le immagini scorrono troppo veloci per essere colte dal Di Giuseppe, che quando non è impegnato nel suo ruolo di critico sociale di spot televisivi è tra l&#8217;altro <strong>dirigente nazionale di Fratelli d’Italia</strong> e Vice Presidente di Gioventù Nazionale. O magari considera italiane pure queste coppie, creando però un cortocircuito logico con tutta la retorica becera <em>anti-Ius Soli</em> e <em>anti-immigrazione</em> a cui ci ha abituati Fratelli D&#8217;Italia.</p>

<a href='https://tasc.it/2018/07/12/le-critiche-al-baby-boom-chicco/1-93'><img width="470" height="470" src="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/1-470x470.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/1-470x470.jpg 470w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/1-48x48.jpg 48w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/1-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a>
<a href='https://tasc.it/2018/07/12/le-critiche-al-baby-boom-chicco/2-75'><img width="470" height="470" src="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/2-470x470.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/2-470x470.jpg 470w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/2-48x48.jpg 48w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/2-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a>
<a href='https://tasc.it/2018/07/12/le-critiche-al-baby-boom-chicco/3-53'><img width="470" height="470" src="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/3-470x470.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/3-470x470.jpg 470w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/3-48x48.jpg 48w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/3-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a>

<p>Ma il corollario di commenti entusiasti non si chiude qui, troviamo ancora perle come quella che vuole la Chicco come baluardo contro il <strong>piano Kalergi</strong>, nota bufala globale che ha preso il posto nel cuore dei moderni creduloni complottisti del Protocollo dei savi di Sion:</p>
<img class="alignnone wp-image-62287 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03.jpg" alt="https://twitter.com/Franciscovota/status/1017025389158428672" width="631" height="550" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03.jpg 631w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03-300x261.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03-250x218.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03-550x479.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03-207x180.jpg 207w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03-344x300.jpg 344w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/03-574x500.jpg 574w" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" />
<p>Senza contare poi anche il fondamentale apporto dei <em>pezzi grossi</em> della politica italiana:</p>
<img class="alignnone wp-image-62288 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04.jpg" alt="https://twitter.com/AlemannoTW/status/1017061367776530434" width="633" height="594" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04.jpg 633w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04-300x282.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04-250x235.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04-550x516.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04-192x180.jpg 192w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04-320x300.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/04-533x500.jpg 533w" sizes="(max-width: 633px) 100vw, 633px" />
<p><strong>Gianni Alemanno</strong>, che si sa, è uno che alla famiglia ci tiene. Parentopoli docet.</p>
<p>E anche <strong>Giorgia Meloni</strong> (che nel frattempo ha integrato anche all&#8217;anagrafe la <span class="FullNameGroup"><strong class="fullname show-popup-with-id u-textTruncate " data-aria-label-part="">ن </strong></span>araba nel suo nome) decide di scendere in campo per difendere Chicco dal linciaggio mediatico. &#8220;<em>Vaste programme</em>&#8220;.</p>
<img class="alignnone wp-image-62289 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05.jpg" alt="https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/1017302486888189952" width="633" height="652" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05.jpg 633w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05-291x300.jpg 291w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05-48x48.jpg 48w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05-250x258.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05-550x567.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05-175x180.jpg 175w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/05-485x500.jpg 485w" sizes="(max-width: 633px) 100vw, 633px" />
<p>Ed infine, poteva mancare in questo divertente bailamme <strong>Casapound</strong>? Ovviamente no:</p>
<img class="alignnone wp-image-62290 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/06.jpg" alt="https://twitter.com/AntoniniMauro/status/1017059458755723265" width="634" height="675" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/06.jpg 634w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/06-282x300.jpg 282w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/06-250x266.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/06-550x586.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/06-169x180.jpg 169w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/06-470x500.jpg 470w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" />
<p>Tutto nella figura di <strong>Mauro Antonini</strong>, responsabile per il Lazio di CasaPound Italia e fondatore del Circolo Futurista, che rilancia un vecchio progetto di Casapound. Come vediamo dall&#8217;esaustiva infografica, con un migrante ci paghi <strong>ben due bambini</strong>, e restano pure 50 € extra per il vestitino da balilla del terzo millennio. Poco importa se poi il sistema sarebbe molto più complesso di così e vede fondi europei vincolati.</p>
<h3>La questione tecnica, ovvero &#8220;perché una guerra d&#8217;opinione è inutile&#8221;</h3>
<p>Aggiungerei che sarebbe divertente far conoscere agli entusiasti come Chicco sia anche proprietaria del marchio <strong>Control</strong> (si, quello dei profilattici), per vedere quale cortocircuito logico innescherebbe. Così come sarebbe divertente capire come mai persone che dicono di combattere il <em>turbocapitalismo globalista</em>, si ritrovino a sostenere una multinazionale. Ma restiamo un attimo sulla questione tecnica. La mia considerazione vuole passare innanzitutto dal far notare come costruire una <strong>narrazione valoriale</strong> dietro ad un brand sia una tendenza ormai imprescindibile e come questa non sia del tutto errata, anzi, fino a quando <strong>A)</strong> il brand riesce a<strong> gestire</strong> i suoi valori aziendali e <strong>B)</strong> a farli <strong>coincidere con la propria immagine</strong> e con quella <strong>percepita dal consumatore </strong>tutto ciò è più che lecito. Questo però può avere ripercussioni spiacevoli se nella tua narrazione entra un <strong>fattore negativo</strong>: cioè se ti muovi <strong>contro</strong> qualcosa e non <strong>a favore di</strong> qualcosa. Muoversi contro qualcosa o qualcuno è sempre controproducente tranne se si tratta di palesi ingiustizie (e comunque anche in quel caso il sottotesto è sempre positivo perché si <strong>difende</strong> qualcosa). Per portare un esempio rimanderei a <strong>Barilla</strong>, che ha sempre avuto una narrazione vicina all&#8217;idea di <strong>casa</strong>, di <strong>famiglia</strong>, e che come tale è stata sempre percepita.</p>
<p>O almeno fino a quando <strong>Guido Barilla</strong>, patron dell&#8217;omonima multinazionale si lasciò andare ai microfoni della Zanzara di <strong>Radio24</strong> in affermazioni che <a href="https://www.huffingtonpost.it/2013/09/26/barilla-no-spot-con-omosessuali_n_3993977.html">hanno infastidito la comunità LGBTQ</a>; abbiamo visto come, con queste esternazioni, Barilla abbia <strong>offerto il fianco alla concorrenza</strong>, che ha approfittato dello scivolone per avvantaggiarsene con le famiglie <em>non tradizionali</em> e di come lo stesso Guido Barilla si sia dovuto cospargere il capo di cenere più e più volte per rimediare alla figuraccia. Quello che non abbiamo visto è come l&#8217;azienda si sia investita nel corso degli anni a sostegno di progetti contro la discriminazione e a favore della diversità che sono valsi a Barilla il punteggio massimo possibile dalla <a href="https://www.hrc.org/">Human Right Campaign</a>. Di sicuro una saggia ed oculata gestione di una sconfitta diventata una vittoria, che comunque non avrebbe lasciato questa macchia indelebile se Barilla si fosse in primo luogo <strong>espresso come presidente di una multinazionale</strong> praticamente perfetta sotto il profilo valoriale e non come il titolare di un fabbrichetta della Brianza. Ovviamente non è un attacco alle PMI brianzole, credo sia chiaro che mi riferisco ad un questione più pragmatica: se sei a capo di una multinazionale con un target così esteso, anche le tue parole devono avere un respiro internazionale e tenere conto che molti dei consumatori possono <strong>anche non essere eterosessuali</strong>.</p>
<div id="attachment_62291" style="width: 1443px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-62291 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico.jpg" alt="" width="1433" height="816" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico.jpg 1433w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-300x171.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-768x437.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-800x456.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-250x142.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-550x313.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-316x180.jpg 316w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-527x300.jpg 527w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/07/italico-878x500.jpg 878w" sizes="(max-width: 1433px) 100vw, 1433px" /><p class="wp-caption-text">Arditi patrioti festeggiano la disfatta del turbomondialismo allogeno buonista dopo il loro estremo sforzo atto alla ripopolazione dell&#8217;italico suolo (ISTITVTO LVCE)</p></div>
<h3>Quindi Chicco ha sbagliato o stiamo sbagliando noi?</h3>
<p>Non è questo il caso di <strong>Chicco</strong>, che tutto sommato si trova trascinata in una polemica dettata da <strong>fraintendimenti</strong> del messaggio e dall&#8217;eccessivo<em> politicamente corretto</em>. Chicco è un&#8217;azienda con una gamma di valori <strong>tanto semplici quanto efficaci</strong>, e seppure lo spot in sè e per sè tende un po&#8217; più verso l&#8217;<em>ammiccamento</em> a famiglie tradizionali, lo fa innanzitutto <strong>non escludendo qualcuno,</strong> ma semplicemente riferendosi al suo <strong>target principale</strong>. Rifacendomi al caso Barilla di cui sopra è chiaro che Chicco non sia andata contro qualcuno, non avendo di certo negato il potere di avere figli a famiglie di altro tipo rispetto a quelle del target principale, ma semplicemente spronando le seconde. E se associare dei valori al proprio brand può essere positivo per un&#8217;azienda, a patto che questi valori corrispondano poi con la filosofia aziendale (come nel caso di <strong>British Petroleum</strong> che nonostante un sistema valoriale <em>green</em>, ha sulle spalle tra le altre cose il <a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/sentenza-definitiva-disastro-ambientale-bp-333/">disastro ambientale di Deep water Horizon</a>) è invece controproducente far si che i valori prendano totalmente possesso del brand, ma soprattutto lasciare questi valori <strong>in balia del consumatore</strong>, che potrebbe <strong>fraintenderli completamente</strong>, come nel caso di cui vi abbiamo parlato oggi.</p>
<p>Lasciare che uno spot che ha l&#8217;unica colpa di essere<strong> oggettivamente bruttarello</strong> diventi bersaglio di critiche feroci non è saggio, ma ancora meno saggio è permettere che dei gruppi politici totalmente carenti di idee concrete si appoggino ad un messaggio per svilirlo e trasformarlo da innocente (e riconosciamoglielo, anche ingenuo) invito in <strong>pura propaganda</strong>.</p>
<p>E d&#8217;altro canto, davvero c&#8217;è bisogno di sottolineare quanto sia ridicola una fazione che ha un&#8217;agenda politica sovrapponibile ad una pubblicità della Chicco?</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/07/12/le-critiche-al-baby-boom-chicco">Perché sul &#8220;Baby Boom&#8221; di Chicco stanno sbagliando tutti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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    </item>
    <item>
      <title>Oscar 2018: Le opinioni del Cast (e non solo)</title>
      <link>https://tasc.it/2018/03/04/oscar-2018-le-opinioni-del-cast-non-solo</link>
      <comments>https://tasc.it/2018/03/04/oscar-2018-le-opinioni-del-cast-non-solo#respond</comments>
      <pubDate>Sun, 04 Mar 2018 14:00:23 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[il Cast]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[call me by your name]]></category>
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      <category><![CDATA[Il filo nascosto]]></category>
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      <category><![CDATA[miglior film]]></category>
      <category><![CDATA[missouri]]></category>
      <category><![CDATA[oscar 2018]]></category>
      <category><![CDATA[Previsioni]]></category>
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      <category><![CDATA[the shape of water]]></category>
      <category><![CDATA[tre manifesti a ebbing]]></category>
      <category><![CDATA[vincitore]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno, dopo una piccola pausa nel 2017, abbiamo deciso di tornare a recensire i 9 film candidati come Miglior Film in questi Oscar 2018. 9 persone differenti hanno analizzato, lodato o affossato i 9 film candidati. Adesso è il momento di mettere insieme le opinioni di tutto il Cast (e non solo, dato che siamo stati aiutati da alcuni outsider di Tasc) e cercare di indovinare quale sarà il film che questa notte si aggiudicherà l&#8217;ambitissima statuetta dorata. Prima di passare alle cose formali (semicit.), ripercorriamo tutti gli articoli che ci hanno portato a questo super-articolone: The Shape of Water di Monica Tondelli The Post di Alessandro Ionni Call Me by Your Name di Annibale Torcicollo Dunkirk di Michelangelo Caruso Get Out di Marika Buonanno Il Filo Nascosto di Andrea Fusco Lady Bird di Angelo Delicato L&#8217;ora più buia di Roberto Forte Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Antonio Di Maio Le nostre opinioni The Shape of Water Molti definiscono questo film una favola, ma è un definizione su cui non sono totalmente d&#8217;accordo: nonostante la storia possa essere di base definita tale, ci sono molti elementi un po&#8217; più complessi che la distinguono, a partire dal rapporto più fisico, empatico tra Eliza e la creatura, passando per l&#8217;ambientazione e gli antagonisti, che incarnano più il peggio umano piuttosto che un vero e proprio cattivo delle fiabe. Il film di Del Toro ha comunque un approccio fiabesco per quanto riguarda i personaggi in se e lo svolgimento: la creatura è sovrumana, divina, così come Eliza è un&#8217;eccezione alla normalità. Gli unici personaggi normali, che fanno da collante tra l&#8217;eccezionale e...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/03/04/oscar-2018-le-opinioni-del-cast-non-solo">Oscar 2018: Le opinioni del Cast (e non solo)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno, dopo una piccola pausa nel 2017, abbiamo deciso di tornare a recensire i 9 film candidati come Miglior Film in questi Oscar 2018.</p>
<p>9 persone differenti hanno analizzato, lodato o affossato i 9 film candidati. Adesso è il momento di mettere insieme le opinioni di tutto il Cast (e non solo, dato che siamo stati aiutati da alcuni outsider di Tasc) e cercare di indovinare quale sarà il film che questa notte si aggiudicherà l&#8217;ambitissima statuetta dorata.</p>
<p>Prima di passare alle <strong>cose formali </strong>(semicit.), ripercorriamo tutti gli articoli che ci hanno portato a questo super-articolone:</p>
<ul>
<li><a href="https://tasc.it/2018/02/23/the-shape-of-water-oscar-2018-day-1">The Shape of Water</a> di <em>Monica Tondelli</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/02/24/the-post-oscar-2018-day-2">The Post</a> di <em>Alessandro Ionni</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/02/25/call-by-your-name-oscar-2018-day-3">Call Me by Your Name</a> di <em>Annibale Torcicollo</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/02/26/dunkirk-oscar-2018-day-4">Dunkirk</a> di <em>Michelangelo Caruso</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/02/27/get-out-oscar-2018-day-5">Get Out</a> di <em>Marika Buonanno</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/02/28/filo-nascosto-oscar-2018">Il Filo Nascosto</a> di <em>Andrea Fusco</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/03/01/lady-bird-oscar-2018-day-7">Lady Bird</a> di <em>Angelo Delicato</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/03/02/lora-piu-buia-oscar-2018-day-8">L&#8217;ora più buia</a> di <em>Roberto Forte</em></li>
<li><a href="https://tasc.it/2018/03/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-oscar-2018-day-9">Tre Manifesti a Ebbing, Missouri</a> di <em>Antonio Di Maio</em></li>
</ul>
<h1><span id="more-62185"></span></h1>
<h1>Le nostre opinioni</h1>
<h2>The Shape of Water</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62083 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1.jpg" alt="The Shape of Water" width="4096" height="2304" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1.jpg 4096w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/teaser_title_printgrade_v001-1-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 4096px) 100vw, 4096px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review michelangelo"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Molti definiscono questo film una <strong>favola</strong>, ma è un definizione su cui non sono totalmente d&#8217;accordo: nonostante la storia possa essere di base definita tale, ci sono molti elementi un po&#8217; più complessi che la distinguono, a partire dal rapporto più fisico, empatico tra <em>Eliza</em> e la <em>creatura</em>, passando per l&#8217;ambientazione e gli antagonisti, che incarnano più il peggio umano piuttosto che un vero e proprio cattivo delle fiabe. Il film di <em>Del Toro</em> ha comunque un <strong>approccio</strong> <strong>fiabesco</strong> per quanto riguarda i personaggi in se e lo svolgimento: la creatura è sovrumana, divina, così come Eliza è un&#8217;eccezione alla normalità. Gli unici personaggi normali, che fanno da collante tra l&#8217;eccezionale e il mondo comune sono il vicino di Eliza, <em>Giles</em> e la collega <em>Zelda</em>, che diventano testimoni e fondamentale aiuto per concretizzare il lieto fine. Forse è un volo pindarico, ma credo che questi due personaggi siano fondamentali per Del Toro perché simboleggiano ciò che può fare l&#8217;essere umano quando decide di ribellarsi ad un&#8217;ingiustizia.<br />
Tornando al film, qui stiamo parlando di una corazzata: ben 13 candidature, tante quante “<em>Via col Vento</em>”, il primo “<em>il Signore degli Anelli</em>” e “<em>Forrest Gump</em>”. E&#8217; difficilissimo aspettarsi un en plein, nella storia degli Oscar è capitato solo a “il ritorno del Re” che ne prese 11 su 11, “l&#8217;Ultimo Imperatore” e “Gigi” (entrambi 9 su 9). Ma “La forma dell&#8217;acqua” ha comunque buone chances di <strong>portare a casa diverse statuette</strong>, nonostante la <strong>polemica</strong> sull&#8217;originalità della sceneggiatura.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Michelangelo Caruso</em></p>
</div>
</div>
<div class="opinion">
<div class="author-review andrea"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Bella storia mista di elementi fantastici e di diramazioni tragiche quella portata agli Oscar dal regista messicano. Il problema è che, come per <em>Nolan</em>, il suo cinema stia diventando un po’ troppo <strong>ripetitivo</strong>: alzi la mano chi non ha rivisto molto di quanto già visto ne <em>Il labirinto del fauno</em>. Ma questa, ovviamente, non deve essere vista per forza come una critica.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
</div>
</div>
<div class="opinion">
<div class="author-review angelo"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Al di là di tutte le polemiche legate all&#8217;originalità della sceneggiatura <strong>The Shape of Water </strong>è un bel film con degli ottimi attori: un Michale Shannon che, dopo <em>Animali Notturni</em>, si riconferma una sicurezza e un Michael Stuhlbarg che si attesta come attore estremamente eclettico e, sopratutto, un portafortuna per questi Oscar 2018: dove c&#8217;è lui c&#8217;è la candidatura (è presente, infatti, anche in <strong>Call Me by Your Name </strong>e <strong>The Post</strong>). Inutile parlare di <strong>Doug Jones</strong>, che ormai è un attore feticcio di <strong>Del Toro. </strong>La pellicola è sicuramente curata in ogni minimo dettaglio; le musiche e la fotografia la rendono elegante e affascinante. Purtroppo però, sono troppe le analogie con <strong>Il Labirinto del Fauno </strong>(partendo da<em><strong> </strong></em><em>Doug Jones</em> stesso fino ad arrivare alla scelta di una precisa collocazione storica, prima la <strong>guerra</strong> <strong>civile</strong> <strong>spagnola</strong>, ora la <strong>guerra</strong> <strong>fredda</strong>). Inoltre il ritmo è incalzante nella prima parte per poi rallentare nella seconda fino a giungere ad un finale, secondo i miei gusti, un po&#8217; troppo sbrigativo e, sopratutto, eccessivamente fiabesco.</p>
<p>Magari il motivo è perché non sono un tipo da lieto fine, ma questo mi è parso solo un film <strong>godibile</strong>, <strong>non un capolavoro</strong>.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
</div>
</div>
<div class="opinion">
<div class="author-review annibale"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>L’empatia che riesce a trasmettere <em>Del Toro</em> é molto <strong>sui generis</strong>. Lo spettatore guardando e osservando gli atteggiamenti di <strong>Elisa</strong>, non può che provare <strong>comprensione</strong> e soprattutto <strong>compassione</strong> per quella che è la sua delicata situazione. La <strong>spietatezza</strong>, la <strong>mancanza di simpatia</strong>, nel senso greco del termine, e la <strong>freddezza</strong> dei superiori nei suoi confronti sono tutti fattori che lasciano riflettere. Ancor più preoccupante, è però, l’indifferenza e la naturalezza con cui si decide di vivisezionare l’essere anfibio, con una totale <strong>deficienza di empatia</strong>. Tralasciando l’alta qualità della fotografia, il messaggio ultimo, seppur apparentemente banale, è la <strong>forza del sentimento amoroso</strong> che riesce ad abbattere tutto durante il suo percorso. Il film potrebbe essere interpretato anche in molti altri modi, ma uno di questi è sicuramente una sorta di invito allo spettatore, di non aver mai paura delle differenze che ci rendono unici ed andare sempre oltre.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Annibale Torcicollo</em></p>
</div>
</div>
<div class="opinion">
<div class="author-review jako"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Uno dei più quotati a vincere la statuetta di miglior film. Una fiaba moderna che mostra come, anche nell&#8217;apparente <strong>diversità</strong>, due amanti possano riuscire a trovarsi e a scoprire il <strong>vero amore</strong>.</p>
<p>Ottima la scenografia e, sopratutto, la regia di <strong>Del Toro.</strong></p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Francesco Iacobucci</em></p>
</div>
</div>
<h2>The Post</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62093 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home.jpg" alt="The Post" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review angelo"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Il cavallo più tormentato delle serie Tv (BoJack) dice:</p>
<div class="quote-box centro">Il lieto fine è una cosa inventata da Steven Spielberg per vendere biglietti</div>
<p>Guardando tutta la sua filmografia non posso che concordare con questa affermazione. Inoltre non sono un grandissimo film del regista statunitense, però ho trovato questo film <strong>godibile</strong>. Per non farmi odiare Spielberg ci sono voluti <strong>Meryl Streep </strong>e <strong>Tom Hanks</strong>, entrambi completamente a proprio agio nei personaggi da loro interpretati. Il tema è sicuramente di quelli <strong>ti-piace-vincere-facile</strong>, oggi più che mai, e <strong>l&#8217;operazione</strong> è sicuramente <strong>ben</strong> <strong>riuscita</strong>. Molti lo hanno accostato al <strong>Caso Spotlight:</strong> il tema di fondo è sicuramente lo stesso, ma mentre quest&#8217;ultimo si sofferma su una questione in particolare (gli <strong>abusi</strong> <strong>sui</strong> <strong>minori</strong> da parte dei membri della <strong>Chiesa</strong> <strong>Cattolica</strong>) l&#8217;opera di <em>Spielberg</em> rimane sula questione più generale della libertà di stampa, con una velata strizzatina d&#8217;occhio alla questione femminile.</p>
<p>Dunque la domanda fondamentale è questa: si tratta di una semplice <strong>furbata</strong>/operazione commerciale o <em>Spielberg</em> crede davvero nei lieto fine?</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;">,</div>
<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
</div>
</div>
<div class="opinion">
<div class="author-review annibale"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Con un intramontabile <strong>Meryl Streep</strong>, e uno straordinario <strong>Tom Hanks</strong>, non ci si poteva aspettare che una pellicola di alta qualità. Il film, con minuziosa particolarità e con fedeltà allo stesso tempo per i fatti realmente accaduti, riesce a raccontare bene, quello che è forse uno degli <strong>scandali</strong> più clamorosi della storia della politica americana. Interessante è anche la celebrazione di due importanti quotidiani storici: il <strong>Washington Post</strong> ed il <strong>New York Times</strong>, che sono vidi da dietro le quinte delle loro redazioni. Legato a quest’timo aspetto vi è anche il racconto fedele di quello che potrebbe essere lo scontro titanico tra due importantissime testate giornalistiche, quali le sopracitate. Commovente è il messaggio finale del film, accanto al suo ruolo di film biografico: la vittoria della <strong>libertà di stampa</strong>, che è uno dei pilastri inamovibili di qualsiasi paese democratico. A qualsiasi spettatore verranno i brividi alla frase pronunciata dal giudice a giustificare il verdetto a favore del Post: “<em>la stampa deve essere a servizio dei governati e non dei governanti</em>”.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Annibale Torcicollo</em></p>
</div>
</div>
<div class="opinion">
<div class="author-review andrea"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Bello e coinvolgente l’ultimo film di <em>Spielberg</em> che, insieme ad <strong>attori di alto spessore</strong>, porta in scena una vicenda scabrosa rappresentata tutta d’un fiato senza prendersi troppe pause. Per il calibro degli interpreti ha avuto molto successo, però forse ne avrebbe avuto di più se fosse uscito prima o molto dopo <em>Il caso Spotlight</em>.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
</div>
</div>
<h2>Call Me by Your Name</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62098 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name.jpg" alt="Call Me by Your Name" width="1998" height="1080" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name.jpg 1998w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-300x162.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-768x415.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-800x432.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-250x135.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-550x297.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-333x180.jpg 333w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-555x300.jpg 555w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-925x500.jpg 925w" sizes="(max-width: 1998px) 100vw, 1998px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review andrea"></div>
<div class="opinion-text">
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<p>Se durante tutto il film ho avvertito l’ombra di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olivier_Assayas" target="_blank" rel="noopener">Olivier Assayas</a>, soprattutto quello di <strong>Qualcosa nell’aria</strong>, non so cosa può voler dire. Paradossalmente il film merita di essere visto più per alcuni <strong>tecnicismi sparsi</strong> e l’interpretazione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Timoth%C3%A9e_Chalamet" target="_blank" rel="noopener">Timothée Chalamet</a> che per la storia d’amore.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review angelo"></div>
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<p>Quando ho assistito alla nomina di questo film agli Oscar 2018 avevo addosso un hype <strong>indescrivibile</strong>, ero estremamente fiero che un regista italiano portasse la propria creatura agli Academy e oltretutto avevo sentito solo persone che lo <strong>elogiavano</strong>. Ho guardato la pellicola senza nemmeno vedere un trailer prima, quindi ero completamente <strong>ignaro</strong> <strong>del</strong> <strong>tema</strong> <strong>trattato</strong>, e purtroppo il film non mi è piaciuto.</p>
<p>Mi spiego meglio: non sono riuscito a <strong>empatizzare</strong> con nessuno dei due protagonisti (anche se <em>Timotheè</em> <em>Chalamet</em> ha sfornato una prestazione eccezionale). La trama è semplicemente quella di una storia d&#8217;amore che inizia e finisce (fortunatamente senza un lieto fine: <strong>dite le cose così come sono nella vita reale!</strong>) senza alcuna forzatura sulla questione omosessuale, che passa quasi in secondo piano. Le ambientazioni, la fotografia sono sicuramente una piccola perla e aiutano a creare un&#8217;atmosfera bucolica e, sopratutto, estremamente <strong>elegante</strong>.</p>
<p>La cosa che ho più apprezzato della pellicola è il <strong>fenomenale</strong> <strong>discorso</strong> del padre nei minuti finali del film, davvero toccante e, sopratutto, quanto mai vero.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
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<h2>Dunkirk</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62118 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina.jpg" alt="Dunkirk" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/copertina-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review marika"></div>
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<div class="quote-left"></div>
<p>Dunkirk segue in linea di massima lo stile dei suoi predecessori, <strong>laborioso</strong>, <strong>esagerato</strong>, forse con un’<strong>eccessiva frammentazione</strong> narrativa che suscita nello spettatore qualche dubbio. Eppure il tutto funziona. Non c’è mai un nemico reale e concreto nel film eppure la tensione è continua e palpabile in moltissime scene. Il <strong>ritmo</strong> <strong>incalzante</strong> e gli scenari immensi svolgono un ruolo chiave per l’immersione totale nel film, che coinvolge a tal punto da far immedesimare chi guarda, a vivere le stesse sensazioni di <strong>ansia</strong> e <strong>claustrofobia</strong> dei personaggi.<br />
Tutto è ridotto al necessario, a partire dalle scene in cui è ambientato, acqua, aria e terra, fino ai dialoghi, anch’essi ridotti all’osso, dove gli attori sono mossi solo da <strong>istinti</strong> <strong>primordiali</strong> e impulsi improvvisi dettati dalla paura. Un breve pezzo di storia in uno spettacolo cinematografico.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Marika Buonanno</em></p>
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<div class="author-review jako"></div>
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<p>Con questa opera <em>Nolan</em> ha cercato di rivoluzionare il concetto di &#8220;<strong>film sulla guerra</strong>&#8220;. C&#8217;è riuscito? Sì, però non ha centrato completamente l&#8217;obiettivo. Interessante la divisione della trama in tre parti che si congiungono verso il finale. Il punto forte del film è senza dubbio l&#8217;<strong>esperienza sonora</strong>. Nota dolente, IMHO, la colonna sonora: <em>Zimmer</em> sembra averla riciclata dalla sua precedente collaborazione con <em>Nolan</em>.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Francesco Iacobucci</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review angelo"></div>
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<div class="quote-left"></div>
<p>Ho cercato a lungo una parola per condensare le mie emozioni sull&#8217;ultimo film di Nolan e alla fine l&#8217;ho trovata: <strong>poderoso</strong>.</p>
<p>Dunkirk è un film di guerra in cui non vediamo i nemici, in cui non assistiamo a sparatorie, uccisioni a corpo a corpo o qualsiasi altra cosa siamo abituati a vedere. Nolan ci porta con sè sulle spiagge di <strong>Dunkerque</strong> alla ricerca di un modo per tornare a casa. Un film <strong>ansiogeno</strong> e a tratti <strong>claustrofobico</strong> che mette in risalto la parte della guerra che di solito gli altri registi omettono (siamo abituati a vedere soldati che non vedono l&#8217;ora di compiere stragi a destra e sinistra: beh, purtroppo non è così).</p>
<p>La fotografia è <strong>spettacolare</strong>, la colonna sonora è un crescendo di ansia, per non parlare della scelta di suddividere le linee temporali che, nonostante siano sproporzionate, convergono allo stesso momento.</p>
<p>Un film che, data la <strong>striminzita</strong> <strong>sceneggiatura</strong>, lascia parlare le immagini. Personalmente, mi azzarderei a definirlo un capolavoro.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
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<div class="author-review andrea"></div>
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<p>Nolan, come ci ha abituato nella sua carriera, continua a giocare con il <strong>concetto di spazio e tempo</strong>. I problemi, però, sono essenzialmente due: uno, più specifico, è che le tre storie sono completamente <strong>sproporzionate</strong>; il secondo, più generale, è la sensazione che il suo modo di fare cinema stia diventando <strong>troppo di maniera</strong>. Comunque dal punto di vesta grafico è <strong>veramente spettacolare</strong>.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
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<h2>Get Out</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62130 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674.jpg" alt="Get Out" width="1200" height="674" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674.jpg 1200w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-768x431.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-800x449.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-250x140.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-534x300.jpg 534w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Scappa-Get-Out-2017-featured-1200x674-890x500.jpg 890w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review ale"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Questa è la prima puntata della quinta stagione di <strong>Black Mirror</strong> che vorrei vedere. Un ritmo <strong>incalzante</strong> che ti trascina nelle <strong>paure</strong> e <strong>paranoie</strong> del protagonista. Un film <strong>anti-razzista</strong> senza parlare di <strong>razzismo</strong>, un film contro il <strong>classismo</strong>. La scelta di non prendersi troppo sul serio, inserendo un personaggio semi-comico, che può chiudere la vicenda senza essere un punto chiave, e la violenta <strong>giustizia finale</strong> rendono questo uno dei miei film <strong>distopici</strong> preferiti.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Alessandro Ionni</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review andrea"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Ottimo esordio alla regia per <strong>Jordan</strong> <strong>Peele</strong> che ci regala questo thriller dalle nemmeno tanto velate <strong>tinte</strong> <strong>horror</strong>. Il ritmo è ben gestito durante le scene in cui <em>Chris</em> viene coinvolto nell’assurda vicenda, così come son ben strutturati i <strong>colpi di scena</strong>, meno riusciti sono gli intervalli comici con protagonista <em>Rod</em> o la continua marcatura della <strong>questione</strong> <strong>razziale</strong>. Nel complesso, però, uno dei migliori.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review michelangelo"></div>
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<div class="quote-left"></div>
<p>Uno dei miei favoriti per questi Oscar 2018: 4 candidature nelle categorie più in vista, e &#8211; va detto &#8211; tutte meritate: un thriller che riesce benissimo a rendere la <strong>dimensione</strong> <strong>del dramma</strong> di <em>Chris</em>, che di momento in momento percepisce sempre più l&#8217;inquietante destino che la famiglia degli <em>Armitaige</em> sta progettando per lui. C&#8217;è <strong>tensione</strong>, c&#8217;è <strong>suspance</strong>, c&#8217;è il<strong> senso di impotenza</strong> ed anche una sottile critica antirazzista che viene sfruttata bene per sottolineare alcune contraddizioni palesi dell&#8217;America moderna. Il film di <em>Peele</em> diventa una forma di satira degna dei fasti dell&#8217;<em>Antica Grecia</em>, con personaggi grotteschi come maschere e <strong>ambientazioni</strong> <strong>claustrofobiche</strong>. Credo che il team di Get Out difficilmente tornerà a casa a mani vuote.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Michelangelo Caruso<br />
</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review angelo"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Un triller con sprazzi di horror. <strong>Get Out</strong> è senza ombra di dubbio il film più godibile tra tutti quelli candidati. <strong>Daniel Kaluuya</strong>, dopo <em>Black Mirror</em>, torna in una situazione oltremodo distopica. Un film che mischia vari generi e capovolge la <strong>questione razzista</strong>. Il grande neo di questa pellicola è che si tratta di una trama davvero telefonatissima: sono stato in grado di indovinare il 90% degli avvenimenti con largo anticipo (e non sono certamente un genio). Dunque attendo con ansia la prossima opera di <strong>Jordan Peele</strong> sperando che riesca a sfornare una pellicola altrettanto godibile e interessante.</p>
<p>E ricorda Jordan: ci piacciono i colpi di scena.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
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<h2>Il Filo Nascosto</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62138 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto.jpg" alt="Il Filo Nascosto" width="1150" height="748" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto.jpg 1150w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-300x195.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-768x500.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-800x520.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-250x163.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-550x358.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-277x180.jpg 277w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-461x300.jpg 461w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-769x500.jpg 769w" sizes="(max-width: 1150px) 100vw, 1150px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review annibale"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Nessuno avrebbe mai previsto, che, una semplice cameriera avrebbe stravolto e cambiato per sempre la vita di un pilastro della moda degli anni &#8217;50 in Inghilterra. Quella che all&#8217;inizio sembrava soltanto un&#8217;ennesima attrazione effimera basata su piaceri fisici, si è rivelata poi, molto di più. <strong>Reynolds Woodcock</strong> (interpretato da un brillante <em>Daniel Day-Lewis</em>) è un affermato stilista che occupa le sue giornate con la medesima routine, pretendendo che non venga minimamente disturbato durante le ore in cui immagina e crea dal suo genio nuovi vestiti. Questa rigidità viene però rotta dall&#8217;incontro con <strong>Alma</strong> (una meravigliosa <strong>Vicky Krieps</strong>) la quale, quasi con sfida, cerca di provocarlo durante le ore più importanti della giornata, come ad esempio il momento della colazione. L&#8217;intento di Alma è quello di far capire a Reynolds di andare oltre e di farlo sciogliere dalla sua ossessione a cercare la <strong>perfezione</strong> nel suo mestiere. Arriverà addirittura ad avvelenarlo, per renderlo impotente e debole, ergo dipendente da lei, e saranno questi i momenti in cui paradossalmente il loro rapporto raggiungerà la sua <strong>massima espressione</strong>. Verrebbe quasi da dire in modo <strong>provocatorio</strong>, che, è la malattia, a rappresentare la cura per la conservazione del loro rapporto.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Annibale Torcicollo</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review angelo"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Un film che non ha assolutamente nulla di convenzionale, un personaggio estremamente particolare (interpretato magistralmente da uno degli attori migliori di sempre: il grandioso <strong>Daniel Day-Lewis</strong>) e una storia d&#8217;amore <strong>disturbante</strong>. Tra le note negative devo sottolineare il fatto che ho trovato il film un po&#8217; <strong>claustrofobico</strong>, con scene quasi sempre in <strong>ambienti</strong> <strong>chiusi</strong> e <strong>piccoli</strong>, così da spostare l&#8217;attenzione sui protagonisti (tranne nella scena del ballo di Capodanno). Una trama <strong>controversa</strong> che mi ha fatto pensare ad una cosa in particolare: il <strong>compromesso</strong>.</p>
<p>Dopo questo film ho deciso di recuperare la filmografia di <em>Paul</em> <em>Thomas</em> <em>Anderson</em> che, ignorantemente, avevo ignorato fino ad ora.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
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<h2>Lady Bird</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62157 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale.png" alt="Lady Bird" width="1684" height="844" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale.png 1684w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-300x150.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-768x385.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-800x401.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-250x125.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-550x276.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-359x180.png 359w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-599x300.png 599w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-finale-998x500.png 998w" sizes="(max-width: 1684px) 100vw, 1684px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review andrea"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Come spesso accade negli ultimi anni, registi esordienti o semi esordienti si concedono un film semi-autobiografico, e <strong>Greta Gerwig</strong> mette in scena tutta la <strong>semplicità</strong> e la <strong>spontaneità</strong> che ci ha mostrato nella sua carriera da attrice. Da menzionare è sicuramente <strong>Saoirse Ronan</strong>, veramente ben calata nella parte.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review jako"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Una trama molto <strong>semplice</strong>, ma al femminile. Questa è la caratteristica che ha permesso al film di inserirsi nella lista dei 9 pretendenti all&#8217;ambito premio. <em>Saoirse</em> <em>Ronan</em> si impone con la sua <strong>bravura</strong> e conferma pienamente la sua capacità attoriale.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Francesco Iacobucci</em></p>
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<h2>L&#8217;ora più buia</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62166 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re.jpg" alt="L'ora più buia" width="1920" height="1080" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re.jpg 1920w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-e-il-re-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review jako"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Se avete visto <strong>Dunkirk</strong>, potete approfondire l&#8217;argomento e guardare quest&#8217;altro film. Si, è l&#8217;ennesimo basato su una <strong>personalità</strong> <strong>storica</strong>, ma trova salvezza nella <strong>superlativa</strong> <strong>interpretazione</strong> di <em>Gary Oldman</em> che è riuscito a rendere il film godibile e che, quasi sicuramente, gli varrà l&#8217;<strong>Oscar come miglior attore protagonista</strong>.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Francesco Iacobucci</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review angelo"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p>Un film che si regge completamente sulla grandissima performance di <strong>Gary Oldman</strong> che sembra essere il favorito alla statuetta più ambita dagli attori. Tutte le persone con cui ho discusso lo hanno affossato, forse proprio per questo motivo l&#8217;ho guardato <strong>senza</strong> <strong>troppe</strong> <strong>aspettative</strong>. In fin dei conti un film <strong>senza</strong> <strong>infamia</strong> e <strong>senza lode</strong>, probabilmente di cui non avevamo bisogno data la mole di pellicole praticamente uguali a questa, ma tutto sommato un film guardabile.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
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<div class="opinion">
<div class="author-review andrea"></div>
<div class="opinion-text">
<div class="quote-left"></div>
<p><strong>Tim Bevan</strong> ci racconta i passi che hanno portato <strong>Churchill</strong> al governo del paese e a dichiarare guerra alla <strong>Germania nazista</strong>. Con queste premesse era difficile non farsi prendere da un desiderio di pancia, e infatti la pellicola non riesce a scrollarsi di dosso la <strong>patina di ruffianeria</strong> che troppo spesso caratterizza questo tipo film. L’ora più buia si regge sull’ottima interpretazione di <strong>Gary Oldman</strong>, per il resto siamo <strong>nella media</strong>.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
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<h2>Tre Manifesti a Ebbing, Missouri</h2>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62180 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista.png" alt="Tre Manifesti a Ebbing, Missouri" width="2560" height="1064" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista.png 2560w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-300x125.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-768x319.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-800x333.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-250x104.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-550x229.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-433x180.png 433w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-722x300.png 722w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-intervista-1203x500.png 1203w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" />
<div class="opinion">
<div class="author-review monica"></div>
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<p>Incredibile. Inteso in ogni aspetto, le impeccabili interpretazioni di <em>Frances McDormand</em> e <em>Woody</em> <em>Harrelson</em> portano sulla scena uno spaccato dell’America più <strong>profonda</strong> e <strong>crudele</strong>. La disperazione di una madre si scontra con <strong>l’indifferenza</strong> mista a una punta di rancore della comunità a cui appartiene: la vicenda ruota attorno a una <strong>premessa</strong> <strong>terribile</strong>, la violenza e morte di una giovane ragazza, e a come questa madre affronta le indagini apparentemente arenate in una secca.<br />
Uno dei probabili vincitori del premio come <strong>Miglior</strong> <strong>Film</strong>.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Monica Tondelli</em></p>
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<div class="author-review angelo"></div>
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<p>Questo film, assieme a<strong> Dunkirk</strong>, è l&#8217;unico che mi sento di recensire in maniera completamente positiva. Mi ha colpito sotto tutti i fronti: personaggi, contesto, trama.</p>
<p>Sulle performance degli attori preferisco glissare: vi ricordo solamente che sono candidati sia la <em>McDormand</em> che <em>Rockwell</em> e <em>Harrelson</em>.</p>
<p><em>Tre Manifesti a Ebbing, Missouri</em> è un processo di redenzione e di perdono. L&#8217;affissione dei 3 cartelli è la miccia che fa scattare lo sviluppo sia del personaggio di <strong>Mildred</strong> che di quello di <strong>Dixon</strong>. Due personaggi antitetici, ma accomunati da una rabbia insita al loro intorno che muove le loro azioni. La morte di <strong>Willoughby</strong> è l&#8217;avvenimento che permette ad entrambi di comprendere i loro errori e il viaggio finale è in un certo senso un&#8217;azione purificatrice, ma di cui nemmeno loro sono totalmente certi. Come è stato già detto il finale è molto in stile <strong>fratelli</strong> <strong>Coen</strong> e, inizialmente, lascia lo spettatore un po&#8217; meh. Ripensandoci a freddo, invece, credo che sia il <strong>finale</strong> <strong>perfetto</strong> per una pellicola del genere.</p>
<p>Spero vivamente siano loro a portarsi a casa la statuetta, se lo meritano.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Angelo Delicato</em></p>
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<div class="author-review andrea"></div>
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<p>Sembra che la carriera da sceneggiatore e regista teatrale di <strong>Martin McDonagh</strong> rivesta una fetta importante nella sua formazione. Infatti mette in scena e dirige un film che in <strong>pochi ambienti</strong> riesce a raccontare una <strong>storia molto incisiva</strong>. Tolti alcuni svarioni qua e la il film è molto bello ed il <strong>cast</strong> è di quelli <strong>da non sottovalutare</strong>.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Andrea Fusco</em></p>
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<div class="author-review jako"></div>
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<div class="quote-left"></div>
<p>E&#8217; probabilmente il favorito dell&#8217;<strong>Academy</strong>. Mette in risalto una tematica particolarmente importante e lo fa ponendo come protagonista una donna <strong>tenace</strong> e <strong>grintosa</strong>. Film indipendente ben riuscito: grandi capacità attoriali e <strong>ottima sceneggiatura</strong>.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Francesco Iacobucci</em></p>
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<div class="author-review michelangelo"></div>
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<p>Sarò una voce fuori dal coro, e già per questo prendetela mia opinione con le pinze, ma devo essere onesto: <strong>non</strong> trovo questo film meritevole di Oscar. Intendiamoci: non è un brutto film, anzi. Nel complesso è un <strong>ottimo</strong> <strong>prodotto</strong>, con una storia interessante, ben girata, e bravi attori. Ma non abbastanza per competere per ben 6 statuette. Il problema però per me sta nei personaggi, ed è pure bello grosso. Capisco l&#8217;intento sperimentale, che vuole mostrare le <strong>diverse</strong> <strong>sfaccettature</strong> dei protagonisti, ma purtroppo dei dialoghi costruiti col solo intento di esaltare la protagonista e di far andare le cose secondo un binario, senza un respiro realistico, si percepisce troppo. Oltretutto costellare la storia di personaggi funzionali solo a dei piccoli momenti utili alla narrazione, pesa molto sulla credibilità generale. Inoltre il finale alla <strong>fratelli</strong> <strong>Coen</strong> lo trovo un po&#8217; fastidioso: come sono sicuro potrebbe infastidire vedere un film con inquadrature simmetriche e tonalità pastello girato da qualcuno che non sia <em>Wes</em> <em>Anderson</em>. La fortuna di questo film è probabilmente il <strong>momento</strong> <strong>storico</strong>: nell&#8217;epoca di <strong>#MeToo</strong> e dello <strong>scandalo</strong> <strong>Weinstein</strong>, un film che ha per incipit la violenza sulle donne e per protagonista una donna forte e risoluta, ha sicuramente avuto un grande traino.</p>
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<p style="text-align: right;"><em>-Michelangelo Caruso<br />
</em></p>
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<div class="author-review annibale"></div>
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<p>Questa straordinaria pellicola potrebbe esser considerata come la <strong>celebrazione del perdono</strong>. Ed è questo il messaggio implicito all’interno del film. Il perdono come unico modo per poter porre fine a quello che altrimenti sarebbe un <strong>circolo vizioso senza fine</strong>. La deduzione di ciò viene dal fatto che in almeno tre scene del film viene fatta emergere dal regista, l’elasticità mentale di andare oltre e di concedere il sacro dono del perdono. Il primo esempio di ciò è costituito da Bill, il quale pur sapendo che i famigerati tre manifesti rovinerebbero la sua fama e reputazione, fondamentalmente, comprende la rabbia di una donna che ha perso sua figlia e non la frena più di tanto. L’altro accenno è presente nel momento in cui <strong>Dixon</strong> e <strong>Red</strong>, che si erano reciprocamente “fatti male”, ritrovandosi per uno scherzo del destino nella stessa stanza d’ospedale, fanno essenzialmente “la pace”. L’ultimo grande momento del film è presente nelle battute finali del film, quando <strong>Mllred</strong> capisce l’insensatezza di uccidere uno stupratore, che tuttavia non c’entra nulla con la morte della figlia, perché questo non risolverebbe nulla. Nonostante, dunque, la <strong>rabbia</strong>, e la <strong>voglia di giustizia</strong> di una madre che ha perso sua figlia per mano di un criminale, vi è un messaggio positivo in ultima analisi: Perdonare e andare avanti.</p>
<div class="quote-right" style="text-align: right;"></div>
<p style="text-align: right;"><em>-Annibale Torcicollo<br />
</em></p>
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<h2>And the Oscar goes to&#8230;</h2>
<p>KEVIN SPACEY!</p>
<p>Ok, ci piace troppo citare Caparezza negli articoli, pardon.</p>
<p>Il nostro pronostico per il vincitore della statuetta come Miglior Film agli Oscar 2018 è:</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-62254" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing.png" alt="Tre Manifesti a Ebbing, MIssouri" width="800" height="338" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing-300x127.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing-768x324.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing-250x106.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing-550x232.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing-426x180.png 426w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/ebbing-710x300.png 710w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />
<p><strong>Tre Manifesti a Ebbing, Missouri!</strong></p>
<p>Questa notte scopriremo se c&#8217;abbiamo visto giusto. Buona Notte degli Oscar!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/03/04/oscar-2018-le-opinioni-del-cast-non-solo">Oscar 2018: Le opinioni del Cast (e non solo)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – Oscar 2018, Day 9</title>
      <link>https://tasc.it/2018/03/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-oscar-2018-day-9</link>
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      <pubDate>Sat, 03 Mar 2018 14:00:50 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Antonio Di Maio]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[Francesc McDormand]]></category>
      <category><![CDATA[fratelli coen]]></category>
      <category><![CDATA[Jason Dixon]]></category>
      <category><![CDATA[martin mcDonagh]]></category>
      <category><![CDATA[miglior film]]></category>
      <category><![CDATA[missouri]]></category>
      <category><![CDATA[oscar 2018]]></category>
      <category><![CDATA[Sam Rockwell]]></category>
      <category><![CDATA[tre manifesti a ebbing]]></category>
      <category><![CDATA[Woody Harrelson]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il nono film tra i 9 candidati che vi proponiamo è Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. Tre Manifesti a Ebbing, Missouri Tre Manifesti a Ebbing, Missouri del regista britannico di origini irlandesi Martin McDonagh, è sicuramente il film più discusso di questo inizio anno, nonché uno dei favoriti all’Oscar. Vincitore di ben 4 Golden Globe &#8211; ovvero miglior film drammatico, miglior attrice in un film drammatico, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatore &#8211; il film segue le tragiche vicende di una madre, Mildred Hayes, il cui ruolo è interpretato da Frances McDormand, in cerca di giustizia per la figlia, Angela, bruciata viva dopo essere stata violentata. Il nome del film si riferisce ai tre cartelli pubblicitari in disuso affittati da Mildred sui cui fa scrivere le tre frasi: ”Stuprata mentre stava morendo” &#8220;E ancora nessun arresto” “Come mai sceriffo Willoughby?” Da qui il film prende una piega decisamente inaspettata: i concittadini di Mildred che avevano sempre appoggiato la donna, nel momento in cui notano l’accusa allo sceriffo, sentono di prendere le difese dell’uomo, invece di appoggiare la battaglia di Mildred. Questo perché lo sceriffo (interpretato da uno straordinario Woody...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/03/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-oscar-2018-day-9">Tre Manifesti a Ebbing, Missouri &#8211; Oscar 2018, Day 9</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film.<br />
Ogni giorno, dal<em> 23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo,</em> verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il nono film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>Tre Manifesti a Ebbing, Missouri.<br />
</strong></p>
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<h1><span id="more-62175"></span></h1>
<h1>Tre Manifesti a Ebbing, Missouri</h1>
<p><strong>Tre Manifesti a Ebbing, Missouri</strong> del regista britannico di origini irlandesi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Martin_McDonagh">Martin McDonagh,</a> è sicuramente il film più discusso di questo inizio anno, nonché uno dei favoriti all’Oscar. Vincitore di ben <strong>4 Golden Globe </strong>&#8211; ovvero <strong>miglior</strong> <strong>film</strong> <strong>drammatico</strong>, <strong>miglior</strong> <strong>attrice in</strong> un film drammatico, <strong>miglior</strong> <strong>attore</strong> <strong>non</strong> <strong>protagonista</strong> e <strong>miglior</strong> <strong>sceneggiatore </strong>&#8211; il film segue le tragiche vicende di una madre, <em>Mildred</em> <em>Hayes</em>, il cui ruolo è interpretato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Frances_McDormand">Frances McDormand,</a> in cerca di giustizia per la figlia, <em>Angela</em>, bruciata viva dopo essere stata violentata. Il nome del film si riferisce ai tre cartelli pubblicitari in disuso affittati da Mildred sui cui fa scrivere le tre frasi:</p>
<blockquote><p>”Stuprata mentre stava morendo”</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;E ancora nessun arresto”</p></blockquote>
<blockquote><p>“Come mai sceriffo Willoughby?”</p></blockquote>
<p>Da qui il film prende una piega decisamente inaspettata: i concittadini di Mildred che avevano sempre appoggiato la donna, nel momento in cui notano l’accusa allo sceriffo, sentono di prendere le difese dell’uomo, invece di appoggiare la battaglia di Mildred.</p>
<p>Questo perché lo sceriffo (interpretato da uno straordinario <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Woody_Harrelson">Woody Harrelson</a>) è un esempio di rettitudine e diventa vittima delle accuse di <em>Mildred</em> solo perchè, essendo il capo, rappresenta l&#8217;<strong>incapacità</strong> <strong>delle</strong> <strong>autorità</strong> di scovare i colpevoli.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62178 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby.jpg" alt="Mildred e lo sceriffo Willoughby" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-mildred-e-willoughby-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<h2>Bene e Male</h2>
<p>E’ chiaro come <em>McDonagh</em> emuli lo stile dei <strong>fratelli</strong> <strong>Coen</strong> ( NdR <strong>Frances</strong> <strong>McDormand</strong> è la moglie di <strong>Joel</strong> <strong>Coen</strong>), in quanto il tema del “<strong>bene e male</strong>” è affrontato alla stessa maniera: non viene rappresentato qualcosa di <strong>totalmente</strong> <strong>giusto</strong> o <strong>totalmente</strong> <strong>sbagliato</strong>, in altri termini il bene e male non possono che risultare <strong>due facce della stessa medaglia</strong>. L’intento del regista è proprio quello di mettere in discussione le certezze dello spettatore e invitarlo a ragionare su una questione: ciò in cui crediamo deriva da un <strong>giudizio personale antropologico</strong> o è frutto di <strong>valori comunemente accettati</strong> senza una vera e propria capacità di riflessione (così come di fatto si sono comportati i concittadini di Mildred) ?</p>
<img class="alignnone wp-image-62179 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon.jpg" alt="Mildred, Dixon e Willoughby" width="1600" height="659" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon.jpg 1600w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-300x124.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-768x316.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-800x330.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-250x103.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-550x227.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-437x180.jpg 437w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-728x300.jpg 728w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-dixon-1214x500.jpg 1214w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" />
<p><em>McDonagh</em> compie anche una <strong>velata</strong> <strong>critica</strong> <strong>politica</strong>; infatti, il <strong>Missouri</strong> è uno di quegli stati, così come la maggior parte di quelli dell’entroterra statunitense, storicamente repubblicano, legato a <strong>valori</strong> <strong>tradizionali</strong> che andrebbero ridiscussi in seguito ad un progresso della civiltà. La rabbia di Mildred è la scintilla che accende le coscienze dei suoi concittadini, alimentando un fortissimo senso di colpa, sentimento che il regista ritiene opportuno sottolineare più volte al già citato scopo di entrare nella coscienza dei suoi spettatori. I dialoghi taglienti e colorati di un <strong>linguaggio</strong> <strong>diretto</strong> e <strong>volgare</strong>, creano personaggi con mille sfaccettature, come l’agente <em>Jason</em> <em>Dixon</em>, (interpretato da un Sam Rockwell in stato di grazia e candidato numero uno all’<strong>Oscar di Miglior Attore non protagonista</strong>).</p>
<p>Da discutere il finale, in contraddizione con il resto del film: se l’<strong>angoscia</strong>, la <strong>frustrazione</strong> ed il <strong>cinismo</strong> sono stati in larga parte i sentimenti dominanti del film, il finale apre uno spiraglio di luce.</p>
<p>Tale epilogo, secondo me, era <strong>tranquillamente</strong> <strong>evitabile</strong> dal regista perché così facendo dà l’impressione di ridimensionare il suo messaggio; personalmente mi sarei aspettato un finale meno buonista.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/03/03/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-oscar-2018-day-9">Tre Manifesti a Ebbing, Missouri &#8211; Oscar 2018, Day 9</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>L’ora più buia – Oscar 2018, Day 8</title>
      <link>https://tasc.it/2018/03/02/lora-piu-buia-oscar-2018-day-8</link>
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      <pubDate>Fri, 02 Mar 2018 14:00:39 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Forte]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[Academy Awards]]></category>
      <category><![CDATA[autobiografia]]></category>
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      <category><![CDATA[l'ora più buia]]></category>
      <category><![CDATA[miglior film]]></category>
      <category><![CDATA[oscar]]></category>
      <category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
      <category><![CDATA[winston churchill]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! L&#8217;ottavo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è L&#8217;ora più buia. L&#8217;ora più buia Quando sono andato al cinema a vedere questo film non avevo alcuna aspettativa: ormai non è più così raro che una manciata di film ordinari, piatti e a tratti noiosi, riescano ad avere una candidatura tra quelle più importanti per la statuetta lucida. Il mio timore era che “L’ora più buia” facesse parte di questa categoria e, ahimé, non posso dire che le mie paure fossero totalmente infondate. Nel clima di grande agitazione di un periodo storico con il quale ormai siamo tutti abbastanza familiari, ritroviamo un’ Inghilterra in preda all’incertezza: dopo le dimissioni del Primo Ministro Chamberlain e con la camera dei Lord che rumoreggia nel caos più totale, il ministro degli esteri Halifax viene chiamato a guidare il popolo del thè delle cinque. Halifax, però, non sembra disposto ad assumersi la responsabilità di gestire una situazione così delicata, per cui rifiuta l’incarico e – con non poche riserve da parte sia del Governo che della Corona – la scelta ricade sul Primo Lord dell’Ammiragliato, Winston Churchill. L&#8217;ora più buia ci racconta...</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film.<br />
Ogni giorno, dal<em> 23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo,</em> verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
L&#8217;ottavo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>L&#8217;ora più buia.</strong></p>
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<p><span id="more-62164"></span></p>
<h1>L&#8217;ora più buia</h1>
<p>Quando sono andato al cinema a vedere questo film non avevo alcuna aspettativa: ormai non è più così raro che una manciata di film ordinari, <strong>piatti</strong> e a tratti <strong>noiosi</strong>, riescano ad avere una candidatura tra quelle più importanti per la <strong>statuetta</strong> <strong>lucida</strong>.<br />
Il mio timore era che <em>“L’ora più buia</em>” facesse parte di questa categoria e, ahimé, non posso dire che le mie paure fossero totalmente infondate. Nel clima di grande agitazione di un periodo storico con il quale ormai siamo tutti abbastanza familiari, ritroviamo un’ Inghilterra in preda all’incertezza: dopo le dimissioni del <strong>Primo</strong> <strong>Ministro</strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neville_Chamberlain">Chamberlain</a> e con la camera dei Lord che rumoreggia nel caos più totale, il ministro degli esteri <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Wood,_I_conte_di_Halifax">Halifax</a> viene chiamato a guidare il popolo del <strong>thè delle cinque</strong>. <em>Halifax</em>, però, non sembra disposto ad assumersi la responsabilità di gestire una situazione così delicata, per cui rifiuta l’incarico e – con non poche riserve da parte sia del <strong>Governo</strong> che della <strong>Corona</strong> – la scelta ricade sul <strong>Primo Lord dell’Ammiragliato</strong>, <em>Winston</em> <em>Churchill</em>.<br />
<strong>L&#8217;ora più buia</strong> ci racconta quindi la storia dell&#8217;insediamento come Primo Ministro di una delle figure più <strong>emblematiche</strong> e <strong>controverse</strong> della storia politica britannica, e più in generale la gravosa scelta dell&#8217;Inghilterra sulla natura dell&#8217;inevitabile reazione al famelico avanzamento delle truppe guidate da Hitler.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-62168" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill.jpeg" alt="Winston Churchill (Gary Oldman) mentre fuma un sigaro" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill.jpeg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-300x169.jpeg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-768x432.jpeg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-800x450.jpeg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-250x141.jpeg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-550x309.jpeg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-320x180.jpeg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-533x300.jpeg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/winston-churchill-889x500.jpeg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<h2>L&#8217;Inghilterra ha la testa nella bocca della tigre</h2>
<p>Il film di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Wright">Wright</a> si pone come prequel perfetto (dal punto di vista degli avvenimenti storici) di Dunkirk (ne abbiamo parlato <a href="https://tasc.it/2018/02/26/dunkirk-oscar-2018-day-4">qui</a>) raccontando tutto il periodo all&#8217;alba dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Dynamo">Operazione Dynamo</a>, prima grande manovra del brillante politico britannico per salvare ciò che restava dell&#8217;esercito inglese sulle coste francesi. Stesso periodo storico, stessa storia ma con prospettive completamente diverse: se con <strong>Dunkirk</strong> abbiamo potuto percepire la sabbia sotto le mani e lo scrosciare del mare, qui saremo immersi nell&#8217;acre <strong>odore</strong> <strong>di</strong> <strong>sigaro</strong> fumato a grandi boccate e senza sosta dal protagonista.<br />
Il personaggio di <em>Churchill</em> è stato studiato in maniera perfetta, a tratti maniacale. Numerose ore di tortura in sala trucco sono servite a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gary_Oldman">Gary Oldman</a> per perdere completamente le proprie fattezze ed assumere quelle del Primo Ministro. L&#8217;interpretazione che ne segue è sicuramente di spessore: Oldman sacrifica se stesso raggiungendo una performance <strong>credibilissima</strong> e <strong>vibrante</strong>. La costruzione di un personaggio così ampiamente strutturato e rappresentato non è per nulla banale, ci ritroviamo di fronte ad un uomo che vive conflittualmente su più fronti: da un lato la difficoltà di tener fede alla sua convinta decisione di procedere con la risposta militare contro l’avanzata tedesca nonostante la completa sfiducia del suo Governo e del suo Re, mentre dall’altro la pressione e il terrore delle imminenti sconfitte al fronte parallelamente all’acquisizione delle notizie dal fronte.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62165 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie.jpg" alt="Winston Churchill assieme alla moglie" width="1499" height="1000" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie.jpg 1499w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-800x534.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-con-la-moglie-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1499px) 100vw, 1499px" />
<h2>Churchill non lascia spazio a nessuno</h2>
<p>I personaggi che finiscono inesorabilmente a fare da contorno sono <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kristin_Scott_Thomas">Kristin Scott Thomas</a> che, come moglie del novello primo ministro, rivendica maggiore spazio ritrovando un personaggio ben caratterizzato, ma<strong> schiacciato dalla scrittura</strong>. Con una strizzatina d&#8217;occhio al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_discorso_del_re">Discorso del Re</a>, un cinico e ormai maturo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ben_Mendelsohn">Ben Medelsohn</a> nei panni di <strong>Giorgio VI</strong>, cambia completamente il suo approccio con <em>Churchill</em> nel corso della durata della pellicola facendo sì che il rapporto si evolva da &#8220;<em>è come togliersi un dente una volta a settimana</em>&#8221; alla piena ed incondizionata fiducia nella strategia politica e militare del Primo Ministro di fronte all’incombente minaccia nazista.<br />
Il personaggio che meno mi ha colpito per evidenti motivi è quello della segretaria interpretata da<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lily_James"> Lily James</a>. Quest’ultima incarna il punto di vista degli spettatori, ci permette di fare esperienze delle varie sfumature del carattere di Churchill, il suo lato burbero ma amorevole, la ferrea concentrazione nel preparare un discorso, la volontà di voler stupire e coinvolgere. E’ inevitabile che procedere nel corso di tutta la vicenda al fianco di un personaggio dal carisma così totalizzante lascia poco spazio alla segretaria stessa di crescere sullo schermo, di acquisire spessore e di uscire fuori da una scrittura in questo caso banale e vittima dei soliti <strong>cliché</strong> <strong>del personaggio-spalla</strong>. Il lavoro così imponente e profondo nel sottolineare il lato umano del Primo Ministro rischia di offuscare tutto ciò che non lo riguarda personalmente: a mio avviso questo squilibrio rappresenta davvero “<strong>l’ora più buia</strong>” de “<em>L’ora più buia</em>”.</p>
<img class="alignnone wp-image-62167 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria.jpg" alt="Churchill: victory!" width="1280" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria-300x188.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria-768x480.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria-800x500.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria-250x156.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria-550x344.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria-288x180.jpg 288w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/03/churchill-vittoria-480x300.jpg 480w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<h2>Non memorabile</h2>
<p>Il film di <em>Wright</em> ha il vanto di essere esattamente come ci si aspetta da un film biografico essendo pulito, ordinato, persino ben ritmato ma a tratti poco coraggioso. Probabilmente scottato dal flop &#8220;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pan_-_Viaggio_sull%27isola_che_non_c%27%C3%A8">Pan</a>&#8221; non si è voluto spingere più in là di quanto già visto con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Karenina_(film_2012)">Anna Karenina</a>. In poche, pochissime scene il regista si arma di un atteggiamento diverso servendosi di carrellate, scene dinamiche, focus su ciò che succede al fronte: lì il tutto assume uno stile pomposo, ma contribuisce a creare inquadrature finalmente interessanti ed inedite.<br />
<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Delbonnel">Bruno Delbonell</a> immagina una fotografia di grande fascino ed impatto che non rischia di deludere le aspettative, accrescendo l&#8217;enfasi generale aiutato anche da un buon comparto sonoro e dalle musiche dell&#8217;italianissimo<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Marianelli"> Dario Marianelli.</a><br />
Nonostante tutto una grande interpretazione di <em>Oldman</em> sostiene sulle sue spalle un film funzionale, ma non assolutamente memorabile nonostante tratti temi interessanti ed offra uno spaccato (seppur non inedito) sull&#8217;uomo <em>Winston</em> <em>Churchill</em>.<br />
<strong>Postilla necessaria</strong>: consiglio più che vivamente di vedere il film in lingua originale. Purtroppo il doppiaggio italiano e ancor di più l’adattamento rendono decisamente male l’interpretazione del cast e fanno sprofondare l’intero film in un’atmosfera mediocre che non gli rende assolutamente giustizia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/03/02/lora-piu-buia-oscar-2018-day-8">L&#8217;ora più buia &#8211; Oscar 2018, Day 8</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Lady Bird –  Oscar 2018, Day 7</title>
      <link>https://tasc.it/2018/03/01/lady-bird-oscar-2018-day-7</link>
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      <pubDate>Thu, 01 Mar 2018 14:00:48 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Angelo Delicato]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[4 marzo]]></category>
      <category><![CDATA[Academy Awards]]></category>
      <category><![CDATA[adolescenza]]></category>
      <category><![CDATA[greta gerwig]]></category>
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      <category><![CDATA[miglior film]]></category>
      <category><![CDATA[oscar 2018]]></category>
      <category><![CDATA[recensione]]></category>
      <category><![CDATA[sacramento]]></category>
      <category><![CDATA[Saoirse Ronan]]></category>
      <category><![CDATA[timothèe chalamet]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il settimo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è Lady Bird. Lady Bird Lady Bird: l&#8217;opera prima di Greta Gerwig. Ho visto questo film due volte per giudicarlo meglio. Sono abbastanza convinto (e ne sono completamente certo per quanto riguarda me stesso) che chiunque alla prima visione effettui un giudizio che è prettamente di pancia, mentre a seguito di un rewatch, si può giudicare la pellicola in maniera molto più obiettiva. In questo modo fornire un giudizio completo dovrebbe essere più semplice. Nulla di più errato. Aver visto una seconda volta questo film mi ha solo reso più indeciso su come giudicarlo. Questo perché, al termine della prima visione, lo avevo etichettato con un sonoro &#8220;MEH&#8221; e stavo già per denunciare i membri dell&#8217;Academy, ma poi mi sono (parzialmente) ricreduto. Perché Lady Bird non è certamente un capolavoro, ma ha sicuramente degli interessanti spunti di riflessione. E quindi, dopo un travagliatissimo blocco dello scrittore e la conseguente epifania in pieno stile Joyce, ho deciso di analizzare la pellicola ponendo separatamente l&#8217;attenzione sui personaggi e poi sulla trama (mi astengo dall&#8217;esprimermi sulla fotografia e sulle inquadrature perché, sinceramente,...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/03/01/lady-bird-oscar-2018-day-7">Lady Bird &#8211;  Oscar 2018, Day 7</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria <strong>Miglior</strong> <strong>film</strong>.<br />
Ogni giorno, dal <em>23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo</em>, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il settimo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>Lady Bird</strong><strong>.</strong></p>
<div class="youtubevideo"><iframe width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/T66Dl98soY4?rel=0&theme=light&color=white&wmode=opaque&modestbranding=0" frameborder="" allowfullscreen=""></iframe></div>
<p><span id="more-62153"></span></p>
<h1>Lady Bird</h1>
<p>Lady Bird: l&#8217;opera prima di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Greta_Gerwig">Greta Gerwig</a>.<br />
Ho visto questo film due volte per giudicarlo meglio. Sono abbastanza convinto (e ne sono completamente certo per quanto riguarda me stesso) che chiunque alla prima visione effettui un giudizio che è prettamente <strong>di pancia</strong>, mentre a seguito di un rewatch, si può giudicare la pellicola in maniera molto più <strong>obiettiva</strong>.<br />
In questo modo fornire un giudizio completo dovrebbe essere più semplice. Nulla di più <strong>errato</strong>.<br />
Aver visto una seconda volta questo film mi ha solo reso più indeciso su come giudicarlo. Questo perché, al termine della prima visione, lo avevo etichettato con un sonoro &#8220;<strong>MEH</strong>&#8221; e stavo già per denunciare i membri dell&#8217;Academy, ma poi mi sono (parzialmente) ricreduto.<br />
Perché <em>Lady</em> <em>Bird</em> non è certamente un capolavoro, ma ha sicuramente degli interessanti <strong>spunti di riflessione</strong>.<br />
E quindi, dopo un travagliatissimo <strong>blocco dello</strong> <strong>scrittore</strong> e la conseguente epifania in pieno stile <em>Joyce</em>, ho deciso di analizzare la pellicola ponendo separatamente l&#8217;attenzione sui personaggi e poi sulla trama (mi astengo dall&#8217;esprimermi sulla fotografia e sulle inquadrature perché, sinceramente, non credo di averne le competenze adatte).</p>
<h1>I personaggi</h1>
<p>Il centro gravitazionale di questo film è senza dubbio la bravissima (ma potrei essere di parte, dato che la amo dai tempi di <em>Grand Budapest Hotel</em>) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Saoirse_Ronan">Saoirse Ronan</a>. Accanto a lei si intervallano però una serie di personaggi che possono essere suddivisi nei seguenti gruppi:<br />
1) La madre<br />
2) Tutti gli altri</p>
<h2>Gruppo 1: Le McPherson</h2>
<img class="alignnone wp-image-62156 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre.jpg" alt="Lady Bird e la madre mentre si prova i vestiti" width="2048" height="1152" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre.jpg 2048w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-madre-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" />
<p>Credo non vi sia alcun dubbio sul fatto che Lady Bird sia il fulcro dell&#8217;intera pellicola. E&#8217; presente in praticamente <strong>ogni</strong> <strong>scena</strong>, ogni inquadratura, e la cosa non è poi così strana dato che il tema principale del film.<br />
Se analizzassimo in maniera impersonale Lady Bird ci troveremmo di fronte ad una ragazzina <strong>egoista</strong> e <strong>irresponsabile</strong>; la cosa interessante è che non riesco a odiarla.<br />
Mi spiego meglio.<br />
Sono la tipica persona che prova un senso di ribrezzo per questo genere di cose; ma non sono riuscito, nemmeno dopo la seconda visione, ad odiarla. Credo che la motivazione sia che Lady Bird impersona un po&#8217; tutti noi. Tutte le stupidaggini, gli errori, gli atteggiamenti egoistici che compie nel film si sono manifestate (in maniera più o meno accentuata) nell&#8217;adolescenza di ognuno di noi, e proprio non ce la faccio a sputare nel piatto dove ho mangiato.</p>
<p>L&#8217;unico personaggio che è in grado di rubarle la scena nel corso dei 94 minuti è la <strong>madre</strong>.<br />
Il rapporto tra le due è sicuramente il motore e il miglior pregio di questo film. Il loro è un vero e proprio Odi et Amo ed è anch&#8217;essa una caratteristica che rende il film vero, perché anche in questo caso è un po&#8217; quello che succede tra ogni madre e ogni figlio/a.<br />
Possiamo notare che, indirettamente, madre e figlia <strong>maturano</strong> <strong>entrambe</strong> grazie all&#8217;altra (i 10 minuti finali con le &#8220;ammissioni di colpa&#8221; di entrambe ne sono la prova più lampante).<br />
Dunque riguardo questo punto posso solamente lodare il modo in cui questi due personaggi siano stati costruiti dalla <em>Gerwig</em>.</p>
<h2>Gruppo 2: I bruchi</h2>
<p>Siamo arrivati a loro: &#8220;<strong>tutti gli altri</strong>&#8220;. Quelli che, per comodità, d&#8217;ora in poi chiamerò &#8220;<strong>I bruchi</strong>&#8220;.<br />
Ebbene sì, perché se Lady Bird e la madre sono dei personaggi costruiti benissimo gli altri li ho trovati tutti solamente <strong>abbozzati</strong>, di contorno.<br />
Andandoli ad analizzare singolarmente mi sono trovato di fronte ad un numero impressionante di stereotipi e cliché.<br />
<strong>Timothee</strong> <strong>Chalamet</strong> interpreta il tipo tenebroso, affascinante e un po&#8217; stronzo.</p>
<p>Vi è poi l&#8217;amica di una vita che viene trascurata per un&#8217;amicizia più alla moda (ma poi ovviamente vi è la riconciliazione): <strong>BONUS DOPPIO CLICHE&#8217;</strong>.</p>
<p>Vi è poi il primo amore che si rivela, ovviamente, una delusione (eh sì, lo hanno fatto omosessuale perchè boh). Il padre è anch&#8217;esso un clichè, forse il più grande di tutti, del tipo buono oltre ogni difficoltà. Greta: le persone depresse non sono così eh. Vabbè: esigenze di trama.</p>
<p>Tralascio sugli altri anonimi membri della <strong>famiglia</strong> <strong>McPherson</strong> <strong>allargata</strong> e anche su <strong>padre</strong> <strong>Leviatch</strong> che viene introdotto e poi scompare anch&#8217;esso nell&#8217;oblio (inizialmente credevo che si sarebbe sviluppata un storyline secondaria su di lui, vi giuro).<br />
In definitiva: tutti gli altri personaggi sono <strong>solo</strong> <strong>funzionali</strong> allo svolgimento della trama, compaiono in spezzoni per poi scomparire e magari ricomparire all&#8217;occorrenza.<br />
Ed è per questo che per me tutti gli altri personaggi sono solamente dei <strong>bruchi</strong>, in attesa che qualche buon sceneggiatore li trasformi in delle <strong>splendide</strong> <strong>farfalle</strong>. Magari alla prossima.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62155 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio.jpg" alt="Lady Bird che taccheggia" width="1800" height="1200" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio.jpg 1800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-taccheggio-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" />
<h1>La trama</h1>
<p>Passiamo adesso alla trama che ha anch&#8217;essa ha i suoi pro e i suoi contro.</p>
<p>Il film parte alla grande: madre e figlia in viaggio in auto, la prima discussione, Lady Bird apre la portiera e si butta. <strong>WOW</strong>.<br />
Ecco: purtroppo quel &#8220;<strong>WOW</strong>&#8221; si affievolisce ben presto e lo svolgimento è quantomeno piatto, tranne nella parte finale. A rovinare un po&#8217; la situazione vi sono alcuni dialoghi che mi hanno fatto davvero <strong>cadere le braccia</strong> e che non potevo non includere in questa recensione:</p>
<blockquote><p>&#8220;Puoi toccarmi le tette se vuoi&#8221;<br />
&#8220;Lo so, ma ti rispetto troppo per farlo&#8221;<br />
&#8220;Grazie, anch&#8217;io ti rispetto troppo e se avessi le tette non te le toccherei nemmeno io&#8221;</p></blockquote>
<p>Okay ragazzi, non so se è colpa dell&#8217;anno oppure dell&#8217;ambientazione, ma non credo che esistano due 18enni che direbbero cose del genere. Ma anche in questo caso cerchiamo di sorvolare.</p>
<p>Oltre questi piccoli difetti (che sono comprensibili da parte di una persona che si siede per la prima volta dietro la macchina da presa) vi è una storia che, sempre grazie alla grande interpretazione della Ronan, diventa quantomeno <strong>esuberante</strong> e <strong>potente</strong>.<br />
Non solo: Lady Bird è anche un personaggio estremamente dolce e gli ultimi 15 minuti, devo essere sincero, mi hanno fatto anche <strong>commuovere</strong>.</p>
<img class="alignnone wp-image-62154 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto.jpg" alt="Lady Bird e la madre in viaggio" width="1920" height="1080" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto.jpg 1920w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/lady-bird-viaggio-auto-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" />
<h1>Partire per tornare</h1>
<p>A rendere ancora più verosimile la vicenda vi è la grande attenzione posta sulla città natale di Lady Bird: <strong>Sacramento</strong>.<br />
Ed è questa la vera metafora del film.</p>
<div class="quote-box centro">Perché si va via? Per poter tornare indietro. Per vedere il luogo da cui si proviene con nuovi occhi e nuovi colori. E anche le persone che sono lì ti vedono in modo diverso. Tornare indietro da dove si è venuti è diverso da non essere mai partiti.&#8221; -Terry Pratchett</div>
<p>Non è solo la storia di un&#8217;adolescente spocchiosa e di una madre irreprensibile. E&#8217; un po&#8217; la storia di tutti noi; perchè in realtà siamo tutti un po&#8217; Lady Bird, pardon: <strong>Christine</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/03/01/lady-bird-oscar-2018-day-7">Lady Bird &#8211;  Oscar 2018, Day 7</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Il Filo Nascosto – Oscar 2018, Day 6</title>
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      <pubDate>Wed, 28 Feb 2018 14:00:07 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Andrea Fusco]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[amore]]></category>
      <category><![CDATA[Daniel Day Lewis]]></category>
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      <category><![CDATA[eleganza]]></category>
      <category><![CDATA[film drammatico]]></category>
      <category><![CDATA[Il filo nascosto]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il sesto film tra i 9 candidati che vi proponiamo è Il Filo Nascosto. Il Filo Nascosto Se qualcuno dovesse chiedermi chi è, secondo me, il miglior regista degli ultimi vent’anni, la mia scelta, mettendo da parte quel mezzo folle di David Lynch e tenendo conto del parziale appannamento dell’ultimo Malick, cadrebbe senza dubbio su Paul Thomas Anderson. Se c’è stato qualcuno che negli ultimi anni ha saputo rappresentare la società americana nel modo più significativo, vuoi per rappresentare l’ascesa di uno spietato uomo d’affari (Il Petroliere) o mettere in scena una parodia dell’industria pornografica (Boogie Nights) piuttosto che descrivere la paranoia e l’isteria del mondo moderno (Magnolia e The Master) passando anche per episodi meno complessi sia di carattere romantico (Ubriaco D’amore) che di stampo criminale (Sydney), quello è stato sicuramente il regista californiano. In tal senso Vizio di Forma, la sua penultima fatica, può essere considerata un episodio inevitabile nella sua carriera visto che Thomas Pychon, autore del libro da cui il film è tratto, è un autore che ha fortemente influenzato la filmografia di Anderson. Un amore tormentato A differenza degli altri lavori, però, Il Filo...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/28/filo-nascosto-oscar-2018">Il Filo Nascosto &#8211; Oscar 2018, Day 6</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria <strong>Miglior</strong> <strong>film</strong>.<br />
Ogni giorno, dal <em>23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo</em>, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il sesto film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>Il Filo Nascosto</strong><strong>.</strong></p>
<p><div class="youtubevideo"><iframe width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/8S1icw--VSg?rel=0&theme=light&color=white&wmode=opaque&modestbranding=0" frameborder="" allowfullscreen=""></iframe></div><span id="more-62135"></span></p>
<h1>Il Filo Nascosto</h1>
<p style="text-align: justify;">Se qualcuno dovesse chiedermi chi è, secondo me, il miglior regista degli ultimi vent’anni, la mia scelta, mettendo da parte quel mezzo folle di David Lynch e tenendo conto del parziale appannamento dell’ultimo Malick, cadrebbe senza dubbio su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Thomas_Anderson">Paul Thomas Anderson</a>. Se c’è stato qualcuno che negli ultimi anni ha saputo rappresentare la società americana nel modo più significativo, vuoi per rappresentare l’ascesa di uno spietato uomo d’affari (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_petroliere"><em>Il Petroliere</em></a>) o mettere in scena una parodia dell’industria pornografica (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boogie_Nights_-_L%27altra_Hollywood"><em>Boogie Nights</em></a>) piuttosto che descrivere la paranoia e l’isteria del mondo moderno (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Magnolia_(film)"><em>Magnolia</em></a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Master_(film_2012)"><em>The Master</em></a>) passando anche per episodi meno complessi sia di carattere romantico (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ubriaco_d%27amore"><em>Ubriaco D’amore</em></a>) che di stampo criminale (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sydney_(film)"><em>Sydney</em></a>), quello è stato sicuramente il regista californiano. In tal senso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vizio_di_forma_(film)"><em>Vizio di Forma</em></a>, la sua penultima fatica, può essere considerata un episodio inevitabile nella sua carriera visto che Thomas Pychon, autore del libro da cui il film è tratto, è un autore che ha fortemente influenzato la filmografia di Anderson.</p>
<img class="alignnone wp-image-62139 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/il-filo-nascosto-recensione-del-capolavoro-firmato-p-t-anderson-recensione-v6-37505-1280x16-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<h2>Un amore tormentato</h2>
<p style="text-align: justify;">A differenza degli altri lavori<em>, </em>però, <em>Il Filo Nascosto</em> è ambientato a Londra negli anni cinquanta e racconta la storia di Reynolds Woodcock (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Day-Lewis">Daniel Day Lewis</a>), famoso stilista londinese che trascorre la sua vita con la continua ossessione per il suo lavoro insieme a sua sorella Cyril (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lesley_Manville">Lesley Manville</a>). Reynolds, però, interrompe la sua routine quando in una locanda incontra e si innamora di Alma (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vicky_Krieps">Vicky Krieps</a>), giovane cameriera che finirà per essere parte attiva nella vita e nel lavoro dello stilista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo film che mi è venuto in mente guardando <em>Il Velo Nascosto</em> è stato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Primo_amore_(film_2004)"><em>Primo Amore</em></a> di <strong>Matteo</strong> Garrone, le somiglianze ci sono soprattutto per quanto riguarda lo stile in cabina di regia, con primi piani che isolano i protagonisti e focalizzano l’attenzione soprattutto verso i personaggi anche grazie a una fotografia dalle <strong>tinte</strong> <strong>prevalentemente</strong> chiare che esalta la fisicità degli attori. Ma la caratteristica principale del film sta tutta nella tematica: ovvero l’<strong>amore</strong> tormentato dei due protagonisti ostacolato dall’ossessione di Reynolds per il suo lavoro. Il pregio di Anderson è quello di lasciare alla sua ottima regia quanto non viene lasciato trasparire a livello di sceneggiatura (anch’essa opera del regista), anche se questo in alcuni tratti del film porta lo stesso ad alcuni espedienti formali (vedi l’incontro tra Reynolds ed Alma) che funzionano splendidamente, vista la bravura degli attori e del regista, nonostante non ci sia un approfondimento strutturato.</p>
<h2>Gli attori: il collante della pellicola</h2>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio sugli attori che si regge gran parte del film, perché se è vero che Anderson trasmette la sua bravura tramite le immagini bisogna fare il giusto elogio anche gli attori. Su Daniel Day Lewis non credo ci sia molto da dire: l’attore irlandese non fa altro che confermare quanto di <strong>straordinario</strong> ha fatto vedere in passato, la sua immedesimazione nel personaggio è, come al solito, riuscita e riesce a comunicare tutto il tormento e la passione che ha per il suo lavoro e per Alma; e da un attore che in carriera ha ricevuto <strong>tre</strong> <strong>statuette</strong> dall’Accademy, centellinando le sue interpretazioni, non potevamo aspettarci altro. Diverso invece è il discorso per Vicky Krieps, attrice meno navigata ed apparsa un po’ più impacciata nel recitato ma che nelle movenze e nelle espressioni facciali riesce a creare una certa empatia con il personaggio di Lewis ed in alcuni tratti riesce ad ergersi a vera protagonista. Entrambi sono in grado – insieme a Lesley Manville, che, purtroppo, credo verrà ingiustamente snobbata un po’ da tutti alla premiazione – di mettere in scena quanto non viene indicato in superficie. La storia tra i due protagonisti, infatti, è molto più complessa di quello che sembra e nel film manca un vero e proprio approfondimento psicologico dei loro comportamenti, così come non gode di molto spazio, almeno in superficie, il tema dell’amore deviato e tormentato dei due, uniche eccezioni sono i primi piani morbosi dedicati a Alma e Raynolds o, meglio ancora, la scena in cui vengono prese le misure ad Alma, e dove anche Lesley Manville da il suo grosso contributo.</p>
<img class="alignnone wp-image-62140 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/coverlg_home-1-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<p style="text-align: justify;"><em>Il FIlo Nascosto</em> è un film delicato, accompagnato dalla colonna sonora di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jonny_Greenwood">Jonny Greenwood</a>, chitarrista dei Radiohead, che ritroviamo nella sua versione più conservativa. Un film che vive su un equilibrio precario ma che grazie a tutti – attori e regista/sceneggiatore –  riesce a trovare le giuste proporzioni. Paul Thomas Anderson, si conferma così sui buoni livelli su cui si è assestato negli ultimi anni dopo averci regalato diverse perle sparse nella sua filmografia. Una prestazione che si amalgama alla perfezione con quella degli attori e in cui il collettivo riesce a colmare i <strong>piccoli</strong> <strong>difetti</strong> sparsi nella pellicola. Un’opera <strong>poetica</strong> che lascia parlare soprattutto le immagini e la bravura dei due protagonisti principali.</p>
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      <title>Get Out – Oscar 2018, Day 5</title>
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      <pubDate>Tue, 27 Feb 2018 14:00:42 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Marika Buonanno]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[#9giornidaoscar]]></category>
      <category><![CDATA[black humor]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il quinto film tra i 9 candidati che vi proponiamo è Get Out. Get Out Thriller fantascientifico suggestivo e coinvolgente: ecco in poche parole il giudizio della critica più rivolto al film Get Out, nelle sale italiane dal 18 maggio 2017. Una viva provocazione al moderno concetto razziale, dove vengono capovolti i classici, stereotipati ruoli in cui non è più il “bianco” a vincere. Brutalità, sangue, immoralità, fanno da sfondo ad una trama più profonda di quella che si cela dietro alla tranquilla e apparente vita di una famiglia alto-borghese. Venduto come un oggetto di estremo valore durante un’asta silenziosa. Di cosa si tratta? Ebbene la domanda non è di cosa bensì di chi. Daniel Kaluuya interpreta Chris, un ragazzo pronto al fatidico primo incontro con i genitori della sua lei. Una tipica famiglia bianca, decisamente inquietante, composta dal padre Dean, neurochirurgo, la madre Missy, ipnoterapista, la fidanzata Rose (che decide il “fatal destino” dei suoi pretendenti) e il secondo figlio, Jeremy, studente universitario di medicina. Tutti collaborano per un solo scopo segreto: la trasmigrazione delle anime da un corpo all&#8217;altro. “Lascia che ti spieghi come funziona. La fase...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/27/get-out-oscar-2018-day-5">Get Out &#8211; Oscar 2018, Day 5</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria <strong>Miglior</strong> <strong>film</strong>.<br />
Ogni giorno, dal <em>23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo</em>, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il quinto film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>Get Out</strong><strong>.</strong></p>
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<p><span id="more-62126"></span></p>
<h1>Get Out</h1>
<div class="quote-box centro">La pelle chiara è stata avvantaggiata per quanto? Per gli ultimi 200 anni? Ma ora il vento sta cambiando, va di moda il nero</div>
<p align="justify">Thriller fantascientifico <strong>suggestivo</strong> e <strong>coinvolgente</strong>: ecco in poche parole il giudizio della critica più rivolto al film <strong>Get</strong> <strong>Out</strong>, nelle sale italiane dal 18 maggio 2017. Una viva provocazione al moderno <strong>concetto</strong> <strong>razziale</strong>, dove vengono capovolti i classici, stereotipati ruoli in cui non è più il “bianco” a vincere. <em>Brutalità</em>, <em>sangue</em>, <em>immoralità</em>, fanno da sfondo ad una trama più profonda di quella che si cela dietro alla tranquilla e apparente vita di una famiglia alto-borghese.</p>
<p align="justify"><img class="full_screen_img alignnone wp-image-62133 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2.jpeg" alt="Get Out - La colazione" width="1611" height="657" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2.jpeg 1611w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-300x122.jpeg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-768x313.jpeg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-800x326.jpeg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-250x102.jpeg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-550x224.jpeg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-441x180.jpeg 441w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-736x300.jpeg 736w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/get-out-foto2-1226x500.jpeg 1226w" sizes="(max-width: 1611px) 100vw, 1611px" /></p>
<p align="justify">Venduto come un oggetto di estremo valore durante un’asta silenziosa. Di cosa si tratta? Ebbene la domanda non è di cosa bensì di chi. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Kaluuya">Daniel Kaluuya</a> interpreta <strong>Chris</strong>, un ragazzo pronto al fatidico primo incontro con i genitori della sua lei. Una tipica famiglia bianca, decisamente <strong>inquietante</strong>, composta dal padre <strong>Dean</strong>, <em>neurochirurgo</em>, la madre <strong>Missy</strong>, <em>ipnoterapista</em>, la fidanzata <strong>Rose</strong> (che decide il “fatal destino” dei suoi pretendenti) e il secondo figlio, <strong>Jeremy</strong>, studente universitario di medicina. Tutti collaborano per un solo scopo segreto: la trasmigrazione delle anime da un corpo all&#8217;altro.</p>
<blockquote><p>“Lascia che ti spieghi come funziona. La fase 1 è stata l&#8217;ipnosi, che ti ha sedato. La fase 2 è questa preparazione mentale, una procedura psicologica preoperatoria. Per la fase 3: il trapianto. Beh, parziale in effetti. Il pezzo del tuo cervello che è connesso al tuo sistema nervoso deve restare dov&#8217;è, per mantenere intatte quelle intricate connessioni. In questo modo non te ne andrai, non completamente. Resterà un frammento di te, da qualche parte, una coscienza limitata. Potrai ancora vedere e sentire, ciò che il tuo corpo sta facendo, ma la tua esistenza sarà quella di un passeggero. Uno spettatore. Vivrai nel mondo sommerso.”</p></blockquote>
<p align="justify">Come risultato, questi “ibridi umani” appaiono come zombie dall’aria persa, dietro i cui occhi irrequieti si agita il cervello, ancora in parte esistente e pensante, di giovani neri intrappolati dopo essere stati rapiti o sedotti. Un mix fatto di ipnosi, chirurgia celebrale, trapianti di cervelli e l’elisir di lunga vita è servito ( almeno cinematograficamente parlando).</p>
<p align="justify"><img class="alignnone wp-image-62134 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out.jpg" alt="Get Out - Locandina" width="2717" height="1469" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out.jpg 2717w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-300x162.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-768x415.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-800x433.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-250x135.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-550x297.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-333x180.jpg 333w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-555x300.jpg 555w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1495262698-get-out-925x500.jpg 925w" sizes="(max-width: 2717px) 100vw, 2717px" /></p>
<h2 align="justify">Razzismo e Ambiguità</h2>
<p align="justify">Sarcasmo e <strong>satira</strong> si uniscono per delineare una vicenda tanto <strong>ambigua</strong> quanto profonda su come l’essere umano si aggrappi disperatamente alla vita, attraverso esperimenti e interventi al limite del raziocinio etico umano, e lo fa con riflessioni razziali mai esaminate prima d’ora sotto questo punto di vista.</p>
<p align="justify">Il  mondo dei bianchi ha da sempre discriminato, condannato e allontanato i neri, mentre nel film vengono esaltati come simbolo di <strong>vigore</strong>, <strong>forza</strong>, velocità. Sono i bianchi a voler diventare come i neri per “potenziarsi”, il tutto condito da <strong>sadici</strong> sorrisi e smania di impossessarsi dei loro corpi perfetti; un cambio di prospettava che assomiglia ad una situazione <strong>paradossale</strong>. Tuttavia, il concetto che idealmente il regista promuove è un’unica grande “<strong>omologazione</strong>”. Ogni essere umano ha il diritto di considerarsi uguale a ciascun altro suo simile, e per tale definizione il colore della pelle va considerato solo come un accessorio estetico per la propria avvenenza. Una potente <strong>critica</strong> <strong>sociale</strong> in 103 minuti di intrattenimento.</p>
<p align="justify"><img class="alignnone wp-image-62132 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720.jpg" alt="Get Out - Ipnosi Chris" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/hq720-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p align="justify">Un film di certo non leggero, che inizia in modo decisamente promettente per poi perdersi in un finale forse <strong>prevedibile</strong> e <strong>frettoloso</strong>. Non poche le esagerazioni durante certi dialoghi con alcune scene al limite dell’assurdo e tratti di commedia evitabilissimi. Tuttavia, la trama è accattivante e regge e ci sono diversi momenti di alta suspense ben piazzati.</p>
<p align="justify">La pellicola è stata diretta da Jordan Peele con un cast esordiente; prodotto con un budget di appena 4,5 milioni di dollari. Get Out risulta il film che, nel 2017, ha generato molti più profitti rispetto alle spese di produzione, conquistandosi il favore del pubblico e la candidatura all’Oscar, a dimostrazione di come<strong> non sono solo i soldi</strong> investiti a fare un grande film, ma serve soprattutto una grande idea.</p>
<p align="justify">Che dire: <strong>black</strong> <strong>humor</strong> e <strong>black</strong> <strong>culture</strong> tutto in un&#8217;unica volta. Ben fatto.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/27/get-out-oscar-2018-day-5">Get Out &#8211; Oscar 2018, Day 5</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Dunkirk – Oscar 2018, Day 4</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Feb 2018 14:00:30 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Michelangelo Caruso]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[Christopher Nolan]]></category>
      <category><![CDATA[cillian murphy]]></category>
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      <category><![CDATA[Germania]]></category>
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      <category><![CDATA[oscar 2018]]></category>
      <category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il quarto film tra i 9 candidati che vi proponiamo è Dunkirk. Dunkirk Il film di Christopher Nolan racconta un importante momento storico del maggio del 1940, quando un numeroso contingente formato da forze britanniche e francesi, si ritrovò intrappolato in Francia sulle coste di Dunkerque: di fronte l&#8217;esercito nazista che avanzava inesorabilmente, dietro di loro solo il mare. E per quanto quello della Manica sia tecnicamente uno spazio marittimo ristretto, era impossibile per le truppe rimaste bloccate sulle coste attraversarlo senza navi.  Mentre i francesi, che già davano per persa la loro situazione in patria, resistevano strenuamente all&#8217;avanzata nemica. Gli inglesi invece sentivano la pressione di dover riorganizzare le difese per bloccare l&#8217;avanzata del Reich verso la loro nazione. La marina britannica era più imponente e strategicamente forte di quella nazista, ma considerevole parte della fanteria era concentrata a Dunkerque, e perderla avrebbe significato perdere le difese su tutti i possedimenti coloniali. Un&#8217;evacuazione totale dei 400.000 soldati circa bloccati a Dunkerque sarebbe stata una mossa strategica perdente, data l&#8217;incombenza delle truppe naziste e l&#8217;impegno di aviazione e marina su altri fronti, pertanto il comando britannico decise di approntare...</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria <strong>Miglior</strong> <strong>film</strong>.<br />
Ogni giorno, dal <em>23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo</em>, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il quarto film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>Dunkirk</strong><strong>.</strong></p>
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<p><span id="more-62102"></span></p>
<h1>Dunkirk</h1>

<p>Il film di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Nolan">Christopher Nolan</a> racconta un importante momento storico del maggio del 1940, quando un numeroso contingente formato da forze <strong>britanniche</strong> e <strong>francesi</strong>, si ritrovò intrappolato in <em>Francia</em> sulle coste di <strong>Dunkerque</strong>: di fronte l&#8217;esercito nazista che avanzava inesorabilmente, dietro di loro solo il mare. E per quanto quello della <strong>Manica</strong> sia tecnicamente uno spazio marittimo ristretto, era impossibile per le truppe rimaste bloccate sulle coste attraversarlo senza navi.  Mentre i francesi, che già davano per persa la loro situazione in patria, resistevano strenuamente all&#8217;avanzata nemica. Gli inglesi invece sentivano la pressione di dover riorganizzare le difese per bloccare l&#8217;avanzata del <strong>Reich</strong> verso la loro nazione. La marina britannica era più imponente e strategicamente forte di quella nazista, ma considerevole parte della fanteria era concentrata a <em>Dunkerque</em>, e perderla avrebbe significato perdere le difese su tutti i possedimenti coloniali. Un&#8217;evacuazione totale dei 400.000 soldati circa bloccati a Dunkerque sarebbe stata una mossa strategica perdente, data l&#8217;incombenza delle truppe naziste e l&#8217;impegno di aviazione e marina su altri fronti, pertanto il comando britannico decise di approntare un&#8217;operazione di salvataggio disperata e fulminea.</p>
<p>“<strong>Dynamo</strong>” si prefiggeva di salvare circa <strong>40.000 soldati,</strong> contava su alcune navi della marina britannica e sulla requisizione di imbarcazioni civili che avrebbero dovuto percorrere la Manica, imbarcare più soldati possibile e riportarli in patria, sempre sfuggendo al pericolo dell&#8217;aviazione tedesca, degli <strong>U-Boat</strong> e delle <strong>mine</strong>.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62119 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie.jpg" alt="I soldati bloccati a Dunqerkue" width="2000" height="1000" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie.jpg 2000w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-300x150.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-768x384.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-800x400.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-250x125.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-550x275.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-360x180.jpg 360w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-600x300.jpg 600w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/dunkirk-movie-1000x500.jpg 1000w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" />
<h2>Le tre linee narrative</h2>
<p><em>Dunkirk</em> è sicuramente una delle opere più ambiziose di <strong>Nolan</strong>, che ha cominciato a progettare il film già negli anni novanta. La sua idea embrionale era di girare il tutto <strong>senza una sceneggiatura precisa</strong>, ma dissuaso dall&#8217;idea stese comunque una sceneggiatura brevissima (solo <strong>76 pagine</strong>) per potersi concentrare sull&#8217;azione, utilizzando comunque uno stratagemma efficientissimo che divide il film in<strong> tre linee narrative</strong> diverse che si accavallano: c&#8217;è una prima linea che vede i fatti dal punto di vista terrestre e copre un arco temporale di una settimana attraverso l&#8217;occhio del soldato <strong><em>Tommy</em></strong>, una seconda che tratta il punto di vista “marino” e dura un giorno ed accompagna il coraggioso <strong>Mr. Dawson</strong>, che col figlio <strong>Peter</strong> e l&#8217;amico <strong>George</strong>, invece di lasciar requisire la sua imbarcazione decide di guidarla lui stesso verso le coste francesi; infine una terza aerea che invece racconta un&#8217;ora, dove una squadriglia di caccia combatte per garantire una via di fuga il più sicura possibile ai commilitoni di fanteria. In queste tre linee si accavallano le storie ed i personaggi, creando un racconto corale dell&#8217;evento da un punto di vista prettamente “britannico”.</p>
<img class="alignnone wp-image-62120 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm.png" alt="Il protagonista che scorge i caccia nemici" width="1432" height="600" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm.png 1432w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-300x126.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-768x322.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-800x335.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-250x105.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-550x230.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-430x180.png 430w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-716x300.png 716w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/screen-shot-2017-05-05-at-12-40-39-pm-1193x500.png 1193w" sizes="(max-width: 1432px) 100vw, 1432px" />
<h2>Lontano dai canoni hollywoodiani</h2>
<p>Quello che invece non compare nel film sono i soldati tedeschi, né tanto meno <strong>leader</strong> <strong>politici</strong> o militari d&#8217;alto rango: <em>Nolan</em> intelligentemente decide di estrometterli per non dare alcun connotato politico, ma piuttosto una lettura più vicina alla vicenda umana. Al di là delle ovvie e necessarie romanzature, il film ha un approccio storicamente accurato che anche molti critici hanno apprezzato, ed è interessante anche notare che manca quel classico <strong>appeal</strong> <strong>hollywoodiano</strong> che vuole<strong> storie di vittoria</strong> e prettamente americane: quello di <strong>Dunkerque</strong> è invece un evento che ricorda una sonora sconfitta, e una pagina angosciante dell&#8217;ascesa nazista.</p>
<p>A tutto questo va anche aggiunta la straniante colonna sonora di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Zimmer">Hans Zimmer,</a> che ha fatto tanto parlare per la scelta di suoni più che di vera e propria musica, e per il sapiente utilizzo della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scala_Shepard"><strong>scala</strong> <strong>Shepard</strong></a> per rinforzare le sensazioni trasmesse dalle immagini.</p>
<img class="alignnone wp-image-62121 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/20391254_BB-13658MSGCC.jpg" alt="Cillian Murphy in una scena del film" width="6000" height="4000" />
<h2>Una perla rara</h2>
<p>Quindi <strong>Dunkirk</strong> è candidato di tutto diritto agli Oscar 2018? Assolutamente si. Un grande apprezzamento concorde tra pubblico e critica, ed il fato che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Goffredo_Fofi">Goffredo Fofi</a> lo abbia sonoramente schifato dimostra che l&#8217;opera di Nolan è un capolavoro di fine fattura. Certo, questo comunque non gli garantisce di trionfare in tutte le categorie, dove trova avversari agguerriti e validi, ma difficilmente la squadra che ha confezionato questo <strong>war</strong> <strong>movie</strong> poco convenzionale tornerà a casa a mani vuote, e lo dimostra il fatto che già prima della fatidica notte delle statuette, i riconoscimenti non hanno tardato ad arrivare. <strong>Dunkirk</strong> in conclusione è un film potente ed emozionante, soprattutto quando è possibile toccare il coraggio e lo spirito di sacrificio di alcuni protagonisti, ma anche la corale, vicendevole ammirazione tra civili e militari, coscienti che l&#8217;uno sta salvando l&#8217;altro e viceversa. Ecco, questo trionfo quasi romantico dello spirito umano è il fulcro di Dunkirk, e averlo saputo cogliere senza per questo cadere in patriottismi stupidi o nazionalismi sterili. Inoltre, riuscire a dire la propria anche in un genere dai canoni stringenti come il cinema di guerra non è da tutti, ed è per questo che Dunkirk merita ogni singola candidatura, e a prescindere da come andrà a finire la <strong>Notte degli Oscar</strong>, il lavoro di <em>Christopher</em> <em>Nolan</em> è un perla rara nella vastissima e spesso insignificante produzione moderna cinematografica.</p>
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      <title>Call Me by Your Name – Oscar 2018, Day 3</title>
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      <pubDate>Sun, 25 Feb 2018 14:00:24 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Annibale Torcicollo]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il terzo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è Call Me by Your Name. Call Me by Your Name Era oggettivamente difficile interpretare in forma cinematografica la grande opera di André Aciman, tuttavia, Luca Guadagnino è riuscito nell’impresa di far trasmettere le stesse emozioni e sensazioni, se non in maniera ancor più avvincente di quanto proverebbe un lettore avendo tra le mani il romanzo dello scrittore francese. Il messaggio che vuole far trasparire il film, in ultima analisi, è una speranza di ottimismo. Perché paradossalmente, tutta la storia, lasciando stare la delusione sentimentale di Elio (un talentuosissimo Timothée Chalamet), dovrebbe esser interpretata in chiave ottimistica. Emblematico è in tal senso, il discorso a fine pellicola, tra Elio e suo padre, il quale gli ricorda che la vita è breve e che non bisogna in nessun modo esser influenzati da fattori esterni, quali la paura dell’opinione altrui e i giudizi di coloro che la pensano diversamente. Di fatto è stato questo l’elemento che ha frenato il padre di Elio (un ancora più talentuoso Michael Stuhlbarg), in gioventù, ad abbandonarsi ad un simile sentimento che andava oltre la semplice...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/25/call-by-your-name-oscar-2018-day-3">Call Me by Your Name &#8211; Oscar 2018, Day 3</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria <strong>Miglior</strong> <strong>film</strong>.<br />
Ogni giorno, dal <em>23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo</em>, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il terzo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>Call Me by Your Name.</strong></p>
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<p><span id="more-62095"></span></p>
<h1>Call Me by Your Name</h1>
<p>Era oggettivamente difficile interpretare in forma cinematografica la grande opera di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Aciman">André Aciman</a>, tuttavia, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Guadagnino">Luca Guadagnino</a> è riuscito nell’impresa di far trasmettere le stesse <strong>emozioni</strong> e <strong>sensazioni</strong>, se non in maniera ancor più avvincente di quanto proverebbe un lettore avendo tra le mani il romanzo dello scrittore francese.</p>
<p>Il messaggio che vuole far trasparire il film, in ultima analisi, è una <strong>speranza</strong> <strong>di</strong> <strong>ottimismo</strong>. Perché paradossalmente, tutta la storia, lasciando stare la delusione sentimentale di <strong>Elio</strong> (un talentuosissimo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Timoth%C3%A9e_Chalamet">Timothée Chalamet</a>), dovrebbe esser interpretata in chiave ottimistica.</p>
<p><strong>Emblematico</strong> è in tal senso, il discorso a fine pellicola, tra Elio e suo padre, il quale gli ricorda che la vita è breve e che non bisogna in nessun modo esser influenzati da fattori esterni, quali la paura dell’opinione altrui e i giudizi di coloro che la pensano diversamente. Di fatto è stato questo l’elemento che ha <strong>frenato</strong> il padre di Elio (un ancora più talentuoso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Stuhlbarg">Michael Stuhlbarg</a>), in gioventù, ad abbandonarsi ad un simile sentimento che andava oltre la semplice amicizia con un suo coetaneo.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62098 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name.jpg" alt="Elio e Oliver a Crema" width="1998" height="1080" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name.jpg 1998w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-300x162.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-768x415.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-800x432.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-250x135.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-550x297.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-333x180.jpg 333w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-555x300.jpg 555w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/call-me-by-your-name-925x500.jpg 925w" sizes="(max-width: 1998px) 100vw, 1998px" />
<h1>Timidezza e sfrontatezza</h1>
<p>C’e una sorta di <strong>sipario</strong> che divide la paura, la vergogna e la timidezza del padre con l’apertura mentale, la sfrontatezza ed il disinteresse per ciò che potrebbe pensare la gente, da parte di Elio.</p>
<p>Ergo l’ottimismo di fondo di questo gioiellino di <em>Guadagnino</em>, il quale viene adornato con un setting <strong>particolarmente</strong> <strong>nostalgico</strong>. A far da sfondo alla vicenda vi è la torrida <strong>estate dell’84</strong>, che ha come location le campagne nei pressi del<em> Lago di Garda</em> e la bellissima <strong>Crema</strong>, con la celebrazione dei suoi monumenti, a partire dall’emblematico <em>Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale</em>. Emblematico, proprio perché è questo il luogo a far da testimone ad uno dei momenti più importanti dell’intero film, ossia la confessione, seppur in modo implicito, di ciò che Elio prova per Oliver.</p>
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<h1>Crema come parte integrante della pellicola</h1>
<p>Non sarebbe errato, dunque, affermare che fondamentalmente sono 3 i veri personaggi principali del film di Guadagnino: Elio, Oliver e la meravigliosa <em>Crema</em>.</p>
<p>Sempre legato all’aspetto delle bellezze architettoniche della città di <em>Crema</em>, vi è un elemento ancora più importante nell’economia della piena comprensione della pellicola: la <strong>celebrazione</strong> <strong>della</strong> <strong>bellezza</strong> in tutte le sue forme. Molte delle scene sono arricchite dall’armonia dei quadri all’interno della casa della famiglia di Elio, per non parlare dei continui rimandi alla perfetta estetica ed eleganza delle citazioni dei classici, di cui Elio si nutre costantemente.</p>
<p>Altri riferimenti di questo genere, possono essere le <strong>statue</strong> <strong>greche</strong> che vengono trovate nelle acque del lago, oppure l’eleganza delle melodie delle <strong>note di Bach,</strong> provenienti dalle talentuose mani di Elio al pianoforte.</p>
<p>Tuttavia questi continui <strong>rimandi</strong> <strong>alla</strong> <strong>bellezza</strong> non sono casuali, ma sono cruciali al fine di far capire allo spettatore il modo con cui l’innamorato Elio guarda l’aspirante professore archeologico.</p>
<p>Per lui <em>Oliver</em> (o &#8220;Elio&#8221;, come lo chiamerebbe lui) è come una di quelle statue, in tutta la loro <strong>perfezione</strong> e <strong>imponenza</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/25/call-by-your-name-oscar-2018-day-3">Call Me by Your Name &#8211; Oscar 2018, Day 3</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>The Post – Oscar 2018, Day 2</title>
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      <pubDate>Sat, 24 Feb 2018 14:00:46 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Alessandro Ionni]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
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      <category><![CDATA[New York Times]]></category>
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      <category><![CDATA[Steven Spielberg]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il secondo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è The Post. Non un secondo &#8220;Caso Spotlight&#8221; La mia più grande paura all’inizio di questo film era di rivedere l’ex candidato agli Oscar “Il Caso Spotlight” rimasticato in un diverso contesto storico, ma con lo stesso plot. Il caro Steven Spielberg è stato in grado di farmi ricredere abilmente. Il film tratta la vera storia dello scontro tra stampa e governo Nixon avvenuta all’inizio degli anni ’70 a causa di alcuni fascicoli riservati sulla guerra in Vietnam trafugati dagli uffici della RAND Corporation (organismo privato finanziato dallo stato che si occupa di analisi sulle politiche pubbliche, strategiche). In questi fascicoli si leggeva chiaramente che i presidenti Americani, che si sono susseguiti nel periodo della guerra, erano tutti a conoscenza del fatto che gli Stati Uniti stessero palesemente perdendo e mandando al macello migliaia di soldati. Ma per un presidente americano niente sarebbe stato più tragico dell’ammissione di una sconfitta o di una falla nel potere militare degli USA. Per questo motivo il segretario della Difesa Robert McNamara (Bruce Greenwood) passò gran parte del suo mandato a rassicurare l’opinione...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/24/the-post-oscar-2018-day-2">The Post &#8211; Oscar 2018, Day 2</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria <strong>Miglior</strong> <strong>film</strong>.<br />
Ogni giorno, dal <em>23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo</em>, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il secondo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>The Post</strong>.</p>
<div class="youtubevideo"><iframe width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/18MVrF8XH5U?rel=0&theme=light&color=white&wmode=opaque&modestbranding=0" frameborder="" allowfullscreen=""></iframe></div>
<p><span id="more-62088"></span></p>
<h1>Non un secondo &#8220;Caso Spotlight&#8221;</h1>
<p>La mia più grande paura all’inizio di questo film era di rivedere l’ex candidato agli Oscar “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_caso_Spotlight">Il Caso Spotlight</a>” rimasticato in un diverso contesto storico, ma con lo stesso plot. Il caro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Steven_Spielberg">Steven Spielberg</a> è stato in grado di farmi ricredere abilmente.</p>
<p>Il film tratta la vera storia dello scontro tra stampa e governo <strong>Nixon</strong> avvenuta all’inizio degli anni ’70 a causa di alcuni fascicoli riservati sulla guerra in <em>Vietnam</em> trafugati dagli uffici della <strong>RAND</strong> <strong>Corporation</strong> (organismo privato finanziato dallo stato che si occupa di analisi sulle politiche pubbliche, strategiche). In questi fascicoli si leggeva chiaramente che i <strong>presidenti</strong> <strong>Americani</strong>, che si sono susseguiti nel periodo della guerra, erano tutti a conoscenza del fatto che gli <em>Stati</em> <em>Uniti</em> stessero palesemente perdendo e <strong>mandando</strong> <strong>al</strong> <strong>macello</strong> migliaia di soldati. Ma per un presidente americano niente sarebbe stato più tragico dell’ammissione di una sconfitta o di una falla nel potere militare degli USA. Per questo motivo il segretario della Difesa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_McNamara"><em>Robert</em> <em>McNamara</em></a> (<strong>Bruce Greenwood</strong>) passò gran parte del suo mandato a rassicurare l’opinione pubblica sullo stato della guerra pur essendo a conoscenza, per analisi da lui stesso richieste sul campo a <em>Daniel</em> <em>Ellsberg</em> (<strong>Matthew</strong> <strong>Rhys</strong>), che la situazione di svantaggio non mutava da anni.</p>
<img class="alignnone wp-image-62089 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900.jpg" alt="Redazione del Washington Post" width="1800" height="900" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900.jpg 1800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-300x150.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-768x384.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-800x400.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-250x125.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-550x275.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-360x180.jpg 360w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-600x300.jpg 600w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a1ca2f724ee6-1800x900-1000x500.jpg 1000w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" />
<h2>Zona spoiler</h2>
<p>Da questi presupposti inizia la storia di una coraggiosa <strong>Katharine</strong> <strong>Graham</strong> (<em>Meryl</em> <em>Streep</em>) e di un impetuoso <strong>Ben</strong> <strong>Bradlee</strong> (<em>Tom</em> <em>Hanks</em>). <strong>Kay (</strong>come viene chiamata da tutti nel film) si trova al posto di comando del <strong>Washington</strong> <strong>Post</strong>, al tempo un giornale di provincia che stava per affermare la sua importanza con l’<strong>entrata in borsa.</strong> Tutta la vicenda si basa sulla responsabilità di Kay nei confronti del giornale durante la trattativa per il valore delle azioni dello stesso con le banche e gli investitori privati. Proprio in quella cruciale settimana il <strong>New</strong> <strong>York</strong> <strong>Times</strong> pubblica i documenti secretati sulla guerra in Vietnam. Il governo con un ingiunzione impedisce al <strong>Times</strong> di pubblicare ulteriori informazioni sui fascicoli in loro possesso.</p>
<p>Ne approfitta quindi <strong>Ben che</strong>, come direttore del <strong>Post</strong>, sentiva la necessità di dare una scossa al giornale per dimostrare la loro capacità ed importanza. Ma andare contro l’ingiunzione governativa avrebbe fatto rischiare l’<strong>arresto</strong> di lui e Kay, nonchè il ritiro dell’impegno degli investitori per sostenere l’entrata nella borsa americana. Il risultato sarebbe stato un crollo ed una probabile chiusura del <em>Washington</em> <em>Post</em>.<br />
Come potrete immaginare e com’è ormai storia, in una notte di tensione, Kay darà il permesso alla pubblicazione dell’articolo e, grazie al sostegno dell’opinione pubblica e della <strong>Corte</strong> <strong>Suprema</strong> <strong>degli</strong> <strong>Stati</strong> <strong>Uniti</strong>, i giornali coinvolti nella diffusione delle notizie non furono ritenuti responsabili delle accuse mosse dal Presidente Nixon.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62090 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8.jpg" alt="Locandina The Post" width="1800" height="776" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8.jpg 1800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-300x129.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-768x331.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-800x345.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-250x108.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-550x237.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-418x180.jpg 418w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-696x300.jpg 696w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/5a0274efd0cc8-1160x500.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" />
<h1>La libertà di stampa ieri e oggi</h1>
<p>La questione che lascia più di stucco durante la visione di questo film è il trattamento originale riservato alla <strong>libertà</strong> <strong>di</strong> <strong>stampa</strong>. Essendo lo scontro su documenti governativi, tutti si sarebbero aspettati una grande attenzione sullo scontro con il governo. Invece, grazie alla presenza della questione economica dell’entrata in borsa, viene lanciato un messaggio alla società di oggi:</p>
<blockquote><p>“La qualità è essa stessa motore del profitto”</p></blockquote>
<p>La libertà di cui si parla quindi, non è solo quella che si deve avere dai <strong>poteri</strong> <strong>forti</strong>, ma anche quella che si deve avere dal profitto, dalla moneta. In un mondo in cui le <strong>fake</strong> <strong>news</strong> ed il <strong>clickbaiting</strong> sono diffusi su ogni giornale (anche su quelli che dovrebbero rappresentare un faro per i più piccoli) ricordare con questo film che la cosa che deve fare un giornale è dare notizie è stato il vero valore aggiunto dell’opera.</p>
<p>Un giornalista per fare il suo lavoro deve essere tranquillo, deve poter indagare, deve poter scavare e deve poter informare. Quand’è che uno scandalo grosso, negli ultimi anni, è stato scoperto da un giornale e non da <em>Wikileaks</em>? Che fine hanno fatto i veri giornalisti d’inchiesta, quelli che fanno notizia, quelli che lottano per la libertà d’informazione? Ma soprattutto perchè a nessuno interessa più l’informazione vera, ma solo l’ultimo studio dell’università del Massafruttolo sulla potenza sessuale dei pelati e dei capigliati?</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-62091" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks.jpg 1500w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/The-Post-Hanks-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" />
<h1>Non si parla di femminismo, ma di vera uguaglianza</h1>
<p>Io odio il nazi-femminismo, per me esiste solo l’<strong>uguaglianza.</strong> Questo film mi ha fatto godere nella sua esposizione dell’uguaglianza. Pensavate che una protagonista donna significasse femminismo spinto? Ebbene no, il regista è stato in grado di dare sentimento e responsabilità alla figura di Katharine, senza scadere in retoriche ridicole e faziose.</p>
<p>Kay è in tutto il film in una <strong>situazione</strong> <strong>scomoda</strong>, sia che si tratti di un problema economico (il valore dell’azienda), sia che si tratti di un problema politico (pubblicare o non pubblicare). In entrambe le situazioni gli uomini intorno a lei le fanno palesemente pesare il fatto di essere una donna, il fatto che non fosse lì per <strong>merito</strong>, ma per eredità, il fatto che non fosse <strong>forte</strong> <strong>abbastanza</strong> per dire quella parola in più adatta per mutare la situazione. È nella consapevolezza di Kay che si scorge la sua <strong>crescita</strong>, la sua <strong>presa</strong> <strong>di</strong> <strong>posizione</strong>. Ed è proprio per una dimostrazione di intelligenza, retorica, convenienza, e per un minimo moto di ribellione, che alla fine decide di mandare in stampa l’articolo.<br />
La cosa piacevole è l’aver posto l’attenzione non sul coraggio di Kay nel pubblicare la notizia, ma sulla sua presa di posizione riguardo una questione seria, e soprattutto in maniera estremamente decisa nonostante fosse stata per tutta la vita una donna svilita.<br />
Questo aspetto è ben rappresentato anche in un breve monologo della moglie di Ben:<br />
<div class="quote-box centro">Ma Kay&#8230;Kay occupa una posizione che non avrebbe mai immaginato di poter avere, che sicuramente tanta gente non crede sia in grado di ricoprire. E quando ti dicono continuamente che non sei bravo abbastanza, che la tua opinione non è altrettanto importante, quando non solo non ti degnano di uno sguardo, ma per loro non esisti nemmeno, quando è stato così per tanto tempo, è difficile convincersi che non sia vero. Quindi prendere questa decisione rischiando il suo futuro e l’azienda che è stata tutta la sua vita&#8230;beh penso che questo sia coraggioso</div></p>
<img class="alignnone size-full wp-image-62092" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4.jpg 1500w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/Meryl-Streep-The-Post-4-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" />
<h1>Un ispirazione dai giornali di ieri per i giornalisti di domani</h1>
<p>Grazie a Spielberg questo film prende proprio l’aspetto di un tentativo di ispirazione per le nuove generazioni che dovrebbero ricordarsi che il giornalismo non è solo scrivere due parole per compiacere un direttore o dei lettori ormai spenti e lobotomizzati, ma è la <strong>missione</strong> <strong>più importante</strong> di una democrazia che vuole trasparenza ed una vera libertà d’espressione e d’opinione.</p>
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      <title>The Shape of Water – Oscar 2018, Day 1</title>
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      <pubDate>Fri, 23 Feb 2018 14:00:47 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Monica Tondelli]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[doug jones]]></category>
      <category><![CDATA[guerra fredda]]></category>
      <category><![CDATA[guillermo del toro]]></category>
      <category><![CDATA[la forma dell'acqua]]></category>
      <category><![CDATA[michael shannon]]></category>
      <category><![CDATA[miglior film]]></category>
      <category><![CDATA[oscar 2018]]></category>
      <category><![CDATA[recensione]]></category>
      <category><![CDATA[the shape of water]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli scorsi anni, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria Miglior film. Ogni giorno, dal 23 Febbraio al 3 Marzo, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 4 Marzo, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta! Il primo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è The Shape of Water (La forma dell&#8217;acqua). The Shape of Water Questo è quello che ho obiettato tra me e me leggendo quelle quattro parole: The shape of water. Un titolo intrigante,  qualcosa su cui non mi ero mai soffermata a riflettere: &#8220;che forma ha l’acqua?” Guillermo Del Toro risponde a questa domanda non direttamente, ma attraverso una favola tanto delicata quanto cruda, in un costante alternarsi e contrapporsi elementi opposti, con un unico filo conduttore: L’acqua. L’acqua è protagonista e mezzo, ambiente, è permeante e presente per tutta la durata della pellicola, ha il potere di annullare le differenze e unire laddove l’essere umano e la sua natura hanno sempre fallito. La connotazione fiabesca e la fotografia che Del Toro sceglie per le sue opere è più che mai una scelta vincente in questo film, una cifra stilistica inconfondibile che fin dai primi fotogrammi crea quell’atmosfera soffusa e onirica ben nota ai fan del regista. La potenza assordante del silenzio Da una parte abbiamo una creatura acquatica, forse una divinità, confinata in una minuscola vasca, incapace di...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/23/the-shape-of-water-oscar-2018-day-1">The Shape of Water &#8211; Oscar 2018, Day 1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In vista degli Oscar del 04 Marzo abbiamo deciso di realizzare, come negli <a href="https://tasc.it/?s=Oscar">scorsi anni</a>, una rubrica straordinaria sui 9 film candidati per la categoria <strong>Miglior</strong> <strong>film</strong>.<br />
Ogni giorno, dal <em>23 Febbraio</em> al <em>3 Marzo</em>, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il <em>4 Marzo</em>, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 9 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore: siamo fiduciosi di riuscire a indovinarlo questa volta!<br />
Il primo film tra i 9 candidati che vi proponiamo è <strong>The Shape of Water</strong> (La forma dell&#8217;acqua).</p>
<div class="youtubevideo"><iframe width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/lr8D5D92lCc?rel=0&theme=light&color=white&wmode=opaque&modestbranding=0" frameborder="" allowfullscreen=""></iframe></div>
<p><span id="more-62073"></span></p>
<h1>The Shape of Water</h1>
<div class="quote-box centro">L’acqua non può avere una forma, la devi racchiudere, contenere, per darle una forma!</div>
<p>Questo è quello che ho obiettato tra me e me leggendo quelle quattro parole: <em>The shape of water.</em> Un titolo intrigante,  qualcosa su cui non mi ero mai soffermata a riflettere: &#8220;che forma ha l’acqua?”</p>
<p><strong>Guillermo Del Toro</strong> risponde a questa domanda non direttamente, ma attraverso una favola tanto delicata quanto cruda, in un costante alternarsi e contrapporsi elementi opposti, con un unico filo conduttore: L’<strong>acqua</strong>.</p>
<p>L’acqua è protagonista e mezzo, ambiente, è permeante e presente per tutta la durata della pellicola, ha il potere di annullare le differenze e unire laddove l’essere umano e la sua natura hanno sempre fallito. La connotazione fiabesca e la fotografia che <em>Del Toro</em> sceglie per le sue opere è più che mai una scelta vincente in questo film, una cifra stilistica inconfondibile che fin dai primi fotogrammi crea quell’<strong>atmosfera soffusa</strong> e <strong>onirica</strong> ben nota ai fan del regista.</p>
<h2><img class="alignnone wp-image-62079 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611.jpg" alt="La forma dell'acqua" width="1086" height="610" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611.jpg 1086w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-768x431.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-800x449.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-250x140.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-534x300.jpg 534w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/water_pic.jpg.size_.custom.crop_.1086x611-890x500.jpg 890w" sizes="(max-width: 1086px) 100vw, 1086px" /></h2>
<h2>La potenza assordante del silenzio</h2>
<p>Da una parte abbiamo una <strong>creatura</strong> <strong>acquatica</strong>, forse una divinità, confinata in una minuscola vasca, incapace di comunicare con quel mondo che l’ha costretta a soffrire tra quattro pareti di vetro; dall’altra una creatura umana, chiusa fin da piccola nel <strong>silenzio</strong> e con un particolare legame con l’elemento protagonista, incapace anche lei di comunicare con quel mondo cui appartiene e non la comprende. Fin dall’inizio queste due diverse forme di silenzio ci vengono mostrate in tutta la loro semplicità e dolore, due solitudini che trovano nell’acqua e nell’assenza di suoni un punto d’incontro e di comprensione.</p>
<p>Le contrapposizioni non si fermano: c’è la <strong>guerra</strong> <strong>fredda</strong>, la contrapposizione storica per antonomasia, a fare da sfondo a questa fiaba. C’è uno scontro tra una realtà nascosta e una palese bugia quotidiana, tanto dolorosa quanto necessaria per la sopravvivenza. C’è uno scontro tra due diverse classi sociali, un antagonista che emerge in questo squallido contesto fatto di luoghi comuni e di un arrogante approccio al mondo.</p>
<p>Guillermo ha definito questa pellicola un omaggio al cinema;  dichiara in un’intervista :</p>
<blockquote><p>&#8220;Volevo fare un film che dicesse alla gente quanto io amo i film&#8221;</p></blockquote>
<p>Cosi in <strong>The Shape of Water</strong> troviamo riferimenti al cinema hollywoodiano, fantasy, b-movie anni cinquanta, musical, commedia romantica e la giusta dose di black humor perfettamente bilanciati.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62078 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water.jpg" alt="La creatura acquatica" width="1920" height="1080" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water.jpg 1920w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/02/1042635-image-gallery-mr-x-dives-shape-water-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" />
<h2>Situazioni e pregiudizi</h2>
<p><strong>The Shape of Water</strong>, uscito nelle sale italiane il 14 di febbraio, è una fiaba d’amore raccontata al pubblico in sala dalla voce di <em>Richard</em> <em>Jenkins</em>, vicino di casa e amico di Eliza, la protagonista interpretata da <em>Sally</em> <em>Hawkins</em>. Accanto a loro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Doug_Jones"><em>Doug</em> <em>Jones</em></a> &#8211; legato al regista messicano da circa vent’anni e che per lui già ha vestito i panni del <strong>Fauno</strong> ne “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_labirinto_del_fauno"><em>Il Labirinto del fauno</em></a>” e di  “<strong>Abe</strong>&#8221; <strong>Sapien</strong> in “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hellboy:_The_Golden_Army"><em>Hellboy</em></a>”. <strong>Michael</strong> <strong>Shannon</strong>, perfetto nel ruolo del cattivo accecato dai suoi stessi pregiudizi, <strong>Michael</strong> <strong>Stuhlbarg</strong>, la nemesi di Shannon, e <strong>Octavia</strong> <strong>Spencer</strong>, amica fidata e “voce” della protagonista <strong>Eliza</strong>.</p>
<p>Un film che, di sicuro, non lascia lo spettatore indifferente: nel bene e nel male, anche quando il giudizio è distante dall’essere positivo, guida il suo pubblico a soffermarsi su tematiche fin troppo familiari al nostro contesto storico come la diversità, il pregiudizio, l’isolamento. Tutto ciò senza mai forzare gli eventi , semplicemente permettendo alle vicende e ai personaggi di evolversi secondo la loro natura. In un caso o nell’altro chi guarda questo film si porrà delle domande, si chiederà in che modo un pregiudizio può condizionare un evento mentre le immagini si susseguono a un ritmo sostenuto, capace di tenerti attento fino all’ultimo minuto senza risultare frenetico e confuso.</p>
<p>Per me promosso a pieni voti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/02/23/the-shape-of-water-oscar-2018-day-1">The Shape of Water &#8211; Oscar 2018, Day 1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>TCCC Unity, scopriamo il nuovo font di Coca Cola</title>
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      <pubDate>Wed, 17 Jan 2018 11:00:10 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Michelangelo Caruso]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Design]]></category>
      <category><![CDATA[Food]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[Brody ssociates]]></category>
      <category><![CDATA[coca cola]]></category>
      <category><![CDATA[font]]></category>
      <category><![CDATA[gotham]]></category>
      <category><![CDATA[graphic design]]></category>
      <category><![CDATA[James Somerville]]></category>
      <category><![CDATA[Neville Brody]]></category>
      <category><![CDATA[tccc unity]]></category>
      <category><![CDATA[tipografia]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Dopo le numerose campagne di marketing di cui abbiamo spesso parlato (1 2 3), da una settimana circa a questa parte è stato annunciato durante Design Matters, una convention speciale tenutasi al Museum of Design di Atlanta, il nuovo typeface di Coca Cola. TCCC Unity per Coca Cola TCCC Unity (TCCC sta per The Coca Cola Company), introdotto da James Somerville, vice presidente globale del settore design di Coca Cola è stato disegnato da Neville Brody per la sua Brody Associates, e diventerà il &#8220;volto&#8221; tipografico di Coca Cola, che così affianca alla sua strategia diversificativa dei prodotti un carattere che dia unità e riconoscibilità alla comunicazione. Il font avrà diversi pesi per adattarsi alle diverse circostanze, e una versione condensed, seguendo così l&#8217;esempio che già Nokia, IBM e Youtube hanno tracciato, riponendo parte della propria comunicazione visiva su una tipografia personalizzata ad hoc, una parte fondamentale ma che spesso non viene considerata, se non dagli esperti di settore. Neville Brody è stato in passato designer di caratteri tipografici per molti clienti, tra cui anche The Face e Fuse Magazine. Il compito non era facile: creare un set di caratteri che fosse innanzitutto scalabile a diverse dimensioni, e che quindi permettesse di essere utilizzato sia su dimensioni minime e ristrette come quelle di uno schermo di telefono, sia su pubblicità di dimensioni mastodontiche come quelle a cui è abituata Coca Cola, ovviamente passando per tutte le dimensioni intermedie. In un&#8217;intervista per Print magazine, Brody ha raccontato come in sinergia col team di designer di Coca Cola abbia sviluppato un progetto che oltre ad essere riconoscibile, abbia dentro di se uno spirito...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/01/17/tccc-unity-font-coca-cola">TCCC Unity, scopriamo il nuovo font di Coca Cola</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le numerose campagne di marketing di cui abbiamo spesso parlato (<a href="https://tasc.it/2014/05/21/coca-cola-mini-kiosk" target="_blank" rel="noopener">1</a> <a href="https://tasc.it/2014/05/31/coca-cola-friendly-twist" target="_blank" rel="noopener">2</a> <a href="https://tasc.it/2014/05/19/quando-i-grazie-piovono-dal-cielo-cocacola" target="_blank" rel="noopener">3</a>), da una settimana circa a questa parte è stato annunciato durante <strong>Design Matters</strong>, una convention speciale tenutasi al Museum of Design di Atlanta, <strong>il nuovo typeface di Coca Cola</strong>.</p>
<h1>TCCC Unity per Coca Cola</h1>
<p><strong>TCCC Unity</strong> (TCCC sta per The Coca Cola Company), introdotto da James Somerville, vice presidente globale del settore design di Coca Cola è stato disegnato da <strong>Neville Brody</strong> per la sua Brody Associates, e diventerà il &#8220;volto&#8221; tipografico di Coca Cola, che così affianca alla sua strategia diversificativa dei prodotti un carattere che dia unità e riconoscibilità alla comunicazione. Il font avrà diversi pesi per adattarsi alle diverse circostanze, e una versione <em>condensed</em>, seguendo così l&#8217;esempio che già Nokia, IBM e Youtube hanno tracciato, riponendo parte della propria comunicazione visiva su una <strong>tipografia personalizzata ad hoc</strong>, una parte fondamentale ma che spesso non viene considerata, se non dagli esperti di settore.</p>
<p>Neville Brody è stato in passato designer di caratteri tipografici per molti clienti, tra cui anche <em>The Face</em> e <em>Fuse Magazine</em>. Il compito non era facile: creare un set di caratteri che fosse innanzitutto <strong>scalabile</strong> a diverse dimensioni, e che quindi permettesse di essere utilizzato sia su dimensioni minime e ristrette come quelle di uno schermo di telefono, sia su pubblicità di dimensioni mastodontiche come quelle a cui è abituata Coca Cola, ovviamente passando per tutte le dimensioni intermedie. In un&#8217;intervista per<em> <a href="http://www.printmag.com/daily-heller/tccc-unity-new-coke-classic-neville-brody/">Print magazine</a></em>, Brody ha raccontato come in sinergia col team di designer di Coca Cola abbia sviluppato un progetto che oltre ad essere <strong>riconoscibile</strong>, abbia dentro di se uno <strong>spirito retrò</strong> che guarda al passato storico di Coca Cola, ma anche un <strong>piglio moderno</strong> che possa essere spendibile in future operazioni comunicative.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62058 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2.jpg" alt="stili del font coca cola" width="1875" height="938" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2.jpg 1875w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-300x150.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-768x384.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-800x400.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-250x125.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-550x275.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-360x180.jpg 360w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-600x300.jpg 600w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter2-999x500.jpg 999w" sizes="(max-width: 1875px) 100vw, 1875px" />
<h1>Un lavoro di certo non improvvisato</h1>
<p>Brody ed il suo team hanno speso un sacco di tempo in visite sul campo nei diversi quartier generali di Coca Cola dove si sono immersi nello studio della storia della compagnia, per poter tirare fuori tutti i riferimenti necessari per costruire questo nuovo set di caratteri. Condensare <strong>130 anni</strong> di storia non è facile specie se la tradizione storica del marchio vede cambiamenti disomogenei dettati dal tempo, a partire dai caratteri degli inizi, di stampo vittoriano, per passare fino alle suggestioni moderniste degli anni &#8217;50. Addirittura verso metà della sua vita la scelta tipografica di coca Cola aveva raggiunto un approccio quasi <em>industriale</em>, e negli ultimi tempi addirittura si era passati all&#8217;utilizzo del <strong>Gotham</strong>, che però in seguito all&#8217;onnipresenza che questo font vanta adesso come adesso nell&#8217;industria del graphic design, ha portato i vertici del settore design della multinazionale a propendere per un font proprietario che si differenziasse.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;TCCC Unity encapsulates from Coca-Cola’s past and its American modernist heritage.&#8221;</em></p>
<p>(James Somerville)</p></blockquote>
<p>Certo, un occhio allenato può comunque notare come TCCC Unity e Gotham abbiano in realtà un <strong>approccio stilistico molto simile</strong>: forme rotonde ed ariose, sensazione moderna con un vago richiamo vintage, largo utilizzo di costruzioni circolari e linee rette: qualche &#8220;svolazzo&#8221; in più per Unity, che ad esempio rispetto al Gotham aggiunge delle codine vezzose alle &#8216;a&#8217;. Il vero feeling retrò in FCCC Unity lo regala piuttosto la versione condensed, molto più vicina alle sensazioni della tipografia commerciale dei &#8217;50-&#8217;60, ma comunque, sempre vagamente simile alla versione condensed di Gotham.</p>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62059 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3.jpg" alt="font coca cola" width="1875" height="938" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3.jpg 1875w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-300x150.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-768x384.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-800x400.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-250x125.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-550x275.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-360x180.jpg 360w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-600x300.jpg 600w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2018/01/TCCCUnity.Twitter3-999x500.jpg 999w" sizes="(max-width: 1875px) 100vw, 1875px" />
<p>Brody nell&#8217;intervista conclude osservando che ha lavorato ad un linguaggio tipografico e ad un sistema, che prenderà corpo negli anni a venire. Una sfida difficile, ma che cattura la <strong>personalità di Coca Cola</strong> e diventa un sistema <strong>robusto ed accessibile</strong>. Per provare la sua teoria in effetti, è possibile rendersene conto da sè attraverso gli esperimenti visivi che sono adesso disponibili: un test visivo pubblicato su Instagram da Sommerville</p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/BdnXZ8zhP1_/" data-instgrm-version="8" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
<div style="padding:8px;">
<div style=" background:#F8F8F8; line-height:0; margin-top:40px; padding:50.0% 0; text-align:center; width:100%;">
<div style=" background:url(data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAACwAAAAsCAMAAAApWqozAAAABGdBTUEAALGPC/xhBQAAAAFzUkdCAK7OHOkAAAAMUExURczMzPf399fX1+bm5mzY9AMAAADiSURBVDjLvZXbEsMgCES5/P8/t9FuRVCRmU73JWlzosgSIIZURCjo/ad+EQJJB4Hv8BFt+IDpQoCx1wjOSBFhh2XssxEIYn3ulI/6MNReE07UIWJEv8UEOWDS88LY97kqyTliJKKtuYBbruAyVh5wOHiXmpi5we58Ek028czwyuQdLKPG1Bkb4NnM+VeAnfHqn1k4+GPT6uGQcvu2h2OVuIf/gWUFyy8OWEpdyZSa3aVCqpVoVvzZZ2VTnn2wU8qzVjDDetO90GSy9mVLqtgYSy231MxrY6I2gGqjrTY0L8fxCxfCBbhWrsYYAAAAAElFTkSuQmCC); display:block; height:44px; margin:0 auto -44px; position:relative; top:-22px; width:44px;"></div>
</div>
<p style=" margin:8px 0 0 0; padding:0 4px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/BdnXZ8zhP1_/" style=" color:#000; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none; word-wrap:break-word;" target="_blank">Today we launch our new font TCCC-Unity @modatl x @cocacoladesign x @brody_associates x @debbiemillman #designmatters</a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;">A post shared by <a href="https://www.instagram.com/jamessommerville/" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px;" target="_blank"> James Sommerville</a> (@jamessommerville) on <time style=" font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px;" datetime="2018-01-06T16:44:43+00:00">Jan 6, 2018 at 8:44am PST</time></p>
</div>
</blockquote>
<p><script async defer src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script></p>
<p>ma soprattuto un&#8217;app per iOS che permette di familiarizzare con TCCC Unity e dimostra l&#8217;utilizzo delle strategie di branding che Coca Cola qui anticipa:</p>

<p>Insomma, un lavoro sicuramente imponente, che però sembra più puntare sul progetto di branding che sul font in se per se. Ma d&#8217;altronde, lo stesso Brody spiega che TCCC Unity non vuole essere sovraccaricato di personalità, ma lo deve essere abbastanza per rappresentare &#8220;Coca Cola&#8221;. Sicuramente, questo pone le basi per un design moderno che non segue l&#8217;<strong>appiattimento dettato dai trend</strong>, che vedono ormai un circolo di 4/5 font farla da padrone, ma mette in discussione la personalità di un brand, <strong>che passa anche dal carattere che lo rappresenta</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2018/01/17/tccc-unity-font-coca-cola">TCCC Unity, scopriamo il nuovo font di Coca Cola</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>I nostri Auguri per il 2018</title>
      <link>https://tasc.it/2017/12/31/nostri-auguri-2018</link>
      <comments>https://tasc.it/2017/12/31/nostri-auguri-2018#respond</comments>
      <pubDate>Sun, 31 Dec 2017 22:55:03 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Alessandro Ionni]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Inspirational]]></category>
      <category><![CDATA[2018]]></category>
      <category><![CDATA[augurare]]></category>
      <category><![CDATA[Auguri]]></category>
      <category><![CDATA[Capodanno]]></category>
      <category><![CDATA[generosità]]></category>
      <category><![CDATA[vita]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno ti hanno fatto credere&#8230; di essere senza speranza per il futuro; di appartenere a delle categorie che servono solo per vendere prodotti; che per essere giusto/a tu debba seguire un modello che in realtà non piace a nessuno, anche se lo fanno sembrare amatissimo da tutti; che se non sei dove sono gli altri non esisti più; che tu debba dire di te tutto ed in ogni momento per esistere, dando loro la possibilità di raccoglierne i profitti e le informazioni; e mentre tu ti deprimi a vedere la vita degli altri in un video, condividi la tua che in realtà non ti sembra nemmeno più reale; che la politica sia malata e quindi bisogni evitarla, dare spazio alle radicalizzazioni invece che al cervello; che pensare sia pesante e tutto ciò che è pesante sia noioso invece che profondo; che la scienza sia finta e faziosa e che pensare a lungo termine sia inutile, costa troppa fatica; che la morale sia un valore negativo, quando morale non significa bigottigia, ma significa non essere ipocriti con le proprie idee e con sè stessi; che gli ideali non esistano più, che siamo un gruppo solo nei dati e nelle statistiche, ma non quando ci sia qualcosa da cambiare; ormai in realtà siamo degli egoisti narcisisti presi singolarmente, che si venderebbero anche la mamma per andare avanti. Per questo 2018 vi auguriamo&#8230; di pensare tanto, di essere pesanti, gravi nelle vostre scelte e nella vostra vita; di chiedervi sempre &#8220;Sto per fare una cosa intelligente? Porterà qualcosa di realmente buono per qualcuno?&#8221; prima di fare qualcosa. Una risposta negativa è già...</p>
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]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>Anche quest&#8217;anno ti hanno fatto credere&#8230;</h1>
<ul>
<li>di essere senza speranza per il futuro;</li>
<li>di appartenere a delle categorie che servono solo per vendere prodotti;</li>
<li>che per essere giusto/a tu debba seguire un modello che in realtà non piace a nessuno, anche se lo fanno sembrare amatissimo da tutti;</li>
<li>che se non sei dove sono gli altri non esisti più;</li>
<li>che tu debba dire di te tutto ed in ogni momento per esistere, dando loro la possibilità di raccoglierne i profitti e le informazioni; e mentre tu ti deprimi a vedere la vita degli altri in un video, condividi la tua che in realtà non ti sembra nemmeno più reale;</li>
<li>che la politica sia malata e quindi bisogni evitarla, dare spazio alle radicalizzazioni invece che al cervello;</li>
<li>che pensare sia pesante e tutto ciò che è pesante sia noioso invece che profondo;</li>
<li>che la scienza sia finta e faziosa e che pensare a lungo termine sia inutile, costa troppa fatica;</li>
<li>che la morale sia un valore negativo, quando morale non significa bigottigia, ma significa non essere ipocriti con le proprie idee e con sè stessi;</li>
<li>che gli ideali non esistano più, che siamo un gruppo solo nei dati e nelle statistiche, ma non quando ci sia qualcosa da cambiare; ormai in realtà siamo degli egoisti narcisisti presi singolarmente, che si venderebbero anche la mamma per andare avanti.</li>
</ul>
<h1>Per questo 2018 vi auguriamo&#8230;</h1>
<ul>
<li>di pensare tanto, di essere pesanti, gravi nelle vostre scelte e nella vostra vita;</li>
<li>di chiedervi sempre &#8220;Sto per fare una cosa intelligente? Porterà qualcosa di realmente buono per qualcuno?&#8221; prima di fare qualcosa. Una risposta negativa è già una risposta;</li>
<li>di partecipare attivamente alla vita della vostra comunità per cambiare qualcosa, invece di aspettare che lo facciano gli altri senza che nemmeno glielo diciate;</li>
<li>di tornare ad avere un ideale che non sia un vostro sogno, ma l&#8217;ideale di un mondo intorno a voi;</li>
<li>di inseguire profondamente la vostra felicità, rispettando sempre quella degli altri;</li>
<li>di vivere più la vita vera e meno quella del mondo dove state leggendo queste parole, il mondo della finzione e degli avatar con la supervita e col vostro nome e cognome;</li>
<li>di non cercare di essere protagonisti nel mondo attraverso Instagram, perchè non lo siete e non lo sarete mai, sarete sempre uno di tanti&#8230;cercate di esserlo nella vostra vita invece, per non essere il personaggio scritto da qualcun&#8217;altro;</li>
<li>di avere pochi amici, ma da vedere spesso e con cui vi sentiate a casa;</li>
<li>di circondarvi di persone positive e rispettose che vi capiscano, altrimenti non ci sarà nulla di illuminato nella vostra vita;di non essere solo dei genitali per gli altri, ma qualcosa di più senza inganni;</li>
<li>di non farvi guidare dalle aspettative degli altri come uomini o donne, ma come persone libere;</li>
<li>di essere rispettati sempre come voi rispetterete gli altri;</li>
<li>di ricreare e non andare mai contro la vostra morale, per essere soddisfatti di voi stessi ed essere finalmente di nuovo diversi dagli animali&#8230;o da un cellulare.</li>
</ul>
<p>Viviamo in una boccia di vetro piena d&#8217;acqua, ma magari si può portare fuori qualche altro pesce rosso da questo fin troppo ingiustificabile Mondo Liquido.</p>
<p>Auguri a tutti voi dal Cast di Tasc.</p>
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      <title>Le 5 serie tv migliori del 2017 (e le 5 peggiori)</title>
      <link>https://tasc.it/2017/12/27/le-5-serie-tv-migliori-del-2017</link>
      <comments>https://tasc.it/2017/12/27/le-5-serie-tv-migliori-del-2017#respond</comments>
      <pubDate>Wed, 27 Dec 2017 14:56:15 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Michelangelo Caruso]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Arte]]></category>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[american gods]]></category>
      <category><![CDATA[electric dreams]]></category>
      <category><![CDATA[mr robot]]></category>
      <category><![CDATA[the handmaid's tale]]></category>
      <category><![CDATA[the last man on earth]]></category>
      <category><![CDATA[the oa]]></category>
      <category><![CDATA[the punisher]]></category>
      <category><![CDATA[twin peaks]]></category>
      <category><![CDATA[van helsing]]></category>
      <category><![CDATA[young sheldon]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Su Tasc ci piace parlare un po&#8217; di tutto, anche del pop. E cosa c&#8217;è di più più pop delle serie tv? In un periodo in cui il mercato cinematografico lascia un po&#8217; a desiderare in quanto creatività e nel quale le serie tv, seguendo la scia di colossi come The Wire, che tempo addietro hanno tracciato il solco per la nuova era della fruizione televisiva, le serie tv sono diventate un argomento appassionante per tutti. Ma nella vasta produzione sempre crescente, come fare a scegliere cosa vale la pena guardare e cosa no? Ed è per questo che anche quest&#8217;anno ho deciso di proporvi un ristretta selezione di questo 2017 televisivo, fatto di grandi conferme, eccezionali ritorni e nuovi capolavori, (e flop clamorosi da evitare) magari da sfruttare durante i giorni di festa, per un binge watching in tutto relax! Ancora una volta, buona visione! Le 5 migliori serie tv del 2017 Twin Peaks &#8220;I&#8217;ll see you again in 25 years&#8221;: con questa frase sussurrata nell&#8217;orecchio dell&#8217;agente Cooper Laura Palmer chiude il cerchio delle prime due stagioni di Twin Peaks nel 1991. Il caso -o il destino- hanno voluto che 25 anni dopo (o poco più) a David Lynch e Mark Frost fosse data la possibilità da Showtime di avverare la profezia. Più una mossa di marketing per il servizio on demand che un vera e propria scommessa, il ritorno di Twin Peaks ha premiato il sistema di Showtime non tanto sull&#8217;immediata messa in onda ma sulla lunga distanza, grazie allo spropositato numero di fans e curiosi che hanno raggiunto il servizio apposta. Parlare di David Lynch e del...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/12/27/le-5-serie-tv-migliori-del-2017">Le 5 serie tv migliori del 2017 (e le 5 peggiori)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Su Tasc ci piace parlare un po&#8217; di tutto, anche del pop. E cosa c&#8217;è di più più pop delle serie tv?<br />
In un periodo in cui il mercato cinematografico lascia un po&#8217; a desiderare in quanto creatività e nel quale le serie tv, seguendo la scia di colossi come <em>The Wire,</em> che tempo addietro hanno tracciato il solco per la nuova era della fruizione televisiva, le serie tv sono diventate un argomento appassionante per tutti. Ma nella vasta produzione sempre crescente, come fare a scegliere cosa vale la pena guardare e cosa no? Ed è per questo che <a href="https://tasc.it/2015/09/13/le-5-serie-tv-migliori-del-2015-le-5-peggiori#">anche quest&#8217;anno</a> ho deciso di proporvi un ristretta selezione di questo 2017 televisivo, fatto di <strong>grandi conferme, eccezionali ritorni e nuovi capolavori</strong>, (e <strong>flop clamorosi da evitare</strong>) magari da sfruttare durante i giorni di festa, per un <em>binge watching</em> in tutto relax! Ancora una volta, buona visione!</p>
<h1>Le 5 migliori serie tv del 2017</h1>

<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62028 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks.jpg" alt="copertina twin peaks" width="1522" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks.jpg 1522w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-300x158.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-768x404.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-800x420.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-250x131.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-550x289.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-342x180.jpg 342w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-571x300.jpg 571w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/twin-peaks-951x500.jpg 951w" sizes="(max-width: 1522px) 100vw, 1522px" />
<h2>Twin Peaks</h2>
<p><em>&#8220;I&#8217;ll see you again in 25 years&#8221;</em>: con questa frase sussurrata nell&#8217;orecchio dell&#8217;agente Cooper <strong>Laura Palmer</strong> chiude il cerchio delle prime due stagioni di <em>Twin Peaks</em> nel 1991. Il caso -o il destino- hanno voluto che <strong>25 anni dopo</strong> (o poco più) a <strong>David Lynch</strong> e <strong>Mark Frost</strong> fosse data la possibilità da Showtime di avverare la profezia. Più una mossa di marketing per il servizio on demand che un vera e propria scommessa, il ritorno di <em>Twin Peaks</em> ha premiato il sistema di Showtime non tanto sull&#8217;immediata messa in onda ma sulla lunga distanza, grazie allo spropositato numero di fans e curiosi che hanno raggiunto il servizio apposta. Parlare di David Lynch e del suo <strong>genio visionario</strong> è sempre qualcosa che divide: c&#8217;è chi adora il suo <strong>approccio onirico ed ermetico</strong>, c&#8217;è chi invece lo odia perché <strong>illogico</strong> secondo i canoni della narrazione convenzionale. Ma fatto sta che al tempo <em>Twin Peaks</em> riuscì ad entrare nel cuore dei telespettatori consacrando il talento di Lynch, ed oggi riesce a fare breccia nel cuore anche di molti altri, che scoprono la potenza dell&#8217;immagine allo stato dell&#8217;arte. Un potentissimo <strong>effetto nostalgia</strong> grazie anche ai personaggi che popolavano la cittadina nello stato di Washington, al confine tra USA e Canada, e che oggi ritornano quasi tutti, ma anche uno sproposito di camei di attori eccezionali, tra cui Tim Roth, John Belushi, o Naomi Watts (pupilla di Lynch già da <em>Rabbits</em> e <em>Mulholland Drive</em>). Le potentissime note della colonna sonora composta da <strong>Angelo Badalamenti</strong> in collaborazione con lo stesso Lynch (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=8XNrP1enP-A">qui un&#8217;intervista in inglese a Badalamenti che racconta come è andata</a>) ancora regalano inquietudine come un tempo, e visivamente il potere delle nuove tecnologie restituisce un impatto ancora più esaltante alla nuova stagione. Inoltre, la bravura di <strong>Kyle MacLachlan</strong>, capace di reggere ben 4 ruoli diversi risulta essere ancora una volta la scelta azzeccata per interpretare &#8220;Coop&#8221;, e non solo. Nota triste della serie è che, nell&#8217;universo di <em>Twin Peaks</em>, il fondamentale personaggio dell&#8217;agente Philip Jeffries doveva essere ancora una volta interpretato da <strong>David Bowie</strong>, che aveva accettato prima della sua scomparsa. Infine, grande selezione musicale per la serie, che chiude quasi ogni puntata con un una performance live di un artista sul palco dello storico <strong>One Eyed Jack</strong>. Anche qui vecchie conoscenze di Lynch come Trent Reznor e il suo storico progetto industrial <strong>Nine Inch Nails</strong>, ma anche gli Au Revoir Simone ed i Chromatics con la soave &#8220;Shadow&#8221;</p>
<p><strong>Sicuramente la serie tv più importante del 2017</strong>, anche se non adatta a chiunque. Lynch è ostico ed è difficile apprezzarlo soprattutto se state cercando qualcosa di poco impegnativo; in questo caso non disperate, abbiamo ancora qualche asso nella manica. Ma se volete vedere un vero artista in azione, non perdetene l&#8217;occasione. Potete trovarla su Sky Atlantic HD.</p>

<h2><img class="full_screen_img alignnone wp-image-62029 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods.jpg 1200w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/american-gods-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></h2>
<h2>American Gods</h2>
<p>Altra perla del 2017 che in fatto di uscite nuove non ha regalato molto in termini di quantità, ma ha avuto picchi altissimi in fatto di qualità, <em>American Gods</em> riarrangia abilmente per il piccolo schermo il capolavoro e best seller di <strong>Neil Gaiman</strong>, vincitore di innumerevoli premi letterari di fantascienza. Con un storia così era d&#8217;altronde facile fallire miseramente o realizzare un capolavoro, ed in questo caso <strong>Bryan Fuller</strong> e <strong>Michael Green</strong> riescono certamente nella seconda. L&#8217;incipit vede il protagonista, <strong>Shadow Moon</strong>, ottenere un rilascio anticipato per poter partecipare al funerale della moglie Laura, tragicamente scomparsa in un incidente d&#8217;auto che ha ucciso anche il suo migliore amico. Il lutto di Shadow viene però turbato sull&#8217;aereo verso casa, dove un uomo irritante e sagace, che si presenta come <strong>Mr. Wednesday,</strong> vuole a tutti i costi che Shadow accetti di lavorare per lui. È chiaro da subito che i piani di Mr. Wednesday siano molto più complessi di quel che sembrano.</p>
<p><em>American Gods</em> fa molto affidamento sul <strong>potere delle immagini</strong> e dell&#8217;iconografia, fin dalla sigla (anche questa tra le più belle del 2017), ed è, come il libro, un <strong>eccezionale viaggio all&#8217;interno dell&#8217;antropologia religiosa</strong>. Divinità cadute e nuove sono il centro di questa storia, che regala intrattenimento di livello. Purtroppo il futuro della serie tv è molto nebuloso, dato che nonostante la conferma per una seconda stagione, i due autori Bryan Fuller (tra l&#8217;altro, autore di Hannibal) e Michael Green hanno abbandonato il progetto.</p>
<p>La serie tv è trasmessa in America da Starz, ma se siete abbonati ad Amazon Prime potrete recuperarla su Prime Video, il servizio streaming del colosso di Jeff Bezos.</p>

<h2><img class="full_screen_img alignnone wp-image-62030 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale.jpg" alt="copertina handmaid's tail" width="1280" height="696" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-300x163.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-768x418.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-800x435.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-250x136.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-550x299.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-331x180.jpg 331w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-552x300.jpg 552w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-handmaids-tale-920x500.jpg 920w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h2>
<h2>The Handmaid&#8217;s Tale</h2>
<p>Un&#8217;altra serie tv tratta da un libro, in questo caso <em>&#8220;i racconti dell&#8217;ancella&#8221;</em> di <strong>Margaret Atwood</strong>: scrittrice tanto prolifica quanto capace, vincitrice di diversi premi tra cui quello per la letteratura di fantascienza dedicato ad Arthur C. Clarke proprio per <em>&#8220;i racconti dell&#8217;ancella&#8221;</em>, ha per argomento una <strong>distopia angosciante</strong> ambientata in un futuro prossimo: in un&#8217;America nella quale la sterilità è una piaga diffusa, un gruppo di fondamentalisti cattolici ha ottenuto il potere con un violento golpe. La <strong>Società di Gilead</strong> è una nazione nella quale la donna è relegata a mero possesso dell&#8217;uomo. Le donne sono divise in caste, tutte sottomesse al potere dell&#8217;uomo. Mogli, Figlie, Zie, Ancelle e Non-donne sono le caste che definiscono i ruoli e l&#8217;importanza di una donna, in quest&#8217;ordine. Le <strong>Mogli</strong> sono le compagne degli uomini, così come le <strong>Figlie</strong> sono la prole, mentre le <strong>Zie</strong> sono una sorta di educatrici che disciplinano e supervisionano le ancelle. Mentre le <strong>Non-donne</strong> sono l&#8217;ultimo gradino sociale, prive dell&#8217;unico valore che per questa società dovrebbero avere, ossia la fertilità. Le <strong>Ancelle</strong> invece sono parte del nucleo familiare, vengono definite non col proprio nome ma con prefisso Of (&#8220;Di&#8221; in inglese) seguito dal nome del patriarca, e nonostante il basso livello sociale hanno il compito importantissimo di <strong>ripopolare la società come surrogate</strong> per le Mogli sterili.</p>
<p>La serie tv ha ricevuto critiche ferocissime, ed in molti casi è stato bandita, ma la Atwood, mente finissima, ha spiegato che si è ispirata a diverse pratiche <strong>realmente utilizzate</strong>, giustificando quindi una verità storica dietro la narrazione fantastica. In realtà la storia è una profonda disamina sul potere e sul ruolo della donna, attraverso iperboli distopiche. Tristemente adatta ad un periodo in cui le scandalose molestie sessuali sulle donne da parte di uomini potenti fanno la parte del leone nella cronaca. Prodotto e messo in onda da Hulu, in Italia <em>The Handmaid&#8217;s Tale</em> è disponibile su TIM Vision.</p>

<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62031 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot.jpg" alt="copertina mr. robot" width="1422" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot.jpg 1422w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/mr-robot-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1422px) 100vw, 1422px" />
<h2>Mr. Robot</h2>
<p>Nel 2015 avevamo aperto proprio con <em>Mr. Robot</em> in pole position, e l&#8217;eccezionale serie tv creata da <strong>Sam Esmail</strong> per USA Network dopo una prima stagione col botto ed una seconda solo un pelo sottotono, ritorna con un terza stagione e la promessa di almeno altre due per concludere l&#8217;iter narrativo. L&#8217;hacker Elliott Alderson (Rami Malek) ed il suo &#8216;comprimario&#8217; Mr. Robot (Christian Slater) sono in rotta, mentre il piano ordito per creare la rivoluzione digitale si appresta ad arrivare alla <strong>Fase 2</strong>, Elliott viene preso dagli scrupoli di coscienza per essere diventato un marionetta nella mani della <strong>Dark Army</strong>, rivelatasi molto più di un gruppo di hacker. New entry della serie è Bobby Cannavale, rimasto &#8216;disoccupato&#8217; dopo l&#8217;ingiustificata chiusura da parte di HBO della interessantissima <em>Vinyl</em>. La guida di Esmail rende la serie un <em>must see</em> anche per gli amanti degli aspetti tecnici, con la sua <strong>regia non convenzionale</strong> (che viene totalmente abbandonata in una puntata in favore una regia altamente cinematografica, i motivi non sto a spiegarveli perché è bello scoprirli da sè), i curatissimi piani sequenza, le infinite trovate stilistiche e le <em>easter eggs</em> (a tal proposito: provate ad inviare una mail all&#8217;indizzo ProtonMail che appare nell&#8217;ultima puntata).</p>
<p>In italia la serie tv è disponibile su Amazon Prime, con un doppiaggio che ahimè fa orrore come per le stagioni precedenti.</p>

<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62032 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon.jpg" alt="copertina young sheldon" width="1422" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon.jpg 1422w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/young-sheldon-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1422px) 100vw, 1422px" />
<h2>Young Sheldon</h2>
<p>Una serie tv più leggera può mancare in questa selezione, ed il candidato è <em>Young Sheldon</em>, sorta di <em>spin-off</em> del mostro sacro the Big Bang Theory di <strong>Chuck Lorre</strong>, che indaga l&#8217;infanzia di <strong>Sheldon Cooper</strong>, il geniale ed irritante protagonista della sit-com arrivata alla sua undicesima stagione. Qui però Lorre e Molaro abbandonano l&#8217;approccio da sit-com girata in studio con risate registrate per approcciarsi ad un altro sistema narrativo: la voce fuori campo di <strong>Jim Parson</strong> (Lo Sheldon &#8216;originale&#8217; di tBBT) guida gli avvenimenti che ruotano attorno al piccolo Sheldon ed alla sua famiglia. L&#8217;infanzia di Sheldon è un aspetto che ha sempre affascinato i fan, e molto furbamente Lorre coglie la palla al balzo, evitando l&#8217;approccio situazionistico da sit-com in favore di una <strong>narrazione più realistica</strong>, meno incentrata sulle gag ma non per questo meno divertente, e decidendo di puntare non solo sul personaggio principale ma anche sull&#8217;<strong>intera famiglia</strong>, non più spalle per le battute ma veri e propri comprimari.</p>
<p>In America anche questa in onda su CBS, in Italia young Sheldon è disponibile su Infinity TV.</p>

<h1>Le 5 peggiori serie tv del 2017</h1>
<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62033 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing.jpg" alt="copertina van helsing" width="1558" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing.jpg 1558w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-300x154.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-768x394.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-800x411.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-250x128.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-550x282.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-351x180.jpg 351w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-584x300.jpg 584w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/Van_Helsing-974x500.jpg 974w" sizes="(max-width: 1558px) 100vw, 1558px" />
<h2>Van Helsing</h2>
<p>Partorire una serie tv del genere non si può fare sceneggiando a caso. Serve una scientifica, progettata attitudine al <strong>disastro</strong>. Perché Van Helsing non è una serie scritta, girata e recitata male. No. C&#8217;è dietro una precisa volontà di arrecare danno allo spettatore. Nulla è lasciato al caso, a partire dal fulcro attorno al quale gira la serie: Immaginate una donna che si sveglia dal coma dopo che un&#8217;apocalisse ha trasformato tutti in (chi ha detto <em>the Walking Dead</em>?) vampiri. I <strong>vampiri</strong> in seguito ad una catastrofe che ha oscurato la luce del sole (la drammaticità dell&#8217;evento è resa attraverso un eccezionale filtrazzo giallognolo colera) hanno preso il sopravvento. Protetta da un gruppo di militari dentro un&#8217;ospedale, <strong>Vanessa</strong>, la donna risvegliatasi dal coma, ricorda solo di sua figlia, e sa che deve trovarla. Ma scopre anche di essere una <strong>Van Helsing</strong>, magica stirpe che ha il potere di RITRASFORMARE I VAMPIRI IN UMANI MORDENDOLI. E da qui in poi è tutta una scalata verso la vetta dell&#8217;insensato. Personaggi <strong>recitati malissimo</strong> che si avvicendano e si trucidano tra loro senza nessuno scopo plausibile, i vampiri <strong>capolavoro dell&#8217;arrafazzonato</strong>, senza nessun motivo preciso a volte si comportano come bestie selvagge, a volte sono <em>machiavellici strateghi </em>(dove &#8216;machiavellico stratega&#8217; sta per idiota dall&#8217;accento dell&#8217;est e lo sguardo torvo), pellegrinaggi da un parte all&#8217;altra dell&#8217;America dove gruppi distanti tra loro riescono trovarsi con facilità inaudita. Sarà forse perché la serie è girata tutta nello stesso minuscolo fazzoletto di terra. Inoltre stabilire gli effetti di un morso di vampiro è un po&#8217; una <strong>roulette russa</strong>: a volte capita di mantenere intelligenza, controllo anche sulla sete di sangue ed ottenere un bel tono di voce profondo, altre invece di diventare una specie di cane ringhioso stupido. Probabilmente il tutto dettato dalla convenienza del momento per i pigrissimi sceneggiatori.</p>
<p>L&#8217;unica fruizione logica di Van Helsing è quella di un <strong>&#8216;drinking game&#8217;</strong>: il cameraman scivola rovinando l&#8217;inquadratura? <strong>Shottino!</strong> Il gruppo si ritrova nello stesso metro quadrato di foresta? <strong>Shot!</strong> Sam, il vampiro sordo ma che ha riacquistato l&#8217;udito diventa inspiegabilmente sordo di nuovo? <strong>Ancora shot!</strong> Vanessa compie qualcosa di immotivato? <strong>Due shot!</strong> Con Van Helsing le vostre serate alcoliche avranno tutto un altro appeal!</p>

<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62034 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher.jpg" alt="copertina the punisher" width="1422" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher.jpg 1422w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/punisher-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1422px) 100vw, 1422px" />
<h2>The Punisher</h2>
<p>Ed ecco l&#8217;ennesimo progettone Marvel/ABC Studios/Netflix che vive solo di <em>hype</em>, ma poi nella sostanza, resta un <strong>copione sempre uguale</strong>. Leggermente meno peggio di <em>Iron Fist</em>, insipido tanto quanto <em>Luke Cage</em>, t<em>he Punisher</em> è l&#8217;ennesima <strong>promessa non mantenuta di Netflix</strong>. Esattamente come i suoi predecessori il vendicatore Frank Castle, che secondo coloro che mi illuminano sull&#8217;universo Marvel è un personaggio dal potenziale stratosferico (ed in effetti, un giustiziere spinto dalla sete di vendetta contro chi ha sterminato la sua famiglia ha si un canovaccio molto lineare ed elementare, ma che permetterebbe davvero ampio margine di manovra), mentre invece ABC preferisce puntare sul <strong>trasformare la vendetta in un aspetto secondario</strong>, puntando tutto sulla fisicità di John Bernthal, sul patriottismo sterile e sull&#8217;affiancamento di un personaggio mitigante, per stemperare la durezza di Castle. Ottenendo però un ridicolo effetto <em>&#8216;Gianni &amp; Pinotto della vendetta&#8217;</em>. Senza contare poi la stupidità assoluta con cui i personaggi vengono fatti agire, Castle fra tutti: ovviamente non si pretende realismo da un personaggio che ha picchiato Batman a mani nude perché non lo ha lasciato uccidere il Joker, ma nemmeno questa mancanza rispetto verso lo spettatore, che ad un certo punto non può che <strong>rifiutare tanta stupidità</strong>. Insomma, il cliché ormai è sempre quello: avvio interessante, affastellamento di eventi casuali e slegati, personaggio che in preda all&#8217;idiozia pura inizia ad agire a caso anche lui, per culminare in un finale che alla penultima puntata riunisce tutti i fili con un evento comun denominatore, chiude la questione, per lasciare poi al finale di stagione un aggancio vago a quella ventura. Insomma, Marvel/Netflix replicano un sistema che diventa <strong>sempre più sciatto</strong>, e che su queste premesse, annuncia di rovinare anche l&#8217;unico prodotto decente finora realizzato, <em>Daredevil</em>. Nell&#8217;attesa di veder fallire anche <em>Jessica Jones</em>, <em>the Punisher</em> diventa il peggior prodotto finora realizzato dal potentato Marvel/ABC/Netflix.</p>

<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62035 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth.jpg" alt="copertina di the last man on earth" width="1422" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth.jpg 1422w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-last-man-on-earth-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1422px) 100vw, 1422px" />
<h2>The Last Man on Earth</h2>
<p>Nel 2015 <em>the Last Man on Earth</em> era menzionata tra le migliori serie tv. <strong>Me ne scuso profondamente</strong>. La verità è che nella prima stagione, <strong>Will Forte</strong>, autore e protagonista della serie, usava un pretesto intelligente e lo aveva sviluppato con ironia, rendendo la serie una commedia divertente. Ma nel corso degli anni la serie ha avuto un <strong>decadimento incredibile</strong>, e Forte ha affogato la sua stessa creazione in gag sempre meno divertenti, personaggi forzati e situazioni tanto noiose quanto senza prospettive. Al punto che ogni stagione deve fare puntualmente tabula rasa per ripartire di nuovo, ed ogni volta sempre con meno argomenti. In tutto questo il personaggio di Forte è diventato sempre più <strong>marginale, stanco, trascinato</strong>, e con lui pure i comprimari superstiti. Ignorati o sviluppati malissimo tutti i pretesti interessanti, resta soltanto un <strong>odioso idiota, sposato con un&#8217;odiosa svampita, circondati da un insulso nulla</strong>. Desolazione pura.</p>

<img class="full_screen_img alignnone wp-image-62036 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams.jpg" alt="copertina electric dreams" width="1422" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams.jpg 1422w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/electric-dreams-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1422px) 100vw, 1422px" />
<h2>Electric Dreams</h2>
<p>Davvero un peccato vedere il potenziale di questa idea ridursi a questo <strong>stanco, tedioso ciclo di mediometraggi</strong>. In effetti le 6 puntate da un ora l&#8217;una pescano dai racconti brevi del maestro dell fantascienza letteraria <strong>Philip K.Dick</strong>, e le storie, che indagano aspetti distopici e possibili implicazioni di tecnologia ed etica, sono <strong>molto interessanti</strong>. Purtroppo però, un cast di nomi eccellenti ed una discreta realizzazione tecnica non superano lo scoglio della noia, facendo si che solo qualche momento di tutta la stagione risulti realmente coinvolgente. Il risultato è deludente, senza quel fascino forte di cui Dick è capace. Non è un fallimento su tutta la linea, ma decidere di mitigare le critiche universali che Dick lancia nei suoi scritti, è davvero una <strong>mossa perdente</strong>: meno spettacolarizzazione e più sostanza avrebbero fatto di questa serie tv una perla da non perdere per appassionati di fantascienza e non. Resta la speranza in un correzione del tiro per la prossima stagione, se confermata.</p>

<h2><img class="full_screen_img alignnone wp-image-62037 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa.jpg" alt="copertina di the OA" width="1423" height="800" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa.jpg 1423w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-534x300.jpg 534w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/12/the-oa-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1423px) 100vw, 1423px" /></h2>
<h2>The OA</h2>
<p>Lasciamo il meglio per ultimo. Uscita a ridosso dell&#8217;inizio del 2017 su Netflix la serie tv di <strong>Zal Batmanglij</strong> e <strong>Brit Marling</strong> (che ne è anche protagonista) è un <strong>prodotto aberrante</strong>, perfetta dimostrazione di come prendere per i fondelli il pubblico e la produzione. Dopo che molte case produttrici hanno addirittura <strong>litigato per ottenerne i diritti</strong>, Batmanglij e Marling riescono ad ottenere la realizzazione addirittura da <strong>Plan B</strong> (The Departed, Kick Ass, The tree of life, Okja)  ed <strong>Anonymous Content</strong> (The Revenant, il caso Spotlight, ma anche True Detective e Mr. Robot) per Netflix.</p>
<p>Va detto che tecnicamente porta con se delle <strong>scelte stilistiche intelligenti</strong>, ma sotto tutti gli altri aspetti, the OA è <strong>urtante, continuo stillicido di pezzi incastrati a forza e insensate soluzioni narrative</strong>. La storia in breve parla di <strong>Prairie Johnson</strong> (Brit Marling), una ragazza cieca scomparsa anni prima che ricompare dal nulla, con curiose cicatrici addosso, sostenendo di essere un fantomatica &#8220;<strong>OA</strong>&#8220;. Prairie si rifiuta di spiegare cosa le è successo alle autorità, ma raduna attorno a se alcune persone della sua scuola che frequentava per raccontare loro ciò che le è successo in questi sette anni di mancanza. Premessa interessante, e ad onor del vero la struttura con la quale Prairie svela pezzo dopo pezzo la sua storia è avvincente e ben bilanciata. Il problema si pone però quando si comincia a svelare il fulcro dell storia, incentrata su <strong>inverosimili pratiche scientifico-metafisiche</strong>, e sui &#8216;<em>movimenti</em>&#8216;, <strong>ridicola danza</strong> studiata addirittura dal coreografo Ryan Heffington, amico di Marling e Batmanglij. Il crollo finale, di fronte al quale ogni persona di buon senso deciderebbe di disdire Netflix e schiaffeggiare l&#8217;odiosa e monoespressiva Marling, avviene nel finale di stagione, dove con un colpo di coda sembra che Prairie sia solo una mistificatrice e che si sia inventato tutto. O forse no, scopritelo nella prossima stagione con la quale allungheremo il brodo e trascineremo questa farsa ancora un po&#8217;!</p>
<p>L&#8217;unico pregio tributabile a <em>the OA</em>, è la caparbietà con cui questo duo hipster e fintamente alternativo ha <strong>gabbato un&#8217;intera filiera</strong>, ottenendo con bluff estemporanei (Marling e Batmanglij inventavano e calibravano la storia sulla base delle reazioni delle case produttrici a cui sottoponevano il progetto) non solo la produzione, ma anche il rinnovo per un seconda stagione che approderà su Netflix nel 2018. Consigliato soltanto se volete testare la vostra capacità nel trovare buchi di trama e di testare il vostro senso del ridicolo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/12/27/le-5-serie-tv-migliori-del-2017">Le 5 serie tv migliori del 2017 (e le 5 peggiori)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>La normalizzazione dell’adulterio nella società di oggi</title>
      <link>https://tasc.it/2017/11/22/normalizzazione-adulterio-societa-oggi</link>
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      <pubDate>Wed, 22 Nov 2017 10:42:48 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Alessandro Ionni]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[Web]]></category>
      <category><![CDATA[adulterio]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In qualunque epoca storica l’adulterio è stato un argomento controverso. Sin dall’epoca dei romani è stato un comportamento punito in maniera fin troppo cruenta, ma oggi è praticamente depenalizzato a parte per alcune situazioni giuridiche particolari (normalmente se viene dimostrato un danno a salute, immagine, riservatezza, relazioni sociali, dignità del coniuge, ecc, è previsto un risarcimento in denaro per la parte lesa). Mai prima d’oggi avrei però pensato di trovarmi davanti ad una delle più basse forme di business che si possano incontrare, ossia il business dei tradimenti extraconiugali. Grazie a Gleeden tradire è ancora più semplice.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p class="p1">In qualunque epoca storica l’adulterio è stato un argomento controverso. Sin dall’epoca dei romani è stato un comportamento punito in maniera fin troppo cruenta, ma oggi è <strong>praticamente depenalizzato</strong>, a parte per alcune situazioni giuridiche particolari (normalmente se viene dimostrato un danno a salute, immagine, riservatezza, relazioni sociali, dignità del coniuge, <a href="https://www.laleggepertutti.it/775_adulterio-cornuto-e-risarcito" target="_blank" rel="noopener">ecc</a>, è previsto un <strong>risarcimento in denaro per la parte lesa</strong>). Mai prima d’oggi avrei però pensato di trovarmi davanti ad una delle più basse forme di business che si possano incontrare, ossia il business dei tradimenti extraconiugali.</p>
<h1 class="p1">Gleeden: come tradire il proprio partner in 5 graziosi passi</h1>
<p class="p1">Gledeen è un sito di <strong>incontri specificatamente extraconiugali</strong> che promette quasi di essere una terapia per tutte quelle persone che sono perse nella routine del matrimonio o che semplicemente cercano avventure senza rischi per la loro privacy. Con i suoi 3 milioni di iscritti, si rivela uno dei business più promettenti in tal senso, in particolar modo per la trasparenza con cui dice di operare. Quello su cui il servizio batte molto è il fatto di essere onesto sulla libertà che tutti gli iscritti possano dichiarare di essere effettivamente sposati e di non nascondersi per questo motivo in classici siti d’incontri. <strong>Ma come fa un servizio che accompagna verso un percorso di disonestà a parlare di onestà?</strong></p>
<img class="alignnone size-full wp-image-62006" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506.jpg" alt="Gleeden adulterio cartelloni metro" width="800" height="389" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506-300x146.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506-768x373.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506-250x122.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506-550x267.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506-370x180.jpg 370w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/gleeden-incontri-extraconiugali-2-642506-617x300.jpg 617w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />
<p class="p1">Uno dei punti su cui nelle “domande frequenti” si fa più spesso riferimento è quello per cui il servizio “non istiga all’adulterio”. Sappiamo che questo non è altro che un disclaimer per operare con più tranquillità, ma quanta ipocrisia ci vuole per scrivere una cosa simile?</p>
<p class="p1">Gledeen, per quanto ne vogliano dire, <strong>istiga</strong> proprio <strong>all’adulterio, lo rende accessibile</strong>, semplice e lo fa anche con una strategia di marketing molto attraente.<br />
Sulla homepage del sito si possono leggere esperienze di utenti che hanno usufruito del servizio (tutti testi probabilmente stilati dagli stessi creatori), che attraverso i più vecchi clichè in materia di coppia toccano questi 3 punti fondamentali:</p>
<ol>
<li class="p1">Grazie a quel tradimento il mio matrimonio è rinato;</li>
<li class="p1">Grazie alla presenza di diversi amanti vivo la mia vita coniugale con più calma e serenità;</li>
<li class="p1">Grazie a questo sito mi sento attraente perchè ho un sacco di partner;</li>
<li class="p1">Confrontandomi con altre persone capisco finalmente il punto di vista del mio partner all’interno del rapporto quotidiano di coppia.</li>
</ol>
<p class="p1">E serviva portartele a letto per chiedergli un consiglio? Ma davvero?</p>
<p class="p1">Altra genialata del reparto di marketing è stata rendere il sito<strong> a pagamento unicamente per gli uomini</strong>&#8230;vi spiego il perchè:<br />
il pagamento di un servizio prevede cognitivamente l’utilizzo completo dello stesso. Un uomo, nella nostra società, ha meno problemi ad affrontare il suo stesso giudizio nel momento in cui decide di tradire. Per una donna è molto più complesso non sentirsi giudicata per essere un’adultera, il tutto per una quantità di motivi legati sempre alle sovrastrutture della nostra società ed alla sua morale.<br />
Il rendere gratis questo servizio per le donne da <strong>l’illusione fino alla fine che non si stia facendo niente di male</strong>, che magari può essere solo un gioco. Ma ad addentrarsi troppo nella tana del Bianconiglio si finisce senza testa.</p>
<h1 class="p1">“Adulterio rapido e sicuro”&#8230;lo dice La Repubblica</h1>
<p class="p1">Quando ho aperto il sito non è stato tanto il tipo di servizio che mi ha lasciato basito, tutti sappiamo che nel web si possono trovare <a href="https://tasc.it/2015/09/21/fenomeno-cougar-la-tendenza-milf-perche-le-ventenni-oggi-non-speranze" target="_blank" rel="noopener">servizi per qualunque cosa desideriamo</a>. La cosa che mi ha lasciato di stucco è stato vedere che il sito era stato recensito da testate quali Elle, Cosmopolitan, Grazia, Glamour, <a href="https://www.vanityfair.it/news/italia/14/09/17/gleeden-marzano-amore-infedelta" target="_blank" rel="noopener">Vanity Fair</a> e soprattutto <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/social-network/adulteri-web/adulteri-web.html" target="_blank" rel="noopener">La Repubblica</a>.<br />
Premettendo che ogni giornale ha parlato del servizio in modo diverso, premettendo anche che probabilmente sono stati tutti pagati per questo, come vi viene in mente di sponsorizzare al vostro pubblico già fin troppo sensibile all&#8217;argomento in questione un metodo per rovinare la propria famiglia?</p>
<p class="p1">Quello di cui parliamo oltre ad un’istigazione all’adulterio è in realtà una <strong>diretta causa di violenze domestiche</strong>. La maggior parte delle violenze domestiche di cui di continuo si parla, tra uomini che uccidono le proprie compagne e donne che sfigurano uomini con acidi presi in prestito da Breaking Bad, sono causate proprio da comportamenti adulteri.</p>
<p class="p1">Adesso starete pensando “Non è importante questo, nessun comportamento giustifica una reazione di una simile violenza”. Sì, grazie, ci mancherebbe.<br />
Il fatto che preoccupa è il come<strong> questo giustifichi però l’ignorare la realtà che ci circonda</strong>. Se uno dei motivi principali di una violenza è l’adulterio, istigare all’adulterio diventerà automaticamente un motore di violenza, e non importa che non sia giusto, ma si sta comunque innescando un motore di plausibile causa effetto e questo unicamente <strong>per una questione di business, di soldi</strong>. Dov’è la responsabilità morale di tutto questo?</p>
<p class="p1">Dei figli di queste coppie non serve neanche<a href="http://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/tradimenti-le-reazioni-dei-figli-alla-scoperta-dellinfedelta-di-un-genitore/" target="_blank" rel="noopener"> parlarne</a>, in quanto è chiaro quando la vita di un bambino possa cambiare in seguito ad una separazione che avviene per un tradimento, instillando nel piccolo anche determinati valori distorti.</p>
<h1 class="p1">La tristezza di un mondo fatto di narcisismo e scorciatoie</h1>
<p class="p1">Questo fenomeno non è altro che una derivazione di quelle tendenze narcisistiche che vediamo in ogni campo. All’interno della nostra società alcuni <strong>grandi business sono riusciti ad instillarci la necessità di piacere piuttosto che piacersi</strong> e quindi di rispettare canoni che anche se non ci appartengono ci fanno sentire bene in maniera direttamente proporzionale al numero di like sotto ai nostri selfie.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-62007" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638.jpg" alt="gambe di donna" width="800" height="533" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638-550x366.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/viliman-viliman-39638-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />
<p class="p1">La proliferazione di questi servizi risponde semplicemente al <strong>bisogno di trovare scorciatoie e palliativi</strong> a situazioni e difficoltà della quotidiana vita coniugale, situazioni che non si vogliono affrontare di petto con una persona che ci è stata accanto per anni.</p>
<p class="p1">Quanto è più facile tradire di continuo affermando che questo aiuti la vita di coppia perchè distrae dai veri problemi piuttosto che affrontarli?<br />
Quanto è più facile accrescere la propria autostima andando a letto con persone che magari neanche ci attirano davvero solo per confermare che siamo ancora capaci di attrarre?<br />
Perchè essere qualcuno è diventato improvvisamente soltanto l’essere apprezzati da altri invece che l’essere soddisfatti delle persone che si è diventati?</p>
<blockquote>
<p class="p1">Caro Dante, tu che ne pensi? La bocca di Lucifero sarà abbastanza grande per tutti questi traditori?</p>
</blockquote>
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    <item>
      <title>Perché i 7 minuti di WhatsApp sono la fine dell’umanità</title>
      <link>https://tasc.it/2017/11/13/perche-7-minuti-whatsapp-la-fine-dellumanita</link>
      <comments>https://tasc.it/2017/11/13/perche-7-minuti-whatsapp-la-fine-dellumanita#respond</comments>
      <pubDate>Mon, 13 Nov 2017 11:30:38 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Gaia Lamperti]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Tech]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[7 minuti]]></category>
      <category><![CDATA[app]]></category>
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      <category><![CDATA[eliminare]]></category>
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      <category><![CDATA[rimosso]]></category>
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      <category><![CDATA[Whatsapp]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>@Gaia feat. @Michelangelo E dunque è così. ci avviamo verso il declino del genere umano. Preparatevi all&#8217;arrivo del presidente Camacho. In realtà il tono apocalittico è solo uno scherzo, così come il titolo di questo articolo che può sembrare un clickbait, ma è un pretesto per introdurre una discussione nel vostro quotidiano. La notizia di cui prendiamo spunto è l&#8217;annuncio che WhatsApp, il più noto (anche se non il migliore) servizio di messaggistica moderno ha introdotto una nuova funzione che permette di cancellare i propri messaggi già inviati ad un destinatario singolo o ad una chat di gruppo. La cancellazione sarà possibile però solo entro sette minuti dall’invio, sia che la persona abbia o non abbia visualizzato il messaggio. In ogni caso comunque, comparirà un avviso che informa dell’avvenuta eliminazione del messaggio. La nuova opzione sarà disponibile per l&#8217;ultima versione (ed attiva solo nel caso in cui entrambi gli interlocutori abbiano scaricato la versione più aggiornata) su iOS, Android e Windows Phone. Ovviamente non è nostra intenzione annunciare l&#8217;apocalisse digitale, perché sappiamo che WhatsApp et similia sono strumenti utilissimi al giorno d&#8217;oggi, e fondamentali per raggiungere velocemente chiunque. Sia benedetta la tecnologia. Però viene anche da pensare che, uno strumento può avere utilizzi sia negativi che positivi, dipende tutto da come lo si usa. E che comunque, l&#8217;argomento, anche al Cast non è sembrato univocamente positivo: TRATTO DA UNA CHAT VERA (Ogni riferimento a persone, nomi, cose, città o animali è puramente casuale) (Nessuna chat è stata maltrattata nella realizzazione di questo articolo) Noi del Cast l&#8217;abbiamo presa così ed è nato questo articolo. Le osservazioni riportate sono tutte reali,...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/11/13/perche-7-minuti-whatsapp-la-fine-dellumanita">Perché i 7 minuti di WhatsApp sono la fine dell&#8217;umanità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>@Gaia feat. <a href="https://tasc.it/author/michelangelocaruso" target="_blank" rel="noopener">@Michelangelo</a></p>
<p>E dunque è così. ci avviamo verso il declino del genere umano. Preparatevi all&#8217;arrivo del <a href="https://tasc.it/rubriche/single/cosa-guardo-stasera-43-idiocracy">presidente Camacho</a>. In realtà il tono apocalittico è solo uno scherzo, così come il titolo di questo articolo che può sembrare un clickbait, ma è un pretesto per introdurre una discussione nel vostro quotidiano. La notizia di cui prendiamo spunto è l&#8217;annuncio che <strong>WhatsApp</strong>, il più noto (<a href="https://tasc.it/2016/01/07/perche-non-siete-ancora-passati-tutti-telegram">anche se non il migliore</a>) servizio di messaggistica moderno ha introdotto <strong>una nuova funzione che permette di cancellare i propri messaggi già inviati ad un destinatario singolo o ad una chat di gruppo</strong>.</p>
<p>La cancellazione sarà possibile però solo <strong>entro sette minuti</strong> dall’invio, sia che la persona abbia o non abbia visualizzato il messaggio. In ogni caso comunque, comparirà un <strong>avviso</strong> che informa dell’avvenuta eliminazione del messaggio. La nuova opzione sarà disponibile per l&#8217;ultima versione (ed attiva solo nel caso in cui entrambi gli interlocutori abbiano scaricato la versione più aggiornata) su iOS, Android e Windows Phone.</p>
<p>Ovviamente non è nostra intenzione annunciare l&#8217;apocalisse digitale, perché sappiamo che WhatsApp et similia sono strumenti utilissimi al giorno d&#8217;oggi, e fondamentali per raggiungere velocemente chiunque. Sia benedetta la tecnologia. Però viene anche da pensare che, uno strumento può avere utilizzi sia negativi che positivi, dipende tutto da come lo si usa. E che comunque, l&#8217;argomento, anche al Cast non è sembrato univocamente positivo:</p>

<h3><strong>TRATTO DA UNA CHAT VERA</strong></h3>
<p><em>(Ogni riferimento a persone, nomi, cose, città o animali è puramente casuale)</em></p>
<p><em>(Nessuna chat è stata maltrattata nella realizzazione di questo articolo)</em></p>

<div class='tsc-chat clearfix'></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Ragazzi, avete letto della novità su Whatsapp?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Che ne pensate?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Come Telegram!</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-4'><span>Ugo</span>Però Telegram non ha il limite dei 7 minuti, e si possono cancellare anche i messaggi più vecchi</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>si ma non nelle chat di gruppo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>potrebbe anche risolvere momenti di vergogna creati da errori ortografici o da autocorrettori troppo dispotici</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>e magari anche dare la possibilità di salvarsi dall'imbarazzo del drunk-texting</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>(posto sempre che un amico riesca a strapparvi dalle grinfie il telefono entro i 7 minuti) ??</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Ma perché 7 poi?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Certo, nell'ottica della funzionalità, la nuova feature è utilissima</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>mentre per i complottisti e nostalgici come me che indossano cappelli di stagnola e sbraitano contro le nuvole credo sia l'ennesimo passo avanti verso l'oblio, l'entropia, ed il «Dove andremo a finire signora mia» ed il «Era meglio una volta quando i nostri messaggi arrivavano a dorso di mulo»</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Ma siamo proprio sicuri però che un’opzione del genere vada in direzione di una comunicazione più chiara, scorrevole e comoda?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>se le spunte blu avevano scatenato una vera e propria bagarre, quali saranno le reazioni di fronte ad un reticente quanto allusivo «Questo messaggio è stato eliminato»?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Io credo che non ricevere chiarimenti su quello che era il contenuto, ormai perso per sempre, sia una delle cose più snervanti</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>e non so quante e quali scusanti possano stare in piedi di fronte ad un tale corpo del reato</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-5'><span>Domenico</span>Capisco quello che dici, ma stiamo parlando di una chat, a parer mio ha un’importanza relativamente minore rispetto ad un conversazione in cui due persone parlano guardandosi negli occhi</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Questo è innegabile, e non sto necessariamente parlando di conversazioni di importanza capitale</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Se non fosse che lo spirito del tempo ci vede sempre più interconnessi digitalmente, ma sconnessi dal vivo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Sempre più spesso deleghiamo alle app di messaggistica, quelle situazioni che di solito svolgevamo di presenza</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>chi non ha tra le sue chat almeno un paio di gruppi di cazzeggio con gli amici, o un gruppo organizzativo dedicato alla laurea o al matrimonio di un amico?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Ci troviamo ogni giorno di più a gestire situazioni anche leggermente più istituzionali con questi strumenti, come rapportarsi con un cliente</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Il fatto è che lo scudo di una chat, che ci permette di non avere direttamente una persona di fronte, ci rende relativamente più sicuri, e ci permette di restare nella nostra comfort zone, sia fisicamente che mentalmente</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>L'unico limite che mantiene le chat terreno dove pesare comunque le parole, è dato dall'immanenza del testo scritto</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>verba volant, scripta manent. ?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Esatto.</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Proviamo per un attimo a pensare a quante cose molto spesso tratteniamo per imbarazzo, indecisione o semplicemente buone maniere</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>perché il presentimento di un futuro rimpianto per averle scritte è troppo forte.</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Sapere di poter rimuovere per sempre quello che si è scritto conduce inevitabilmente ad una certa rilassatezza e scioltezza nel buttare fuori ciò che si ha in testa</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>«Tanto al massimo lo cancello»</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>il ragionamento più naturale che ne segue, no?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-5'><span>Domenico</span>Quindi è come dirti ad esempio qualcosa e poi tornare sui miei passi, no?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>In un certo senso.</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Quello che sta alla base e che non funziona però, a mio parere, è l'idea dell'inviare una cosa e riprendersela, dirla e poi rimangiarsela. Un meccanismo forse un po' rischioso perché, sebbene per pochi istanti (sempre che WhatsApp non decida a breve di estendere i minuti di ripensamento concessici), offre quella sorta di illusione di poter rimediare a qualsiasi errore, reale o meno, in una maniera del tutto virtuale che forse nella vita vera non potrebbe avere luogo.</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Una domanda</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Ma per te è ingiusto cancellarlo se l’altro l’ha già letto, o se piuttosto non l’ha ancora letto?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>In entrambi i casi, è brutto leggere qualcosa che poi l’interlocutore decide di rimangiarsi</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>ma sicuramente di più se non l’ho letto, per via del fatto che quel «Questo messaggio è stato eliminato» che poi rimane, lascia spazio ad infinite interpretazioni e dubbi</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-5'><span>Domenico</span>Ma se confondo la chat? O magari invio qualcosa per sbaglio?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Ma andrebbe bene semplicemente un «Scusate ho sbagliato chat», sarebbe più onesto</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-5 tsc-message-deleted'><span>Domenico</span><i class="material-icons">&#xE033;</i>Questo messaggio è stato eliminato</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-4'><span>Teresa</span>Eh in quel caso secondo me è una salvezza, io sbaglio spesso chat e cancellare prima che l’altra persona legga avrebbe senso</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-4'><span>Teresa</span>Vero anche però che può essere rischioso perché così falsare una conversazione diventa molto più semplice</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>C’è una cosa che mi viene da pensare su tutto questo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>La differenza tra parlare e scrivere è che scrivere diventa molto più semplice se si tratta di cose complesse. A voce magari affrontare questo tipo di conversazioni diventa faticoso.</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Per lo stesso motivo per il quale posso scrivere un messaggio e poi non inviarlo, oppure modificarlo per minuti prima di inviarlo senza che gli altri sappiano cosa contenga, è davvero così problematico che io possa cancellare o modificare un messaggio su cui ho premuto invio senza volerlo, evitando l’imbarazzo eterno?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Come lo scrivere e riscrivere un messaggio prima di inviarlo alla ragazza che ci piace</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>(ponendola nel dubbio che quel «Sta scrivendo...» immutabile da circa mezz'ora significhi il trovarsi di fronte all'Alighieri dei millennial)</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Il fatto è che però le chat in fin dei conti sono spazio per una comunicazione veloce e breve</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>(BREVE! Si! Sto parlando con te!)</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>(degenerato che lancia messaggi vocali lunghi come un brano dei Pink Floyd)</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>(Non lo faremo un doppio album coi greatest hits dei tuoi messaggi vocali!) ??</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>per quanto riguarda gli accordi grazie a dio valgono solo le firme, sia se ci sono chat, che registrazioni</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>A me preoccupa anche il fatto che più velocemente di quanto pensiamo le chat stanno diventando una sostituzione delle conversazioni dal vivo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>avere un terminale che ci permette di essere sempre raggiungibili sta influendo molto su come viviamo le nostre interazioni, invadendo anche quei momenti in cui non avremmo bisogno di tenere in mano un telefono</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Se non mi credete, posso portarvi un paio di situazioni nelle quali vi sarete ritrovati di certo: siete a tu per tu con qualcuno, un amico, un collega d'università o di lavoro, e mentre discutete di qualcosa vi girate per guardarlo, e lo trovate immerso nella lettura di una chat</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Oppure siete fuori con amici, per un concerto, una pizza, o un aperitivo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>State discutendo e ad un certo punto l'argomento trova una sua normale conclusione</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>e prima che le parole finiscano di risuonare, vi ritrovate tutti col telefono in mano</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>(e non lo dico perché io sono un messia incorrotto, ma perché anche io mi sono beccato a fare lo zombie così) ?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Azz vero, lo vedo spesso purtroppo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>che poi mi sembra puntualmente di guardare il muro ?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>è brutto quando sei l'unico che non l'ha preso e ti chiedi perché cazzo lo stanno facendo. Perché non possono farlo dopo?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>La cosa incredibile è che come un intero gruppo di solito si eclissa ognuno con la faccia nel proprio schermo, di colpo tutti assieme, si ritorna alla vita reale</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Un sorta di pausa collettiva dalla realtà</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>E non è un modo tremendo di vivere i rapporti? Un sorta di conversazione 'light', per questo le chat stanno influenzando anche nostre interazioni reali</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>Concordo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-left tsc-message-3'><span>Gaia</span>finiamo per prediligere le chat perché richiedono meno coinvolgimento, probabilmente perché abbiamo la sensazione di poter riprendere la discussione quando vogliamo</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-5'><span>Domenico</span>Anche se questo dipende molto da persona a persona</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-5'><span>Domenico</span>Comunque solitamente quando la gente fa così prendo anche io il telefono in mano e mando messaggi con scritte cose (il più delle volte «Posa ‘sto telefono»)</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Certamente</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>però è sempre più frequente</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>E nulla mi toglie dalla testa, da buon complottista che il successo di app come JustEat e similari sia dovuto non solo alla facilità d'uso ed alla possibilità di scelta, ma che anche al non dover avere una conversazione telefonica con uno sconosciuto</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>(sarebbe interessante scriverci su qualcosa per TASC) ?</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Non hai idea di quante volte mi capita di vedere gli amici alienarsi al telefono, soprattutto con una mia amica a cui voglio bene ma che quando fa così la mollerei là, da sola</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>anche mentre parla</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>bamm, apre Instagram</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>Anche un’amica mia! Instagram, e giù di gattini e tatuaggi!</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>e lì non ti sale la violenza? ????</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-4 tsc-message-deleted'><span>Teresa</span><i class="material-icons">&#xE033;</i>Questo messaggio è stato eliminato</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-2'><span>Michelangelo</span>????</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Comunque @Gaia hai lanciato una bella bomba etica. All'inizio non capivo bene perché ti faceva infervorare cosí, ora mi è piú chiaro.</div></p>
<p><div class='tsc-message tsc-message-right tsc-message-1'><span>Alessandro</span>Ti va di scriverci sopra qualcosa per spiegare il tuo punto di vista? @Michelangelo potreste accordarvi per unire le argomentazioni, che dici?</div></p>
<p></div>
<p>Noi del Cast l&#8217;abbiamo presa così ed è nato questo articolo. Le osservazioni riportate sono tutte reali, anche se magari riscritte al meglio (sì, siamo gente che usa il &#8220;piuttosto che&#8221; in maniera disgiuntiva).</p>
<p>E tu che leggi questo articolo, che ne pensi della nuova funzione di WhatsApp? Stiamo esagerando o è capitato anche a te? Ci piacerebbe sapere la tua opinione!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/11/13/perche-7-minuti-whatsapp-la-fine-dellumanita">Perché i 7 minuti di WhatsApp sono la fine dell&#8217;umanità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Perché la Canapa potrebbe aiutare il mondo</title>
      <link>https://tasc.it/2017/11/02/perche-la-canapa-aiutare-mondo-puoi-aiutarci</link>
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      <pubDate>Thu, 02 Nov 2017 18:24:53 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Alberto Ziveri]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Ambiente]]></category>
      <category><![CDATA[Scienza]]></category>
      <category><![CDATA[canapa]]></category>
      <category><![CDATA[hemp]]></category>
      <category><![CDATA[ritorno della canapa]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Se ne incomincia a parlare tanto, anche in Italia (Corriere della Sera) . Questa Canapa sta tornando. Di cosa si tratta? Perché ci suona come un qualcosa di antico? In questo articolo vi parleremo del nostro progetto e del perché siamo non siamo i primi a parlare concretamente dei benefici che la Canapa potrebbe avere su di noi e non solo. Cos’è davvero la Canapa La Canapa è per definizione un tessuto. Deriva dalla pianta della Cannabis, la stessa usata per la droga, ma in realtà la varietà coltivata per usi tessili non ha però le proprietà “psicoattive” della pianta coltivata per la droga. Era il tessuto più utilizzato fino agli anni ‘20, poi è misteriosamente e improvvisamente sparito, eppure i teli recuperati da tre secoli dimostrano i suoi incredibili benefici in termini anche di durabilità. Ma delle ragioni per le quali è scomparsa vi annoiamo successivamente. I veri vantaggi della Canapa Si tratta del tessuto naturale più resistente in assoluto (tecnicamente si parla di resistenza alla trazione, risultata maggiore di ogni altro tessuto naturale), con caratteristiche che fanno concorrenza al nylon, poliestere e tante altre fibre sintetiche. Molti la paragonano al lino, ma in realtà si tratta di qualcosa di completamente diverso, perché la Canapa produce meno pieghe del lino ed è più isolante, perciò può tenere più caldo. Inoltre è appunto naturale, quindi per chi non ama indossare fibre derivanti dal petrolio, è certamente la migliore alternativa. Le coltivazioni di Canapa assorbono quantità enormi di CO2 (cioè purificano l’ambiente dalla maggiore sostanza inquinante) e richiedono meno acqua. Per fare un paragone, una tonnellata di Canapa seminata assorbe 1,63...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/11/02/perche-la-canapa-aiutare-mondo-puoi-aiutarci">Perché la Canapa potrebbe aiutare il mondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Se ne incomincia a parlare tanto, <a href="http://reportage.corriere.it/senza-categoria/2017/la-canapa-legale-torna-nelle-campagne/" target="_blank" rel="noopener">anche in Italia (Corriere della Sera)</a> . Questa Canapa sta tornando. Di cosa si tratta? Perché ci suona come un qualcosa di antico? In questo articolo vi parleremo del nostro progetto e del perché siamo non siamo i primi a parlare concretamente dei benefici che la Canapa potrebbe avere su di noi e non solo.</p>
<h1>Cos’è davvero la Canapa</h1>
<img class="aligncenter size-full wp-image-61879" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa.jpg 1800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/fogliadicanapa-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" />
<p>La Canapa è per definizione un <strong>tessuto</strong>. Deriva dalla pianta della Cannabis, la stessa usata per la <strong>droga, </strong>ma in realtà la varietà coltivata per usi tessili non ha però le proprietà “psicoattive” della pianta coltivata per la droga.</p>
<div class="quote-box centro">La Canapa è il tessuto naturale con più vantaggi in assoluto</div>
<p>Era il tessuto più utilizzato fino agli anni ‘20, poi è misteriosamente e improvvisamente sparito, eppure i teli recuperati da tre secoli dimostrano i suoi incredibili benefici in termini anche di durabilità. Ma delle ragioni per le quali è scomparsa vi annoiamo successivamente.</p>
<h1>I veri vantaggi della Canapa</h1>
<img class="aligncenter size-full wp-image-61880" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555.jpg" alt="" width="2016" height="1344" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555.jpg 2016w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4555-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" />
<p>Si tratta del tessuto naturale <strong>più resistente</strong> in assoluto (tecnicamente si parla di resistenza alla trazione, risultata maggiore di ogni altro tessuto naturale), con caratteristiche che fanno concorrenza al nylon, poliestere e tante altre fibre sintetiche. Molti la paragonano al <strong>lino</strong>, ma in realtà si tratta di qualcosa di completamente diverso, perché la Canapa produce meno pieghe del lino ed è più isolante, perciò può tenere più caldo. Inoltre è appunto naturale, quindi per chi non ama indossare fibre derivanti dal petrolio, è certamente la migliore alternativa.</p>
<p>Le coltivazioni di Canapa assorbono quantità enormi di CO2 (cioè purificano l’ambiente dalla maggiore sostanza inquinante) e richiedono meno acqua. Per fare un paragone, una tonnellata di Canapa seminata assorbe 1,63 tonnellate di CO2 in una stagione. Un albero in media assorbe al massimo 50 kg di Co2 in un anno. Se tutti oggi ci vestissimo di Canapa, eviteremmo lo sviluppo delle fibre sintetiche e puliremmo l’ambiente. E bastano <a href="https://www.huffingtonpost.com/graham-hill/hemp-and-lots-of-it-could_b_328275.html" target="_blank" rel="noopener">alcuni articoli affidabili</a> su internet per dimostrare questo. Proprio oggi leggevo un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-30/la-co2-atmosfera-livelli-piu-alti-ultimi-800mila-anni-122748.shtml?uuid=AEp6Z2zC" target="_blank" rel="noopener">articolo del Sole24ore</a> riguardo i preoccupanti livelli di Co2. Di certo non salverebbe il mondo, ma sicuramente ridurrebbe i danni che stiamo già facendo.</p>
<p>Sei curioso di sapere altri incredibili vantaggi della Canapa? Eccone una lista, mentre sul sito di Opera Campi li abbiamo riepilogati <a href="https://www.operacampi.com/pages/la-canapa" target="_blank" rel="noopener">lungo questa pagina</a> in modo più approfondito.</p>
<ul>
<li>a differenza del cotone che sbiadisce e si sgualcisce, la Canapa più viene lavata e più diventa morbida e bella</li>
<li>La Canapa è antibatterica, ovvero niente più cattivi odori nelle magliette/camicie e giacchetti</li>
<li>La Canapa è isolante e quindi mantiene la temperatura del corpo, più del lino e del cotone. Ovviamente non è un tessuto invernale, ma se utilizzato insieme ad altri materiali caldi come la lana crea un mix di comodo calore</li>
</ul>
<h1>La Campagna di “Opera Campi”</h1>
<div class="quote-box centro">La canapa non sarà mai rilanciata se le persone non inizieranno ad acquistarla</div>
<img class="aligncenter size-full wp-image-61882" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951.jpg" alt="" width="2016" height="1344" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951.jpg 2016w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4951-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" />
<p><a href="http://www.operacampi.com" target="_blank" rel="noopener">Opera Campi </a>è un giovane marchio italiano lanciato da 5 giovani ragazzi, il loro ambizioso obiettivo è riportare materiali dimenticati dal tempo e dalle industrie “La Canapa” è il principale materiale sviluppato da Opera Campi. Dopo anni di ricerca, sono arrivati a lanciare un prodotto che, se compreso e venduto, potrebbe aiutare davvero a rilanciare la Canapa. Il prodotto è un<strong> Giacchetto di Canapa</strong>, studiato nei minimi dettagli ed estremamente elegante oltre che con vantaggi pratici (ovvero i vantaggi della Canapa), un accessorio davvero sofisticato e realizzato con la miglior Canapa possibile. Si tratta quasi di un prodotto di lusso dato il tessuto e le lavorazioni che ha subito.</p>
<img class="aligncenter size-full wp-image-61886" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784.jpg" alt="" width="2016" height="1344" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784.jpg 2016w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/AZ__4784-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" />
<p>Il prodotto è stato<a href="https://www.kickstarter.com/projects/operacampi/the-hemp-jacket-made-of-our-premium-hemp-la-canapa?ref=1k9i53" target="_blank" rel="noopener"> lanciato su Kickstarter</a>, un famoso sito americano il cui funzionamento è più facile a farsi che a dirsi, ma in breve: un progetto viene pubblicato su Kickstarter, e fissato un obiettivo monetario (es. € 100) ed una scadenza (es. 30 giorni) il progetto tenta di raccogliere più ordini possibili del proprio prodotto. Se l’obiettivo viene raggiunto, il progetto inizia la produzione e la spedizione dei prodotti a coloro che hanno ordinato, <em>altrimenti se l’obiettivo non viene raggiunto,</em> nessuna carta di credito viene addebitata e il progetto non prende vita. Tranquilli, se potrebbe sembrare una trovata pubblicitaria o un sito poco affidabile, fate qualche ricerca su internet e capirete quanti progetti innovativi è stato possibile finanziare tramite Kickstarter. Inoltre non ha controindicazioni: solo se il progetto raggiunge il proprio obiettivo il cliente paga e riceverà il prodotto, altrimenti nessuno perde ovviamente nulla, se non il progetto, che non troverà i fondi con cui partire.</p>
<p>Se quindi vuoi dare un senso ed un cambiamento al modo in cui ti vesti, ed apprezzi o la nostra sciarpa o il nostro berretto o il nostro giacchetto, acquista ora un <a href="https://www.kickstarter.com/projects/operacampi/the-hemp-jacket-made-of-our-premium-hemp-la-canapa?ref=1k9i53" target="_blank" rel="noopener">“Reward” sulla nostra campagna Kickstarter</a>. Se hai ancora qualche dubbio su come funzioni, dai<a href="https://tasc.it/2017/10/23/successo-del-crowdfunding-funziona"> una letta a questo nostro articolo</a>.</p>

<h1>Il vero “complotto” dietro la scomparsa della Canapa</h1>
<a href="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-61887" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa.jpg" alt="" width="1131" height="1037" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa.jpg 1131w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-300x275.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-768x704.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-800x734.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-250x229.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-550x504.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-196x180.jpg 196w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-327x300.jpg 327w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/controlacanapa-545x500.jpg 545w" sizes="(max-width: 1131px) 100vw, 1131px" /></a>
<p>Quel che scriviamo sembra un’ipotesi alquanto complottistica e “strana”. La vera domanda non è perché non si utilizza tanto, ma perchè è sparita. La Canapa era il tessuto più utilizzato nel mondo fino agli anni ‘30. Ma dopo attenti studi tra documentari, pagine su internet e interviste a “nonne” che hanno vissuto le epoche passate, è emersa la <strong>verità</strong>.</p>
<p>La Canapa è scomparsa proprio per i suoi incredibili vantaggi che ostacolavano lo sviluppo del petrolio. Mentre infatti un prodotto sintetico è brevettabile e difficilmente imitabile, la Canapa è un prodotto naturale quindi non è brevettabile. Negli anni ‘30 infatti alcuni magnati come Du Pont (industria della plastica) e William <em>Hearst</em> (industria della carta) insieme ad altri magnati dell’industria farmaceutica, chimica e petrolifera, hanno avviato massicce campagne pubblicitarie per ostacolare la Canapa. Hanno addirittura coniato il termine “Marijuana” per sfruttare i connotati negativi dell’effetto psicoattivo e dell’etnia messicana (spesso vista dagli americani come un’etnia negativa) e far credere la gente che la Canapa fosse uguale alla droga.</p>
<p>Questa enorme messa in scena, influenzata poi dalla “novità” delle fibre sintetiche (derivanti ovviamente dalle plastiche) e dall’invasione del cotone (più facile da lavorare e quindi più fruttifero in termini di guadagni) ha portato alla proibizione e scomparsa della Canapa. Il tutto ovviamente è stato trasferito all’Europa, specialmente in Italia, la quale era la maggior produttrice dopo la Russia, negli anni ‘30.</p>
<h1>Richiesta di cambiamento: come la Canapa può salvare il mondo (in parte)</h1>
<a href="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-61888" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica.jpg" alt="" width="1257" height="987" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica.jpg 1257w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-300x236.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-768x603.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-800x628.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-250x196.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-550x432.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-229x180.jpg 229w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-382x300.jpg 382w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/11/3G4J8758-Modifica-Modifica-637x500.jpg 637w" sizes="(max-width: 1257px) 100vw, 1257px" /></a>
<p>Oggi il grande pubblico si veste più o meno nello stesso modo: <strong>Zara</strong>, <strong>H&amp;M e altri marchi low-end</strong>, ed ogni tanto, chi se lo può permettere, indossa qualche capo di nicchia, come Stone Island, Patagonia, Carhatt, per fare qualche nome molto popolare al giorno d’oggi. Si tratta di grandi marchi, che propongono già prodotti di ottima qualità.</p>
<p>Ma oggi più che mai abbiamo già tutto e specialmente in Italia di certo l’abbigliamento non manca. Siamo ormai alla ricerca di qualcosa di diverso, che possa andare oltre il semplice stile, oppure oltre il semplice prezzo al ribasso.</p>
<p>Aggiungiamo poi i problemi ambientali, le città caotiche che generano stress quotidiano, la necessità di indossare qualcosa che abbia non solo stile ma anche valore. Noi crediamo di poter dare una risposta. Se tornassimo ad indossare la Canapa, sicuramente:</p>
<p><strong>Contribuiremmo per poco a salvare il pianeta dal riscaldamento globale. Più coltivazione di Canapa vuol dire meno fibre sintetiche (cioè meno utilizzo del petrolio), meno utilizzo di acqua e pesticidi nelle coltivazioni di cotone e lino, e maggiore assorbimento di anidride carbonica dall’atmosfera. Infine assumeremmo uno stile diverso dal solito, la Canapa ha personalità, non si piega come il lino, sembra quasi di non indossarla ed è comunque morbida quasi quanto il cotone. Infine, contribuiremmo ad un sano progetto italiano.</strong></p>
<p><em>Ed infine la Canapa è bella, tremendamente elegante, rievoca grandi storie e passioni.</em></p>
<p><em>Dai il</em><a href="https://www.kickstarter.com/projects/operacampi/the-hemp-jacket-made-of-our-premium-hemp-la-canapa?ref=1k9i53"><em> tuo contributo su Kickstarter</em></a><em>.</em></p>
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      <title>Gli hipsterismi del cibo che stanno rovinando il mondo</title>
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      <pubDate>Thu, 02 Nov 2017 11:00:37 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Alessandro Ionni]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Davanti a fonti e dati, ma soprattutto davanti alla sofferenza di persone ed economie che le sovrastano, nessun discorso “etico” al mondo potrebbe reggere. Ogni nostra scelta di consumo condiziona il mercato e quindi la vita di persone così lontane da noi da non immaginarne nemmeno l’esistenza. Eppure esistono e se fino ad oggi per semplice ignoranza della situazione non le abbiamo considerate nella nostra equazione etica, possiamo iniziare a farlo adesso. Purtroppo la globalizzazione non ha tenuto conto delle differenze economiche reali dei vari paesi e questo tentativo di eliminare le differenziazioni delle culture culinarie può portare solamente ad una gentrificazione pesante del mondo del cibo (fatemelo chiamare col suo nome!) attraverso i prodotti più elementari delle diete locali, rendendo ancora più grande il divario tra le fasce sociali della popolazione.</p>
<p>Precisiamo che non è un peccato essere vegani, ma è un peccato pagare con euro e vite umane l’essere dei modaioli. L’unica cosa di etico che può fare un vegano la prossima volta che dovrà decidere di acquistare un prodotto, sarà acquistare un prodotto nostrano, perchè di verdure ce ne sono tante e anche se non varranno quei 10 like in più su Instagram potrebbero valere la vita di una persona.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Per poter comprendere fino in fondo il significato del titolo di questo articolo dobbiamo partire dalla definizione di hipster:<br />
<em>“Il termine hipster indica una subcultura composta da giovani bohémien della classe ricca e media che risiedono principalmente in quartieri emergenti. Questo genere di sottocultura è ampiamente associato alla musica indie e a quella alternativa, con una variegata sensibilità alla moda alternativa e ad una predilezione per la politica progressista ecologista, per i cibi biologici e slow food, l&#8217;artigianato e gli stili di vita alternativi.”</em> [<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hipster" target="_blank" rel="noopener">Wikipedia</a>]</p>
<p><span id="more-61703"></span></p>
<h1>Perchè hipsterismi e non hipster?</h1>
<p>Perché nessuno di quelli che oggi vengono chiamati hipster è lontanamente vicino alla sua definizione originale. Di norma sono ragazzi di classi sociali medio basse che prediligono una vita di apparenza all’interno della sfera di quelli che erano gli interessi dei loro &#8220;antenati&#8221; originali: i loro atteggiamenti possono essere quindi assunti, al limite, come <em>hipsterismi</em> e sono atteggiamenti che appartengono ormai a una ben più larga cerchia di persone. Lasciamo gli Hipster riposare in pace nel secolo scorso.</p>
<p>Parlando degli hipsterismi che stanno rovinando il mondo, questa volta ci soffermeremo in particolare sul settore del cibo (o se vi piace di più il settore del <em>food,</em> dato che ci siamo). Degli altri settori parleremo man mano nei futuri articoli.</p>

<h1>Come veste una zucchina hipster?</h1>
<p>La prima cosa che ci siamo chiesti è stata: <strong>&#8220;Come fa il cibo a diventare hipster?&#8221;</strong>. Questa tendenza può essere giustificata per il settore della moda, in quanto il modo in cui ci vestiamo rappresenta una forma di comunicazione di se stessi o di quello che si vorrebbe essere.</p>
<p>Ma per il cibo? Il cibo non passa veramente di moda, al limite ci sono prodotti che si possono diffondere più o meno da alcuni Paesi ad altri e catturare l’interesse di una fascia della popolazione grazie al graziosissimo utilizzo dei filtri di Instagram ed è proprio questo quello di cui vogliamo parlare oggi.</p>
<p>Nel mondo del <em>food</em> si sono diffuse enormemente <strong>la cultura del cibo sano</strong> (che in Italia non è mai mancata, ma dato che il ravanello del vicino è sempre più bello la dieta mediterranea l’abbiamo mandata a <em>cogliere le patate</em>), <strong>la cultura delle diete strutturate su prodotti alternativi</strong> ed esotici e quella del <strong>veganismo</strong>. Tutto ciò sotto la bandiera a tofu e strisce della salute e dell’etica: per la questione della salute abbiamo già parlato <a href="https://tasc.it/2017/10/12/fossimo-tutti-vegetariani" target="_blank" rel="noopener">qui</a> di quanto sia indifferente utilizzare o meno questi prodotti rispetto a quelli che troviamo – almeno in Italia – in ogni supermercato, ma, pur non spiegandomi il perchè, oggi vogliamo fortemente parlare di etica.</p>
<p>Hipster e vegani, o vegani hipster che volete salvare gli animali dal macello, anche se per voi il concetto di animale si limita a quello da compagnia, dato che non mi sembra di aver mai visto un vegano che tiene una mucca in casa per salvarla da una vita di stenti, sappiate che le vostre scelte etiche sono fatte giocando con la fame di esseri umani di cui ignorate l’esistenza. In particolare vogliamo parlare di tutti quei prodotti, fino a qualche anno fa sconosciuti ai più, che oggi possiamo trovare facilmente nei supermercati o nei negozi specializzati.</p>
<img class="full_screen_img aligncenter wp-image-61721 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278.jpg" alt="cocco e semi" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278-300x109.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278-768x278.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278-800x290.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278-250x91.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278-550x199.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278-497x180.jpg 497w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/brenda-godinez-227278-828x300.jpg 828w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />

<h1>Quinoa cotta al sangue</h1>
<p>Partiamo per esempio dalla <strong>quinoa</strong>, uno degli alimenti più nutrienti in natura, ricca di proteine ed utilizzata in particolare nelle diete vegane per sopperire alla mancanza della carne. La quinoa è un prodotto coltivato principalmente in <strong>Perù e Bolivia</strong> (due paesi particolarmente poveri) e ha visto triplicare il suo prezzo fino a <strong>3000€/tonnellata</strong> a partire dal 2006 in poi, arrivando anche ad 8.000€/tonnellata per le varietà più pregiate (rossa real e nera).</p>
<p>La quinoa era anche uno degli alimenti base della dieta dei peruviani e dei boliviani che vivono in media con <strong>2-2,50$/giorno</strong> e che quindi non hanno potuto più acquistare lo stesso prodotto che abbiamo per “estrema” necessità portato sulle nostre tavole. Per magia quello che per loro era il nostro pane era diventato un prodotto di lusso. Ora vivono principalmente del cibo spazzatura dei fast food occidentali che noi stessi abbiamo consumato per anni per permetterci di vivere in maniera sana. Nella pratica gli abbiamo tolto il potere di acquisto sul loro cibo e gli stiamo portando via anche i soldi. Ed intanto ogni hamburger che non mangia un vegano del mondo occidentale lo mangerà comunque un peruviano a casa sua.</p>
<p>Per capire meglio la situazione cerchiamo di immedesimarci nella situazione: immaginate per un attimo che improvvisamente la pasta di grano duro e il pane bianco diventassero due alimenti quasi di lusso perchè dall’altra parte del mondo gli abitanti di un paese straniero fossero disposti a pagarli il triplo del loro valore attuale; e non per necessità, ma per tendenza. Quale sarebbe la vostra reazione? L’esempio che abbiamo fatto è ovviamente un’estremizzazione scorretta in quanto noi abbiamo una scelta molto vasta di cibi, ma per loro questa estremizzazione è più vicina alla realtà di quanto possiate immaginare.</p>
<img class="wp-image-61710 size-full aligncenter" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680.jpg" alt="Quinoa e the" width="1280" height="853" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/the-5th-141680-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />

<h1>Tutti i prodotti più comuni dell&#8217;hipster food</h1>
<p>L’<strong>avocado</strong> è il prodotto che dimostra nella maniera più lampante la mancanza di etica in determinate scelte alimentari. Questo prodotto, che nei paesi di origine ha preso il nome di <em>Oro Verde</em>, non solo è ormai inavvicinabile per la popolazione del Messico, ma ha portato ad una massiccia deforestazione (700 ettari/anno) e siccità del territorio in quanto per produrne un kilo servirebbero più di 500 litri d’acqua. Inoltre la malavita locale ha iniziato a sfruttare questo enorme business per minacciare i produttori richiedendogli il corrispettivo di quello che noi conosciamo come <em>pizzo,</em> minacciando stupri, incendi dei terreni e rapimenti di donne e bambini. Avocado, una storia vera <sup>[<a href="https://www.wsj.com/articles/bloody-struggle-erupts-over-avocado-trade-1391223373" target="_blank" rel="noopener">Fonte</a>]</sup>.</p>
<p>Un altro esempio è quello del <strong>cavolo nero</strong>, prodotto utilizzato nella <strong>cucina Afroamericana</strong>, che ha visto moltiplicare il suo prezzo negli ultimi anni e che è quindi diventato inavvicinabile per la fascia più povera della popolazione.</p>
<img class="aligncenter wp-image-61718 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749.jpg" alt="Bruschetta avocado e uova - hipster food" width="1280" height="783" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-300x184.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-768x470.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-800x489.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-250x153.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-550x336.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-294x180.jpg 294w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-490x300.jpg 490w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/joseph-gonzalez-176749-817x500.jpg 817w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<p>Potremmo parlare ancora di <strong>gentrificazione</strong> (acquisto di prodotti da una fascia sociale alta della popolazione che ne porta una rivalutazione economica <sup>[<a href="https://www.thedailybeast.com/goldie-taylorinside-the-gentrification-of-food" target="_blank" rel="noopener">Fonte</a>]</sup>) dei prodotti nominando <strong>mandorle</strong> (l’aumento di produzione ha causato enormi siccità data la massiccia richiesta di acqua per la produzione), <strong>anacardi</strong> (raccolti e trattati da detenuti senza processo e soggetti a soprusi e violenze durante la raccolta e il trattamento <sup>[<a href="https://www.theguardian.com/global-development/2013/nov/02/cashew-nut-workers-pay-conditions-profits" target="_blank" rel="noopener">Fonte</a>]</sup>) e <strong>soia</strong> (secondo una ricerca del WWF se consumata davvero da tutta la popolazione mondiale renderebbe la quantità di terreno arato necessario per la produzione così elevata da rendere l’intero pianeta plausibilmente invivibile <sup>[<a href="https://dspace.lib.cranfield.ac.uk/handle/1826/6503" target="_blank" rel="noopener">Fonte</a>]</sup>).</p>
<img class="full_screen_img wp-image-61714 size-full aligncenter" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1.jpg" alt="Anacardi, arachidi, datteri" width="1280" height="463" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1-300x109.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1-768x278.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1-800x289.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1-250x90.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1-550x199.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1-498x180.jpg 498w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/rachael-gorjestani-154908-1-829x300.jpg 829w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />

<h1>Un consumo consapevole passa per una lunga ricerca</h1>
<p>Davanti a fonti e dati, ma soprattutto davanti alla sofferenza di persone ed economie che le sovrastano, nessun discorso “etico” al mondo potrebbe reggere. Ogni nostra scelta di consumo condiziona il mercato e quindi la vita di persone così lontane da noi da non immaginarne nemmeno l’esistenza. Eppure esistono e se fino ad oggi per semplice ignoranza della situazione non le abbiamo considerate nella nostra <em>equazione etica</em>, possiamo iniziare a farlo adesso. Purtroppo la globalizzazione non ha tenuto conto delle differenze economiche reali dei vari paesi e questo tentativo di eliminare le differenziazioni delle culture culinarie può portare solamente ad una gentrificazione pesante del <strong>mondo del cibo</strong> (fatemelo chiamare col suo nome!) attraverso i prodotti più elementari delle diete locali, rendendo ancora più grande il divario tra le fasce sociali della popolazione.</p>
<p>Precisiamo che non è un peccato essere vegani, ma è un peccato pagare con euro e vite umane l’essere dei modaioli. L’unica cosa di etico che può fare un vegano la prossima volta che dovrà decidere di acquistare un prodotto, sarà acquistare un prodotto nostrano, perchè di verdure ce ne sono tante e anche se non varranno quei 10 like in più su Instagram potrebbero valere la vita di una persona.</p>
<blockquote><p>Ma poi ti sei sempre mangiato i peperoni imbuttunati di tua mamma, mo vuoi fare il vegano</p></blockquote>
<p>Fonte di ispirazione: <a href="https://www.highsnobiety.com/2016/10/27/hipster-food-trends-ruining-world/" target="_blank" rel="noopener">Highsnobiety</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/11/02/hipsterismi-food-che-rovinano-il-mondo">Gli hipsterismi del cibo che stanno rovinando il mondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Siamo nel 2017 e ancora…</title>
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      <pubDate>Mon, 30 Oct 2017 11:00:21 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Roberto Collorafi]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>&#8220;2017 e ancora la gente usa Edge come browser web&#8221;. Frasi come questa su internet sono all&#8217;ordine del giorno. Personalmente mi fanno pure ridere perchè è assurdo, dannazione, che nel 2017 si utilizzi ancora un software Microsoft quando esistono decine di validi concorrenti. Tuttavia è bene stare attenti a non abusare di questa espressione poichè il suo campo di applicazione non è universale: vediamo perchè. Il fatto L&#8217;altro giorno su Facebook un mio conoscente ha condiviso una canzone di Fabri Fibra (e già così fa ridere, però ammettiamo che la scelta possa essere azzeccata) scrivendo due righe su quanto, anche a distanza di 10 anni, il testo fosse molto attuale, su quanto il terrorismo sia ancora una faccenda che ci preoccupa, su quanto gli incidenti stradali non siano diminuiti, su quanto le scuole ancora cadano addosso agli studenti. Il tutto accostando a questa serie di abomini i risultati del progresso tecnologico, davvero molto forte, conseguiti in questi 10 anni. Infine ci si chiedeva &#8220;Viviamo davvero nel mondo in evoluzione in cui crediamo di vivere?&#8221;. In pratica il post di cui parlo è un gigantesco &#8220;2017 e ancora&#8230;&#8221; che travalica però quelli che ritengo siano i suoi limiti. Il 2017 è il futuro È indubbio che il progresso tecnologico sia straordinario: cose che non avremmo mai immaginato di vedere sono adesso la normalità. Siamo abituati a vedere salti generazionali di 6 mesi in 6 mesi (tranne per l’iPhone che monta ancora fotocamere da 12 mpx), tutto è connesso, tutto è digitale, tutto è social. Data la velocità con cui avanza tutto questo è innegabile che il 2017 suoni come il futuro,...</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;2017 e ancora la gente usa Edge come browser web&#8221;. Frasi come questa su internet sono all&#8217;ordine del giorno. Personalmente mi fanno pure ridere perchè è assurdo, dannazione, che nel 2017 si utilizzi ancora un software Microsoft quando esistono decine di validi concorrenti. Tuttavia è bene stare attenti a non abusare di questa espressione poichè il suo campo di applicazione non è universale: vediamo perchè.<span id="more-61735"></span></p>
<h1>Il fatto</h1>
<p>L&#8217;altro giorno su Facebook un mio conoscente ha condiviso una canzone di Fabri Fibra (e già così fa ridere, però ammettiamo che la scelta possa essere azzeccata) scrivendo due righe su quanto, anche a distanza di 10 anni, il testo fosse molto attuale, su quanto il terrorismo sia ancora una faccenda che ci preoccupa, su quanto gli incidenti stradali non siano diminuiti, su quanto le scuole ancora cadano addosso agli studenti. Il tutto accostando a questa serie di abomini i risultati del progresso tecnologico, davvero molto forte, conseguiti in questi 10 anni. Infine ci si chiedeva &#8220;Viviamo davvero nel mondo in evoluzione in cui crediamo di vivere?&#8221;.</p>
<p>In pratica il post di cui parlo è un gigantesco &#8220;2017 e ancora&#8230;&#8221; che travalica però quelli che ritengo siano i suoi limiti.</p>
<h1>Il 2017 è il futuro</h1>
<p>È indubbio che il progresso tecnologico sia straordinario: cose che non avremmo mai immaginato di vedere sono adesso la normalità. Siamo abituati a vedere salti generazionali di 6 mesi in 6 mesi (tranne per l’iPhone che monta ancora fotocamere da 12 mpx), tutto è connesso, tutto è digitale, tutto è social. Data la velocità con cui avanza tutto questo è innegabile che il 2017 suoni come il futuro, già solo perché ci permette di sperare in cose incredibili nell’arco di appena qualche anno. Mitici sono i post su Facebook di Riccardo Prodam, una vecchia ma sempre valida conoscenza del mondo digitale, in cui racconta quello che può dei suoi viaggi di lavoro in Silicon Valley, dove viene creato letteralmente il futuro. Date queste premesse è logico pensare a tanti piccoli miglioramenti che possono essere fatti in moltissimi aspetti della vita quotidiana, magari creando una semplice app, che non sono (ancora) stati attuati e allora giù di lamentele su quanto è illegale che nel 2017 [cosa a caso che secondo te è impossibile che succeda nel 2017]. Tutto bello, tutto giusto.</p>
<h1>Il 2017 NON è il futuro</h1>
<p>Dall’altra parte c’è l’essere umano. Una roba biologica. Una roba che è così da qualche migliaio di anni e che è diventata così in un tempo molto più lungo. Non è esattamente un iPhone che ogni anno esca quello nuovo (o quello vecchio con il processore nuovo). I nostri tempi di cambiamento sono molto più lunghi. Il 2017 in questa prospettiva è il maledettissimo presente, frutto del passato e seme del futuro. Se non è stato fatto prima un lavoro di costruzione è inutile indignarsi. Inoltre, la maggior parte degli anacronismi che percepiamo nei comportamenti umani hanno origine dall’ignoranza. Beh, vi svelo un segreto: <span style="text-decoration: line-through;">ho ucciso io Mufasa </span>l’ignoranza non scompare perché siamo nel 2017 e Google ci tira dietro internet. L’informazione si costruisce con la mentalità e non col mezzo. Gli uomini del 2017 non saranno diversi in mentalità da quelli di 50 anni prima. Certo, il contenuto del pensiero, l’approccio ai problemi, la capacità di risolverli sarà legata al contesto in cui vivono perché alla fine il contesto ti influenza. Tuttavia le differenze ci sono sempre state e sempre ci saranno. In pratica i cretini sono immortali.</p>
<p>“2017 e ancora…” in questi termini è una frase che avrebbero potuto dire anche i popoli della Mesopotamia, alla fine per loro il 2000 a.C. era l’avanguardia. Ci sono sempre migliori e peggiori, in ogni epoca.</p>
<div id="attachment_61753" style="width: 1290px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-61753" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785.jpg" alt="Ai miei tempi sì che era diverso..." width="1280" height="853" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-768x512.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-800x533.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-450x300.jpg 450w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/old-man-time-watch-160785-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><p class="wp-caption-text">Ai miei tempi&#8230;</p></div>

<h1>Diverse velocità</h1>
<p>È chiaro allora come i due processi di sviluppo vadano a velocità estremamente diverse e questo permette di costruire le simpatiche battute “2017 e ancora…”. Col passare degli anni l’anacronismo sarà sempre più evidente e le differenze sempre più marcate. Chi sarà al passo coi tempi, chi sarà rimasto indietro. Non credo assolutamente si tratti di una questione di età ma solo di mentalità.</p>
<h1>Il marketing del futuro</h1>
<p>Non sento di aver fatto ragionamenti al di fuori della portata di nessuno. Credo che spesso, piuttosto, non si voglia guardare più lontano del proprio naso, preferendo una semplice denuncia da quattro soldi, velatamente mirata ai bersagli classici, a un ragionamento più controllato. Ci si vuole camuffare da quelli che sanno come dovrebbe girare il mondo oggi, rimanendoci male se le attese rimangono disilluse. Attese costruite, poi, sulla base di illusioni create per vendere un prodotto. “Ehi, lo vuoi il futuro? È qui, basta che cacci i soldi”. Il futuro vende molto bene. E mentre il futuro finto ci viene venduto tutto sommato a poco prezzo, quello vero rimane costruito sullo stampo di un passato sbiadito, in cui si guarda il GF (no, non è Google Foto). E il prezzo da pagare quale sarà?</p>
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      <title>Il caso Weinstein: ovvero che problema ha la società con le donne?</title>
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      <pubDate>Fri, 27 Oct 2017 13:50:00 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Michelangelo Caruso]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Cinema]]></category>
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      <category><![CDATA[Harvey Weinstein]]></category>
      <category><![CDATA[Libero Quotidiano]]></category>
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      <category><![CDATA[New York Times]]></category>
      <category><![CDATA[Peter Biskind]]></category>
      <category><![CDATA[Terry Crews]]></category>
      <category><![CDATA[the Weinstein Company]]></category>
      <category><![CDATA[Zoe Brock]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Fino a pochi giorni fa quello di Harvey Weinstein era un nome sconosciuto ai più, ma fondamentale per gli addetti ai lavori di Hollywood. Il suo è tra i nomi più ringraziati alla cerimonia degli Oscar, -statisticamente pare, secondo solo a Dio- e onnipresente a qualunque manifestazione cinematografica che abbia rilievo mondiale. Per chi ama il cinema, quello di Weinstein è un cognome che sa di già sentito, ed anche a quelli che frequentano le sale cinematografiche sarà sicuramente capitato di vedere prima dell&#8217;inizio del film i tre fasci luminosi stilizzati che si sovrappongono, formando la W stilizzata logo della the Weinstein Company. Mentre invece, da poco più di una settimana Harvey Weinstein è diventato universalmente famoso a causa delle accuse rivoltegli da un numero sempre crescente di donne, che lo indicano come un predatore sessuale che spesso ha approfittato della sua posizione di potere. La situazione ha realmente creato scalpore sia dentro che fuori la bolla dorata di Hollywood, e scoperchiato un sistema che sembra diventare sempre più diffuso di giorno in giorno. Prima però di analizzare ed esprimere opinioni, è importante mettere tutte le carte necessarie in tavola: Chi è Harvey Weinstein: da eroe di Hollywood a mostro da prima pagina 65enne, newyorkese nato nel Queens da una famiglia ebraica, laureato in Lettere ed appassionato organizzatore di concerti rock, fonda nel 1979 insieme al fratello Bob la Miramax, che col tempo da piccola società dedita alla produzione di documentari sul rock diventa rivoluzionaria casa di produzione e distribuzione cinematografica. Tra i successi distribuiti da Miramax figurano Sesso Bugie e Videotape di Sodenbergh, Le Iene e Pulp Fiction di Quentin...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/10/27/il-caso-weinstein-problema-societa-donne">Il caso Weinstein: ovvero che problema ha la società con le donne?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Fino a pochi giorni fa quello di <strong>Harvey Weinstein</strong> era un nome sconosciuto ai più, ma fondamentale per gli addetti ai lavori di Hollywood. Il suo è tra i nomi più ringraziati alla cerimonia degli Oscar, -statisticamente pare, secondo solo a Dio- e onnipresente a qualunque manifestazione cinematografica che abbia rilievo mondiale. Per chi ama il cinema, quello di Weinstein è un cognome che sa di già sentito, ed anche a quelli che frequentano le sale cinematografiche sarà sicuramente capitato di vedere prima dell&#8217;inizio del film i tre fasci luminosi stilizzati che si sovrappongono, formando la W stilizzata logo della <b>the Weinstein Company</b>.</p>
<p>Mentre invece, da poco più di una settimana Harvey Weinstein è diventato universalmente famoso a causa delle accuse rivoltegli da un numero sempre crescente di donne, che lo indicano come un predatore sessuale che spesso ha approfittato della sua posizione di potere. La situazione ha realmente creato scalpore sia dentro che fuori la bolla dorata di Hollywood, e scoperchiato un sistema che sembra diventare sempre più diffuso di giorno in giorno. Prima però di analizzare ed esprimere opinioni, è importante mettere tutte le carte necessarie in tavola:</p>

<h2>Chi è Harvey Weinstein: da eroe di Hollywood a mostro da prima pagina</h2>
<div id="attachment_61780" style="width: 1340px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-61780" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino.jpg" alt="" width="1330" height="1000" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino.jpg 1330w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-300x226.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-768x577.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-800x602.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-250x188.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-550x414.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-239x180.jpg 239w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-399x300.jpg 399w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-tarantino-665x500.jpg 665w" sizes="(max-width: 1330px) 100vw, 1330px" /><p class="wp-caption-text">Quentin Tarantino ed Harvey Weinstein (foto di Kevin Winter/Getty Images)</p></div>
<p>65enne, newyorkese nato nel Queens da una famiglia ebraica, laureato in Lettere ed appassionato organizzatore di concerti rock, fonda nel 1979 insieme al fratello Bob la <strong>Miramax</strong>, che col tempo da piccola società dedita alla produzione di documentari sul rock diventa rivoluzionaria casa di produzione e distribuzione cinematografica. Tra i successi distribuiti da Miramax figurano <i>Sesso Bugie e Videotape</i> di Sodenbergh, <i>Le Iene</i> e <i>Pulp Fiction</i> di Quentin Tarantino, ma anche <i>Nuovo Cinema Paradiso</i> di Tornatore, e <i>Mediterraneo</i> di Salvadores. Nei suoi anni migliori, prima di essere acquistata da Disney e poi dalla BeIN Media Group, Miramax è probabilmente stata la compagnia di produzione cinematografica più rivoluzionaria della Hollywood moderna, tra le prime a scommettere su produzioni indipendenti e permettendone l&#8217;entrata nell&#8217;olimpo hollywoodiano.</p>
<p>Nel 2005 Harvey e Bob Weinstein decidono di abbandonare la loro creatura per fondare la <strong>Weinstein Company</strong>, altra prodigiosa corazzata che ha visto nascere altri successi cinematografici come <em>The Imitation Game</em> e <em>Django: Unchained</em>.</p>
<p>Questa è grossomodo la figura pubblica di Weinstein, almeno fino a che il 5 ottobre del 2017 <a href="https://www.nytimes.com/2017/10/05/us/harvey-weinstein-harassment-allegations.html"><strong>un&#8217;inchiesta del New York Times</strong></a> getta tutta una nuova luce sulla figura del produttore. Nomi eccellenti e non raccontano come abbiano subito da Weinstein tutta una gamma di <strong>molestie</strong> che va dalle avances spinte fino al vero e proprio ricatto sessuale; <strong>Ashley Judd</strong> ad esempio racconta di essere stata invitata per quella che sembrava essere una colazione di lavoro, ritrovandosi invece con Weinstein in accappatoio; <strong>Rose Mc Gowan</strong> racconta di un episodio simile che ha visto pure un accordo legale per tacere sull&#8217;accaduto, in cambio di 100.000 dollari che Weinstein si impegnava a versare non come ammissione dell&#8217;accaduto, ma per<em> “evitare contenziosi e garantirsi la pace”</em>. Una parte curiosa dell&#8217;articolo è quella che riguarda <strong>Ambra Battilana</strong>, modella italiana già nota alle cronache nazionali per aver preso parte <span style="text-decoration: line-through;">ai festini porno</span> alle cene eleganti di Arcore e che testimoniò proprio contro i <em>“facilitatori”</em> che procuravano le ragazze per le suddette cene eleganti. Di Weinstein la Battilana racconta che nel 2015 venne invitata per un incontro di lavoro, ma poco dopo si ritrovò le mani del produttore dappertutto. Chiamata la polizia, la notizia finì su qualche tabloid, ma l&#8217;ufficio del procuratore di Manhattan alla fine si rifiutò di presentare un&#8217;accusa. Secondo la polizia, perché la Battilana, convintasi ad aiutare le investigazioni, prima indossa un microfono che utilizzerà in un secondo incontro con Weinstein, ma decide in seguito di tirarsene fuori.</p>
<p>Cinque giorni dopo la prima inchiesta, sempre Il New York Times riesce a pubblicare le testimonianze di altre 13 donne che denunciano avvenimenti simili, ed anche qui spuntano nomi eccellenti come <strong>Rossanna Arquette</strong>, <strong>Mira Sorvino</strong>, ed anche <strong>Asia Argento</strong>. Giorno dopo giorno si aggiungono al coro sempre più attrici ed addette che trovano il coraggio di denunciare. Il caso ormai è diventato così roboante, che Weinstein viene licenziato dalla sua compagnia, e ben tre inchieste si sono aperte sul suo conto. Sembra ormai chiaro come quello del cofondatore della Miramax fosse un atteggiamento consolidato e reiterato: addirittura, tanto da <strong>riuscire a solcare i confini nazionali ad arrivare fino in Italia</strong>, dove troviamo <strong>Fabrizio Lombardo</strong>, presidente di Miramax Italia. Lombardo è già stato nel mirino dei giornalisti, del New York Times nel 2004, quando un articolo di Sharon Waxman riportava che Lombardo, sarebbe rimasto sul libro paga della Miramax anche diversi mesi dopo la chiusura di Miramax Italia, in seguito all&#8217;acquisto di Disney della compagnia. A sostenere che Lombardo fungesse da facilitatore per Weinstein, la modella <strong>Zoe Brock</strong>, e la stessa Asia Argento.</p>
<p>Secondo il racconto della Argento, sarebbe stato proprio Lombardo nel 1997, a portare con l&#8217;inganno l&#8217;attrice nella stanza d&#8217;albergo dove risiedeva Weinstein a Cannes, dove avrebbe trovato il produttore in accappatoio, pronto a richiedere ed ottenere favori sessuali. Weinstein, tra l&#8217;altro, dopo aver dato mandato ai suoi legali di intentare causa al New York Times ha anche rilasciato una curiosa dichiarazione dove sostiene che <i>“proviene dagli anni &#8217;60 e &#8217;70, quando tutte le regole riguardo i comportamenti sul posto di lavoro erano diverse (&#8230;</i>)”. Probabilmente sarò io che sono troppo giovane per ricordare, ma sono quasi certo che nemmeno nei ruggenti &#8217;60 fosse buona creanza presentarsi alle proprie colleghe solo in accappatoio chiedendo di farsi massaggiare il pene. Ma sicuramente sarò io che ignoro qualcosa.</p>
<h3>Non solo molestie</h3>
<p>Insomma, la questione sembra essere giorno dopo giorno <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KCNvREKTnQc">più di una battuta basata su un cliché</a>, e finalmente anche l&#8217;industria dei sogni di Hollywood se n&#8217;è accorta: sempre più persone manifestano il loro sdegno per questo sistema, e lo star system deve fare i conti con l&#8217;ombra nera che Weinstein ha gettato su tutti: tra lo stupore di chi si dichiara ignaro, e le ammissioni di chi sapeva e comprende di non aver fatto <span style="text-decoration: line-through;">abbastanza</span> nulla, come <strong>Scott Rosemberg</strong>, autore di diversi film o come <strong>Quentin Tarantino</strong>. Rosemberg non parla direttamente delle molestie, ma piuttosto di un altro aspetto altrettanto inquietante del produttore, che anche secondo gli aneddoti documentati nel libro <i>Down and Dirty Pictures: Miramax, Sundance, and the Rise of Independent Film</i> di <strong>Peter Biskind</strong>, pare avesse un <strong>carattere molto violento</strong> soprattutto con i suoi sottoposti che vivevano in un vero e proprio incubo fatto di minacce, insulti e umiliazioni. Molti avevano denunciato questi atteggiamenti violenti, tra cui anche il regista <strong>Spike Lee</strong>, che senza mezzi termini nel libro di Biskind dice “<i>Si è comportato di merda per tutta la sua carriera, gli tornerà nei denti. È un grosso ratto bastardo</i>”; ma a quanto pare nessuno ha mai dato troppo ascolto a queste voci, considerandolo più un tratto saliente del personaggio, piuttosto che un vero e proprio problema.<br />
Ora che invece di Weinstein si conosce anche il suo modus operandi di molestie e violenze la situazione sembra essere diversa, e potrebbe essere finalmente il momento in cui l&#8217;industria può interrogarsi su cosa e chi muove gli ingranaggi del sistema, e come, nella speranza che non diventi soltanto un&#8217;operazione di facciata per mettere a posto le coscienze.</p>
<h3>Weinstein, Asia Argento e l&#8217;incredibile reazione italiana</h3>
<p>Mentre invece in Italia, questo ci porta a metterci di fronte al fatto che, la cloaca delle opinioni non richieste meglio conosciuta come <em>“social network”</em> ancora una volta dimostra di essere <strong>pericolosamente arretrata</strong> <strong>e senza nemmeno gli strumenti giusti</strong> per commentare un avvenimento di attualità, <strong>senza ammantarlo di ignoranza ed odio</strong>. Ancora una volta, si riesce in quel pericoloso gioco che inverte le parti, trasformando le vittime in astuti carnefici, che basano ogni azione su personale tornaconto. E la cattiveria centuplica, se si tratta di personaggi femminili di spicco (chi ha detto Laura Boldrini?) come nel caso di Asia Argento, che per Libero, diventa un sgualdrina eccellente, degna di titoli come:</p>
<div class="twitter-tweet">
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="it" dir="ltr">Weinstein – Asia Argento: quindi lo stupro ha una data di scadenza? <a href="https://t.co/fkiWgK5jkp">https://t.co/fkiWgK5jkp</a> <a href="https://t.co/M6LzGMyMdf">pic.twitter.com/M6LzGMyMdf</a></p>
<p>&mdash; Giulio Cavalli (@giuliocavalli) <a href="https://twitter.com/giuliocavalli/status/920666507293724672?ref_src=twsrc%5Etfw">18 ottobre 2017</a></p></blockquote>
</div>
<p>O del viscidissimo tweet di <strong>Adinolfi</strong> che riesce come sempre, ad essere l&#8217;unico cristiano capace di di contravvenire a tutti gli insegnamenti cristiani in soli 140 caratteri:</p>
<div class="twitter-tweet">
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="it" dir="ltr">Surreale intervista in ginocchio di Bianca Berlinguer ad Asia Argento che prova a giustificare la prostituzione d&#39;alto bordo.</p>
<p>&mdash; Mario Adinolfi (@marioadinolfi) <a href="https://twitter.com/marioadinolfi/status/920401848808493057?ref_src=twsrc%5Etfw">17 ottobre 2017</a></p></blockquote>
</div>
<p>per non contare tutte le voci di sconosciuti che come un solo coro riesce a ripetere a pappagallo l&#8217;opinione di Farina su Libero, pur dichiarandosi tutti pensatori liberi dal giogo delle <em>sinistre buoniste perbeniste</em>, riescono ad infilare la testa nel giogo delle destracce malpanciste. Destracce che tra l&#8217;altro, vivono di contraddizioni incredibili ed ipocrisie abbaglianti, come quando il caso erano le notti di Arcore, e le ragazze che partecipavano ai <em>Bunga Bunga</em> venivano difese dalla <em>“sinistra moralista”</em> che le attaccava.<strong> In quel caso non era prostituzione</strong>, o almeno non fino a quando le stesse non confessavano, diventando di colpo delle ingrate mistificatrici.</p>
<h3>Perché colpevolizzare è pericoloso</h3>
<p>Quello che nella redazione di Libero sfugge, abituati come sono ai titoli tanto roboanti quanto tendenzialmente falsi, è che questo atteggiamento è oggettivamente<strong> grave e pericoloso</strong>, perché nel caso Weinstein come in altri, <strong>sposta totalmente il giudizio sulla vittima piuttosto che sul carnefice</strong>. Porre una violenza in questi termini è stupido, perché primo <strong>non sta ad un giornale stabilire un verdetto</strong> ma ad un tribunale, e secondo giustifica quel pensiero sbagliato secondo il quale se c&#8217;è un qualche tornaconto per la vittima, voluto o meno, una violenza diventa giustificabile, almeno moralmente, sfociando in quel mantra osceno che si può riassumere col pessimo trattamento che Libero ha dedicato alla Argento. Inoltre sottintendere concetti come <em>“adesso è troppo tardi per denunciare”</em> significa, oltre ad avere la presunzione di eliminare dall&#8217;equazione tutte le condizioni che mutando, potrebbero invece permettere alla vittima di sentirsi più sicura ad uscire allo scoperto.</p>
<p>Di fatto, Asia Argento che merita invece un plauso per aver finalmente dopo anni, trovato il coraggio di denunciare un serie di abusi e molestie, viene presa di peso e spostata dal banco delle vittime a quello degli imputati dall&#8217;ineffabile giuria nazionalpopolare, che guidata anche dai suddetti giornaloni degni di foderare le migliori lettiere d&#8217;Italia, decide arbitrariamente che la colpa sia dell&#8217;attrice per essersi dapprima prestata alle molestie per ottenerne fama e gloria per poi pentirsene e sfruttare la cosa per ottenere pubblicità gratuita, e per tanto meritevole di condanna alla gogna mediatica senza possibilità d&#8217;appello.<br />
Il problema è che ci sono<strong> tanti fattori</strong> in gioco che cinicamente vengono <strong>rimossi dal giudizio</strong>: consideriamo innanzitutto che si, probabilmente sarebbe stato più dignitoso denunciare a tempo lecito, ma è anche vero che <strong>non stiamo parlando di un rapporto paritario</strong>: l&#8217;influenza che un Weinstein può esercitare è <strong>gigantesca</strong>, senza considerare le connessioni e gli appoggi che può vantare. Senza sfociare nel femminismo estremo, consideriamo piuttosto che stiamo parlando di uno dei <strong>produttori più potenti di Hollywood, connesso ad ambienti politici di livello</strong>: è nota la sua amicizia con <strong>i Clinton</strong> e con un diversi politici democratici, ma è anche interessante sapere che Weinstein è stato influente finanziatore per la campagna di<strong> Cyrus Vance Jr</strong>., che per il suo ruolo di <strong>procuratore distrettuale di Manhattan</strong> -si, lo stesso procuratore del caso Battilana di cui si parlava sopra- sembra essere molto prossimo ad un&#8217;inchiesta sulla sua eccessiva <em>morbidezza </em>nei confronti proprio di Weinstein. Ah, un&#8217;ultima nota di colore su Vance: pare che nonostante delle ben documentate accuse di frode a a carico di Donald Jr. ed Ivanka Trump, il procuratore abbia deciso di lasciar comunque cadere le accuse. Morbidamente bipartisan.</p>
<div id="attachment_61778" style="width: 1546px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-61778" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama.jpg" alt="" width="1536" height="1000" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama.jpg 1536w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama-300x195.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama-768x500.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama-800x521.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama-250x163.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama-550x358.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama-276x180.jpg 276w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/weinstein-obama-461x300.jpg 461w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><p class="wp-caption-text">Harvey Weinstein,con Barack Obama e i senatori Lautenberg e Schumer (foto di Sylvain Gaboury/FilmMagic)</p></div>
<h3></h3>
<h3>Perché non è facile denunciare</h3>
<p>Alla luce di questo, non sembra per nulla difficile immaginare come <strong>il timore di non veder fatta giustizia</strong>, possa essere più che legittimo. È facile anche comprendere come solo dopo il coraggio di chi decide per primo di spezzare il circolo di omertà e condiscendenza che circonda certe figure, possano le altre vittime trovare il coraggio di seguire l&#8217;esempio: potrà sembrare azzardato come paragone, ma è esattamente lo stesso principio su cui le organizzazioni malavitose da anni prosperano, spingendo sulla paura dei singoli che non vedono nessun alternativa se non sottomettersi e subire. Se il parallelismo vi sembra eccessivo (e se può sembrarlo nella gravità, non lo è sicuramente nelle dinamiche che tira in ballo) possiamo rapportare il sistema Weinstein a casi più simili, come le violenze di alcuni preti sui bambini, come nel caso del collegio di Ratisbona o per tornare in America il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sexual_abuse_scandal_in_the_Catholic_archdiocese_of_Boston"><b>Massachusetts Catholic sex abuse scandal</b></a> raccontato a suo tempo dal<a href="https://www.bostonglobe.com/news/special-reports/2002/01/06/church-allowed-abuse-priest-for-years/cSHfGkTIrAT25qKGvBuDNM/story.html?p1=Article_Related_Box_Article"><strong> Boston Globe</strong></a> e che è diventato pure un film candidato a 6 Oscar, <em>il caso Spotlight (di cui anche noi abbiamo parlato <a href="https://tasc.it/2016/02/23/spotlight-oscar-2016-day-4">qui</a>)</em>. In questi casi è stato molto difficile per le vittime denunciare, nel caso di Boston addirittura molti riuscirono a denunciare gli abusi <strong>solo in età adulta</strong>, e solo dopo diverse garanzie. Sembra molto difficile che queste persone abbiano premeditato di farsi abusare per poi ottenere fama e denaro. Se sembra così assurdo in questo caso, perché non lo sembra invece nel caso di circa 40 persone che denunciano Weinstein?</p>
<p>E se questo esempio non riesce a rimettere in prospettiva le cose, allora torna utile citare un altro clamoroso racconto recente, riguardo le molestie subite questa volta dall&#8217;attore <strong>Terry Crews</strong>.<br />
Crews è un omaccione alto 1,91m di 111 chili, ex giocatore di football americano, diventato poi attore. È lui il volto delle incredibili pubblicità del deodorante Old Spice, ma è anche noto per diverse interpretazioni sul grande e sul piccolo schermo, come il presidente Camacho di <i>Idiocracy</i>, o Hale Caesar nei tre <i>The Expendables</i>, o ancora il sergente Jeffords di <i>Brooklyn Nine-Nine</i>. Crews in questi giorni, <strong>ha da poco trovato il coraggio di denunciare delle molestie subite da un produttore</strong>, attraverso il suo profilo Twitter, e nonostante immaginare la scena possa sembrare paradossale, il racconto, diviso in 16 tweet, è in realtà inquietante:</p>

<div class="twitter-tweet">
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="en" dir="ltr">This whole thing with Harvey Weinstein is giving me PTSD. Why? Because this kind of thing happened to ME.  (1/Cont.)</p>
<p>&mdash; terrycrews (@terrycrews) <a href="https://twitter.com/terrycrews/status/917838446697226240?ref_src=twsrc%5Etfw">10 ottobre 2017</a></p></blockquote>
</div>

<blockquote><p>&#8220;Tutta questa storia di Harvey Weinstein mi ha fatto venire il disturbo post traumatico da stress. Perché? Perché a me è successa la stessa cosa. L’anno scorso io e mia moglie ci trovavamo nell’ufficio di un alto dirigente di Hollywood, che a un certo punto mi si avvicinò e afferrò le mie parti intime.<br />
Mi allontanai e dissi “Che stai facendo?”. Mia moglie vide tutto, lo guardavamo come fosse matto. Lui si limitava a sorridere come un&#8217;idiota. Stavo per fargli il culo ma poi ci pensai due volte, visto come sarebbe sembrata tutta la faccenda. I titoli dell&#8217;indomani sarebbero stati: “Uomo nero di 240 lbs. pesta un pezzo grosso di Hollywood”. Probabilmente non li avrei potuti leggere perché SAREI STATO IN PRIGIONE. Così ce ne andammo. Quella notte e il giorno dopo raccontai a tutti quelli che conoscevo cos’era successo. Il giorno dopo lui mi chiamò scusandosi ma non spiegò mai perché lo aveva fatto. Decisi di non fare niente perché non volevo essere ostracizzato, visto che l’aggressore ha potere e influenza. Lasciai perdere. E capisco perché così tante donne a cui capita questa cosa facciano lo stesso.<br />
Chi ti crederà mai? (Pochi) Che ripercussioni ci saranno? (Molte) Vuoi continuare a lavorare? (Sì) Sei pronto a essere ostracizzato? (No). Amo quello che faccio. Ma è un peccato e il culmine della delusione quando qualcuno cerca di approfittarne. Lui sa chi è. Ma a volte devi aspettare e confrontarti con le altre vittime per ritrovare una posizione di forza.<br />
Capisco e sono vicino a quelli che sono rimasti in silenzio. Ma Harvey Weinstein non è l’unico colpevole. Hollywood non è l’unico posto dove accadono cose simili, e alle vittime di questo comportamento dico: non siete sole. Spero che raccontare la mia storia scoraggi un potenziale molestatore e incoraggi invece qualcuno che si sente senza speranza&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ora, Crews è un uomo imponente, ma è chiaro come una situazione del genere vada ben oltre il confronto fisico, e le conseguenze possano essere molteplici. Non è mai facile decidere di denunciare o reagire specie quando è forte il rischio di venire <strong>annientati professionalmente ed umanamente</strong> come scrive Crews stesso, ma consideriamo anche come denunciare significa <strong>concedere che la tua vita privata diventi di dominio pubblico e messa sotto inchiesta da parte degli inquirenti e dei giornali</strong>. Inoltre, va anche messo in conto che spesso è la vittima stessa a <strong>sentire di essere in colpa</strong> per ciò che ha subito, e questo purtroppo capita spesso: la Argento stessa ha ammesso di essersi spesso sentita in colpa per la violenza, come se la causa fosse stata lei e non la volontà di un uomo pronto a sfruttare tutta la sua influenza per ottenere favori sessuali.<br />
Sull&#8217;argomento, per concludere, vorrei condividere un estratto dell&#8217;intervista che la giornalista <strong>Emily Maitlis</strong> ha realizzato con l&#8217;attrice <strong>Emma Thompson</strong> per <strong>BBC Newsnight</strong>:</p>

<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];  if (d.getElementById(id)) return;  js = d.createElement(s); js.id = id;  js.src = 'https://connect.facebook.net/en_US/sdk.js#xfbml=1&version=v2.10';  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);}(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script></p>
<div class="fb-video" data-href="https://www.facebook.com/bbcnewsnight/videos/10155012637196200/" data-width="700">
<blockquote cite="https://www.facebook.com/bbcnewsnight/videos/10155012637196200/" class="fb-xfbml-parse-ignore"><p><a href="https://www.facebook.com/bbcnewsnight/videos/10155012637196200/">Emma Thompson: This is the tip of the iceberg</a></p>
<p>Actress Emma Thompson tells us Harvey Weinstein is just the tip of the iceberg of a wider and systemic problem in Hollywood</p>
<p>Posted by <a href="https://www.facebook.com/bbcnewsnight/">BBC Newsnight</a> on Thursday, October 12, 2017</p></blockquote>
</div>

<p>L&#8217;opinione della Thompson è molto chiara e diretta, e pone l&#8217;accento su un aspetto fondamentale: quello delle molestie sulle donne non è un argomento nuovo, ciò che invece è un novità è <strong>il modo di trattare l&#8217;argomento</strong>. Atteggiamenti come quello di Weinstein diventano finalmente moralmente inaccettabili oltre che penalmente perseguibili. Finalmente l&#8217;oggettificazione della donna diventa un problema, e questo caso ha comunque una serie di implicazioni potenzialmente positive che potrebbero diventare non solo un una serie di gag nella prossima stagione di <em>BoJack Horseman</em>, ma una vera e propria rivoluzione culturale nell&#8217;industria di Hollywood, e non solo. Riuscire finalmente a superare maschilismi e femminismi estremi, per finalmente arrivare al concetto che uomini e donne devono avere pari diritti e pari doveri, al netto delle peculiarità di genere, potrebbe essere una vera, nuova, rivoluzione culturale. Certo, sempre se quelli di Libero ce lo permetteranno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/10/27/il-caso-weinstein-problema-societa-donne">Il caso Weinstein: ovvero che problema ha la società con le donne?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Il successo del crowdfunding e come funziona</title>
      <link>https://tasc.it/2017/10/23/successo-del-crowdfunding-funziona</link>
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      <pubDate>Mon, 23 Oct 2017 15:18:14 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Alberto Ziveri]]></dc:creator>
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      <description><![CDATA[<p>Crowdfunding. In Italia si può affermare che è argomento ancora riservato ai &#8220;nerd&#8221;, o alle persone tecnologicamente abbastanza evolute.  Cercheremo di analizzare in maniera riflessiva oltre che concreta il significato e l&#8217;utilità del crowdfunding, giusto per tornare utili anche ai più esperti. Il crowdfunding è più semplice di quel che sembra, deriva dalle parole &#8220;crowd&#8221; (massa) e funding (finanziamento), e quindi si tratta di un sistema di finanziamento da parte della massa. Come funziona e relativi dubbi In breve: un progetto che cerca finanziamenti per sviluppare il proprio prodotto si rivolge alla massa attraverso dei siti di crowdfunding, presentando il proprio prodotto e impostando una durata ed un obiettivo monetario. Se tale obiettivo monetario viene superato, alla scadenza della durata, i soldi vengono erogati al progetto ed esso può partire. Come il progetto può raggiungere l&#8217;obiettivo? Vendendo i prodotti che andrà a produrre. Quindi il progetto vende i propri prodotti &#8220;in anticipo&#8221; ad un prezzo conveniente, promettendo ai clienti che i prodotti verranno consegnati solo nel caso in cui l&#8217;obiettivo monetario sarà raggiunto. Il vantaggio per il cliente è la convenienza e la possibilità di avere il prodotto per primo. Lo svantaggio è che pagherà ora qualcosa che riceverà tra qualche settimana o mese. Inoltre può anche capitare che ci siano delle truffe, anche se sta nelle capacità del consumatore capire quale progetto può essere irrealizzabile e quale no. Il sistema del crowdfunding si svolge in diverse modalità, ma la più popolare è del &#8220;all or nothing&#8220;, cioè &#8220;tutto o niente&#8221;, ovvero il cliente paga il prodotto, la carta di credito viene autorizzata, ma l&#8217;addebito avverrà solo nel caso in...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/10/23/successo-del-crowdfunding-funziona">Il successo del crowdfunding e come funziona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Crowdfunding. In Italia si può affermare che è argomento ancora riservato ai &#8220;nerd&#8221;, o alle persone tecnologicamente abbastanza evolute.  Cercheremo di analizzare in maniera riflessiva oltre che concreta il significato e l&#8217;utilità del crowdfunding, giusto per tornare utili anche ai più esperti.</p>
<p><span id="more-61759"></span></p>
<p>Il crowdfunding è più semplice di quel che sembra, deriva dalle parole &#8220;crowd&#8221; (massa) e funding (finanziamento), e quindi si tratta di un sistema di finanziamento da parte della massa.</p>
<h2>Come funziona e relativi dubbi</h2>
<a href="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-61789" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works.jpg" alt="" width="1200" height="700" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works.jpg 1200w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-300x175.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-768x448.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-800x467.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-250x146.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-550x321.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-309x180.jpg 309w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-514x300.jpg 514w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/howcrowdfunding-works-857x500.jpg 857w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>
<p>In breve: un progetto che cerca finanziamenti per sviluppare il proprio prodotto si rivolge alla massa attraverso dei siti di crowdfunding, presentando il proprio prodotto e impostando <strong>una durata</strong> ed un <strong>obiettivo monetario</strong>. Se tale obiettivo monetario viene superato, alla scadenza della durata, i soldi vengono erogati al progetto ed esso può partire.</p>
<h2><strong>Come il progetto può raggiungere l&#8217;obiettivo?</strong></h2>
<p>Vendendo i prodotti che andrà a produrre. Quindi il progetto vende i propri prodotti &#8220;in anticipo&#8221; ad un prezzo conveniente, promettendo ai clienti che i prodotti verranno consegnati solo nel caso in cui l&#8217;obiettivo monetario sarà raggiunto. Il vantaggio per il cliente è la convenienza e la possibilità di avere il prodotto per primo. Lo svantaggio è che pagherà ora qualcosa che riceverà tra qualche settimana o mese. Inoltre può anche capitare che ci siano delle truffe, anche se sta nelle capacità del consumatore capire quale progetto può essere irrealizzabile e quale no.</p>
<p>Il sistema del crowdfunding si svolge in diverse modalità, ma la più popolare è del &#8220;<strong>all or nothing</strong>&#8220;, cioè &#8220;tutto o niente&#8221;, ovvero il cliente paga il prodotto, la carta di credito viene autorizzata, ma l&#8217;addebito avverrà solo nel caso in cui il progetto raggiungerà l&#8217;obiettivo, altrimenti nessuna carta di credito verrà addebitata e nessuno perderà dei soldi.</p>
<h2>I migliori siti di crowdfunding</h2>
<a href="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-61792" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding.png" alt="" width="2380" height="1706" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding.png 2380w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-300x215.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-768x551.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-800x573.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-250x179.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-550x394.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-251x180.png 251w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-419x300.png 419w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-698x500.png 698w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/crowdfunding-210x150.png 210w" sizes="(max-width: 2380px) 100vw, 2380px" /></a>
<p>Il crowdfunding sta prendendo molto piede, non solo per la sua convenienza, ma anche per l&#8217;innovazione che stranamente riesce a garantire nei suoi progetti. Inoltre, dall&#8217;altro lato, i progetti fanno sempre più fatica a trovare i finanziamenti, soprattutto presso le banche, il processo di finanziamento (anche da parte di incubatori o acceleratori) è spesso complicato e lungo, mentre su siti di crowdfunding tutto è più semplice, veloce ed immediato.</p>
<p>Attualmente il sito di crowdfunding per eccellenza è <strong><a href="http://www.kickstarter.com">Kickstarter</a></strong>, il più apprezzato per qualità e successo dei progetti. Subito dopo il più famoso è <strong><a href="http://www.indiegogo.com">Indiegogo</a></strong>, decisamente meno famoso e più improntato sulla flessibilità e quantità. Ad esempio Kickstarter offre solo la formula dell'&#8221;all or nothing&#8221;, a differenza di Indiegogo che si complica in diverse formulazioni di finanziamento, incluso il più semplice &#8220;keep what you raise&#8221; ovvero che indipendentemente dal raggiungimento dell&#8217;obiettivo il progetto si tiene quel che incassa.</p>
<h2>Come si contribuisce ad un progetto</h2>
<a href="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-61764" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215.jpg" alt="" width="1200" height="594" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215.jpg 1200w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-300x149.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-768x380.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-800x396.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-250x124.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-550x272.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-364x180.jpg 364w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-606x300.jpg 606w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/IMG_7215-1010x500.jpg 1010w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>
<p>È semplice se si conoscono i termini. In questo caso useremo la terminologia usata su Kickstarter, in quanto Indiegogo, per vanità o per differenziazione, ha preferito usare altri termini (ad esempio, <em>rewards</em> su Indiegogo diventa <em>Perks</em>).</p>
<p>Quindi:</p>
<ul>
<li>i <strong>rewards </strong>sono i premi, ovvero i &#8220;prodotti&#8221; che puoi acquistare di ogni progetto</li>
<li><strong>campaign</strong> e <strong>project</strong> sono sinonimi e si riferiscono ai progetti</li>
<li>i <strong>backers </strong>sono i finanziatori, diventi un backer nel momento in cui acquisti un reward</li>
<li>la <strong>pledge </strong>è la &#8220;donazione&#8221;, se tale si può chiamare, ad esempio &#8220;10.000 $ pledged&#8221; significa che sono stati donati 10.000$.</li>
<li><strong>goal </strong>è l&#8217;obiettivo monetario del progetto</li>
</ul>
<a href="https://www.kickstarter.com/projects/1161167334/the-hemp-jacket-made-of-our-premium-hemp-la-canapa?ref=tasc"><img class="aligncenter wp-image-61761 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto.png" alt="" width="2220" height="1706" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto.png 2220w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-300x231.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-768x590.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-800x615.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-250x192.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-550x423.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-234x180.png 234w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-390x300.png 390w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/esempioprogetto-651x500.png 651w" sizes="(max-width: 2220px) 100vw, 2220px" /></a>
<p>Questo è il <a href="http://operacampi.com/kickstarter">progetto della <strong>giacca di Canapa</strong></a> di <a href="http://www.operacampi.com">Opera Campi</a>. Attualmente (sarà già cresciuto, speriamo!) è a € 5118 su € 18.000 di obiettivo, ha avuto 25 backers (finanziatori) e mancano 28 giorni. La durata massima di un progetto è di 60 giorni.</p>
<p>Scorrendo la pagina scopriamo sulla sinistra la descrizione del progetto, e sulla destra i premi che il progetto dà in cambio dei nostri soldi.</p>
<p><a href="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-61762" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter.png" alt="" width="2220" height="1706" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter.png 2220w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-300x231.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-768x590.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-800x615.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-250x192.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-550x423.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-234x180.png 234w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-390x300.png 390w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2017/10/hempjacket-kickstarter-651x500.png 651w" sizes="(max-width: 2220px) 100vw, 2220px" /></a>È molto semplice contribuire, basta andare sopra il premio che desideriamo, cliccare e procedere con la fornitura dei dati della propria carta di credito. Alcune cose da tenere a mente:</p>
<ul>
<li>La carta di credito viene solo autorizzata, non vi sarà addebitato nulla finché il progetto non raggiungerà l&#8217;obiettivo</li>
<li>Eventuali scelte di colore/taglia o varianti del prodotto si sceglieranno solo nel caso in cui il progetto sarà finanziato</li>
</ul>
<h2>Capire la validità di un progetto</h2>
<p>Ci sono diversi elementi da tenere presente quando si considera la validità di un progetto:</p>
<ul>
<li>deve avere un video che spieghi in modo preciso e determinato il prodotto, l&#8217;obiettivo e le difficoltà del progetto</li>
<li>deve avere una<strong> timeline precisa</strong>, la dimostrazione di avere una pianificazione valida è alla base di un progetto serio</li>
<li>deve avere<strong> premi vantaggiosi</strong>, la convenienza garantita ai clienti è fondamentale per qualsiasi progetto crowdfunding</li>
</ul>
<p>Oltre questi elementi fondamentali, più un progetto viene spiegato nel dettaglio, più aumenta la serietà del progetto stesso. Spesso sono stati finanziati prodotti molto innovativi a suon di milioni, prodotti la cui innovazione era talmente alta e impossibile che la gente è stata illusa, come il <strong>respiratore Triton</strong>, che illudeva la gente di poter fornire un respiratore subacqueo minuscolo che durasse 15 minuti, oppure il &#8220;frigorifero&#8221; <a href="https://www.kickstarter.com/projects/ryangrepper/coolest-cooler-21st-century-cooler-thats-actually/description">Coolest</a>, prodotto reale e che ha superato di gran lunga l&#8217;obiettivo, senza però poter mai mantenere le proprie promesse per una serie di motivi produttivi.</p>
<h2>Il futuro del crowdfunding</h2>
<p>Il crowdfunding è e rimarrà un canale di finanziamento estremamente popolare ed utile alle persone, specialmente nel futuro in quanto ancora troppe persone devono capire come funziona e spesso sono spaventate dall&#8217;idea di acquistare online qualcosa che riceveranno nel futuro.</p>
<p>Se da un lato è positivo che ci siano sempre più persone a donare su una piattaforma, dall&#8217;altro sarebbe negativo se ci fossero troppe persone ad offrire progetti nuovi. Infatti il problema è che c&#8217;è anche sempre più gente cerca soldi sulle piattaforme di crowdfunding, anziché acquistare premi. Un famoso principio economico chiamato &#8220;selezione avversa&#8221;.</p>
<p>È quindi necessario che piattaforme come Kickstarter e Indiegogo si abituino a fare una selezione dei progetti, quello che in parte stanno già facendo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2017/10/23/successo-del-crowdfunding-funziona">Il successo del crowdfunding e come funziona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>E se fossimo tutti vegetariani?</title>
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      <pubDate>Thu, 12 Oct 2017 14:45:08 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Serena Melgrati]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Ambiente]]></category>
      <category><![CDATA[Food]]></category>
      <category><![CDATA[ambientalisti]]></category>
      <category><![CDATA[ambiente]]></category>
      <category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
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      <category><![CDATA[cancerogeni]]></category>
      <category><![CDATA[carne]]></category>
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      <category><![CDATA[dieta]]></category>
      <category><![CDATA[salutisti]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Siamo spesso portarti ad associare la carne ad un alimento “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”: buono ma che può far male. Qualche mese fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità annunciò l&#8217;esistenza di prove consistenti riguardo l’aumento del rischio di tumori causato da un consumo eccessivo di carne rossa e lavorata, disseminando il panico generale e fomentando dibattiti tra carnivori accaniti, salutisti confusi e vegetariani convinti. Come se non bastasse, molti ambientalisti sostengono che gli allevamenti di animali contribuiscano in modo sostanziale al riscaldamento globale. Tuttavia, a noi di Tasc piace esaminare le questioni fino in fondo: eliminare il consumo di carne risolverebbe davvero le sorti dei nostri corpi e del nostro pianeta? Quanto consumano le mucche? Si ritiene che l’industria alimentare “carnivora” sia uno dei maggiori pericoli per l’ambiente, contribuendo a quasi il 15% delle emissioni di gas serra. Tutto questo perché i bovini sono i più grandi produttori di scorr… gas metano, il quale è uno dei maggiori responsabili dell’effetto serra. Pensate che i bovini sono più inquinanti di tutti gli aerei, automobili e treni messi insieme: una singola vacca produce fino a 50kg di metano all’anno. La superficie di terra utilizzata per gli allevamenti di animali, inoltre, raggiunge ben trentatré milioni di chilometri quadrati (che corrispondono quasi alla superficie dell’Africa, per intenderci). Se utopisticamente diventassimo tutti vegetariani il numero di animali d’allevamento si ridurrebbe moltissimo, lasciando così molta più terra libera. Naturalmente, una parte sarebbe necessaria per aumentare le coltivazioni di vegetali, ma con i dovuti provvedimenti le distese di terra in disuso potrebbero tornare al loro stato naturale di boschi e praterie. Di conseguenza, i livelli di anidride carbonica...</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo spesso portarti ad associare la carne ad un alimento “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”: buono ma che può far male. Qualche mese fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità annunciò l&#8217;esistenza di prove consistenti riguardo l’aumento del rischio di tumori causato da un consumo eccessivo di carne rossa e lavorata, disseminando il panico generale e fomentando dibattiti tra carnivori accaniti, salutisti confusi e vegetariani convinti. Come se non bastasse, molti ambientalisti sostengono che gli allevamenti di animali contribuiscano in modo sostanziale al riscaldamento globale. Tuttavia, a noi di Tasc piace esaminare le questioni fino in fondo: eliminare il consumo di carne risolverebbe davvero le sorti dei nostri corpi e del nostro pianeta?</p>
<p><span id="more-60900"></span></p>
<h1>Quanto consumano le mucche?</h1>
<p>Si ritiene che l’industria alimentare “carnivora” sia uno dei maggiori pericoli per l’ambiente, contribuendo a quasi il 15% delle emissioni di gas serra. Tutto questo perché i bovini sono i più grandi produttori di <del>scorr</del>… <strong>gas metano</strong>, il quale è uno dei maggiori responsabili dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_serra">effetto serra</a>. Pensate che i bovini sono più inquinanti di tutti gli aerei, automobili e treni messi insieme: una singola vacca produce fino a <strong>50kg di metano all’anno</strong>. La superficie di terra utilizzata per gli allevamenti di animali, inoltre, raggiunge ben trentatré milioni di chilometri quadrati (che corrispondono quasi alla<strong> superficie dell</strong><strong>’</strong><strong>Africa</strong>, per intenderci). Se utopisticamente diventassimo tutti vegetariani il numero di animali d’allevamento si ridurrebbe moltissimo, lasciando così molta più terra libera. Naturalmente, una parte sarebbe necessaria per aumentare le coltivazioni di vegetali, ma con i dovuti provvedimenti le distese di terra in disuso potrebbero tornare al loro stato naturale di boschi e praterie. Di conseguenza, i livelli di <strong>anidride carbonica</strong> nell’aria potrebbero diminuire in modo significativo. Gli allevamenti di animali, poi, sono molto dispendiosi anche in termini di acqua e grano. Per fare un paragone, la produzione di una fiorentina richiede <strong>cinque volte pi</strong><strong>ù</strong><strong> acqua</strong> della produzione della stessa quantità in calorie di frutta e verdura. Secondo la FAO solo il 10% del grano utilizzato per nutrire gli animali di allevamento si converte in carne, latte e uova. Il resto è necessario per sostenere l&#8217;animale nel corso della sua vita.</p>

<img class="aligncenter wp-image-60902 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831.jpg" alt="mucche" width="1260" height="841" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831.jpg 1260w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-768x513.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-800x534.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-449x300.jpg 449w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/mucche_sfondi-e1507815157831-749x500.jpg 749w" sizes="(max-width: 1260px) 100vw, 1260px" />
<h1>Economicamente parlando…</h1>
<p><img class="wp-image-60901 size-full aligncenter" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani.jpg" alt="vegetariani" width="1280" height="845" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-300x198.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-768x507.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-800x528.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-250x165.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-550x363.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-273x180.jpg 273w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-454x300.jpg 454w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/vegetariani-757x500.jpg 757w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />In un contesto piuttosto utopistico, i benefici sull’ambiente del diventare tutti vegetariani sembrano portare l’argomento a favore del vegetarianesimo. Tuttavia, però, in un mondo senza animali da allevamento verrebbero a mancare altri prodotti come latte, uova, lana e fertilizzanti, costringendoci a dover sostituire soprattutto gli ultimi con prodotti chimici e artificiali. È doveroso notare che l’eliminazione di tutto il bestiame comporterebbe una perdita anche in <strong>termini economici</strong>, non solo per i lavoratori del settore ma soprattutto nel mercato di pellame e della cosmetica. Le soluzioni biologiche alternative esistono, ma per controbilanciare un tale calo bisognerebbe aumentare le coltivazioni intensive di alcune piante. Di conseguenza si sacrificherebbe una parte delle foreste che avrebbero aiutato nello smaltimento dell’anidride carbonica. Ancora più sorprendente è che l’industria alimentare non vegetale offra <strong>lavoro</strong> a quasi un miliardo di persone in tutto il mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.</p>

<h1>L’impatto della carne sulla nostra salute</h1>
<p>In termini di salute, l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha considerato numerosi studi epidemiologici che mettono in relazione l’incidenza di tumori e il consumo di carne rossa e lavorata. La IARC ha costatato che un consumo di 50g di carne lavorata al giorno aumenterebbe il rischio di sviluppare il tumore al colon-retto del 18%, e molti ricercatori sono sempre più convinti che anche la carne rossa sia <strong>cancerogena</strong>. Tuttavia, anche se questi numeri possono sembrare relativamente bassi, si è calcolato che un’alimentazione più curata, quindi non solo più povera di carne ma anche di cibi grassi, alcolici e zuccherati, potrebbe <strong>ridurre l</strong><strong>’</strong><strong>incidenza totale di tumori addirittura del 70%.</strong> Tuttavia, è chiaro che una dieta vegetariana debba essere studiata con attenzione, per evitare carenza nutrizionali. Le diete onnivore sono molto più ricche di vitamine, calcio, ferro, zinco e proteine. Alcuni di questi fattori possono essere recuperati mangiando legumi e verdure dalle foglie verdi, ma non del tutto, perché le proteine di origine vegetale <strong>non contengono alcuni degli amminoacidi</strong> per noi essenziali, e si potrebbe dover ricorrere all’assunzione di integratori alimentari. Forse non è tanto il consumo di soli vegetali a essere dannoso quanto lo sbilanciamento di una dieta poco varia. Anche i grassi animali possono essere “buoni” in entrambi i sensi.</p>

<img class="wp-image-60903 size-full aligncenter" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex.jpg" alt="dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex" width="1280" height="845" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-300x198.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-768x507.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-800x528.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-250x165.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-550x363.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-273x180.jpg 273w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-454x300.jpg 454w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/dott-loiacono-emilio-alessio-medico-chirurgo-medicina-chirurgia-estetica-plastica-roma-cavitazione-pressoterapia-massaggio-linfodrenante-dietologo-cellulite-dieta-sessuologia-sesso-sex-757x500.jpg 757w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />


<p>Un altro fattore importante da considerare è che l’assenza di animali da allevamento diminuirebbe il trend in crescita di <strong>infezioni resistenti agli antibiotici</strong>. Immaginatela così: una vacca malata può trasmettere un’infezione a decine di altre simili, costringendo l’allevatore a curarle con un antibiotico. Tuttavia il microrganismo responsabile per la malattia non sempre viene sterminato definitivamente, anzi: il piccoletto lotta per la vita fino alla fine, evolvendosi e riuscendo a resistere all’attacco del farmaco. La resistenza agli antibiotici è ormai diventato un problema serio, e si ritiene che l’abilità di alcuni batteri di difendersi dai farmaci stia aumentando più velocemente dell’innovazione scientifica e tecnologica necessaria per contrastarli. Se fossimo tutti vegetariani avremmo meno bisogno di utilizzare farmaci per curare gli animali da allevamento, contribuendo a ridurre la velocità di evoluzione batteriologica.</p>

<img class="wp-image-60904 size-full aligncenter" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041.jpg" alt="come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041" width="1280" height="845" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-300x198.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-768x507.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-800x528.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-250x165.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-550x363.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-273x180.jpg 273w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-454x300.jpg 454w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/04/come-conservare-frutta-e-verdura_8bdac5ac233e53c624ec1c5812073041-757x500.jpg 757w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<h1></h1>
<h1>Tiriamo le somme</h1>
<p>La conversione dell’intera popolazione mondiale al vegetarianesimo è un’idea quasi surreale ma che cambierebbe notevolmente il mondo in cui viviamo. Ancora più utopistico è pensare che saremmo tutti disposti a rinunciare per sempre a mangiare carne e felici di sostituire una bella bistecca con un mazzetto di asparagi. Dubito che esista una soluzione perfetta che ci vede tutti vegetariani e spensierati, ma una piccola parte possiamo farla anche noi, magari riducendo il consumo di carne. Anche perché prima o poi sarà necessario: con la popolazione mondiale che raggiungerà i <strong>nove miliardi</strong> nel 2050 dovremo riprenderci circa il 25% della terra su cui ora vivono le mucche.</p>
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      <title>Con Shimon Peres se ne è andato un altro “grande del mondo”</title>
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      <pubDate>Thu, 06 Oct 2016 10:30:49 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Gaia Lamperti]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[funerali]]></category>
      <category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
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      <category><![CDATA[Shimon Peres]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Gerusalemme. 30 settembre 2016. Ci sono tutti quelli che contano: Obama, Hollande, Renzi, Netanyahu, Abbas, Bill Clinton, il principe Carlo, i reali spagnoli e molti altri. La bandiera biancoazzurra con la stella di David che troneggia al centro avvolge la bara, come un neonato in fasce. Tantissime kippah, tradizionale copricapo ebraico, emergono fra la marea di teste che assistono alla cerimonia; un segno di rispetto per un uomo che il rispetto se lo è meritato tutto. Shimon Peres, due volte premier, ex presidente israeliano e Premio Nobel per la pace, è morto il 28 settembre all&#8217;età di 93 anni in seguito alle complicazioni di un ictus. Lo scorso venerdí si sono tenuti i funerali per l&#8217;ultimo addio a quello che è stato &#8220;un grande del mondo&#8221; come lo ha ricordato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. Ma chi era shimon peres? Il tono fermo, lo sguardo dolce e i modi pacati di quando teneva i suoi discorsi non tradivano la caparbietà e la forza d&#8217;animo che c&#8217;era dietro questo uomo che ha fatto la storia di un paese, come lo stato di Israele, la cui storia non è mai stata semplice. Shimon nasce nel 1923 in un paesino dell&#8217;attuale Bielorussia da una modesta famiglia che dopo pochi anni dalla sua nascita emigra in Palestina, a Tel Aviv. Qui compie i primi studi e fin da subito si dimostra una figura brillante ed attiva nel panorama sionista diventando, a soli vent&#8217;anni, segretario del movimento giovanile laburista e prendendo parte nel &#8217;46 al Congresso Mondiale Sionista. Partecipa anche alla guerra di indipendenza per lo Stato israeliano, prima arruolato come militare nelle Forze di Difesa Israeliane...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2016/10/06/shimon-peres-ne-andato-un-grande-del-mondo">Con Shimon Peres se ne è andato un altro &#8220;grande del mondo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Gerusalemme. 30 settembre 2016. Ci sono tutti quelli che contano: Obama, Hollande, Renzi, Netanyahu, Abbas, Bill Clinton, il principe Carlo, i reali spagnoli e molti altri. </span><br />
<span style="color: #333333;"> La bandiera biancoazzurra con la stella di David che troneggia al centro avvolge la bara, come un neonato in fasce. Tantissime <em>kippah</em>, tradizionale copricapo ebraico, emergono fra la marea di teste che assistono alla cerimonia; un segno di rispetto per un uomo che il rispetto se lo è meritato tutto.</span></p>
<div id="attachment_294" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-294" src="http://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/10/funerali-peres-3.jpg" alt="bara Peres" width="980" height="648" /><p class="wp-caption-text">La famiglia dietro la bara di Shimon Peres ai suoi funerali &#8211; Gerusalemme, 30 settembre 2016<br />(GIL COHEN-MAGEN/AFP/Getty Images)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><strong>Shimon Peres</strong>, due volte premier, ex presidente israeliano e Premio Nobel per la pace, è morto il <strong>28 settembre</strong> all&#8217;età di 93 anni in seguito alle complicazioni di un ictus. Lo scorso venerdí si sono tenuti i funerali per l&#8217;ultimo addio a quello che è stato &#8220;un grande del mondo&#8221; come lo ha ricordato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.<span id="more-285"></span></span></p>
<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Ma chi era shimon peres?</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Il tono fermo, lo sguardo dolce e i modi pacati di quando teneva i suoi discorsi non tradivano la caparbietà e la forza d&#8217;animo che c&#8217;era dietro questo uomo che ha fatto la storia di un paese, come lo stato di Israele, la cui storia non è mai stata semplice.</span></p>
<div id="attachment_299" style="width: 2418px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-299" src="http://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/10/1474026055-shimon-peres.jpg" alt="Shimon Peres" width="2408" height="1732" /><p class="wp-caption-text">(AFP PHOTO/ERIC FEFERBERG)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Shimon nasce nel <strong>1923</strong> in un paesino dell&#8217;attuale Bielorussia da una modesta famiglia che dopo pochi anni dalla sua nascita emigra in Palestina, a Tel Aviv. Qui compie i primi studi e fin da subito si dimostra una figura brillante ed attiva nel panorama sionista diventando, a soli vent&#8217;anni, segretario del <strong>movimento giovanile laburista</strong> e prendendo parte nel &#8217;46 al <strong>Congresso Mondiale Sionista</strong>. Partecipa anche alla guerra di indipendenza per lo Stato israeliano, prima arruolato come militare nelle <strong>Forze di Difesa Israeliane</strong> e poi come capo della marina. </span><br />
<span style="color: #333333;"> I suoi successi lo portano fin negli Stati Uniti dove termina gli studi alla New York School for Social Research e dove frequenta Harvard.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">È solo negli annni &#8217;50 però, quando ritorna in patria, che Shimon comincia veramente il suo <em style="color: #000000;">cursus </em><i>honorum</i>: direttore generale del Ministero della Difesa, membro del Parlamento Israeliano, cofondatore del nuovo <strong>Partito Laburista Israeliano. </strong></span><br />
<span style="color: #333333;"> Dopo aver ricoperto  questi ed altri importanti ruoli nel governo nazionale, nel 1974 si candida finalmente per la prima volta come<strong> Primo Ministro</strong>. Riesce ad ottenere l&#8217;incarico solo nel 1977, anche se non per molto e continua a candidarsi lungo tutti gli anni &#8217;80 e primi &#8217;90, alternando il ruolo di premierato a quello di <strong>ministro degli Esteri e delle Finanze.</strong></span></p>
<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Premio nobel e presidenza</span></h1>
<div id="attachment_297" style="width: 1290px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-297" src="http://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/10/WCCOR1_0I6NIEBR.jpg" alt="Premio Nobel per la pace " width="1280" height="835" /><p class="wp-caption-text">Nel 1994 a Shimon Peres viene assegnato il Premio Nobel per la Pace insieme a Yitzhak Rabin e Yasser Arafat. (REUTERS)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Ma l&#8217;apice della sua carriera politica arriva a metà degli anni &#8217;90 con il <strong>Premio Nobel per la pace,</strong> assegnatoli nel <strong>1994</strong> insieme a Yitzhak Rabin e Yasser Arafat in quanto architetto degli <a style="color: #333333;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accordi_di_Oslo">Accordi di Oslo</a>, ancora oggi considerato uno degli accordi internazionali più importanti del Secondo dopoguerra. Si trattava infatti del frutto di una serie di negoziati che Peres stesso aveva tenuto per lungo tempo in segreto con <strong>l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP)</strong>, associazione con l&#8217;obiettivo dell’emancipazione del popolo palestinese, anche attraverso la lotta armata. Questi incontri furono finalizzati al raggiungimento di un&#8217;intesa fra le due parti e vertevano su questioni quali il ritiro delle forze israeliane da alcune zone critiche, la creazione dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese e la suddivisione di aree come la Striscia di Gaza e la Cisgiordania sotto diverse autorità territoriali. </span><span style="color: #333333;">Il suo ruolo si rivelò indispensabile per la strenua difesa della pace e del dialogo con i palestinesi e per l&#8217;impegno da lui dimostrato nella ricerca di una soluzione al conflitto israelo-palestinese. Per la sua instancabile caparbietà f</span><span style="color: #333333;">u addirittura paragonato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sisifo">Sisifo,</a> personaggio che, nella mitologia greca, era dannato per l&#8217;eternità a trasportare sulle sue spalle un enorme masso fino alla cima di un monte, dal quale il masso continuava puntualmente a cadere giù, e così di nuovo all&#8217;infinito. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Il suo lato più umano non mancò di mostrare comunque debolezze e fasi meno limpide nel gestire le grosse responsabilità della sua carriera di Primo Ministro che non fu fatta solo di luci ma anche di qualche ombra. L&#8217;esempio più eclatante rimane l&#8217;autorizzazione nel 1996 di un attacco aereo su di un edificio in territorio palestinese sospettato di essere un covo di<em> hezbollah</em> ma che, in realtà, si rivelò essere un rifugio di civili. Questo attacco  provocò l&#8217;uccisione di oltre un centinaio di innocenti, fra cui quasi una quarantina di bambini e, per la sua portata, venne ricordato come <strong>Strage di Cana.</strong> La questione è stata e continua ad essere ancora oggi oggetto di discussioni e dibattiti irrisolti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Qualche anno dopo, a coronamento di una carriera che rimane comunque ammirevole, nel giugno del<strong> 2007</strong>  Shimon Peres fu eletto nono <strong>presidente dello Stato di Israele</strong>, carica che mantenne fino al 2014 e che gli procurò grandissima popolarità fra l&#8217;opinione pubblica. In tutti questi ultimi anni ha continuato a perseverare con il suo atteggiamento di apertura nei confronti dei palestinesi; portando anche avanti trattative segrete con americani, palestinesi e giordani per ottenere avanzamenti in nome di quella pace da lui sempre ambita con fervore. </span></p>
<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Il padre di israele</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Lo scorso gennaio i primi acciacchi: Peres, novataduenne, viene ricoverato per problemi cardiaci.<br />
Il 13 settembre è colto da un&#8217;ischemia cerebrale, muore due settimane dopo a Tel Aviv. </span><br />
<span style="color: #333333;"> Israele è distrutta, ha perso un altro dei suoi padri fondatori e, soprattutto, uno di quegli uomini ormai infrequenti dal grande coraggio e determinazione. A guidarla al momento resta il presidente Reuvem Rivlin e il primo ministro Benyamin Netanyahu, il quale al funerale ha salutato la salma con queste parole: </span></p>
<blockquote><p><span style="color: #333333;"><em>“Nel Medio Oriente in tumulto in cui solo i forti resistono, non si raggiungerà la pace se non garantendo la nostra potenza. Ma gli obiettivi sono la prosperità e la pace, per noi e per i nostri vicini”.</em> </span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">A questo punto, speriamo solo che tutto quello che Shimon ha fatto durante la sua vita non sia stato vano.</span></p>
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      <title>Il mito di Jesse Owens: come le Olimpiadi dovrebbero essere</title>
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      <comments>https://tasc.it/2016/09/27/mito-jesse-owens-olimpiadi#comments</comments>
      <pubDate>Tue, 27 Sep 2016 10:30:07 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Giulia Colangeli]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Inspirational]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
      <category><![CDATA[Fratellanza]]></category>
      <category><![CDATA[guerra]]></category>
      <category><![CDATA[Jesse Owens]]></category>
      <category><![CDATA[Luz Long]]></category>
      <category><![CDATA[Olimpiadi]]></category>
      <category><![CDATA[pace]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In occasione delle appena concluse Olimpiadi di Rio 2016 è forse puntuale ricordare al mondo cosa significano quei cinque anelli colorati.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>È risaputo che l’opinione pubblica pretende una sua versione dei fatti, forse più bella, forse più scenografica, spesso errata. Umanizzare i miti risulta sempre un’impresa ardua, ma è necessario smetterla di diffondere solamente fantasie e raccontare la realtà. In occasione delle <strong>Olimpiadi di Rio 2016</strong> appena concluse è forse puntuale ricordare al mondo cosa significano quei cinque anelli colorati, l’uno incastrato nell’altro.</p>
<h1><strong>Un giovane talento</strong></h1>
<p><strong>James Cleveland Owens</strong>, nato in Alabama il 12 Settembre 1913 e trasferitosi successivamente in Ohio, fin da bambino conobbe discriminazione, fame e povertà, affrontando gli anni della Grande Depressione.<br />
Studiò in ciò che noi chiameremmo istituto tecnico, in seguito lavorò in un negozio di scarpe e iniziò a <strong>correre</strong>: come hobby, come valvola di sfogo, per passione.</p>
<p>Subito dimostrò una notevole predisposizione per lo sport e in particolare per la corsa e il salto in lungo, tanto che il 25 maggio 1935 al <em>Big Ten meet</em> di Ann Arbor, nel Michigan, stabilì ed eguagliò in tutto 6 record mondiali.</p>
<p>Non ci furono più dubbi, prima o poi Jesse Owens sarebbe diventato qualcuno.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61848" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/jesse-owens1-1.jpg" alt="jesse owens olimpiadi" width="500" height="300" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/jesse-owens1-1.jpg 500w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/jesse-owens1-1-300x180.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/jesse-owens1-1-250x150.jpg 250w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />
<h1><strong>Il mito alle olimpiadi</strong></h1>
<p>Le <strong>olimpiadi del 1936</strong>, disputatesi a <strong>Berlino</strong>, furono decisive per il ventitreenne: ottenne quattro medaglie d’oro in quattro differenti specialità, ma la vittoria che lo rese leggenda fu quella del 4 agosto, il salto in lungo.</p>
<p>I più quotati erano Owens e Luz Long, suo avversario; dietro la maschera e il mito dei due si nascondeva però un legame più profondo: il nero americano e l’atleta tedesco erano infatti diventati amici, quasi a dispetto delle profonde tensioni politiche di allora tra la Germania Nazista e gli Stati Uniti.</p>
<p>Durante le qualificazioni alla finale di salto in lungo, contemporaneamente correvano le batterie dei 200 metri. Questo fu per Owens motivo di distrazione, tanto che sbagliò i primi due salti.</p>
<p>A quel punto, inaspettatamente, fu Long ad avvicinarsi per confortare l’avversario: gli consigliò di partire con la rincorsa più indietro di una trentina di centimetri, conoscendo bene la pedana dello stadio.</p>
<p>James seguì il suggerimento e riuscì così a qualificarsi per la finale (disputatasi il suddetto 4 agosto, con la vittoria inequivocabile di Owens per 8,06 m contro i 7,87 di Long).</p>
<h1><strong>Fraintendimenti</strong></h1>
<p>La storia racconta che durante tale incontro fosse presente <strong>Adolf Hitler</strong> tra gli spalti: dopotutto le Olimpiadi sarebbero dovute essere un’occasione per fare ulteriore propaganda Nazista e soprattutto per rafforzare la convinzione – tra i tedeschi – della superiorità della razza ariana: per molto tempo fu creduta la storia secondo la quale il Führer sarebbe uscito dallo stadio senza stringere la mano al vincitore americano.</p>
<p>La realtà però è un’altra, poiché lo stesso Owens nella sua biografia afferma semplicemente: <em>«Dopo essere sceso dal podio del vincitore, passai davanti alla tribuna d&#8217;onore per rientrare negli spogliatoi. Il Cancelliere tedesco mi fissò, si alzò e mi salutò agitando la mano. Io feci altrettanto, rispondendo al saluto. Penso che giornalisti e scrittori mostrarono cattivo gusto inventando poi un&#8217;ostilità che non ci fu affatto.»</em></p>
<h1><em> </em><strong>Il sostegno di un amico</strong></h1>
<p>Ad ogni modo al termine della competizione fu proprio <strong>Luz Long</strong> a congratularsi per primo con lo statunitense, suggellando ulteriormente un patto d’amicizia che sarebbe durato molto a lungo.<br />
Nei successivi anni i due si mantennero in contatto, addirittura il tedesco gli annunciò per iscritto – durante la Guerra Mondiale – che la moglie a breve avrebbe dato alla luce suo figlio.</p>
<p>Finisce però in tragedia la vita di Long: il 14 luglio 1943, alla giovane età di 30 anni, muore nella battaglia di Cassino dopo aver riportato gravi ferite.</p>
<p>Al termine del conflitto Jesse Owens impiegò qualche tempo al fine di rintracciare la famiglia dell’amico caduto, con successo: diversi anni dopo verrà invitato in qualità di ospite d’onore al matrimonio del figlio di Luz, in memoria di un’amicizia salda e radicata, nonostante tutto.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61850" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/JesseOwens-Free-1.jpg" alt="jesse owens sul podio " width="750" height="500" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/JesseOwens-Free-1.jpg 750w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/JesseOwens-Free-1-300x200.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/JesseOwens-Free-1-250x167.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/JesseOwens-Free-1-550x367.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/JesseOwens-Free-1-270x180.jpg 270w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/JesseOwens-Free-1-450x300.jpg 450w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />
<h1><strong>Fratellanza? È possibile</strong></h1>
<p>Per quanto possa essere vero che “<em>Ci insegnano a ricordare le idee e non l&#8217;uomo, perché l&#8217;uomo può fallire. L&#8217;uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato</em>” mentre le idee possono cambiare il mondo anche a distanza di secoli, come ci viene ricordato dal rinomato film “<strong>V per Vendetta</strong>”, a volte è possibile che l’esempio materiale dell’uomo risulti più efficace di qualsiasi bel discorso.</p>
<p>Un bianco e un nero, un tedesco e un americano, nemici sul campo di battaglia e avversari in pedana, senza necessità di fingere una pace che comunque poco dopo non si sarebbe realizzata… ma prima di tutto, due esseri umani.</p>
<p>Questa è l’impresa che <strong>Jesse Owens</strong> e <strong>Luz Long</strong> hanno compiuto quel 4 agosto 1936: hanno dipinto con coraggio il significato di <strong>fratellanza</strong> e di <strong>pace</strong>, nonostante quello stesso disegno sarebbe stato a breve infangato; e ancora oggi, dopo 80 anni dal loro piccolo miracolo, continuiamo ad aver bisogno di meravigliosi esseri umani, non di idee.</p>
<p>L’unione, la cooperazione, l’appartenenza ad uno stesso pianeta non bastano a decretare la nostra uguaglianza?</p>
<p>Forse è vero che una scelta sbagliata nella storia porterà sempre ad una catena di eventi impossibile da gestire, che mai saremo capaci di aggiustare completamente gli errori passati: eppure finché potremo affermare di avere (o aver avuto) tra noi dei Jesse Owens e dei Luz Long, il genere umano non avrà fallito del tutto.</p>
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      <title>Adulting for beginners: soliloquio delle 4 del mattino</title>
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      <pubDate>Thu, 22 Sep 2016 10:00:57 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Guia Alessandra Cassanmagnago]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Inspirational]]></category>
      <category><![CDATA[Life Hacks]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[adulting]]></category>
      <category><![CDATA[fuori]]></category>
      <category><![CDATA[inspiration]]></category>
      <category><![CDATA[life hacks]]></category>
      <category><![CDATA[organizzarsi]]></category>
      <category><![CDATA[sede]]></category>
      <category><![CDATA[soli]]></category>
      <category><![CDATA[studio]]></category>
      <category><![CDATA[università]]></category>
      <category><![CDATA[vivere da soli]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Dormire di notte sembra la cosa più naturale ed ovvia del mondo, e per me è stata tale per tanto tempo da farmela dare per scontata. Ma, dopo il primo anno da universitaria, è una di quelle banalità che sono diventate piccole conquiste. La verità che ho scoperto quest’anno è che la normalità è faticosa; la quotidianità e la routine (ironia della sorte), non sono automatiche. Nell’istante in cui lasci la casa dove sei cresciuta e vai a vivere da sola, ti rendi conto di come tutto ciò che i tuoi genitori facevano sembrare così effortless sia in realtà penosamente difficile. Andare a letto ad un orario decente. Cucinare i pasti. Fare la spesa. Essere produttivi di giorno e dormire di notte, e non viceversa&#8230; Essere adulti è essere soli Dopo diciott’anni si pensa di avere certi meccanismi radicati dentro di sé, ed invece ti ritrovi senza alcun punto di riferimento; non c’è nessuno a dirti cosa fare e quando farlo, nessuno a urlarti di staccarti dal computer alle tre di notte o a fermarti dal mangiare cereali a pranzo e cena. Detto così sembra il paradiso. Certamente lo sembrava a me prima di sperimentarlo. Ma dopo otto mesi posso solo definirlo estenuante. Sono stati più i giorni in cui sentivo che tutto stesse scivolando fuori dal mio controllo di quelli in cui mi sono alzata dal letto prima delle 11. Poi arrivano le vacanze in cui torni a casa, dalla famiglia, e ti danni per capire come la vita gli venga così facile. Tutto (e tutti) funzionano così naturalmente da farti chiedere se tu abbia per caso vissuto tra i...</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<p>Dormire di notte sembra la cosa più naturale ed ovvia del mondo, e per me è stata tale per tanto tempo da farmela dare per scontata. Ma, dopo il primo anno da universitaria, è una di quelle banalità che sono diventate piccole conquiste. La verità che ho scoperto quest’anno è che la normalità è faticosa; la quotidianità e la routine (ironia della sorte), non sono automatiche. Nell’istante in cui lasci la casa dove sei cresciuta e vai a vivere da sola, ti rendi conto di come tutto ciò che i tuoi genitori facevano sembrare così <em>effortless</em> sia in realtà penosamente difficile. Andare a letto ad un <strong>orario</strong> <strong>decente</strong>. Cucinare i pasti. Fare la spesa. <strong>Essere</strong> <strong>produttivi</strong> di giorno e dormire di notte, e non viceversa&#8230;</p>
<h2>Essere adulti è essere soli</h2>
<p>Dopo diciott’anni si pensa di avere certi meccanismi radicati dentro di sé, ed invece ti ritrovi senza alcun punto di riferimento; non c’è <strong>nessuno</strong> a dirti cosa fare e quando farlo, nessuno a urlarti di staccarti dal computer alle tre di notte o a fermarti dal mangiare cereali a pranzo e cena. Detto così sembra il paradiso. Certamente lo sembrava a me prima di sperimentarlo. Ma dopo otto mesi posso solo definirlo estenuante. Sono stati più i giorni in cui sentivo che tutto stesse scivolando fuori dal mio controllo di quelli in cui mi sono alzata dal letto prima delle 11.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61843" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina.jpg" alt="letto" width="1280" height="831" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-300x195.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-768x499.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-800x519.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-250x162.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-550x357.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-277x180.jpg 277w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-462x300.jpg 462w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/copertina-770x500.jpg 770w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<p>Poi arrivano le vacanze in cui torni a casa, dalla famiglia, e ti danni per capire come la vita gli venga così facile. Tutto (e tutti) funzionano così naturalmente da farti chiedere se tu abbia per caso vissuto tra i lupi per otto mesi, a voler far colazione alle due di pomeriggio e poi guardare la luna fino alle quattro di mattina. Li invidi. Che cosa meravigliosa l’essere funzionali, l’essere adulti.</p>
<h2>Fake it &#8216;til you make it</h2>
<p>Tu, sebbene biologicamente adulta, parli ancora dei “<em>grandi</em>” con lo stesso distacco di quando avevi sette anni. Eppure datti un’occhiata: guidi. Vivi da sola. Hai due lavori. Certamente hai avuto le tue cadute, ma, bene o male, non sei morta di fame. Bene o male non sei al verde. Hai preso appuntamento dal medico quando non stavi bene e hai pagato le tasse quando dovevi pagarle. Hai firmato contratti e sei stata iniziata ai riti oscuri dei consigli comunali e della pulizia della moquette. E forse è così che si comincia: forse <strong>diventare</strong> <strong>adulti</strong> significa solo dover fare cose che non si aveva la benché minima idea di come fare finché non le si è fatte.</p>
<p>Tornare a vivere sotto lo stesso tetto dei tuoi, anche per qualche giorno, pare una retrocessione all’infanzia. Proprio per questo sembra impossibile che sia la quotidianità di tanti tuoi coetanei, vivere ancora con gente che gli dà delle coordinate e gli semplifica la vita. Ti sembra strano che non abbiano mai dovuto picchiare la testa contro una caldaia che non funziona a metà Gennaio o contro tante altre poetiche realtà. Ti sembra assurdo che tu stessa, fino a nove mesi prima, vivevi in vacanza e non lo sapevi.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61845" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318.jpg" alt="ragazza pensierosa" width="1876" height="1400" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318.jpg 1876w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-300x224.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-768x573.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-800x597.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-250x187.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-550x410.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-241x180.jpg 241w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-402x300.jpg 402w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/IMG_2318-670x500.jpg 670w" sizes="(max-width: 1876px) 100vw, 1876px" />
<h2>Just keep swimming</h2>
<p>La routine è la cosa più difficile da crearsi quando si vive da soli per la prima volta. Ci saranno giorni in cui non saprai da che parte cominciare, giorni in cui avrai paura di aver sbagliato tutto e giorni in cui ti sembrerà di fare una fatica della miseria solo per stare a galla; ma è normale, non avevi mai nuotato con tutto questo peso addosso.</p>
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<div class="column">
<p>La mia speranza sta nel ripetermi che la vertigine davanti al vuoto è naturale, e che l’unico a non aver mai paura di sbagliare è chi non ha scelta. Noi invece, alla nostra età, ci troviamo proprio a constatare per la prima volta l’incombenza della libertà.<br />
E se anche mi pesano quei giorni in cui la uso in modo tutt’altro che adulto, mi consola sapere che <strong>non</strong> <strong>sono</strong> <strong>l’unica</strong> e che, sotto sotto, <strong>stiamo tutti andando avanti a tentoni</strong>.</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2016/09/22/adulting-for-beginners-soliloquio-delle-4-del-mattino">Adulting for beginners: soliloquio delle 4 del mattino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>Satira: istruzioni per l’uso</title>
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      <pubDate>Tue, 20 Sep 2016 10:00:18 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Andrea Fusco]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Inspirational]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[amatrice]]></category>
      <category><![CDATA[Charlie]]></category>
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      <category><![CDATA[comicità]]></category>
      <category><![CDATA[Francia]]></category>
      <category><![CDATA[genere letterario]]></category>
      <category><![CDATA[giornali]]></category>
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      <category><![CDATA[ironia]]></category>
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      <category><![CDATA[satira]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>In seguito alle vignette di Charlie Hebdo sui problemi derivati dal terremoto che ha colpito il centro Italia, è emerso per l’ennesima volta l’annoso problema riguardante la satira e il suo modo di porsi nei confronti dei lettori. Evitando di soffermarci troppo sulle vignette e sulle polemiche da esse scaturite, visto che sono già state sviscerate un po’ dovunque, vediamo un po’ come la satira in generale viene proposta e recepita. Il vacuo significato della satira, dell’ironia e della comicità post-moderna. La satira moderna, o post-moderna, ha perso, come l’ironia, ogni suo contenuto innovativo. A partire dagli anni cinquanta l’ironia, non importa se di tipo satirico o comico, aveva lo scopo di mettere in evidenza gli aspetti negativi della politica e della società. Negli ultimi anni la televisione e internet hanno inglobato la satira e, allo stesso tempo, la cultura consumistica di massa l’ha resa, al pari della comicità, un semplice ingranaggio della nostra società. Quello che la satira moderna propone è esattamente ciò che facevano decenni fa scrittori come Pynchon, Burroughs, De Lillo o Nabokov (giusto per citarne alcuni), e oggi chi propone soluzioni viene visto come un idealista o un romantico quando va bene, o un pazzo quando va male. Non mi sto inventando niente, lo stesso problema è stato rilevato alcuni anni fa, con un discorso più o meno simile, da David Foster Wallace il quale sosteneva (secondo me esagerando, ma non sbagliando del tutto) che in questo modo l’ironia si è trasformata da strumento di ribellione a sistema di schiavitù. L’evoluzione della satira Il progressivo appiattimento del genere satirico ha portato all’assunzione di un linguaggio sempre...</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>In seguito alle vignette di <em>Charlie</em> <em>Hebdo</em> sui problemi derivati dal terremoto che ha colpito il centro Italia, è emerso per l’ennesima volta l’annoso problema riguardante la satira e il suo modo di porsi nei confronti dei lettori. Evitando di soffermarci troppo sulle vignette e sulle polemiche da esse scaturite, visto che sono già state sviscerate un po’ dovunque, vediamo un po’ come la <strong>satira</strong> <strong>in</strong> <strong>generale</strong> viene proposta e recepita.<span id="more-234"></span></p>
<h2>Il vacuo significato della satira, dell’ironia e della comicità post-moderna.</h2>
<img class="alignnone size-full wp-image-61838" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1.jpg" alt="cos'è la satira?" width="960" height="390" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1.jpg 960w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1-300x122.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1-768x312.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1-800x325.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1-250x102.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1-550x223.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1-443x180.jpg 443w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/satira-1-738x300.jpg 738w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" />
<p>La satira moderna, o post-moderna, ha perso, come l’ironia, ogni suo <strong>contenuto</strong> <strong>innovativo</strong>. A partire dagli anni cinquanta l’ironia, non importa se di tipo satirico o comico, aveva lo scopo di mettere in evidenza gli aspetti negativi della politica e della società. Negli ultimi anni la televisione e internet hanno inglobato la satira e, allo stesso tempo, la cultura consumistica di massa l’ha resa, al pari della comicità, un semplice <strong>ingranaggio</strong> <strong>della</strong> <strong>nostra</strong> <strong>società</strong>.</p>
<p>Quello che la satira moderna propone è esattamente ciò che facevano decenni fa scrittori come <em>Pynchon</em>, <em>Burroughs</em>, <em>De Lillo</em> o <em>Nabokov</em> (giusto per citarne alcuni), e oggi chi propone soluzioni viene visto come un idealista o un romantico quando va bene, o un pazzo quando va male. Non mi sto inventando niente, lo stesso problema è stato rilevato alcuni anni fa, con un <a href="http://www.minimaetmoralia.it/wp/perle-wallaciane/">discorso più o meno simile</a>, da <em>David Foster Wallace</em> il quale sosteneva (secondo me esagerando, ma non sbagliando del tutto) che in questo modo l’<strong>ironia</strong> si è trasformata da strumento di ribellione a <strong>sistema di schiavitù</strong>.</p>
<h2>L’evoluzione della satira</h2>
<img class="alignnone size-full wp-image-61839" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1.jpg" alt="charlie hebdo mafia" width="1280" height="960" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-300x225.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-768x576.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-800x600.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-250x188.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-550x413.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-240x180.jpg 240w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-400x300.jpg 400w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/09/charlie_hebdo_mafia-1-667x500.jpg 667w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<p>Il progressivo appiattimento del genere satirico ha portato all’assunzione di un linguaggio sempre più colorito e di argomenti sempre più squallidi. Non mi si accusi di <strong>bigottismo</strong>, ma gran parte delle vignette di <em>Charlie</em> <em>Hebdo</em> a me sembra di cattivo gusto. Poi è logico che sono liberi di scrivere ciò che vogliono come vogliono, purché questa tendenza a cercare riparo dietro la libertà di espressione non sia solo una scusa per nascondere l’effettiva assenza di contenuti.</p>
<p>La libertà, impugnata in questo modo, diventa un semplice pretesto per dire tutto quello che passa per la testa senza entrare nel merito di ciò che si sta dicendo. Ma non è nemmeno questo il problema più grande. L’aspetto che più sorprende è come un po’ tutta la satira fatichi a mettersi di traverso rispetto agli <strong>argomenti</strong> <strong>mainstream</strong>. Un fattore alleviato in parte da internet, dove si trova chi riesce a parlare di argomenti non trattati dai telegiornali, ma sembra comunque troppo poco per parlare di <strong>movimento</strong> <strong>alternativo</strong>.</p>
<p>Resta il fatto che la satira non solo, come dicevamo prima, non pone soluzioni, ma, analizzando problemi mainstream, il più delle volte sfocia nel <strong>qualunquismo</strong>. Visto che parliamo delle vignette di <em>Charlie</em> <em>Hebdo</em>, basta fare riferimento alla seconda vignetta del giornale satirico riguardanti il terremoto: parlare di <strong>Mafia</strong> che costruisce case in Italia (quando la Mafia ha un giro d’affari che comprende tutte le nazioni del mondo, <strong>Francia</strong> <strong>compresa</strong>) è qualcosa di una banalità disarmante. Di conseguenza, con il processo di appiattimento del genere satirico, assistiamo allo svuotamento del significato di ironia e il progressivo declino del genere satirico.</p>
<h2>Un genere giunto a un punto morto</h2>
<p>Il genere satirico ha perso tutto il suo mordente e i contenuti che aveva ed ha ancora oggi grazie agli scrittori di cui si diceva prima. Per fortuna qualche eccezione c’è, ma agisce sempre nello stesso contesto. Un contesto incapace di <strong>avviare</strong> <strong>una</strong> <strong>discussione</strong> <strong>seria</strong> sull’argomento satira e sul ruolo che può avere oggi in un mondo in continuo cambiamento. Il genere dovrebbe essere in grado di reinventarsi per avere anche un fine pratico e <strong>non solo di denuncia</strong>, cosa che accade in occasioni rarissime, e più per merito del pubblico.</p>
<p>Le risposte alle domande poste in questo articolo, ammesso che ci siano, non possono essere trovate in modo semplice. L’intento dell’articolo, si spera, è quello di sollevare una questione importante senza alimentare ulteriori (e inutili) polemiche su quanto abbia ragione o torto o su quanto dobbiamo alla redazione di <em>Charlie Hebdo</em>. Perché di questo passo, non si va da nessuna parte.</p>
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      <title>Bidtotrip: quando le vacanze si comprano all’asta</title>
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      <pubDate>Thu, 04 Aug 2016 10:30:53 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Gaia Lamperti]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Lo chiamano l&#8217;eBay dei viaggi e sono già in tantissimi quelli che grazie a Bidtotrip si sono convertiti alle luxury holidays ad un prezzo super cheap. Se tutto questo vi sembra un ossimoro insolvibile aspettate un po&#8217; che vi spieghi come funziona questa nuovissima startup figlia di tre brillanti e giovani menti italiane. COS&#8217;È Bidtotrip? Avete presente tutti quei fantastici hotel/resort/luxuryclubs e chi più ne ha più ne metta (insomma avete capito: le vacanze dei ricchi)  che trovate solo su riviste di viaggi o nelle pubblicità di agenzie  turistiche ma di cui non vi arrischiereste mai nemmeno a dare un occhio ai prezzi perché sapete benissimo che non potrete permetterveli  nemmeno dopo aver venduto tutti i vostri gioielli, la casa e i  familiari?  Ecco ora grazie a Bidtotrip finalmente è arrivata la vostra rivincita. &#8220;Ho scelto Bidtotrip perché ti dà la possibilità di scegliere il viaggio che vuoi, al prezzo che vuoi e senza vincoli temporali, offrendoti la possibilità di prenotare quando preferisci entro 6 mesi” Lorenzo, 37 anni Si tratta infatti di un promettente sito web (per ora ancora niente app ma la stiamo già attendendo con fervore) che permette a chiunque, previa iscrizione gratuita, di soggiornare in hotel superlusso di tutta Europa  con sconti del 70%, 80% e fino al 90%  sul prezzo originale. COME FUNZIONA? &#8220;Ma come è possibile?&#8221; vi starete sicuramente chiedendo. In realtà è davvero tutto molto semplice e trasparente e si basa su tre semplici mosse; eccole così come le illustra il sito stesso: SCEGLI LA DESTINAZIONE CHE PREFERISCI: vengono aperte parecchie aste, diversificate per destinazione e pacchetto di soggiorno, basta scegliere fra le tante mete...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2016/08/04/bidtotrip-vacanze-allasta">Bidtotrip: quando le vacanze si comprano all&#8217;asta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Lo chiamano l&#8217;eBay dei viaggi e sono già in tantissimi quelli che grazie a Bidtotrip si sono convertiti alle <em>l</em><em>uxury holidays</em> ad un prezzo super<em> cheap</em>. Se tutto questo vi sembra un ossimoro insolvibile aspettate un po&#8217; che vi spieghi come funziona questa nuovissima startup figlia di tre brillanti e giovani <a href="https://www.bidtotrip.com/it/about-us">menti italiane</a>.</p>
<p><span id="more-61806"></span></p>
<h2>COS&#8217;È Bidtotrip?</h2>
<p>Avete presente tutti quei fantastici hotel/resort/luxuryclubs e chi più ne ha più ne metta (insomma avete capito: le vacanze dei ricchi)  che trovate solo su riviste di viaggi o nelle pubblicità di agenzie  turistiche ma di cui non vi arrischiereste mai nemmeno a dare un occhio ai prezzi perché sapete benissimo che non potrete permetterveli  nemmeno dopo aver venduto tutti i vostri gioielli, la casa e i  familiari?  Ecco ora grazie a Bidtotrip finalmente è arrivata la vostra rivincita.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ho scelto Bidtotrip perché ti dà la possibilità di scegliere il viaggio che vuoi, al prezzo che vuoi e senza vincoli temporali, offrendoti la possibilità di prenotare quando preferisci entro 6 mesi” Lorenzo, 37 anni</p></blockquote>
<p>Si tratta infatti di un promettente <a href="https://www.bidtotrip.com/it">sito web </a>(per ora ancora niente app ma la stiamo già attendendo con fervore) che permette a chiunque, previa <strong>iscrizione <span style="text-decoration: underline;">gratuita</span></strong>, di soggiornare in hotel superlusso di tutta Europa  con sconti del 70%, 80% e fino al 90%  sul prezzo originale.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61835" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51.png" alt="prezzi sul sito bid to trip" width="1440" height="900" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51.png 1440w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51-300x188.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51-768x480.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51-800x500.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51-250x156.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51-550x344.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51-288x180.png 288w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Screen-Shot-2016-07-27-at-17.22.51-480x300.png 480w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" />
<h2>COME FUNZIONA?</h2>
<p><em>&#8220;Ma come è possibile?&#8221;</em> vi starete sicuramente chiedendo. In realtà è davvero tutto molto semplice e trasparente e si basa su tre semplici mosse; eccole così come le illustra il sito stesso:</p>
<ol>
<li>SCEGLI LA DESTINAZIONE CHE PREFERISCI: vengono aperte parecchie aste, diversificate per destinazione e pacchetto di soggiorno, basta scegliere fra le tante mete proposte quella che risponde di più alle proprie esigenze ed iscriversi a quell&#8217;asta.  Le aste sono contrassegnate da tre diversi colori: in <span style="text-decoration: underline;">verde</span> quando sono aperte e si possono liberamente fare offerte, in <span style="text-decoration: underline;">blu</span> quando stanno raccogliendo iscrizioni ma non hanno ancora raggiunto il numero minimo di partecipanti per prendere il via e in <span style="text-decoration: underline;">rosso</span> quando invece si sono già concluse con un vincitore. La durata media di un&#8217;asta va dai 4 ai 10 giorni.</li>
<li>DECIDI IL PREZZO E VINCI L&#8217;ASTA: dopo esserti iscritto puoi liberamente fare la tua offerta. Ma cosa si punta? In Bidtotrip si paga in <strong>Trip Points, </strong>ovvero dei punti cumulabili grazie ai quali è possibile iscriversi e partecipare alle aste. Ne vengono accreditati 1000 in regalo al momento dell&#8217;iscrizione al sito ed in seguito se ne possono ottenere altri condividendo news e aste sui propri social, invitando i propri amici ad iscriversi alla pagina, oppure semplicemente comprandoli direttamente dal sito web con carta di credito o Paypal (per avere un&#8217;idea del rapporto Trip Points-valore effettivo, a 19.99€ se ne possono acquistare 2000).</li>
<li>PARTI QUANDO VUOI: per tutta la durata dell&#8217;asta viene sempre indicato il nome del vincitore in carica ma non quale sia la sua puntata (per scoprirla bisogna &#8220;spendere&#8221; 100 Trip Points). L&#8217;importante però è rimanere in testa fino alla fine perché, solo alla chiusura dell&#8217;asta, l&#8217;effettivo vincitore otterrà <span style="text-decoration: underline;">senza costi aggiuntivi</span> un coupon relativo al pacchetto dell&#8217;asta vinta con tutti i dettagli per la prenotazione (con validità di sei mesi, ponti e festività incluse) grazie al quale potrà partire per la sua combattuta e meritata vacanza!</li>
</ol>
<h2>Quali sono i vantaggi?</h2>
<img class="alignnone wp-image-61833 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table.jpg" alt="tavolino sul mare vacanza" width="1280" height="867" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-300x203.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-768x520.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-800x542.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-236x160.jpg 236w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-250x169.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-550x373.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-266x180.jpg 266w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-443x300.jpg 443w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/sea-holiday-vacation-table-738x500.jpg 738w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<p>Laura si è aggiudicata un weekend a Siviglia in un <em>luxury hotel</em> a 137€ al posto dei 600€ di valore effettivo, Federico è volato a Berlino spendendo solo 77€ invece di 620€ per un hotel&amp;spa del centro.</p>
<p>Sono stati gli stessi hotel di lusso ad ammettere che ogni giorno sempre più posti letto restano invenduti a causa della strenua competizione con le offerte low cost, e allora questo sembra proprio essere il miglior compromesso che venga incontro ad entrambi, turisti dal budget non così elastico e strutture inutilizzate.</p>
<p>Senza dire che avere per la prima volta l&#8217;ultima parola sul prezzo ed essere davvero noi a stabilire quale sia il valore che vogliamo (e possiamo) offrire per un viaggio da sogno sono sicuramente dei vantaggi mai trovati prima durante la fase, a volte angosciosa, di prenotazione delle vacanze. Qui invece partire diventa quasi un gioco, si <strong>elimina lo stress</strong> del dover prenotare in anticipo, del dover decidere a priori le date precise e ci si può lasciare tentare dal lusso senza sentirsi in colpa!</p>
<p>E di benefici ce ne sono anche per chi non vince: infatti molto spesso la struttura che ha indetto l&#8217;asta subito dopo la chiusura, attiva un sistema di vendite e offre a tutti i partecipanti degli <strong>sconti speciali</strong> che permettono di prenotare comunque a prezzi vantaggiosi.</p>
<blockquote><p>“Cercando su internet ho scoperto Bidtotrip, ho deciso di provare e mi sono aggiudicato un’asta per la Grecia a un prezzo scontatissimo. Io e mia moglie abbiamo soggiornato in un hotel a 5 stelle sul mare risparmiando il 70%, ci sembrava incredibile! Da allora ci siamo innamorati e viaggiamo solo con Bidtotrip” Daniel, 34 anni</p></blockquote>
<p>Se non vi ho ancora convinto, voi cominciate ad iscrivervi che è semplicissimo, gratuito e lo si può fare direttamente dal proprio profilo Facebook; al resto poi ci penseranno le allettanti destinazioni, per una volta, finalmente alla portata di tutti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2016/08/04/bidtotrip-vacanze-allasta">Bidtotrip: quando le vacanze si comprano all&#8217;asta</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <title>DNA Journey: ci sono più cose a unirci che a dividerci.</title>
      <link>https://tasc.it/2016/08/02/dna-journey-ci-piu-cose-unirci-dividerci</link>
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      <pubDate>Tue, 02 Aug 2016 10:00:07 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Serena Melgrati]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Inspirational]]></category>
      <category><![CDATA[Scienza]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[chi sei]]></category>
      <category><![CDATA[DNA]]></category>
      <category><![CDATA[DNA journey]]></category>
      <category><![CDATA[etnia]]></category>
      <category><![CDATA[genetica]]></category>
      <category><![CDATA[mettere in discussione]]></category>
      <category><![CDATA[momondo]]></category>
      <category><![CDATA[open]]></category>
      <category><![CDATA[radici]]></category>
      <category><![CDATA[uniti]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Un francese, un italiano, un egiziano e un giapponese si trovano in una stanza. Sebbene possa sembrare l’inizio di una barzelletta, oggi vi racconteremo una storia di radici ideata e sviluppata da Momondo ben più profonda. Immaginate di essere in quella stanza con gli altri quattro protagonisti. Probabilmente una delle prime considerazioni che vi verrebbero in mente, anche inconsciamente, sarebbe di notare le ovvie differenze di nazionalità, colore, lingua e cultura. D’altra parte, cosa potrebbe mai avere un italiano in comune con un egiziano? Ma come reagireste se scopriste di essere tutti cugini? L’esperimento di Momondo Questo esperimento fu proprio condotto da Momondo con il loro DNA Journey: raccogliere una moltitudine di persone di nazionalità e culture diverse per dimostrare quanto, in realtà, simili esse siano, attraverso un test del DNA. Un vero e proprio viaggio alla scoperta delle proprie radici antiche utilizzando uno dei mezzi più raffinati e affidabili a noi conosciuti, con lo scopo di sottolineare che “ci sono più cose a unirci che a dividerci”. Chi sei e da dove vieni? I partecipanti furono prima invitati a parlare del proprio sentimento di nazionalità, con una domanda che potrebbe sembrare banale, ma che permette di scoprire veramente ciò che una persona pensa di se stessa e delle proprie radici, ovvero “chi sei e da dove vieni?”. In molti risposero facendo riferimento al fatto che le loro famiglie avevano vissuto in quel Paese da generazioni, contribuendo alla vita della Nazione e trasmettendo la cultura, usi e costumi della stessa ai propri figli. Poco dopo, agli stessi partecipanti fu domandato se avessero una cultura o nazionalità che non condividessero o che...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2016/08/02/dna-journey-ci-piu-cose-unirci-dividerci">DNA Journey: ci sono più cose a unirci che a dividerci.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Un francese, un italiano, un egiziano e un giapponese si trovano in una stanza. Sebbene possa sembrare l’inizio di una barzelletta, oggi vi racconteremo una storia di radici ideata e sviluppata da <strong>Momondo</strong> ben più profonda. Immaginate di essere in quella stanza con gli altri quattro protagonisti. Probabilmente una delle prime considerazioni che vi verrebbero in mente, anche inconsciamente, sarebbe di notare le ovvie <strong>differenze</strong> di nazionalità, colore, lingua e cultura. D’altra parte, cosa potrebbe mai avere un italiano in comune con un egiziano? Ma come reagireste se scopriste di essere tutti cugini?</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61826" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest.jpg" alt="immondo dna journey" width="2540" height="1508" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest.jpg 2540w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-300x178.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-768x456.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-800x475.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-250x148.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-550x327.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-303x180.jpg 303w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-505x300.jpg 505w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/Momondo-DNA-journey-open-our-world_contest-842x500.jpg 842w" sizes="(max-width: 2540px) 100vw, 2540px" />
<h2>L’esperimento di Momondo</h2>
<p>Questo esperimento fu proprio condotto da Momondo con il loro <strong>DNA Journey</strong>: raccogliere una moltitudine di persone di nazionalità e culture diverse per dimostrare quanto, in realtà, simili esse siano, attraverso un <strong>test del DNA</strong>. Un vero e proprio <em>viaggio</em> alla scoperta delle proprie radici antiche utilizzando uno dei mezzi più raffinati e affidabili a noi conosciuti, con lo scopo di sottolineare che <em>“ci sono più cose a unirci che a dividerci”</em>.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61828" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney.jpg" alt="bambini indiani" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/DnaJourney-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<h2>Chi sei e da dove vieni?</h2>
<p>I partecipanti furono prima invitati a parlare del proprio sentimento di <strong>nazionalità</strong>, con una domanda che potrebbe sembrare banale, ma che permette di scoprire veramente ciò che una persona pensa di se stessa e delle proprie radici, ovvero <strong>“chi sei e da dove vieni?”</strong>. In molti risposero facendo riferimento al fatto che le loro famiglie avevano vissuto in quel Paese da generazioni, contribuendo alla vita della Nazione e trasmettendo la cultura, usi e costumi della stessa ai propri figli. Poco dopo, agli stessi partecipanti fu domandato se avessero una cultura o nazionalità che non condividessero o che sentissero lontana. Prevedibilmente, le motivazioni delle risposte variarono dai sentimenti più futili di antipatia “a pelle” fino ad arrivare a ragioni politiche riguardanti guerre e conflitti talvolta ancora in corso. Un sentimento in particolare spiccò nella maggior parte dei discorsi: considerare il proprio popolo migliore o addirittura più importante di altri, spesso senza nemmeno riuscire a proporre una giustificazione logica.</p>
<p>A questo punto, ai partecipanti fu richiesto di dare un campione di saliva da cui sarebbe stato poi estratto e analizzato il DNA. Il DNA è la molecola più personale e individuale che ci sia. Ne ereditiamo la metà da nostra madre e l’altra metà da nostro padre, creando tra possibilità di combinazioni quasi infinite <strong>una firma individuale e unica</strong>. A loro volta, i nostri avi ne ereditarono metà da entrambi i genitori, per cui è possibile rintracciare le nostre origini etniche o geografiche a migliaia di anni.</p>
<h1><img class="alignnone size-full wp-image-61829" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2.png" alt="albero genealogico" width="3027" height="1885" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2.png 3027w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-300x187.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-768x478.png 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-800x498.png 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-250x156.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-550x343.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-289x180.png 289w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-482x300.png 482w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/V_illustration2-803x500.png 803w" sizes="(max-width: 3027px) 100vw, 3027px" /></h1>
<h2>I risultati</h2>
<p>I risultati delle analisi colsero tutti con una dolceamara sorpresa. Anche il partecipante più patriottico scoprì di avere radici etniche antiche proprio del Popolo a lui più antipatico, e anche il partecipante più sicuro “al 100%” delle sue origini nazionalistiche scoprì in realtà di essere un gran misto di etnie diverse, arrivate non solo da Paesi lontani ma addirittura da altri continenti. Addirittura qualche partecipante trovò un parente lontano in quella stessa stanza.</p>
<p>In un momento come questo, in cui violenza, guerre e attentati terroristici alimentano i sentimenti nazionalistici e separatisti, Momondo dimostra con coraggio come, seppur ormai lontani, biologicamente <strong>siamo foglie dello stesso albero</strong>, generati da antiche radici comuni. Il DNA Journey punta a sfidare i muri innalzati per delimitare i confini: perché imporre una separazione che rafforza le differenze? Perché non imparare ad accettare di essere <strong>un’umanità unita</strong> accogliendo le diverse culture come valore e non come pretesto per allontanarci gli uni dagli altri? Il motto del progetto recita perfettamente questo concetto: <em>“un mondo aperto comincia da una mente aperta”</em>. Grazie ai trasporti veloci, ai servizi di comunicazione e alla tecnologia il mondo non è mai stato così piccolo, e DNA Journey non fa altro che sottolineare come per millenni l’uomo si sia spostato, mescolando e creando nuove etnie. <strong>È ancora necessario considerarci così diversi se sappiamo di essere un tutt’uno?</strong></p>
<img class="alignnone size-full wp-image-61830" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c.jpg" alt="Strangers discover their ancestry and the result is beautiful" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/08/dna-journey-ancestor-momondo-today-160613-tease_d04c598191fb3e2a840af50a6192f36c-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<h2>#LetsOpenOurWorld</h2>
<p>Il progetto DNA Journey non è finito qui: a breve sarà possibile partecipare anche dall’Italia per scoprire da dove veramente veniamo, e quanto abbiamo in comune con il resto del mondo.</p>
<blockquote><p>“Per celebrare la diversità nel mondo<br />
possiamo cercarla nel nostro DNA”.</p></blockquote>
<p>Siete pronti a mettere in discussione chi siete veramente?</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/tyaEQEmt5ls" width="720" height="405" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2016/08/02/dna-journey-ci-piu-cose-unirci-dividerci">DNA Journey: ci sono più cose a unirci che a dividerci.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
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    <item>
      <title>Perché vale la pena studiare le lingue morte?</title>
      <link>https://tasc.it/2016/07/28/perche-studiare-le-lingue-morte</link>
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      <pubDate>Thu, 28 Jul 2016 10:00:46 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Giulia Colangeli]]></dc:creator>
      <category><![CDATA[Arte]]></category>
      <category><![CDATA[Inspirational]]></category>
      <category><![CDATA[Scienza]]></category>
      <category><![CDATA[Tendenze]]></category>
      <category><![CDATA[classiche]]></category>
      <category><![CDATA[classico]]></category>
      <category><![CDATA[greco]]></category>
      <category><![CDATA[latino]]></category>
      <category><![CDATA[liceo]]></category>
      <category><![CDATA[lingue]]></category>
      <category><![CDATA[morte]]></category>
      <category><![CDATA[scientifico]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Sempre più studenti incappano in tale mistero almeno una volta nella propria carriera scolastica: perché studiare le lingue morte a scuola?</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tasc.it/2016/07/28/perche-studiare-le-lingue-morte">Perché vale la pena studiare le lingue morte?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://tasc.it">Tasc</a>.</p>
]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">In un periodo storico caratterizzato da condivisione veloce, risoluzione dei problemi immediata e apprendimento settoriale, sempre più studenti incappano in tale <i>mistero</i> almeno una volta nella propria carriera scolastica: perché studiare il <strong>greco</strong> e il <strong>latino </strong>(considerate da molti lingue morte), a scuola?</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Puntualmente ricevono le solite risposte &#8211; incomplete, per non dire superficiali &#8211; da insegnanti e genitori: «aprono la mente», «ci aiutano a comprendere il passato», «chi è bravo in latino lo è anche in matematica».</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">È scontato considerare le lingue “morte” capaci di modificare la nostra <i>forma mentis</i>, come dopotutto è da ritenere ovvia la comprensione (più o meno approfondita) di ciò che avveniva due, tre, quattromila anni fa, dopo aver studiato il modo che i nostri avi utilizzavano per comunicare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La verità è che il mondo che vediamo al di là dei nostri cancelli, non è poi così diverso da quello che fu e che molti sostengono sia giunto alla sua conclusione da un millennio o poco più.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ma cos’è che ancora oggi spinge centinaia di giovani uomini e giovani donne ad intraprendere <strong>studi classici</strong>? Quali sono i veri motivi per i quali i liceali &#8211; forse i meno motivati &#8211; si trovano a sbattere la testa su perifrastiche, aoristi e verbi deponenti? Perché studiamo lingue morte come il temutissimo greco e il sofferto <i>latinorum</i>? (N.d.r. I Promessi Sposi)</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La risposta è semplice e schematica:</span></p>
<ol>
<li class="p1"><span class="s1">In realtà non sono morte.</span></li>
<li class="p1">Ci appartengono più di quanto pensiamo.</li>
<li class="p1">Sono difficili.</li>
</ol>
<p class="p1"><span class="s1">…ma richiede una spiegazione più esaustiva.</span></p>
<p class="p1"><img class="full_screen_img alignnone wp-image-61822 size-full" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1.jpg" alt="vocabolario di latino - lingue morte" width="1280" height="571" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-300x134.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-768x343.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-800x357.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-250x112.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-550x245.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-404x180.jpg 404w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-673x300.jpg 673w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/vocabolario-latino-1-1121x500.jpg 1121w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Perchè sono Lingue non-morte</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Non ci sono dubbi, chiunque al giorno d’oggi verrebbe giudicato matto se</span> <span class="s1">indossasse la toga o magari il pallio, se provasse ad esprimersi in <strong>latino</strong> o in <strong>greco</strong>, eppure queste due meravigliose grammatiche, <i>volente </i>o<i> nolente</i>, sono ancora tra di noi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per prima cosa, basta riflettere sulle costruzioni delle lingue moderne: tralasciando le neolatine &#8211; ovviamente originatesi dal latino e dalle influenze che poi diedero vita a Italiano, Francese, Spagnolo, Romeno, Portoghese, ecc. &#8211; possiamo considerare il Tedesco, ad esempio.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le declinazioni e i casi sono rimasti nel tempo, alcune tipologie di verbi vengono posti alla fine (sospendendo la comprensione della frase fino all’ultima parola, che in latino era spesso e volentieri il verbo principale), per non parlare delle singole somiglianze tra parole, riconoscibili anche dai meno esperti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo poi,<strong> i modi dire</strong>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si potrebbe dedicare un’intera enciclopedia alle frasi idiomatiche riprese dal latino e rimaste in uso, anche e soprattutto per l’attualità dei contenuti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dopotutto, <i>historia magistra vitae</i>, e già questo potrebbe spingerci a saperne di più, senza dimenticare che è necessario possedere una <i>mens sana in corpore sano</i>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se si seguissero quasi <i>ad litteram </i>gli insegnamenti dei nostri avi, chiunque ne trarrebbe almeno una lezione che sembrerebbe essere stata scritta <i>ad personam</i>. </span><span class="s1"><i>In memoriam </i>di ciò che si ritiene erroneamente concluso <strong>*</strong>, perdoniamo tale innocente <i>lapsus </i>e ricordiamo che <i>errare humanum est</i>. </span><span class="s1">E pensare che ancora oggi il popolo ha bisogno di <i>panem et circenses</i>: forse duemila anni fa si trattava di gladiatori e bestie esotiche, oggi ci pensano i reality show…</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>* </b>sapevi che asterisco viene dal greco αστερίσκος e significa “stellina”?</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Perchè le lingue morte Sono dentro di noi</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Quando si studia la <strong>grammatica</strong> di una lingua, si scopre passo dopo passo il modo di pensare che la precede, la civiltà che ne fa uso, la sua storia, i suoi dolori, le sue gioie, le sue leggi, l’educazione che veniva impartita ai giovani, i ruoli.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Capire la <strong>cultura classica</strong> è un passaggio che a molti sembra opzionale, quando in realtà rappresenta un bisogno insito nella nostra natura: γνῶθι σεαυτόν, <i>conosci te stesso</i>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si può vivere nell’ignoranza o accettare che prima di noi ci sono state meravigliose civiltà, le quali non solo hanno apportato modifiche perenni alla storia dell’umanità, ma soprattutto hanno costituito le radici del mondo odierno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Studiare Dante, Ariosto, Leopardi, non significa mettere da parte Omero, Virgilio, Terenzio; i testi degli scrittori &#8211; più o meno &#8211; moderni, sono pieni zeppi di riferimenti al passato e di concetti esplicativi dell’età antica. Non a caso Shakespeare stesso scrisse il celebre <i>Giulio Cesare</i>, e tra l’altro divise in cinque atti le sue rappresentazioni, artifizio scenico nato con Seneca.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le <strong>lingue</strong> morte, così come vengono costantemente definite, oltre che vive e vegete, sono in mezzo a noi e dentro di noi, da sempre.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Perchè le lingue morte Sono difficili</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Sembrerà strano che questo possa essere un invito ad invischiarsi nell’intricato mondo delle grammatiche antiche, eppure oggi più che mai abbiamo bisogno di qualcosa di complesso, qualcosa che ci svegli, una possibilità per le <strong>menti intorpidite</strong> di liberarsi dalla frenesia che regola la nostra vita.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Siamo nell’era dell’innovazione, del rapido progresso, e questo andrebbe bene se solo non influisse su quella <i>forma mentis</i> sopracitata: si pretende sempre più di ciò che si ha, tutto ci è dovuto subito, non ci si ferma più a ragionare su una frase, spesso a porre i verbi in maniera corretta, non viene più spontaneo chiedersi il “perché” che si nasconde dietro ogni cosa.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo studio del greco o del latino non porterebbe certo alla pace nel mondo, né trasformerebbe repentinamente la mediocrità che ci sta mangiando vivi in qualcosa di migliore, forse però ci darebbe una chiave di lettura in più.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sono <strong>lingue</strong> strutturate secondo logiche &#8211; in parte &#8211; fuori dal nostro tempo, sono complesse, ci chiedono di trovare prima il verbo e poi il resto al fine di comprendere il senso della frase, ci spingono a leggere i testi come fossero dei puzzle; gli autori esprimono diverse opinioni &#8211; e contrastanti &#8211; su uno stesso personaggio o fatto di cronaca, quasi a voler sentire anche il nostro punto di vista.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Presentano così un modo diverso di <strong>approcciare</strong> il linguaggio, che si traduce nella <strong>capacità</strong> di sapersi giostrare nelle situazioni, con freddezza e regolarità &#8211; intervallate da un pizzico di fantasia &#8211; ognuno con le proprie attitudini.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La degna conclusione spetta ovviamente a chi sta leggendo, agli studenti di liceo, a chi ha scelto di portare la cultura classica nella propria professione; con la speranza che il messaggio arrivi forte e chiaro a chi ha fame di perpetui dubbi e non di sporadiche e superficiali certezze:</span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Latino e greco sono codici a chiave, insegnano a chiedersi il perché delle cose</i>.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: right;">&#8211; Massimo Gramellini</p>
</blockquote>
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      <title>Cosa non va in Pokémon GO?</title>
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      <pubDate>Tue, 26 Jul 2016 10:00:47 +0000</pubDate>
      <dc:creator><![CDATA[Angelo Delicato]]></dc:creator>
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      <category><![CDATA[Tech]]></category>
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      <description><![CDATA[<p>Le mie considerazioni a freddo sul gioco più chiacchierato del momento e alcune riflessioni su cosa potrebbero (e dovrebbero) riservarci gli update futuri.</p>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>Senza ombra di dubbio è il trend del momento, ne parlano praticamente tutti: dagli eretici che non hanno mai toccato con mano una <strong>cassetta</strong> <strong>Pokémon</strong> (davvero ragazzi, che infanzia orribile avete avuto) sino agli appassionati gamer che sognano di diventare allenatori di Pokémon dal 1996 (quindi l&#8217;attesa è ancora più lunga di quella della lettera per Hogwarts, pensate un po&#8217; voi), passando anche per i quotidiani e i telegiornali.</p>
<p>I <strong>media</strong>, sì, loro.<br />
Se avete aperto questo articolo in cerca di un ulteriore motivo per odiare Pokémon GO, siete capitati nel posto sbagliato. Ci sono stati sì degli incidenti, ma secondo il mio giudizio personale la colpa non è imputabile al gioco sviluppato da Niantic; il motivo è semplice: se qualcuno attraversa la strada senza guardare, oppure si schianta con l&#8217;auto, è lui ad essere un imbecille, l&#8217;evento infausto sarebbe potuto accadere per qualsiasi altro motivo (un messaggio su WhatsApp, una chiamata, qualsiasi altra cosa).</p>
<p>Quindi se fate parte della cerchia &#8220;<em>Pokémon GO vi rende ancora più stupidi di quanto non siate già! SVEGLIAAAAA!!!1!</em>&#8221; vi consiglio di guardare questo breve video e chiudere la pagina.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/0AQU_8-crQ0" width="720" height="405" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<span id="more-95"></span><br />
In questo articolo, infatti, troverete le mie considerazioni a freddo sul gioco più chiacchierato del momento e alcune riflessioni su cosa potrebbero (e dovrebbero) riservarci gli sviluppatori negli update futuri. Perché, diciamoci la verità: <strong>Pokémon GO è un po&#8217; una merda</strong>. L&#8217;ho detto, non linciatemi, ma questo è ciò che penso.</p>
<p>Lo dico da profondo estimatore di tutti i giochi Pokémon, quindi, per poter fare un&#8217;affermazione del genere, ho dovuto combattere contro il mio fanciullino interiore che mi accusava di <strong>alto</strong> <strong>tradimento</strong>. Nonostante tutto, Nintendo ha fatto il botto e le sue azioni sono salite alle stelle.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-61816" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/azioni_nintendo-1.png" alt="azioni della nintendo" width="628" height="360" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/azioni_nintendo-1.png 628w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/azioni_nintendo-1-300x172.png 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/azioni_nintendo-1-250x143.png 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/azioni_nintendo-1-550x315.png 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/azioni_nintendo-1-314x180.png 314w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/azioni_nintendo-1-523x300.png 523w" sizes="(max-width: 628px) 100vw, 628px" /><br />
Dunque, passiamo al nocciolo della questione: cosa dovrebbe implementare/migliorare Niantic per evitare che tra qualche mese tutti smettano di giocare a Pokémon GO?</p>
<h1>Dinamica dei combattimenti</h1>
<img class="alignnone size-full wp-image-61818" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1.jpg" alt="combattimento tra pokèmon su pokèmon go" width="2400" height="1287" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1.jpg 2400w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-300x161.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-768x412.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-800x429.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-250x134.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-550x295.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-336x180.jpg 336w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-559x300.jpg 559w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/pokemon_battle-1-932x500.jpg 932w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" />
<p>Iniziamo subito con la nota dolente; davvero inspiegabile quello che hanno combinato gli sviluppatori con i combattimenti: sono <strong>semplicemente</strong> <strong>orribili</strong>. Non esistono parole diverse per descriverli: ho provato 3-4 combattimenti, dopodiché ho deciso di non farne più fino a quando non verranno migliorati. Capisco che abbiano voluto sfruttare le potenzialità grafiche degli smartphone odierni e produrre una <em>figata</em> in 3D, ma la soluzione <em>Attacco</em> <em>Semplice</em> &#8211; <em>Attacco</em> <em>Speciale</em> &#8211; <em>Schivata</em> è <strong>incredibilmente</strong> <strong>infelice</strong>.</p>
<p>Prego incessantemente affinché i combattimenti si conformino a quelli a cui siamo abituati sulle console Nintendo, perché fondamentalmente sono quelli che ci hanno tenuti incollati ore ed ore davanti agli schermi. <em>Squadra che vince non si cambia</em>, spiegateglielo please.<br />
Se Niantic decidesse di esaudire questo mio desiderio, dovrebbe anche aumentare il numero delle mosse da 2 (risultato della decisione infelice esposta sopra) a 4. Sarebbe altrettanto apprezzata l&#8217;aggiunta delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/MT_e_MN" target="_blank" rel="noopener"><strong>MN/MT</strong></a>.</p>
<h1>Interazioni tra giocatori</h1>
<p>L&#8217;interazione tra i giocatori c&#8217;è in ogni gioco che si rispetti, anzi, c&#8217;è anche in quelli sviluppati nei <strong>peggiori bar di Caracas</strong>, quindi: che stai aspettando Niantic? Quali sono le conseguenze dell&#8217;implementazione di questa feature?</p>
<h3>Scambio Pokémon</h3>
<img class="alignnone size-full wp-image-61819" src="https://tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1.jpg" alt="Combattimento pokèmon game boy" width="1280" height="720" srcset="https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1.jpg 1280w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-300x169.jpg 300w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-768x432.jpg 768w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-800x450.jpg 800w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-250x141.jpg 250w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-550x309.jpg 550w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-320x180.jpg 320w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-533x300.jpg 533w, https://www.tasc.it/wp-content/uploads/2016/07/maxresdefault-1-1-889x500.jpg 889w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" />
<p>Siete stati davvero perfidi a non inserirlo da subito. Viene da sè che lo scambio di Pokémon tra amici sarà la prima feature che verrà introdotta insieme all&#8217;interazione con gli altri player. Potremo finalmente scambiare il nostro rarissimo <strong>Dragonite</strong> (magari per voi non è raro, ma io abito in mezzo al nulla) in cambio di un <strong>Charizard</strong> fiammante. Non vedo l&#8217;ora. Questa feature è un must: altrimenti mi tocca rispolverare il <strong>cavo Game Link</strong> e trasformarmi in <em>McGyver</em>.</p>
<h3>Combattimenti tra giocatori</h3>
<p>Che siano gli orribili combattimenti presenti adesso o quelli a cui tanto aneliamo, anche questa funzionalità verrà introdotta quasi sicuramente. Non è concepibile doversi recare ogni volta alla palestra più vicina per fare un combattimento (oltretutto non divertente).</p>
<h3>Classifiche amici</h3>
<p>La competizione è la base di ogni <em>gioco-crea-dipendenza</em>, dunque sarebbe estremamente gradita l&#8217;implementazione di una <strong>classifica</strong>, magari sia locale (con gli amici di Facebook, Twitter, o altro) che globale.</p>
<h2>Operazione salvataggio batteria</h2>
<p>L&#8217;avete <strong>ammazzata</strong>. Mi riferisco alla batteria del mio smartphone.</p>
<p>Da quando il gioco è stato rilasciato non c&#8217;è giorno che essa non mi chieda pietà. Se sei un <em>addicted</em> e ci giochi per 24h tenendo sempre la testa incollata allo schermo sono problemi tuoi, il fatto è che anche per schiudere un dannatissimo uovo è necessario tenere il gioco acceso (siete stati davvero perfidi).</p>
<p>Ok, adesso mi preparo a chiedere qualcosa che difficilmente verrà esaudito da Niantic: fate schiudere le uova attraverso il <strong>contapassi</strong> dello smartphone!</p>
<p>Sento già i dirigenti Nintendo che ordiscono il mio assassinio. Eh sì, perché così facendo chi se lo compra più il <em>Pokémon GO Plus</em>?</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/OV_yHc9RwgE" width="720" height="405" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Altra nota dolente. Il Pokémon GO Plus, oggi come oggi, è un oggetto troppo costoso per le funzionalità che offre (nel momento in cui scrivo non è nemmeno compatibile con <em>Android</em>).<br />
Quindi se rendessero schiudibili le uova con il semplice contapassi, il Pokémon GO Plus sarebbe ancora più inutile? Per adesso sì.</p>
<p>Nonostante ciò, ci sono molte interessanti feature che possono essere implementate al GO Plus: innanzitutto potrebbe essere utilizzato come <strong>vero e proprio radar</strong> che indica la direzione precisa del Pokémon che stiamo cercando (con la soluzione delle distanza non sai mai se andare avanti, indietro, a destra o a sinistra, che odio!), potrebbe offrirci un <strong>Bonus</strong> <strong>camminata</strong> (incrementando di una percentuale non troppo elevata i km effettivamente percorsi), oppure far comparire Pokémon solo ai possessori del GO Plus (non mi riferisco ai leggendari, ci mancherebbe).</p>
<p>In questo modo le batterie dei giocatori <strong>non-addicted</strong> sarebbero salve e Pokémon GO sarebbe davvero un gioco alla portata di tutti.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Noi appassionati di Pokémon speriamo davvero che queste migliorie vengano inserite perché, oggi come oggi, questo gioco sembra un po&#8217; come un <strong>iPhone</strong>: mancano alcune caratteristiche che nel 2016 potremmo tranquillamente definire basilari, ma nonostante ciò ci giocano (quasi) tutti.</p>
<p>Confidiamo in te, Niantic/Nintendo. Il sogno di diventare allenatori di Pokémon è ancora lontano dal diventare realtà.</p>
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